E' la notte tra il 14 e il 15 aprile del 1916. Sul monte Fumo si svolge una battaglia tra austriaci e italiani durante la prima guerra mondiale. Gli austriaci si trovano dentro "un'immensa cattedrale di ghiaccio" si trincerano, vivono e dormono attaccati, non c'è cameratismo, sono stanchi, sono terrorizzati da tutta quella morte.
Come in ogni battaglia ci sono dei prigionieri e tra loro spicca un misterioso uomo, di cui non si sa il nome. Pensano possa essere merce di scambio in quanto possibile militare di alto grado, ma non parla. Così il maggiore, decide di mandare il medico e sergente Jacob Roumann, non immaginando però che tra i due si instaurerà un rapporto quasi di fiducia, se non forse di dipendenza da parte del sergente, in quanto pende letteralmente dalle labbra dell'uomo misterioso.
Il prigioniero lo ammalia con il suono della sua voce, che lentamente, nel corso delle ore che lo separano dalla sua esecuzione, racconta la storia di un certo Guzman e di come abbia trovato l'amore della sua vita. Il tutto è misteriosamente intrecciato con una figura, altrettanto misteriosa, apparsa sul Titanic esattamente due anni prima. Un uomo, Otto Feuerstein che invece di salvarsi su una scialuppa di salvataggio, si accese un sigaro e attese la sua morte sul transatlantico.
Cosa li accomuna? Qual è la fine della storia? E chi è il prigioniero misterioso? Sopravvivrà come merce di scambio o lo fuc*leranno?
𝑪𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊: in questo libricino di appena 165 pagine Carrisi ci culla in un racconto fatto di mistero. Non è un thriller, è un noir, perciò non ci sono assass*ini da scoprire, indizi da trovare, anche se di indizi, durante tutto il libro, ne vengono disseminati qua e là. Nonostante questo, la sopresa, l'inaspettato è dietro l'angolo. Alla rivelazione di una determinata cosa (che non vi spoilero) sono rimasta letteralmente a bocca aperta!
Non è sicuramente il mio preferito di Carrisi (di quelli che ho letto), perché preferisco i thriller, ma devo dire che questo breve libro mi ha piacevolmente sorpresa. E' tanto dolce quanto crudo e devo dire anche un po' in tema con i tempi che corrono, in cui però non mi voglio addentrare perché non ne ho le competenze.