Il libro è gradevole e interessante senza per questo essere eccessivamente impegnativo, ovvero improntato sulla filosofia della meditazione. Si riesce quindi a leggere tutto d'un fiato. Mette insieme un racconto esperienziale con concetti di filosofia e del senso del sè e della vita.
Ho trovato molto interessante la prima parte ma sinceramente eccessivamente stringata la seconda. Ma, come dice lo stesso autore, lo stato di esclusione dal proprio "io", l'ha portato a non prendere appunti mentali su cosa stesse accadendo a lui e all'ambiente circostante negli ultimi giorni, così da non poterli poi trascrivere.
"A un tratto, ho avuto l'impressione che il mio corpo venisse percepito da fuori, illuminato da unocchio di bue esterno. Percepito da chi? pensavo. E ancora: Ma dove sono? Tuttavia i pensieri verbalizzanti sono guorvianti, quando si ha a che fare con il tipo d'introspezione che io stavo praticando in quel momento, perciò mi è toccato radunare nuovamente l'attenzione, con pazienza e in silenzio, concentrandomi sulle percezioni tattili."