Perdurare nell'universo
"...la cosa più importante della vita era l'autenticità di questa esistenza disordinata, il desiderio incessante di una vicinanza a una comprensione ulteriore, benché imperfetta, il dolore e la sofferenza della nostra carne. Lei mi ha insegnato che è la nostra mortalità a renderci umani. Quel tempo limitato che viene assegnato a ciascuno di noi dà senso alle nostre azioni. Moriamo per fare posto ai nostri figli, e attraverso i nostri figli una parte di noi continua a vivere, unica forma d'immortalità a essere vera."
"Provò la solitudine di giocare con l'intero universo, senza avere tuttavia una casa."
La fantascienza non deve avere velleità di preveggenza verso i decorsi futuri, ma restituire un vocabolario che permetta a noi di riconoscerci; anche quando il mondo cambierà, anche quando non calcheremo più questa terra: da questo sunto nasce e si estingue la visione di Ken Liu nei confronti della fantascienza. In bilico tra le profanazioni tecnologiche di Egan e l'approccio ingenuo-favolistico di un Bradbury, Ken liu rimastica alcuni archetipi della fantascienza e ne arricchisce l'aspetto speculativo attraverso una forte connotazione emotiva.
Lontani dagli asettici circuiti cibernetici o dalle lande desolate di un pianeta all'estremità di una galassia, a fare la differenza è l'interiorità nell'uomo - il suo inizio e fine nell'immensità dell'universo. Centrali, nelle narrazioni di Ken Liu, sono i rapporti umani e l'irripetibile eredità che si lasciano indietro.
Indimenticabili Simulacro, Restare indietro e Mono no aware.
Ricordi di mia madre: ★★★
Madre con malattia terminale sfrutta la relatività del tempo per procrastinare la propria fine e vivere il più possibile la figlia. Storia dolce che attraverso l’espediente del paradosso spazio-temporale narra del rapporto tra genitori e figli.
Animali esotici: ★★★1/2
Qual è l’autonomia delle chimere - esseri nati dalla genetica, ibrido di uomo e animale -, laddove la volontà dell’uomo detta esigenze e desideri più reconditi? Racconto che sull’anelito dell’autodeterminazione ricerca - e trova - la propria compiutezza.
Simulacro ★★★★★
Una tecnologia capace di riprendere e immortalare la persona, sino a restituire un simulacro che interagisce con il mondo e vive quell'eterno presente della durata di due ore. Storia non tanto sulla fattuale debolezza dell'uomo (i simulacri salvifica tentazione), quanto sull'invito a comprendere e perdonare.
La combinazione perfetta ★★★
Vivere con un'intelligenza artificiale tra le mura domestiche è comodo quanto ambiguo: la profilazione ininterrotta può dare adito a dubbi sul libero arbitrio. A metà tra un Her e la notte che bruciammo Chrome (più qualcosa di Truman Show), il racconto sonda le tematiche con spunti interessanti, ancorché alcuni espedienti narrativi filo-cospirazionisti siano un po' troppo grossolani per essere presi sul serio.
Restare indietro ★★★★1/2
Scegliere tra la morte naturale e il Caricamento - ovvero farsi scansionare il cervello per proiettare in una realtà "altra" la generazione dell'anima elettronica. Racconto spaventoso, in egual misura, per credenti e atei.
Mono No Aware ★★★★★
Un asteroide è in procinto di impattare la Terra, ma solamente una parte dell'umanità - poco più di mille persone - trova spazio su una sorta di arca spaziale, che raggiungerà un distante pianeta abitabile. Il protagonista, conteso dalla cultura giapponese d'origine e il suolo americano dove è vissuto, proprio nell'omaggio orientale sublima un senso di accettazione che tramuta il linguaggio in ideogrammi in un linguaggio riappacificatore: l'uomo avrà un futuro finché la memoria del passato e la gratitudine dei rapporti interpersonali continueranno a resistere. Premio Hugo del 2013.
Le onde ★★
Prosegue l'esodo dell'umanità nello spazio profondo, finché la scoperta di un virus DNA-riparatore non apre le porte all'eternità. L'ottimo spunto di partenza viene dilapidato da un approccio mitopoietico-creazionista, reo nel raccordare (male) le molteplici identità dell'uomo: tra antichi di legno, uomini di metallo ed elevazioni spirituali, la gestione del contenuto si rivela piuttosto abborracciata.
Insieme altrove, vaste mandrie di renne ★★★★
Come potrebbe essere l'esistenza all'interno della Singolarità, lo spazio virtuale che ha permesso il transumanesimo della nostra specie? Tra n-dimensioni e infinite stratificazioni geometriche a delineare uno spazio di esistenza matematico, che trascende il contesto mortale a tre dimensioni, l'umanità perdura; e riscopre nell'immortalità la bellezza del transitorio. Racconto di matrice quasi bradburyana, riconciliante verso i percorsi che (forse) percorreremo.