Jump to ratings and reviews
Rate this book

L'anima e la danza

Rate this book
La vita è una donna che danza. Così afferma Socrate, in questo dialogo del poeta che, dall’alleanza indefinibile di suono e senso, crea la musica per un corpo in continua trasformazione vitale. Paul Valéry arriva alla danza dalle parole. Quando danza si fa l’unico nome possibile per la poiesi, il gesto creatore diviene ritmo e materia inedita della carne. Danza è il suo continuo rinnovamento che accoglie il battito del cuore, del tempo e delle cose sempre ancora da amare.

41 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1923

3 people are currently reading
17 people want to read

About the author

Paul Valéry

563 books459 followers
Ambroise-Paul-Toussaint-Jules Valéry was a French poet, essayist, and philosopher. His interests were sufficiently broad that he can be classified as a polymath. In addition to his fiction (poetry, drama and dialogues), he also wrote many essays and aphorisms on art, history, letters, music, and current events.

Valéry is best known as a poet, and is sometimes considered to be the last of the French Symbolists. But he published fewer than a hundred poems, and none that drew much attention. On the night of 4 October 1892, during a heavy storm, Paul Valéry entered an existential crisis, which made a big impact on his writing career. Around 1898, his writing activity even came to a near-standstill, due partly to the death of his mentor Stéphane Mallarmé and for nearly twenty years from that time on, Valery did not publish a single word until 1917, when he finally broke this 'Great Silence' with the publication of La Jeune Parque at forty-six years of age. This obscure but superbly musical masterpiece, of 512 alexandrine lines in rhyming pairs, had taken him four years to complete, and immediately secured his fame. It is esteemed by many in France as the greatest French poem of the 20th century.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
3 (25%)
4 stars
5 (41%)
3 stars
3 (25%)
2 stars
1 (8%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 of 1 review
Profile Image for Shan.
214 reviews10 followers
May 7, 2022
#LLCChallenge2022 #categoria7. Un romanzo di un autore francese.
L'anima e la danza
Paul Valéry
Questo scritto di Valéry ho scoperto essere molto amato dai danzatori, in qualche modo decostruisce il gesto del danzatore, lo rende metafisica ed allo stesso tempo esempio plastico di un vettore fisico. Ci si sposta in continuo fra due piani infatti: quello delle idee e quello della sostanza, della terra intesa sia come regno delle cose materiche ma anche come piano su cui atterrare una volta che ci si è spinti verso il cielo. Nelle altre lingue, soprattutto in quelle nordiche, c'è una parola per ogni tipo di terra: piano della terra, terra come terreno o suolo, terra come globo, noi neolatini (italiani, francesi, spagnoli), credo di non sbagliare in questa mia interpretazione, o almeno non così tanto, anche se abbiamo tanti sinonimi, ne usiamo solo una: terra e questa la dice lungo sul nostro essere vaghi ed onnicomprensivi allo stesso tempo. E' uno scritto non facile, un dialogo fra Socrate, Fedro ed il medico Erissimaco. "La vita è una donna che danza, e che finirebbe divinamente d’esser donna se potesse obbedire allo slancio che la solleva, sino alle nuvole. Ma come noi non possiamo andare all’infinito, né in sogno né in veglia, egualmente lei torna sempre se stessa: termina d’esser piuma, uccello, idea, e insomma ogni cosa in cui al flauto piacque di tramutarla, in quanto la terra medesima che la respinse ora la richiama e la restituisce anelante all’indole sua di donna e all’amato". Nella costante tensione verso la perfezione ogni uomo la cerca imitando la realtà che non è altro, a sua volta, che un riflesso di un mondo ideale. Così la donna spicca un salto volendo toccare le nuvole ma la sua natura fallace ed umana la richiama al terreno. Andando avanti ci si chiede se si può arrivare ad un compromesso: "reale, l’irreale e l’intelligibile si possano fondere e combinare secondo la virtù delle Muse?". Secondo la prefazione di Aurora Delfino "Tra vita e morte, movimento e quiete, suono e senso, divino e mondano, ambrosia e vino, la divinità aleatoria (l’unica umanamente possibile) si esprime tra il dicibile e il non dicibile nella semplicemente mirabile bellezza dell’anima danzante". Il romanzo-saggio si conclude con la figura della danzatrice Athikté dal corpo di bambina, la danza sembra una fiammella, compone disegni nell'aria che non sembrano reali, cattura l'ideale anche se solo per un momento ""Rende visibile l’attimo, e tra quali gioielli s’inoltra, lanciando chiari gesti che sfavillano! Alla natura sottrae attitudini assurde sotto l’occhio stesso del tempo, che si lascia ingannare. (...) l’intero corpo si sposta sul grosso e vigoroso dito del piede(...) La sua prova suprema: prillando, il visibile le si stacca dall’anima, il vaso intero dell’anima s’isola finalmente nella sua purezza, uomini e cose intorno a lei assumano l’aspetto d’un sedimento circolare a informe. (...) Nel centro stesso del suo moto riposerebbe immobile, unica, sola in se stessa, simile all’asse del mondo". Ma dopo questo volteggiare che sembra eterno la ballerina cade, gli uomini del simposio si preoccupano che sia morta, ma come spesso accade per ballerini e teatranti il momento e movimento artistico è un sequestro dalla stato di realtà, è uno stato confuso, come di trance. Athikté si rialza, ha viaggiato, ha toccato l'eterno, ha portato il fuoco sulla terra come Prometeo e poi si è spenta come affaticata alla fine di un rito sabbatico ma racconta " o vortice! In te mi trovavo, o movimento, fuori dalle cose del mondo…"
Displaying 1 of 1 review

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.