Alex Zanotelli, sacerdote e missionario che da sempre vive dalla parte dei poveri, scrive questo piccolo manifesto che porta nel titolo le parole di Papa Francesco ai giovani alla GMG del 2018. E per farlo parte da lontano, precisamente dalla Francia meridionale di fine ottocento. Aigues Mortes, 1893: tra gli operai delle saline, stremati dal caldo e dalla fame, si diffonde una voce. Sono quei pezzenti degli italiani che portano via il lavoro ai francesi. È una fake news ante litteram, una bugia infondata ma a lungo covata nel rancore. Ed è sufficiente a scatenare un massacro: dieci morti e un centinaio di feriti. Parte da qui Zanotelli, per ricordare dove si annidano le radici dell’odio verso lo straniero. E da qui prosegue la sua accorata disamina del nuovo razzismo, scandendo il libro in due parti. Una prima dedicata alla situazione attuale e alla crescente legittimazione dell’odio razziale, dalle parole (e le leggi) dei politici, italiani ed europei, alla tentazione del fascismo. Una seconda in cui, dopo anni di esperienza in Sudan e in Kenya, l’autore pone l’attenzione sul continente africano, che vive ora l’eredità dello schiavismo e del colonialismo. Gli italiani in Libia, poi in Etiopia e in Eritrea. Gli inglesi in Kenya e la sanguinosissima battaglia per l’indipendenza. E poi ancora: il land grabbing e gli Ape, accordi di partenariato economici, il coltan in Congo e l’uranio in Niger... Le responsabilità dell’occidente sono tante, e pesanti. Con un’appendice di Valentina Furlanetto, giornalista di Radio 24 - Il Sole 24 Ore, sulla gestione dei migranti e il fallimento dello Sprar, ovvero il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Per sfatare, una volta per tutte, il mito degli “italiani brava gente”.