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Tutti i romanzi e i racconti: Una vita-Senilità-La coscienza di Zeno-I racconti

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Una vita è il primo passaggio obbligato per entrare in quella sorta di “presa di coscienza”, individuale e collettiva, della crisi della cultura e dei valori dell’uomo europeo, che i romanzi di Svevo in qualche modo rappresentano. Nel racconto di un’esistenza che si svolge tutta all’insegna del non vivere, si scontrano la poetica del verismo e del naturalismo, l’oggettività con cui vengono descritti ambienti e tematiche sociali con la tensione, tutta nuova, dell’introspezione psicologica e autobiografica. La parabola esistenziale di un sognatore, implacabile analizzatore di se stesso, negato all’azione e quindi destinato all’inevitabile fallimento.
Con Senilità Svevo entra nel pieno della sua maturità letteraria. Pubblicato per la prima volta nel 1898 con scarso successo, fu salutato come un capolavoro nel 1927, dopo che Joyce ebbe dichiarato pubblicamente il suo grande apprezzamento per questo libro. È la storia, in una Trieste allietata dai clamori del Carnevale, di un “eroe esistenziale” la cui protesta sociale, il cui non ritenersi figlio dei tempi si arrendono all’amore per una donna, miscuglio irresistibile di sensualità e devozione, di grazia e sfacciata volgarità, di egoismo e pietà. Nell’opera si respira, ormai libera e naturale, quella che Montale definì «l’epica della grigia casualità della nostra vita di tutti i giorni».
Rimasto anch’esso incompreso per lungo tempo, La coscienza di Zeno è il più importante romanzo di Svevo e uno dei capolavori della letteratura italiana contemporanea. È il resoconto di un viaggio nell’oscurità della psiche, nella quale si riflettono complessi e vizi della società borghese dei primi del Novecento, le sue ipocrisie, i suoi conformismi e insieme la sua nascosta, tortuosa, ambigua voglia di vivere. Primo romanzo “psicoanalitico” della nostra letteratura, quest’opera rivoluzionaria seppe interpretare magistralmente le ansie, i timori e gli interrogativi più profondi di una società in cambiamento.
L’inettitudine ad aderire alla vita, l’eros come evasione e trasgressione, il confine incerto tra sanità e malattia sono i temi centrali di Svevo che ritroviamo anche nei percorsi narrativi dei suoi bellissimi e insoliti racconti.

1024 pages, Hardcover

Published September 1, 2016

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About the author

Italo Svevo

260 books495 followers
Aron Hector Schmitz, better known by the pseudonym Italo Svevo, was an Italian writer, businessman, novelist, playwright, and short story writer.

A close friend of Irish novelist and poet James Joyce, Svevo was considered a pioneer of the psychological novel in Italy and is best known for his classic modernist novel La coscienza di Zeno (1923), a work that had a profound effect on the movement.

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Profile Image for Francesca.
99 reviews3 followers
Read
October 10, 2019
Finalmente sono riuscita a finire anche la coscienza di Zeno e devo dire che capisco perché questo è considerato da tutti il miglior libro di Svevo. Innanzitutto la formula del flusso di coscienza è geniale, anche perché permette al lettore di concentrarsi e di capire Zeno per "temi" e non per ordine cronologico, cosa che sicuramente rende il personaggio caratterizzato meglio rispetto agli altri due libri. Zeno è sempre un inetto e troviamo sempre quella feroce voglia di urlargli che si svegli, perché leggere di un inetto genera queste sensazioni e ci fa pure domandare se noi, alle volte, siamo mai stati Zeno. L'inettitudine è sicuramente la protagonista di tutti questi romanzi e la cosa che fa più rabbia è vedere come Zeno cerca di uscirne fuori, senza riuscirci perché ricade nei soliti errori, ma anche il fatto che tutte le persone intorno a lui non capiscono questa sua caratteristica e lo trattano come uno di cui avere pena o deriderne. È come se esistesse una spirale che si ripete con un moto infinito: Zeno che è un inetto, cerca di migliorare ma viene trattato come tale dagli altri e quindi rimane inetto. Una cosa curiosa è che Zeno non è mai se stesso, proprio in virtù del fatto che la sua inettitudine lo fa sentire inadeguato e questa sua inadeguatezza si riflette sul cercare di essere sempre chi colui che ha davanti vorrebbe, generando dei risultati grotteschi. Mi sono piaciuti molto tutti e tre i libri di Svevo che, seppur un po' pesanti se letti assieme data la monotematicità, fanno davvero riflettere con questi personaggi portati all'esasperazione sulla condizione umana e sulla nostra inettitudine.
Profile Image for Gabriele Crescenzi.
Author 2 books13 followers
March 24, 2020
LETTURA DI "LA COSCIENZA DI ZENO"

"Scriva! Scriva! Vedrà come arriverà a vedersi intero."
Proprio così inizia l'opera principale di Italo Svevo, nato Hector Schmitz, uno dei pionieri del romanzo moderno italiano.
Infatti "La coscienza di Zeno" s'imposta come una sorta di rievocazione della vita passata del protagonista, consigliatagli dal dottor S. (chiara strizzata d'occhio al signor Freud), suo psicanalista, per poter trovare le cause dei suoi mali, soprattutto il suo vizio per il fumo.
Zeno Cosini, narratore nonché protagonista del romanzo, comincia così a rievocare fatti passati della sua vita, seguendo il flusso della sua memoria. Inizia così una storia tortuosa, sconnessa dal punto di vista cronologico, fatta di incertezze, di rimorsi, di dubbi, di amori e tradimenti, ma soprattutto intrisa di un grande senso di inettitudine.
Perché la storia di Zeno non è altro che la storia di un inetto: una persona che non riesce ad agire, non riesce a plasmare la realtà fluida circostante e si sente costantemente vinto contro l'inesorabile flusso vitale. Zeno è un narratore inaffidabile, più volte si contraddice, agisce in maniera opposta rispetto a quanto affermato da lui in precedenza. Il protagonista di autoinganna in continuazione, cerca di camuffare la sua sconfitta esistenziale con una serie di giustificazioni e complessi atteggiamenti psicologici. Fa di tutto affinché la sua disfatta, di cui è pienamente consapevole ed è causa dei suoi vizi, quasi una somatizzazione del dolore psichico, possa essere celata e per alleggerire il peso della propria inerzia. E da qui egli si convince di essere malato, più per gettare all'esterno la causa del suo torpore, del suo lasciarsi trasportare senza porsi un freno. Si delinea così un personaggio tragicomico, un anti-eroe che spesso fa sorridere per la sua scarsa furbizia nel nascondere sotto false pretese le ragioni delle sue azioni. Spesso si sente superiore, si sente "puro". Ma non è altro che un illusione per scacciare i demoni della propria incapacità di vivere.
Un'incapacità che si nota nel suo rapporto con il padre, in particolare nell'istante della sua morte, nei suoi innumerevoli e falliti tentativi di sposare Ada, per poi ripiegare su Alberta e alla fine su Augusta, la più brutta (convincendosi poi di averla scelta sin dall'inizio), nel suo affetto finto per Guido, in realtà odio per la sua risolutezza e la sua sicumera.
Insomma un personaggio menzognero, alla costante ricerca di un riparo in cui nascondere alla vista altrui i dolori del suo essere.
Un romanzo moderno essenziale nella letteratura italiana, che mostra un'apertura a quei temi (peraltro già trattati nei suoi precedenti "Una vita" e "Senilità") portanti della narrativa europea, sebbene scritto in una lingua non ben padroneggiata, piena di allotropi e di usi non correnti, che spesso risulta ostica. Ma fondamentale per capire le forti correnti esistenzialistiche del XX secolo.
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