«Sono figli dello stesso letto, ma sono cresciuti in luoghi diversi; condividono buona parte del patrimonio genetico, ma non hanno avuto le stesse frequentazioni; si somigliano molto, ma da vicino è impossibile confonderli; si vogliono bene, ma sotto sotto un po’ si invidiano. È davvero difficile accostarsi alla lingua spagnola senza affiancarle la fotografia dell’italiano e senza riconoscere nei suoi tratti un’inconfondibile aria di famiglia.» Per molto tempo, in Italia, ci siamo affidati a questa affinità di sangue dello spagnolo come scusa per non studiarlo, confidando nell’itañol caricaturale costruito a forza di tormentoni estivi e filmetti natalizi. Poi, quando finalmente abbiamo cominciato a fare sul serio e abbiamo squarciato il velo degli stereotipi, ci siamo accorti che lo spagnolo era molto meno facile, ma anche molto più utile, di quanto pensassimo. Andrea De Benedetti e Carlo Pestelli hanno dedicato alla «lingua Real» anni di frequentazioni e vagabondaggi, e in questo libro ci conducono alla scoperta dei suoi segreti e delle sue curiosità: dai legami con l’arabo ai falsos amigos, dai proverbi più divertenti ai giochi di parole più scivolosi, dai fondamenti della grammatica alle indicazioni per una pronuncia perfetta. Tutto l’occorrente, insomma, per evitare di ordinare del burro a colazione la prossima volta che andrete in vacanza a Toledo, e per conoscere più da vicino una lingua che ha tutto quello che serve per farsi apprezzare: un riconosciuto prestigio internazionale, un suono accattivante, un patrimonio artistico-culturale ricchissimo e un esercito di 500 milioni di parlanti che ne tengono alta la bandiera in ogni angolo del Globo. Un manuale leggero e rigoroso, che dimostra come una lingua porti con sé un’intera visione del mondo. Perché ogni volta che la musica dello spagnolo arriva a stuzzicare le nostre orecchie, sembra sempre prometterci un’altra vita. E pazienza se raggiungerla è meno comodo del previsto: verso una lingua feliz, ci si mette sempre in viaggio volentieri.
Andrea De Benedetti (Torino, 1970) giornalista, insegnante, scrittore e linguista italiano, ha insegnato per nove anni all’Università di Granada prima di rientrare in Italia. Tra i suoi libri: Val più la pratica. Piccola grammatica immorale della lingua italiana (Laterza 2010), La situazione è grammatica. Perché facciamo errori. Perché è normale farli (Einaudi 2015), La lingua feliz! (Utet 2018).
Molto carino! Avendo già letto altri suoi libri, si riconosce lo stile di De Benedetti, fresco e simpatico. Un utile ripasso di alcune peculiarità dello spagnolo per chi già conosce un po' la lingua, com'è il mio caso, in particolare aiuta a capire su cosa dobbiamo concentrarci noi parlanti italiano per non cadere in una delle mille trappole tese dalla somiglianza tra le due lingue.
Il brio è ciò che caratterizza tutto il libro, lo fa leggere tutto d’un fiato e ne fa una lettura piacevole oltre che interessante. È un volumetto che è più a portata di mano di chi la lingua spagnola già la conosce, se no si rischia di non capirne diversi passaggi (certo, per chi già conosce la lingua certe parti possono risultare ridondanti, ma lo stile brioso fa sì che se ne goda la lettura in ogni caso).
La lingua feliz! è un simpatico libro che esplora le similitudini e le differenze tra l'italiano e lo spagnolo. Gli autori, dimostrando una evidente conoscenza di lingua e culture spagnole, si divertono a giocare con i vari por/para, ir/venir, coi falsi amici tra le due lingue, fino a disquisire su detti e storia della Spagna (recente e non).
Interessante la scelta di chiudere il libro parlando di culture basca, catalana e galiziana, forse uno spagnolo particolarmente conservatore non sarebbe così felice della cosa.
In ogni caso, mi sembra un ottimo libro per chi voglia saperne di più sulla Spagna e sulla sua lingua, e magari un'infarinatura (almeno) di castellano potrebbe aiutare a comprendere tutti gli aspetti tirati fuori da De Benedetti e Pestelli. Si legge velocemente, son tanti piccoli capitoli ognuno dedicato ad una curiosità o bizzarria, come dicono loro stessi nel sottotitolo.
«Per molto tempo ci siamo affidati a questa affinità di sangue dello spagnolo come scusa per non studiarlo (spesso ricambiati dagli ispanofoni), confidando nel fatto che per cavarcela in una vacanza a Ibiza o in Erasmus a Siviglia fosse più che sufficiente quell' "itañol" abborracciato e caricaturale messo insieme a forza di canzonette da spiaggia e cinepanettoni, con tutto il carico di stereotipi - linguitici e non - che questi si portavano dietro».
Scritto in modo semplice e divertente, di immediata comprensione per chi già conosce le due lingue e i rispettivi contesti culturali, ma aperto anche a chi non ha una benché minima infarinatura di español. Fra giochi di parole e falsos amigos, aneddoti e curiosità, fra pillole di grammatica e modísmos, un piccolo prontuario per gli amanti di queste due lingue romanze.
Ho un rapporto un po' conflittuale con Andrea De Benedetti. Un altro suo libro sullo spagnolo era proprio mediocre, uno sullo sport non mi è piaciuto per niente, mentre un altro sulla grammatica mi aveva colpito e spinto a cercare altre cose scritte da lui.
E siamo arrivati a questo, preso come reminder di Amazon.
Non parte granché bene, ma migliora con l'andar dei capitoli. Serve assolutamente avere una conoscenza della spagnolo per apprezzarlo, però. I riferimenti alla lingua di Cervantes sono continui e piuttosto approfonditi.
Mi sono piaciuti molto i capitoli sul catalano - con cui mi sto divertendo in questo periodo - e le altre lingue minoritarie spagnole: basco e galiziano.
Potrei dare a De Benedetti un'altra possibilità in futuro.