… per conoscersi, bisogna potersi immaginare.
Nel 1973, Rodari raccoglie in questo piccolo libro una serie di riflessioni sulle svariate tecniche dell’invenzione. Con il consueto stile asciutto e colloquiale, attraverso 44 capitoletti, in fila per sei …, offre spunti di riflessione e stimoli «a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola.».
Una singola parola che, se ben usata, può diventare un … sasso nello stagno …
«Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.».
Nell’antefatto, Rodari cita Novalis (poeta, teologo, filosofo e scrittore tedesco, 1772–1801) e riporta una piccola, ma illuminante frase tratta dai
Frammenti
: “Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l’Arte di Inventare”.
«L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce, perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale, eccetera), soffocato dal mecanismo tradizionale: “interrogazione-giudizio”, ne potrà nascere la tecnica della lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati.»
Io credo che figure come Rodari o il mitico Maestro Manzi, abbiano fatto davvero tanto per la scuola italiana. Temo però che, col passare del tempo e la normalizzazione dei cervelli, il loro insegnamento possa andare perduto, nell'indifferenza, come … lacrime nella pioggia …