Pubblicato nel 1929, Corriere del Sud raccoglie e sublima le drammatiche esperienze dell'autore in ricognizione sul Sahara nel corso delle sue missioni aeree in Africa del Nord. L'eroe del libro, in cui Saint-Exupéry si rispecchia, è Jacques Bernis; autobiografico è anche l'amore del protagonista per Geneviève, una donna che finirà per sfuggirgli. Opera difficilmente definibile, in parte cronaca impietosa delle difficoltà dell'aviazione civile francese nella sua fase eroica e in parte diario intimo sull'impossibilità di amare, Corriere del Sud è stato il primo romanzo dell'autore del Piccolo principe; a questo testo di ampio respiro viene qui affiancato L'aviatore, il racconto che ha rivelato le doti letterarie di Saint-Exupéry. È infatti in queste pagine che viene presentato per la prima volta il personaggio di Bernis, al quale Saint-Exupéry intendeva dedicare un altro testo oggi perduto, L'Évasion de Jacques Bernis.
People best know French writer and aviator Antoine de Saint-Exupéry for his fairy tale The Little Prince (1943).
He flew for the first time at the age of 12 years in 1912 at the Ambérieu airfield and then determined to a pilot. Even after moving to a school in Switzerland and spending summer vacations at the château of the family at Saint-Maurice-de-Rémens in east, he kept that ambition. He repeatedly uses the house at Saint-Maurice.
Later, in Paris, he failed the entrance exams for the naval academy and instead enrolled at the prestigious l'Ecole des Beaux-Arts. In 1921, Saint-Exupéry, stationed in Strasbourg, began serving in the military. He learned and forever settled his career path as a pilot. After leaving the service in 1923, Saint-Exupéry worked in several professions but in 1926 went back and signed as a pilot for Aéropostale, a private airline that from Toulouse flew mail to Dakar, Senegal. In 1927, Saint-Exupéry accepted the position of airfield chief for Cape Juby in southern Morocco and began his first book, a memoir, called Southern Mail and published in 1929.
He then moved briefly to Buenos Aires to oversee the establishment of an Argentinean mail service, returned to Paris in 1931, and then published Night Flight, which won instant success and the prestigious Prix Femina. Always daring Saint-Exupéry tried from Paris in 1935 to break the speed record for flying to Saigon. Unfortunately, his plane crashed in the Libyan Desert, and he and his copilot trudged through the sand for three days to find help. In 1938, a second plane crash at that time, as he tried to fly between city of New York and Tierra del Fuego, Argentina, seriously injured him. The crash resulted in a long convalescence in New York.
He published Wind, Sand and Stars, next novel, in 1939. This great success won the grand prize for novel of the academy and the national book award in the United States. Saint-Exupéry flew reconnaissance missions at the beginning of the Second World War but went to New York to ask the United States for help when the Germans occupied his country. He drew on his wartime experiences to publish Flight to Arras and Letter to a Hostage in 1942.
Later in 1943, Saint-Exupéry rejoined his air squadron in northern Africa. From earlier plane crashes, Saint-Exupéry still suffered physically, and people forbade him to fly, but he insisted on a mission. From Borgo, Corsica, on 31 July 1944, he set to overfly occupied region. He never returned.
Questo libro mi ha totalmente disorientato, per diversi motivi. In primis c'è la delusione: amo moltissimo Antoine de Saint-Exupéry: “ll piccolo principe" e “Volo di notte" sono due titoli che mi sono rimasti nel cuore e che hanno uno stile tra i più belli, evocativi e profondi che abbia mai letto. Mi ero quindi approcciato a questo libro carico di aspettative che, mi duole ammetterlo, sono state profondamente disattese. In secondo luogo è proprio lo stile in sé a essere confuso in maniera improponibile: non si riesce a capire chi sia il narratore; non si riesce a tenere il filo degli eventi e quelle riflessioni che normalmente sono il punto di forza dell'autore francese sono spesso incomprensibili o addirittura fuori contesto (o almeno così mi è sembrato). L'impressione che ho avuto è quella di un'opera immatura (si tratta infatti della prima pubblicazione dell’autore) in cui la frenesia di voler scrivere e di voler trasmettere qualcosa ha preso il sopravvento, rendendo tutto frettoloso e inefficace. Antoine De Saint-Exupéry di cose da dire ne aveva parecchie, ma sembra quasi che volesse dircele tutte insieme e che quella di “Corriere del Sud” fosse l’unica occasione che avesse per farlo. A dirla tutta, pare quasi una primissima bozza di “Volo di notte", priva di errori ortografici ma disorganizzata; un ammasso di appunti messi insieme alla rinfusa. È dura accettare che una delle poche opere pubblicate da un autore importante - che oltretutto ci ha lasciati molto giovane - si riveli una profonda delusione. Ma a parte i giudizi, di cosa parlano "Corriere del Sud" e “L’aviatore"? Difficile da dire. Riguardo a “Corriere del Sud”, quel che è certo è che, come “Volo di notte", sia stato ispirato dall'esperienza dell'autore come pilota aeropostale. Anche i temi sono simili e ne emerge un forte senso di alienazione: il pilota infatti si eleva sugli uomini e sulla Terra, sia letteralmente che metaforicamente. Egli si sente lontano dalle cose da appartengono alla superficie, in un modo anche difficile da spiegare. Il tutto è contornato da una curiosa storia d'amore immaturo di cui non si scorge capo né coda e che dunque non suscita emozioni. “L’aviatore”, invece, è un racconto molto simile al romanzo che lo precede: anzi, direi che in realtà sia proprio il racconto che ha ispirato “Corriere del Sud” e dal quale sono stati copiati anche interi paragrafi. A meno che io non sia impazzito e soffra di deja-vù letterari, è così. Bene, Valerio, nella tua vita hai stroncato Antoine de Saint-Exupéry: lo avresti mai detto?
P.S. La citazione che segue è di una bellezza incredibile, e il fatto che sia stata inserita in un contesto così confusionario mi fa rosicare il doppio. Quanto potenziale sprecato!
“Voi, generazione dei laboratori, avete integrato il cammino della stella e non lo riconoscete più. È un segno nel vostro libro, ma non è più luce: ne sapete meno di un bambino. Voi avete scoperto persino le leggi che governano l’amore umano, ma l’amore sfugge ai vostri segni: ne sapete meno di una ragazza! Ebbene, venite a me. Quella dolcezza della luce, quella luce dell’amore, io ve le restituisco. Io non vi faccio schiavi: vi salvo. Io vi libero dall’uomo che per primo calcolò la caduta di un frutto e vi chiuse in questa prigione.”