Poesie rock’n’roll, microracconti pornoromantici, un diario flippato che viene dal fegato, tra un sogno e l’altro, cose a capo che a volte s’innamorano, altre volte s’incazzano. A Catalano piace zigzagare un po’ tra la sfiga che ci pervade ogni giorno e la dolce battaglia dei sentimenti che fanno di tutto per diventare amore, ma che a volte cascano a terra e si spaccano i denti. Però con un ruzzolone da morire dal ridere. Perché lui è un poeta con l’ironia nelle parole, e ha il coraggio di ammetterlo: le tette sono la sua parte preferita sessuale, ma quelli che cambiano le carte in tavola sono gli occhi. Con i suoi versi surreali e fulminanti, Ti amo ma posso spiegarti è il libro che ha fatto esplodere il fenomeno Catalano: una raccolta di poesia senza mezzi termini.
Guido Catalano nato a Torino nel 1971, è poeta e performer. Porta i suoi libri (e la sua barba) in giro per l’Italia, con oltre 130 reading all’anno. Collabora con Smemoranda, è ospite fisso di “Caterpillar” su Radio Rai 2, tiene un blog sul “Fatto quotidiano” e cura la posta del cuore per la rivista “linus”. Ha pubblicato per Miraggi Edizioni Ti amo ma posso spiegarti e Piuttosto che morire m’ammazzo.
Ieri ho visto un meme con Julia Roberts In Pretty Woman coi capelli ricci che poi a me manco me piacciono i capelli ricci In quella foto era uguale a te anche se tu dicevi che non era vero e io dicevo che avevi ragione perché eri più bella tu
Comunque ho visto sto meme e t'ho pensato anche se sto cercando di non pensarti più e tutto sommato funziona credimi anche se a volte e più difficile Ma ho pensato a quanto bella fossi no, non nella realtà nella mia testa che ai miei amici quando t'ho fatto vedere mi hanno detto "sì carina, ma niente di che"
E invece io te lo dicevo che per me eri l’ottava meraviglia del mondo La nona La decima Fino a più infinito che non ci potevo credere che fossi reale e invece lo eri
anche se non mi hai mai creduto
e anche se mi manchi come l'aria io sono contento perché in tutto lo schifo del mondo nel mio cinismo nel mio lamento continuo il mondo mi ha fatto scoprire l'amore per cui va bene cosi anche se a volte certe cose devono finire anche se certe volte un autore che ti piace fa un libro brutto anche se l’altro libro di catalano l'avevo preferito
anche se a me i capelli ricci non me piacciono
Ma quando incontro una riccia da quando ti conosco la seguo con gli occhi spero che mi guardi aspetto spero che si alzi la mascherina e spero di vederci il tuo sorriso e il tuo naso storto che a te non piaceva e io ti dicevo "guai a te se te lo rifai" che stai bene così
Quando invece l'ennesima tipa viene da me si abbassa la mascherina s'avvicina e presa male me dice "ma che ce stai a prova?? Va che non so mica Julia Roberts" e io le rispondo che tranquilla lo so io mica stavo cercando lei stavo cercando a te
Ti amo, ma posso spiegarti, e non c'è Moccia che tenga...
Sapete quando state lì, da soli, affaccendati in qualunque cosa, e la mente va lo stesso, pensa, perché non sa fare altro, quello è il suo mestiere. Ecco, quei pensieri lì, scaturiti tra voi e voi, se poteste trasferirli immediatamente sulla carta probabilmente vi stupirebbero. Perché sono pensieri liberi, senza sovrastrutture, senza alcuna costrizione. Sono pensieri geniali, e per questo li si dimentica subito. Guido Catalano i suoi è riuscito a metterli nero su bianco. Pensieri liberi, non versi sciolti. E la metrica non serve. Si affrontano tutte le tematiche: i rapporti sociali, la crisi, le nevrosi, le domande esistenziali, le relazioni uomo/donna, il blocco dello scrittore e si ride, in compagnia, da soli, si ride da star male. Ho cominciato a leggerlo in treno. Ho dovuto smettere perché non riuscivo a frenarmi e la gente mi guardava come si guarda una pazza. Però non sono poesie comiche (continuo a chiamarle poesie per comodità, in realtà non c’è un sostantivo che le definisca.). Forse c’è un po’ dell’umorismo pirandelliano, del grottesco alla Woody Allen, c’è satira ma c’è anche molto di più. C’è la capacità di osservare il mondo e se stesso con l’aria scanzonata di chi non si aspetta nulla per cui tutto è un dono. C’è l’abilità geniale di usare le parole come le palline del giocoliere, lanciandole in alto e facendole rimbalzare solo alla fine dell’esibizione.
Per quelli che quando si imbarazzano sessualmente fanno domande stupide a sfondo musicale
Amo come amo (bonus track 2015) - mi sa che t’amo sai? – ma dai? e come m’ami? – come t’amo – sì, ma come? – come ma come? – ho capito che m’ami, ma come m’ami? – ma che domande, t’amo come t’amo – m’ami come m’ami? – sì, sono uno che ama come ama – che vuol dire che m’ami come m’ami? – mah, non vuol dir niente, credo – ah, ok, e baciare, baci? – beh, per baciare, bacio sì che bacio – e come baci quando baci? – indovina – baci come baci, scommetto – brava – poi? – poi, salto come salto, mangio come mangio, scrivo come scrivo, rido come rido, urlo come urlo, dormo come dormo, siedo come siedo, cago come cago, odio come odio, parlo come parlo, ballo come ballo, fingo come fingo, piango come piango, cado come cado, muoio magari no, muoio, magari un’altra volta – e come fai all’amore? – come faccio? – all’amore – mah, all’amore nel senso sessuale del termine dell’amor sessuale dici? – sì, dico proprio in quel senso sessuale di far l’amore sessualmente amoroso – ah beh quello è difficile da spiegare a parole dovrei mostrartelo nella verità dei fatti nel senso fisico del concetto corporeo nella società moderna contemporanea, ti piacciono i Metallica? – come? – ti piacciono i Metallica? – mi hai davvero chiesto se mi piacciono i Metallica? – sì, scusa quando mi imbarazzo sessualmente faccio domande stupide a sfondo musicale – ok, scopiamo
Settembre 1985, si comincia quarta ginnasio, siedo in seconda fila, sulla sinistra, davanti a me un tizio con gli occhiali non troppo alto, abbiamo tutti e due l'aria un po' sfigata, lui era Guido Catalano e nessuno avrebbe detto che sarebbe diventato un poeta famoso anche se l'aria un po' folle ce l'aveva giá ... sará il caso di leggere un suo libro, finalmente..
Le poesie di Catalano arrivano dritte al cuore con una miscela di ironia e romanticismo. Questa raccolta forse non è tra le mie preferite, ma merita ugualmente di essere letta.
Guido Catalano spacca, me ne sono accordo dopo dieci righe. Spiegare cos'è Ti amo ma posso spiegarti e perchè è un libro assolutamente da leggere, da tenere sulla mensola e da regalare agli amici più pazzi, be' non è semplice. E' un libro di poesie? Poesie che fanno ridere? Anche, ma non solo. Di sicuro è molto di più. Come molto di più è il binomio autore-romanzo, non si può prescindere dall'autore per parlare di questo libro, perchè le poesie, o quel che sono, e l'autore sono una cosa sola. Mi spiego, sono andato a vedere una presentazione di questo libro, a Bologna. Catalano è un istrione, un animale da palcoscenico, non è certo uno scrittore intimidito da un microfono e una platea. Arriva e sembra teso, poi attacca a leggere le sue cose. A Zelig spaccherebbe, ma Zelig è troppo pop, forse (ma poi, perchè no, pagano bene!). Ecco, dopo la presentazione, leggendo le poesie di TAMPS è l'autore a leggerle nella tua testa, senti la voce, la erre particolare, fai le pause come farebbe lui. Quindi per questo dico che le poesie e l'autore sono così particolari che andrebbero prese insieme come fossero un coca-rum.
Una volta quando mi dicevano che 'sta roba non è poesia, rispondevo che anche Montale andava un sacco a capo. Non funzionava. Poi mi son convinto che non è poesia. Più che altro mi ha convinto il mio commercialista. Dentro a TAMPS ci sono 47 cose andate molto a capo. Con tutta probabilità è poesia. Secondo me spacca. Guido Catalano
Che cos'è allora? Libri di poesie che fanno ridere ce ne sono stati altri. Mi viene da pensare a Flavio Oreglio. O le povesie di Giacobazzi e altri ancora. Ma Catalano mi pare faccia una cosa diversa. Lui la poesia la maneggia con esperienza e la plasma in un modo tutto suo, la risata che strappa non è mai fine a sè stessa, non è mai clichè, non c'è una struttura che si ripete, non c'è un finale che ribalta tutto quello che l'ha preceduto. Non c'è nemmeno tormentone. L'autore scrive cose a metà strada tra poesia vera, parodia, dialoghi surreali e storie. Storie dove lo stesso Guido è il protagonista (e qui riprendo il concetto di tutt'uno tra libro e autore), uno solitario, un po' sfigato, eccentrico. C'è un sacco d'amore, spesso amore incompreso. A volte il suo personaggio mi ricorda Epifanio di Albanese per la dolcezza e la delicatezza, pur esprimendosi in modi molto diversi.
Vi riporto un pezzo a caso (sono tutte belle), questo poi è un dialogo:
- in che senso? - non ho mai udito nulla di simile
- tu odi i miei occhi? - no, li amo
- non odii, odi - sì l'odo
- lodo? - non lodo, li odo
. com'è possibile? - non so, mandano come una frequenza che capto
- come le balene? - come i cani - come i delfini? - come gli extraterrestri
- è fastidioso? - è doloroso
- se li chiudo? - don't close your eyes
- perchè parli in inglese? - così mi sembra che sto cantando una canzone
- dillo pure in italiano - non chiuderli allora
- mi dispiace - di cosa?
- che i miei occhi inauditi ti provochino dolore - hai visto love story?
- no - guarda che amare significa non dire mai mi dispiace
- ma io non ti amo - se tu mi amassi smetterei di soffrire l'inauditezza dei tuoi occhi e saremmo felici per sempre nell'amore
- come in love story? - no, in love story lei muore e lui soffre come una bestia - dev'essere un film struggente - minchia altroché struggente, una mazzata
- ti sei commosso? - guarda, mi sono pianto nelle orecchie
- in che senso? - è che l'ho guardato sdraiato con il portatile sulla pancia e a un certo punto le lacrime mi uscivano copiose e andavano a finire dritte nelle orecchie
- strano, non mi è mai capitato - eh, prova a vederti love story sdraiata con il portatile sulla pancia e vedi
- proverò - lo vediamo assieme?
- così tu poi sfrutti la mia commozione per abbracciarmi e tentare di baciarmi? - no, voglio vedere se ti piangi nelle orecchie
- ok - domani da te?
- sì ma niente scherzi - ti sembro uno che scherza?
- no, in effetti no
Poi un'altro stralcio:
di poesia, di metal, d'amore
ho sempre desiderato fare il lottatore di catch mi sarei fatto chiamare "Tremendo Demonio" cento chili di nanismo feroce una maschera tutta rossa mai avuto coraggio
da qualche parte ho letto "lasciate l'Ego fuori dalla porta" io una volta ci ho provato quello si è incazzato e l'ha sfondata, la porta poi ha spaccato tutte le stoviglie ha pisciato nel lavandino mi ha guardato serio e mi ha detto - non ti provare di farlo mai, mai più. coglione [...continua]
Ecco, una tira l'altra. Alla sera quando ti metti nel letto a leggere due paginette per addormetarti, finisce che non puoi smettere. Finisce che ridi da solo ad alta voce e tua moglie ti molla calci negli stinchi. Finisce che ti passa il sonno e ti viene voglia di un panino al prosciutto e un film di serie B su rai 3. Cioè, è un libro che ti da dipendenza, che poi cerchi anche i suoi vecchi libri editi da altri editori, guardi su ebay se qualcuno vuole liberarsene, che nuovi non credo si trovino più. Niente. Guido Catalano farà un sacco di strada, le presentazioni sono spettacoli dove la gente fa la fila per la dedica e le copie spariscono in pochi minuti. E' mezzo svitato, questo è sicuro, ma secondo me spacca.
Quindi finisco questa pseudo recensione con la consapevolezza di non essere in grado di scrivere recensioni, tantomeno di libri di poesia che forse non è poesia (ma spacca). Finisco dicendo che non è la zeliggata, questo ha un suo perchè, ha un filo, ha un sacco di cose. Ti mette addosso allegria senza essere banale, ti racconta anche delle piccole storie (memorabile quella di "grazie Martina che mi"), storie d'amore, di morte, storie di quotidiano. A volte ti sorprende con un pezzo commovente e ti dici che in fondo se non è poesia comunque è roba bella.
Anche il libro poi è particolarmente bello, dico da vedersi. Ha la solita sovracoperta in carta da pacchi con un buco nel centro, è stampato per bene, ha pagine nere con carattere bianco e pagine bianco col carattere nero. La carta è bella, l'inchiostro non puzza. Leggetelo se volete passare un po' di tempo in allegria. regalatelo ai vostri amici che ne resteranno sorpresi (un amico mi ha detto testualmente: "'sto tizio è un genio, ma dove l'hai pescato, uno così dev'essere famoso per forza"). E comprandolo sosterrete un'editoria fatta con tanto amore e passione.
Guido Catalano è uno dei miei amori letterari, non posso più fare a meno di leggere qualunque cosa lui scriva. Speravo di incontrarlo al Salone Internazionale del libro di Torino, ma sarà per il prossimo anno o almeno si spera.
Nel frattempo continuo a leggere le sue raccolte di poesie e mi sento la protagonista poco complice della canzone di Daniele Silvestri: lui piange e io rido. Le sue disavventure amorose, la sua perseveranza in imprese impossibili e il suo amore per donne impossibili, la tenerezza del suo senso della sconfitta, sono tutte cose che mi fanno sorridere. Guido Catalano probabilmente avrà riso poco scrivendo le sue poesie… In queste ultime notti ho letto “Ti amo ma posso spiegarti” ha tutta l’aria di una dichiarazione d’amore colpevole. Un po’ come dire “Ti amo ma non è colpa mia”.
In ogni coppia reale o presunta, esiste sempre un dislivello: qualcuno ama di più, ma solo per compensare chi ama di meno. Guido Catalano si innamora quasi sempre di donne gelide, anaffettive e poco inclini ai sentimenti. Lui mette su carta queste differenze tra chi ama e chi non vuole essere amato.
Degni di nota e interesse sono i suoi dialoghi auspicabili, tra una poesia e l’altra inserisce questi pseudo dialoghi, privi di apparente logica ma pieni di sentimento. Vorrei un mondo di uomini come Guido Catalano…
“La presi al volo mi disse grazie mi baciò ci scassammo cinque medie doppio malto a cranio quando fu il momento di riaccompagnarla a casa mi chiese se poteva dormirmi addosso da lì in poi le meraviglie non si poterono più contare sulle dita di molte mani."
Iniziato e finito oggi, 14 Marzo 2023. Non lo so, mi aspettavo di meglio. Ho visto Catalano in uno spettacolo assieme al grande amore Mercadini e mi erano piaciute le poesie che aveva portato quella sera, alcune delle quali ho ritrovato nella raccolta. Catalano diceva di essere considerato un cabarettista dai poeti e un poeta dai cabarettisti, e credo che questo sia il problema: hanno ragione entrambi. Leggere le sue poesie non è come leggere un qualsiasi altro poeta morto e sepolto; le poesie di Catalano (per me purtroppo la maggior parte di questa raccolta) senza di lui ad interpretarle sono dialoghi un po' sconclusionati, fantasie strane e senza troppo significato. Detto questo è ovvio che non sia tutto perduto, diverse poesie mi sono piaciute, ma forse non è il mio stile :(
Incredibilmente affascinante e puro e rozzo e vero. È il libro di poesie più piacevole e divertente che io abbia mai letto. E poi fa davvero ridere, fa ridere e sorridere e ti scalda il cuore e ti lascia un saporino fantastico in bocca. È piuttosto diretto e non filtrato, ma è questo che lo rende così bello. Ho adorato questa piccola raccolta con tutta me stessa e mi ci sono rivista in così tanti diversi aspetti e sfumature, non pensavo fosse possibile. Queste poesie così spontanee e aspre a primo impatto, si sono sciolte lentamente dentro la mia anima e le ho rese mie come non mi era mai successo prima. Davvero BELLE. Ma belle davvero.
Se è vero che non basta andare a capo per comporre una poesia (e Guido Catalano - se non fosse chiaro - dedica al suo "andare a capo a cazzo" (cit.) un'intera poesia) e che bisogna rispettare metriche e regole stilistiche, allora questo non è un libro per cultori. Piuttosto è un libro da godere, dimenticandosi delle definizioni. Perché poco importa se Catalano sia più un poeta o un performer, se siamo davanti a poesie o a racconti condensati. È una raccolta di versi talmente surreali, intrisi alcuni di romanticismo atipico altri di umorismo nonsense, che disorientano per quanto siano geniali e al contempo deliranti, divertono e, inevitabilmente, incantano.
Una volta dì più, Guido Catalano non mi ha deluso e mi ha regalato un eccellente inizio di vacanze dì Natale con la sua opera prima. La mia poesia preferita è "Teniamoci stretti che c'è vento forte" perché l'ho sentita recitare per la prima volta dalla mia adorata cantante e attrice Noemi Smorra. Ma anche le altre sono in perfetto, infallibile, inconfondibile stile Catalano, mescolando ironia pungente e talvolta irriverente e situazioni molto vere di cui è importante trattare. Grande zio!
Io personalmente non posso leggerne ad alta voce la stragrande maggioranza perché ho un serio problema nell'enunciare parolacce, ma caspita se Guido Catalano sa scrivere poesie d'effetto! Me ne sono sinceramente piaciute più della metà, che è più di quanto possa dire di ogni altro libro di poesie che abbia mai approcciato finora. E il bello è che fanno ridere, tanto; ma non soltanto.
Spacca, spacca. Poesie di versi diversi che vanno a capo a cazzo ma posso spiegarti. Originale, sicuramente � la prima cosa che viene in mente. Ma originale non basta, n� � ormai una caratteristica necessariamente vincente. Nelle sue "poesie" (anche Montale andava spesso a capo) Catalano parte spesso dall'autoreferenzialit�, come ne "Il bloccone", che ovvia al blocco dello scrittore scrivendo una poesia sul blocco dello scrittore. E fin qui, ancora niente di pazzesco, la dinamica pare gi� nota. La bellezza di questa raccolta e' invece nell'unire ad un linguaggio beffardo, spesso volgare, all'apparente irriverenza da guitto delle note delicate e amorose, spesso con radici molto umane, in un "io" onesto, piccolo, divertente e divertito. Un io che, attraverso il non prendersi sul serio, finisce per farlo "dannatamente" (con buona pace di Bukowski al citofono) bene. Secondo me spacca.