Un violín de fina fabricación perteneció a una joven judía. Ella, junto con su familia, fue llevada al campo de concentración de Auschwitz. Lo único que pudo llevar escondido fue su preciado violín, y gracias a él y a que sabía interpretarlo de manera maravillosa, logró vivir con un poco más de dignidad en aquellas condiciones tan difíciles. Esta es una bella historia narrada por el violín, que nos habla del Holocausto, la familia, las esperanzas y la abnegación.
Forse "delicato" non è il termine giusto per definire libri che trattino questo argomento, ma non mi viene in mente nessun termine più adatto. Sarà che è destinato a un pubblico più giovane e viene usato, appunto, un tono più leggero, ma più ci penso e più "delicato" mi sembra appropriato. Delicato e triste ovviamente.
La forma en la que se implementa un violín como símbolo de memoria y esperanza, no solo un instrumento sino tambien un refugio, la música que permite vivir, aún asi cuando el mundo parece haberse roto. No hizo faltas descripciones tan detalladas para que pudiera alcanzar a transmitir y poder sentir la tristeza y dolor como si fuera el de uno propio, solo bastó con la esencia y humanidad de los personajes para amar este libro. Logra transmitir mucho en menos de 100 páginas y las ilustraciones son preciosas.
Hoy 30 de diciembre del 2018 compre este libro porque estoy leyendo toda la temática de Auschwitz. Mientras me comía un helado decidí leer solo el comienzo y cuando me di cuenta ya lo estaba acabando, detuve la lectura y la termine en la casa debido a que estaba que lloraba con lo que leía. Recomiendo este libro de inicio a fin, me gusto que sea contado por el mismo violín... Definitivamente haré reseña más extensa de este libro en el canal.
Una storia coinvolgente, forte, emozionante che, narrata dal punto di vista di un oggetto, un violino, un Collin-Mézin, con tenerezza e nostalgia, ci racconterà la vita di Eva-Maria, Cicci, una ragazza ebrea che fino a quel momento aveva avuto tutto ciò che una ragazza della sua età potesse desiderare sopratutto l'amore per la musica e il suo violino. Siamo però in un' Italia ormai sprofondata nel caos che, dal giorno dopo l'armistizio, vede i nazisti invaderla a caccia di ebrei.
Fu così che Cicci venne deportata ad Auschwitz, insieme alla madre e al fratello Enzo. Fortunamente riuscì a portare con sé il suo amato violino, unica ragione di vita in quel mondo ormai marcio e assurdo in cui le persone perdevano la vita solo a causa della propria religione o diversità... Essendo una musicista quindi a Cicci gli vennero concessi alcuni agi che gli permisero di resistere più a lungo a quelle atrocità, anche se, spesso si ritrovava a dover suonare durante le esecuzioni.
Riuscì anche ad avere notizie di suo fratello Enzo tramite un messaggero che le consegnò un suo bigliettino, prudentemente nascosto allinterno del violino, che la esortava a non mollare. Purtroppo però quasi alla fine della guerra il violino si ruppe e Cicci cadde in depressione. Non gli fu più permesso di suonare e da quel momento, giorno dopo giorno, si lasciò morire. La guerra finì e Enzo l'unico sopravvissuto della famiglia, insieme al padre disperso, riuscì a recuperare il violino tra gli oggetti sequestrati dalle SS e lo portò a riparare dal liutaio in cui fu acquistato la prima volta. Enzo però non venne più a ritirare il violino e in seguito fu acquistato da Carlo Alberto che lo custodì come una vera e propria reliquia.
Una storia toccante, drammatica soprattutto perchè tratto da una storia vera. In questi giorni in cui è più facile ricordare grazie al movimento mediatico, Il violino di Auschwitz di Anna Levatelli, è una lettura che consiglio sia ai ragazzi che agli adulti. Sono queste le storie che dovrebbero essere portate come testimonianza di un passato che "merita" di essere ricordato solo per la vergogna di quello che è stato commesso e che ancora oggi continuiamo, anche se diversamente, a commettere. Circa sei milioni di ebrei morti non ci hanno insegnato niente?
Relato muy bello que cuenta una anécdota del Holocausto. De un violín real, llamado el violñin de Auschwitz que se conserva en las "Salas de Música" del Museo Cívico Ala Ponzone de Cremona, surge esta historia, donde seguimos al violín y su dueña desde su hogar en Turín hasta los campos de Auschwitz.
Sé que la palabra "bonito" no es la correcta pero no se me ocurre cúal otra usar. Me refiero a que, aunque sea cortito, es bonito (¿o bueno?). Y triste, obviamente. Desde el título sabes que lo será. Lo recomiendo.
Libro per ragazzi ma che propone una storia per tutti. La tematica della Shoah viene ben affrontata e il racconto è molto commovente; le illustrazioni giocano un ruolo chiave per la completezza del romanzo.
Il violino di Auschwitz è un racconto unico e commovente tratto da una storia vera. E’ una storia per bambini che fa riflettere e che descrive, attraverso gli occhi e le emozioni di una ragazzina, i terribili giorni e le terribili esperienze vissute all’interno del campo di Auschwitz, dove la musica è l’unico motivo per continuare a sperare, a vivere. https://ilmondodichri.com/il-violino-...
Come raccontare gli orrori della discriminazione razziale e le atrocità dei campi di sterminio ai bambini? La storia di Cicci, raccontata da un curioso narratore interno, il suo violino, ha finalmente risposto a una domanda che mi sono posta per anni. È davvero difficile descrivere certi avvenimenti storici quando si parla con i più piccoli, e spesso lo si fa senza la dovuta cautela, rischiando di ferire la loro sensibilità. Quando ho letto questo libro, ho ripensato a quanto a nove anni il racconto della Shoah mi avesse spaventata e mi sono detta: “Se solo la storia mi fosse stata raccontata così, forse non avrei sofferto tanto”. Penso che questo sia il principale punto di forza di questo romanzo: "Il violino di Auschwitz" è una storia toccante, arricchita da splendide illustrazioni, e che, nel contempo, non si sofferma sui dettagli delle abominevoli torture perpetrate dai nazisti. Vero protagonista della storia è il violino; vero tema del racconto, la musica come mezzo di liberazione e strumento di ricostruzione di un’armonia perduta. L’Europa lacerata dagli orrori della guerra e dai soprusi dei regimi totalitari diviene il regno incontrastato del caos, in cui la menzogna e la contraddizione la fanno da padroni. L’Italia in subbuglio dopo l’armistizio, le bugie raccontate dai tedeschi prima delle deportazioni, quella frase beffarda sui cancelli di Auschwitz... tutto questo turbina nella testa della piccola Cicci come un’implacabile bufera, dalla quale solo la musica sembra rappresentare una via di scampo. L'intreccio lineare e il lessico semplice, insieme all’estrema sensibilità della narrazione di fatti realmente accaduti, si confanno perfettamente al pubblico cui la storia è idealmente destinata, ma la rendono piacevole anche a un pubblico adulto. A dispetto dell’omissione dei particolari più cruenti, infatti, non si tratta affatto di una storiella banale e leggera, ma di un racconto serio e drammatico, capace di emozionare grandi e piccini. Insomma, una lettura da non perdere!
Eva María vive con sus padres y su hermano Enzo, tiene una gran pasión por la música, pero ella es judía y todo su mundo cambia con la llegada de la guerra. De un día para otro tuvieron que abandonar su vida, dejaron de pasear, de ir al cine, el padre dejo de trabajar, no iban al colegio. Hasta que un día fueron apresados por los oficiales y llevados a un campo de concentración. Lo curioso de esta historia es que es contada por el violín de Eva María, nos relata sus vivencias y cómo es obligada a tocar su violín para los oficiales. El libro es corto, de menos de 100 páginas, al igual que muchas otras, es una historia muy triste y conmovedora, basada en hechos reales.
Questo non è un libro solo per bambini, ma è un libro che tutti dovrebbero leggere. È un modo molto originale per richiamare alla memoria Auschwitz, dal punto di vista di un violino che dopo tanti anni viene riportato a suonare in quel campo tremendo in cui si svolge la storia. Il messaggio che questo libro vuole mandare è che la musica rende liberi, contrapposto a quello inciso sul cancello del campo di sterminio: il lavoro rende liberi. Una lettura piacevole, accompagnata da deliziose illustrazioni.
Se me encogió el corazón al pensar en cómo de un día para otro puede cambiar tanto la vida de una familia como los Levi. La historia del libro no fue contada para condenar lo que pasó en Auschwitz, sino para dar esperanza para quien lo lea. Leer este libro es como una palmada suave en el hombro, con unos susurros de “la tormenta ya está por pasar”. Si solo Eva María hubiera resistido un poco, pero falleció unos meses antes de que la guerra acabara. Sin embargo, sin ese desenlace, no tendríamos la gran historia que inspiró y honró la memoria de tantas vidas en el holocausto.
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Lloré, siempre lloro con todo lo que tenga que ver con la segunda guerra mundial y más si es una historia real
Fue una lectura muy rápida, pero que nos hace recordar y tener presente el punto del estudio de los hechos históricos, para no cometer los mismos errores.
Algo que me pareció muy especial de este libro es que cada capítulo tenía un nombre de algún tipo de ritmo que demostraba cómo se sentía la situación, ya sea alegre, triste, etc.
Al último donde se dan datos sobre las personas y la historia, se me estrujó más el corazón. Eso me hizo darle las 5 estrellas.
Este libro a pesar de ser tan corto, solo con unas cuantas frases y una pagina lograron sacarme lagrimas.
Es una lectura profunda, al mismo tiempo ligera y refrescante. Si el tema de la segunda guerra y los testimonios de aquellos que la vivieron son algo que te gusta, no lo dudes dale el chance.