4 stelline e mezzo per un libro da cui ho imparato moltissimo!
"Era solenne, quasi fiero anche se ferito a morte, ma era riuscito a proteggere i corpi che da oltre un anno riposavano nel suo ventre, e ora veniva per passarceli in custodia […]. I militari, al suo passaggio, salutarono e si fecero il segno della croce. Ora toccava a noi".
Un libro che mi è piaciuto tantissimo perchè mi ha fatto riflettere su aspetti ai quali, mi sono accorta, non avevo mai dato la giusta attenzione.
La Cattaneo è un medico legale che con alcune persone che da sempre collaborano con lei decide di dedicare la sua vita ad un'impresa tanto difficile quanto ammirevole: dare un nome alle vittime del Mediterraneo, restituire ai corpi di tutte le persone che hanno perso la vita nella speranza di approdare in un porto sicuro la dignità di un riconoscimento, la dignità di essere persone e non oggetti affondati tra le onde e dimenticati. In effetti io in primis mi sono chiesta: quante volte mi sono soffermata a pensare a chi fossero davvero i "migranti"? E le loro famiglie che li hanno visti partire e scomparire all'orizzonte non sono lì in attesa di notizie? E i parenti che li attendono in Europa lo sapranno che invece non arriveranno mai? Poche, me lo sono chiesto troppe poche volte e proprio per questo il volume della Cattaneo mi ha davvero aperto gli occhi.
L'autrice racconta minuziosamente il processo di identificazione dei cadaveri, lo scetticismo di chi "sta in alto" e a volte non riesce a capire fino in fondo l'importanza di questa iniziativa, l'odio e l'ignoranza di quelli che sostengono che a noi non dovrebbe importare, che non dovremmo "spendere i nostri soldi" per questo, eppure lei e la sua squadra vanno avanti senza fermarsi mai e pian piano compiono qualcosa di incredibile. Solo grazie al loro duro lavoro migliaia di persone, genitori, mariti, mogli, fratelli, hanno avuto la possibilità di piangere i loro cari guardando i loro corpi, si sono potuti rassegnare alla certezza di averli persi anzichè vivere nell'eterna attesa di notizie che non giungeranno mai, anzichè straziarsi il cuore nella vana illusione di sentire ancora la loro voce, perchè a volte l'incertezza fa più male della verità più dolorosa, solo con il riconoscimento dei corpi ad esempio molti bambini possono essere legalmente riconosciuti come orfani e avere così la speranza di essere adottati e di ricominciare a vivere in un altro Paese.
Ho ammirato tantissimo la passione, la dedizione al lavoro della Cattaneo e della sua squadra, il suo continuo ringraziare tutti coloro che hanno fornito strumentazione, luoghi per allestire il processo di riconoscimento, volontari che donassero tempo, impegno e lavoro a questa impresa che è destinata, per fortuna, a diventare sempre più importante e imprescindibile.
Sono durissime le pagine dedicate al recupero dei corpi sui barconi affondati, in particolare il racconto della tragedia dell'ottobre 2013 che ha segnato un punto di svolta per questa squadra di medici coraggiosi e straordinari, così come sono commoventi e strazianti le storie dei riconoscimenti, il vedere la speranza abbandonare il volto di coloro che speravano di poter un giorno rivedere i loro cari imbarcatisi, così come è toccante leggere di persone che nel dolore della perdita riescono a ringraziare con le lacrime agli occhi Cristina e il suo team per aver dato loro attenzione, per averli considerati davvero persone, per essersi preoccupati dei loro sentimenti e della loro sofferenza. Io ho letto tutto con un enorme peso sul cuore, sapendo che le parole che avevo davanti agli occhi raccontavano storie vere, eventi accaduti non così lontano da me, ma anche con un sentimento di orgoglio e speranza per aver scoperto che in questo Paese che oggi più che mai si chiude in se stesso perdendosi in farneticanti discorsi identitari c'è anche gente di cui essere orgogliosi e da prendere ad esempio.
Mi sento anche io di ringraziare Cristina Cattaneo e le persone di cui si è circondata per avermi ricordato che ogni uomo è una storia e ogni storia ha un nome che lo identifica e che ci racconta anche di tutti coloro che quell'uomo lo hanno amato, che lo aspettano, che lo sognano, che pregano per lui e che hanno tutto il diritto di sapere quest'uomo che destino ha avuto. Grazie al lavoro di questi medici sempre più naufraghi, sempre più persone sfortunate inghiottite dal mare potranno finalmente avere un volto e una storia e, con essi, la restituzione della loro dignità.