«Amo la scrittura di questa donna: ti rapisce all’istante e senza un perché. Ma una spiegazione c’è: Colette ha inventato il linguaggio per definire la strana osmosi tra i piaceri che alla leggera chiamiamo fisici e l’infinito del mondo». Questo linguaggio nuovo è l’oggetto primo dell’attenzione di Julia Kristeva, che ci offre un’avvincente e sofisticata rilettura critica della scrittrice francese, andando a scavare nelle parole con cui Colette «dice l’indicibile e nomina l’innominabile». Colette (1873-1954), la scandalosa autrice di meravigliose pagine di letteratura erotica, l’amante insofferente e anticonformista di donne e di uomini, resta tuttora un’icona dell’immaginario libertario femminile. Sposata tre volte, ballerina spregiudicata nei teatri della Francia fin de siècle, fu anche la prima donna nella storia della Repubblica francese a cui furono tributati funerali di Stato. Pagina dopo pagina, la tumultuosa vicenda biografica di Colette si mescola all’analisi del suo genio, facendo di questa biografia un punto d’arrivo nella comprensione di una delle menti più creative del XX secolo.
Julia Kristeva is professor emerita of linguistics at the Université de Paris VII and author of many acclaimed works. Her Columbia University Press books include Hatred and Forgiveness (2012); The Severed Head: Capital Visions (2014); and, with Philippe Sollers, Marriage as a Fine Art (2016).
In realtà abbandonato; purtroppo questa opzione manca in Goodreads. Kristeva mi aveva già fregato tantissimi anni fa con "stranieri a noi stessi", libro scritto meravigliosamente, ma di cui non conservo alcun ricordo sostazioso. Idem con questo saggio. Adoro Colette, non è un segreto per nessuno, leggerei anche la sua lista della spesa, come si dice ed ho visto entrambi i film biorafici su di lei; quindi quando ho letto di un libro dedicato a lei mi ci sono fiondato. Però non si capisce di cosa parla: tante splendide parole ben armonizzate, ma su cosa sarebbe questo saggio? Boh!
This is an excellent view of Colette's complex and challenging life. Very little is left to the imagination. People who know me will recognize the cover photo as a frequent icon I use. It's a constant reminder of how she lived her life. With courage and beauty.
I've finished it and really enjoyed it. What a great informative read. It was written in 1990, though. So, twenty years has gone by and I'm hoping to find a more up-to-date writing to fill me in on the last twenty years.