– Es atnācu jūs atbrīvot, – princese smiedamās teica. Acis viņai mirdzēja, viņa bija skaistāka nekā jebkad. Līdzās stāvēja mazā meitene, kam mati bija izlaisti pār pleciem, un arī viņa staroja jaunā skaistumā. – Mēs abas atnācām jūs atbrīvot, – Haksena izlaboja pašas teikto, – es un mana meita.
Septiņu Virsotņu karalistē valda jukas. Nu jau visi zina, ka princese Haksena ir nosargājusi savu un Tumšā Kunga meitu Haniju, un arī to, ka ar kalēja dēla Dartreda palīdzību Haksenai ir izdevies aizkļūt līdz Svētūdens avotam. Dartreds ir notverts, un nodevības dēļ viņu gaida karātavas. Taču māte un meita vēl nav atrastas, un klīst runas, ka meitene ir apveltīta ar pārsteidzošām un ļaunām burvju spējām, turklāt izskatās vecāka par saviem gadiem. Taču patiesība ir pavisam citāda...
“HANIJA. MĒMĀ RAGANA” ir otrā grāmata Silvanas De Mari triloģijā. Latviešu lasītājiem jau ir pazīstamas autores grāmatas “Pēdējais elfs” un “Pēdējais orks”, kas padarīja viņu par vienu no pasaulē pazīstamākajām itāļu fantāzijas žanra rakstniecēm. Autores darbi ir tulkoti vairāk nekā divdesmit valodās un ir saņēmuši svarīgus apbalvojumus.
Silvana de Mari, medico chirurgo, ha lavorato in Italia e, come volontaria, in Etiopia. Da quando le è venuto il dubbio che i mali dell’anima siano devastanti quanto quelli del corpo, si occupa di psicoterapia. Per Salani ha pubblicato negli Istrici L’ultima stella a destra della luna, La bestia e la bella e L’ultimo Elfo (Premio Andersen 2004), che l’ha consacrata star internazionale della fantasy: tradotta in diciotto lingue, Silvana De Mari è l’autore italiano più venduto nel mondo dopo Camilleri. Da Salani sono usciti inoltre L’ultimo Orco (2006), secondo libro della saga iniziata con L’ultimo Elfo, e il saggio sulla fantasy Il drago come realtà. Del 2009 è Il gatto dagli occhi d'oro e Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo.
Gandrīz neticami, bet otrā daļa man patīk daudz labāk par pirmo. Pirmajā daudz vairāk varēja just, ka lasītāju mērķauditorija ir skolas vecuma bērni, te atgriezās tā de Mari, ko tik ļoti iemīlēju lasot "Pēdēko elfu". Jā, protams, pasaules uzbūve ir melnbalta (kaut gan šajā grāmatā tomēr arvien vairāk var sajust, ka cilvēku vairums gan tomēr nav gluži melnbalts, tikai ļoti viegli Tumšā apmuļķojami un pakalpināmi). Nesen atzinu, ka man patīk grāmatu varoņi, kas balansē uz autisma robežas - nu Hanija arī tāda ir, tikai citu iemelsu pēc. Ar nepacietību gaidu, kad nākošā grāmatā beidzot krustos viņas ceļš ar Gari!
Patīk, mīlu un izbaudu tik ļoti! Pilnīgi noteikti citādākā izpildījumā mani konkrēti kaitinātu pats stāsts, bet de Mari radītie un Meieres iztulkotie teikumi mani personīgi uzrunā tik spēcīgi, ka esmu sajūsmā un patīk. Pašai, nevis bērniem :D
3.5 Me, me, me... diciamo che è andata bene, ma poteva andare meglio. Il primo libro della serie mi aveva lasciata stupefatta: mi aspettavo una storiella per bambini, e invece ho avuto un originale capovolgimento di tutti gli stigmi del fantasy, raccontati con uno stile poetico, un sarcasmo pungente e l'atmosfera di una fiaba. Questo seguito però ha perso molti dei punti forti lungo la strada. Lo stile resta sempre molto particolare, la protagonista memorabile, l'umorismo cinico e paradossale. La storia però perde molto del suo fascino iniziale. Il sentore fiabesco che caratterizzava il primo volume è andato quasi del tutto perduto. Ne rimane qualche traccia nella prosa, che però è veramente prolissa e ridondante. Pagine intere di epici discorsi cavallereschi, monologhi, invettive, ripetizioni su ripetizioni sempre degli stessi concetti... una marea di chiacchiere, insomma, come se la storia da sola non fosse sufficiente a raggiungere il numero minimo di pagine per la pubblicazione. Ne consegue, ovviamente, che la storia è un po' lentuccia. Soprattutto nella parte centrale non succede quasi nulla. Per fortuna la città di Geno e le sue vicissitudini sono molto accattivanti, e hanno tenuto vivo l'interesse in una parte altrimenti decisamente noiosa. Rois è stato una meravigliosa aggiunta, ADORATO, mentre Hania, nonostante dia il nome alla serie, a questo giro è stata un po' trascurata. Peccato, visto che è la parte migliore. Per non parlare dell'aria di dolore e disperazione che si è diffusa nel corso della storia. È in linea con gli avvenimenti, certo, ma non proprio l'ideale se si è in un periodo un po' abbattuto, e si cerca una qualche forma di evasione...
Secondo avvincente capitolo della saga di Hania. La figlia del Signore Oscuro, che è stato sorprendentemente sconfitto dalla sua creatura, prosegue nel suo cammino di conoscenza dell'umanità e delle bellezze del creato. La strega muta viaggia insieme alla madre, Haxen principessa delle Sette Cime, e al cavaliere Dartred, unici difensori del mondo per fermare il malvagio piano dell'Oscuro. Perché questi è stato battuto ma non sconfitto. E continua a ordire le sue trame. I tre eroi devono fuggire così dal Regno delle Sette Cime, in preda alla corruzione e alle tenebre, e trovare rifugio nel Regno dei Mercanti (a suo tempo acerrimo nemico delle Sette Cime e ora in lenta e inesorabile decadenza, anche qui l'Oscuro sta tessendo le sue trame) e precisamente nella città di Geno. Ma la guerra giungerà inesorabile e spietata e Hania dovrà dare fondo alla sua forza interiore per vincere anche questa battaglia e prepararsi alla sfida finale con il padre. Silvana De Mari conosce alla perfezione i meccanismi della fiaba: pochi concetti semplici ma potentissimi, ripetuti quasi ciclicamente, in modo che il racconto fantastico funga da divertimento, ma anche da fonte di sapere e di istruzione. Lealtà, cavalleria, educazione, rispetto: ecco i valori veri che permettono di distinguere i "buoni" dai "cattivi". I quali, al contrario, seguono le vie "facili": tradimento, soprusi, violenza, inganno, sopraffazione. In questo bellissimo secondo capitolo, la De Mari non risparmia anche episodi "duri" vicinissimi alla violenza. Ma, pensandoci molto bene, le fiabe devono avere anche un lato "cattivo", perché servono, come dicevo, all'istruzione, all'educazione dei bambini per capire come va il mondo, come si presenta la vita. E mondo e vita non sono solo zucchero filato e petali di rosa, ma anche e sopratutto sangue, bile e rabbia. Fenomenale la città di Geno: una delle più belle descrizioni di una città fantastica (ma lo è per davvero? Non è che nelle nostre impersonali metropoli possiamo ravvisare i difetti e le solitudini della città color azzurro e nero?). Anche in questo capitolo, poi, è presente il tema dell'accoglienza e dell'aiuto verso chi soffre o è in pericolo. E' perfettamente inutile sottolineare che i poveri, gli ultimi e i reietti sono quelli con il cuore più puro. In breve, moltissime tematiche sparse in tutte le pagine. Una lettura a più livelli davvero molto molto interessante. E, diciamolo, non vedo l'ora di leggere come andrà a finire... :)
[...]Purtroppo non mi ha presa quanto speravo, nemmeno paragonabile all'entusiasmo con cui ho concluso il primo. Lo stile dell'autrice lo ha sollevato da un voto sotto la media per la trama che in alcuni punti RISTAGNA fin troppo in una sorta di limbo prima di nuovi eventi che portano avanti la storia di poco, o meglio: di tempo ne passa molto alla fin fine, a singhiozzi, salti temporali in cui mi sono un po' persa fino a portare HANIA e suo fratello a un'età "utile" affinché anche quest'ultimo possa divenire ingranaggio utile alla trama.[...]
Capita spesso di restare affascinati dal primo volume di una serie, ma di trovare deludenti i seguiti. Trattandosi di una trilogia, ed essendo La strega muta il capitolo centrale della storia, la mia paura era proprio quella di trovarmi davanti al classico romanzo di mezzo, un po' noioso e sottotono. E invece sono rimasta piacevolmente colpita da questo volume che, pur non essendo privo di difetti, ho trovato comunque avvincente e appassionante. La storia riprende esattamente dove si era interrotta, quindi leggere i volumi senza interruzioni è stata una bella idea, mi ha dato l'idea di star leggendo un solo, corposo, romanzo, e visto il genere a cui appartiene non mi è affatto dispiaciuto. Non che avessi dei dubbi, ma in questo capitolo la De Mari si è riconfermata secondo me un'autrice di grande talento, con il suo stile riesce a trasmettere in modo reale e intenso ciò che immagina, e non posso negare che alcuni passaggi mi sono davvero rimasti impressi. Amo il modo in cui riesce a dare letteralmente vita alle scene di combattimento, non tanto per come le descrive, ma per la forza e il coraggio che dona ai suoi personaggi negli attimi di pericolo, quando la salvezza delle loro vite dipende esclusivamente dalle loro scelte. Come al solito la De Mari non teme niente, e quando scrive lo fa in maniera sincera e reale, mettendo il lettore di fronte a gioia e amore, ma anche al dolore, quello vero. In questo capitolo della trilogia si accentuano infatti le tinte dark, che già nel primo non mancavano, ma che in questo si intensificano, rendendo la lettura moralmente difficile. La storia di Haxen e Hania non è una storia semplice, o felice. È una storia colma di perdite, di abbandoni, e con la guerra che riduce il regno in povertà la morte è una presenza costante, che più di una volta è riuscita a strapparmi una lacrima. Accanto ad Haxen, principessa delle Sette Cime, ho provato la disperazione di una madre che non può proteggere i suoi figli dal pericolo, ma anche la felicità pura e assoluta che solo una famiglia può donare.
«Hania è mia, demone, è la mia bambina; lei combatterà per il mondo e lo proteggerà, lei distruggerà i tuoi eserciti, lei distruggerà te.»
Ne La strega muta ritroviamo lo stile un po' lento e descrittivo che caratterizza tutti i romanzi della De Mari, che preferisce senza dubbio concentrarsi sui sentimenti dei personaggi e sulle descrizioni, lasciando poco spazio ai discorsi. Il romanzo però non annoia, la trama prende una piega che decisamente non mi aspettavo e i colpi di scena non mancano. Ho apprezzato moltissimo anche il fatto che la storia raccontata copre un lasso temporale piuttosto lungo, nel corso dei due romanzi vediamo infatti la piccola Hania crescere e diventare una giovane donna, questo mi ha permesso di affezionarmi a tutti i personaggi proprio perché ho avuto l'impressione di conoscerli realmente, ho sofferto quando alcuni di loro sono rimasti indietro, e ho provato gioia quando altri si sono aggiunti ad Hania nella sua lotta contro il male. Alcuni di essi hanno davvero stuzzicato la mia curiosità e non vedo l'ora di ritrovarli nel capitolo conclusivo della trilogia, che spero esca presto. Questi sono i Fantasy che preferisco: quelli che raccontano di vite reali, del bene e del male che affrontiamo tutti i giorni, ma che sotto a questa crudezza nascondono ancora molto altro. Il coraggio, l'importanza di amare e di vivere al massimo ogni istante, e la consapevolezza che solo noi possiamo decidere chi siamo e per cosa siamo disposti a lottare.
Handlung:Die junge Prinzessin Mariel und ihre Tochter Hania sind in letzter Minute Hanias Vater, dem Herrn der Finsternis, entkommen. Doch der hat noch einen anderen Trumpf im Ärmel: es gibt ein weiteres Dämonenkind, einen gleichaltrigen Halbbruder, der die finsteren Pläne des Vaters vollenden soll. So bleibt Mariel und Hania keine andere Wahl, sie müssen zurück in ihre Heimat und die Königin warnen. Doch die Königin wird ermordet und Mariel gefangen genommen. Nun ist es allein an Hania, den Kampf gegen das Böse aufzunehmen …
Orte: Das Buch spielt in mehreren Ländern, einer wirklich fantastischen und zauberhaften Welt, die sich durch ihre schöne Natur, aber auch durch das Grauen auszeichnet. Mir haben die Orte sehr gut gefallen, da sie sich der Handlung angepasst haben und man seiner Kreativität selber freien Lauf lassen konnte.
Gestaltung: Mir hat das Cover von zweiten Teil viel viel besser gefallen, als das von ersten und ich finde es passt sehr gut zu dem Geschehen in dem Buch und es spiegelt den Inhalt wieder. Die Kapitelgestaltung war wie immer eher schlicht und übersichtlich.
Schreibstil: Mit dem Schreibstil hatte ich schon im ersten Teil Probleme und auch hier sind sie wieder aufgetreten. Ich mochte den Schreibstil einfach überhaupt nicht und ich bin auch sehr schlecht vorangekommen. Auch die Dialoge und Beschreibungen waren einfach nicht meins, weshalb es hier leider einen Punkt Abzug gibt.
Personen: Auch hier hatte ich so meine Probleme. Im Laufe der Geschichte sind immer mal ein paar neue Personen aufgetaucht, die ich immer sehr gerne mochte, aber da möchte ich jetzt nicht spoilern. Ich mochte diese auf jeden Fall sehr gerne. Ich hatte allerdings wieder Probleme mit der Protagonistin Hania. Ich habe sie einfach nicht verstanden und mochte ihren Charakter nicht.
Geschichte: Die Geschichte mochte ich eigentlich ganz gerne, da die Handlung einerseits sehr interessant war und ich wissen wollte, wie es weiter geht, allerdings gab es auch hier einige Schwachstellen, da es oft eher langweilig geworden ist und ich das Buch des Öfteren weglegen musste. Das hat das Buch für mich ein bisschen kaputt gemacht, obwohl ich wirklich versucht habe es spannend zu finden, allerdings muss ich dazu sagen, dass mir sowohl Anfang als auch Ende sehr gut gefallen haben.
Fazit: Das Buch hatte für mich so viel ungenutztes Potential. Es gab ein paar sehr gute Aspekte, wie die Orte, das Cover und den Großteil der Handlung, allerdings habe ich auch einige Kritikpunkte bei Schreibstil, Personen und ein Teil der Handlung, weshalb ich nur 2 von 5 Sternen gebe und mich hier beim Verlag für die Bereitstellung des Rezensionsexemplars bedanken.
Ja tas ir iespējams, man šī daļa patīk vēl labāk par pirmo!! Sākumā likās mazliet garlaicīgi, jo iepriekšējā dienā biju pabeigusi izcilu grāmatu un tāpēc likās, ka šī ir nesalīdzināma ar to otru un liedza izbaudīt pilnībā, bet beigās jau viss bij kārtībā. Lai nu kā otrā daļa likās tāda nopietnāka un smagāka, arī nežēlīgāka. Nelikās vairs kāmazu bērnu grāmata. Kas man patika. Manas domas par Haniju prātā ir samaisījušās pilnīgā mikslī! Viņa vienā vārdā ir ✨APBRĪNOJAMA✨ Kā 12gadīgs bērns var būt tik bīstams un nežēlīgs?! Hanija likās tik ļoti vecāka par divpadsmit gadiem! Un nepierasti, ka gandrīz pusi no grāmatas Hanija bija zīdainis. Tā man lasot vēl nebija gadījies! Man grāmatās ļoti patīk, ka galvenie varoņi ir ļauni, bet labi, ja saprotat ko domāju. Ka viņi ir nejauki, bet vienlaicīgi tik labsirdīgi, jo tad viņi jūtas tik ļoti 🫧ĪSTI🫧 (nezinu kā citādāk pateikt)
Ļoti gaidu nākamo daļu, lai uzzinātu kā Hanijas stāsts beidzās🍯🍯🍯
In questo libro Hania sta crescendo e con lei i suoi poteri. La battaglia personale di questa piccola strega fra luce e oscurità è sempre appassionante e avvincente. Arrivano anche personaggi nuovi molto interessanti che stravolgono un po' i piani, piccoli pezzi di puzzle che si riuniranno tutti nel 3° e ultimo volume dove finalmente avrò un quadro definitivo, non vedo l'ora. Devo ammettere che Hania Il cavaliere di luce è stato più appassionante di La strega muta, che comunque rimane una bella lettura.
Il primo volume non mi aveva convinto affatto. Fortunatamente, però, la mia ossessione nel non lasciare mai le cose a metà mi ha fatto comprare anche il seguito. E devo ammettere che è una Trilogia davvero ben riuscita, originale ed inaspettata. Autrice italiana, si definisce "un medico che scrive", e trovo sia assolutamente affascinante riuscire a conciliare le due passioni che richiedono così tanto tempo e dedizione. Vorrei essere come lei, in futuro.
Silvanas De Mari radītā pasaule it kā pasaku zeme ar savām teiksmām un sāgām par princesēm, bruņiniekiem un ienaidniekiem, par mūžīgo labā un ļaunā cīņu, bet reizē tik reāla, tuva un caur caurēm cilvēcīga. Stāsts par mums pašiem.
Continua la bella storia di Hania, la figlia del signore oscuro e della principessa svampita che ha scoperto la propria dimensione e che ha deciso di prendere in mano il proprio destino. E quello della sua famiglia. Una bella favola fantasy adatta ai bambini, per quanto trovi insopportabile l'autrice, devo ammettere mio malgrado che continuo ad apprezzarne i romanzi per ragazzi.
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