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Il profeta dell'incubo

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Il "Ciclo del sogno" è una delle colonne portanti dell'opera di Lovecraft e si erge come la più multiforme, inventiva e spesso spiazzante esplorazione mai concepita nei regni dell'immaginario e del fantastico. Nella visione di Lovecraft la dimensione onirica è l'esatto opposto di un luogo contraddittorio, insensato o caotico e i "regni del sogno" formano un vero e proprio universo a sé stante, connesso al nostro da arcani portali, dotato di una complessa struttura tridimensionale, animato da contrasti, conflitti, battaglie. Eppure, perfino negli antri sotterranei più sinistri e minacciosi, è sempre invariabilmente pervaso da un alone di profonda e seducente magia.

336 pages, Paperback

Published May 26, 2016

20 people are currently reading
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About the author

H.P. Lovecraft

6,285 books19.4k followers
Howard Phillips Lovecraft, of Providence, Rhode Island, was an American author of horror, fantasy and science fiction.

Lovecraft's major inspiration and invention was cosmic horror: life is incomprehensible to human minds and the universe is fundamentally alien. Those who genuinely reason, like his protagonists, gamble with sanity. Lovecraft has developed a cult following for his Cthulhu Mythos, a series of loosely interconnected fictions featuring a pantheon of human-nullifying entities, as well as the Necronomicon, a fictional grimoire of magical rites and forbidden lore. His works were deeply pessimistic and cynical, challenging the values of the Enlightenment, Romanticism and Christianity. Lovecraft's protagonists usually achieve the mirror-opposite of traditional gnosis and mysticism by momentarily glimpsing the horror of ultimate reality.

Although Lovecraft's readership was limited during his life, his reputation has grown over the decades. He is now commonly regarded as one of the most influential horror writers of the 20th Century, exerting widespread and indirect influence, and frequently compared to Edgar Allan Poe.
See also Howard Phillips Lovecraft.

Wikipedia

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4 (3%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
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October 29, 2019
Strano che non riesca a parlare di Lovecraft con l’ironia un po’ destruens con cui affronto i mostri sacri, specie se è la prima volta. È chiaro che l’ironia ha al fondo la vecchia morale della fabula di Esopo, quella della “Volpe e l’uva”: in fondo non mi ero perso nulla…mi pareva che fosse... Sapendo pero’ che verosimilmente a me manca la sensibilità di coglierne il gusto per l’abitudine al masscult di S.King e Abrham Stoker e digiuna di quello che mid e Cultura Alta hanno proposto in questo campo.Ne intuisco la profondità che frena lo sberleffo ma resto in superficie, ahimè.
Immaginavo, infatti, storie “de paura” vista anche la sua affermazione che «la più antica e potente emozione dell’umanità è la paura, e la più antica e potente delle paure è la paura dell’ignoto» . Ma niente: o sono abituata a roba per bocche buone o sono psicopatica al punto di non potere provarne. Infatti le migliori storie di camposanti violati le ho lette, con annesso il brivido orripilante, proprio nei due sopra: lui, invece, accenna a un "indicibile “scoperchiatura di una tomba in un cimitero abbandonato, aggredito, chiazzato, inghiottito dalla disgustosa avanzata di vegetazione infetta. Bella raffica di aggettivi ma non mi mettono paura.

In “Azathoth”, un incipit di un romanzo mai scritto, trovo fenomenali le prime dodici righe: la questione ambientale come Apocalisse. Le frasi che usa, "le speranze dell'infanzia per sempre dissipate" e "la fuga dei sogni del mondo", sembrano copiate da Greta nella sua invettiva all'ONU.
Lui stesso diceva: “molto presto il sistema solare arriverà alla propria fine e nessuno nel cosmo saprà che ci sia mai stata una Terra o una razza umana o dei bramini o dei musulmani o dei cristiani o degli shintoisti o esseri di tal genere… polvere alla polvere… e la risata ironica di qualsiasi entità che starà guardando il cosmo dall’esterno… eh già!”
Giustamente Wu Ming 1 osserva che “Novant’anni fa non si parlava di radioattività né di scorie, perché non esistevano centrali nucleari; si sapeva pochissimo delle cause dei tumori … non si parlava di contaminazione delle falde acquifere, né era contemplato che le grandi opere avessero un impatto ambientale, perché non esisteva una questione ambientale”.

Ma più vado a vanti nella lettura dei racconti e più perplimo, nonostante la valenza dei suoi pensieri e la raffinatezza della scrittura. Un perplimo per ogni racconto, con un'unica certezza: per H.P.L. non bisogna superare, mai, la frontiera delle cose date ai sensi. Di là è pericoloso: è il mondo dei sogni anzi degli incubi. E quando puntualmente supera il limite, le immagini che ci propina sono troppo fantastiche, con tempo e spazio curvati e ingarbugliati come in una foresta prigioniera delle liane: "dello spazio non occupato dagli oggetti, nemmeno la più piccola parte era sgombra, forme indescrivibili vive...si mescolavano in una confusione ripugnante...[sono] le creature che formano quello che gli uomini chiamano aria pura . E dentro ‘sto caos si aggirano nomi impronunciabili dal suono onomatopeico, che evocano corvi che accorrono su una carcassa. Per tutta la faticosa lettura quel groviglio di tenebre, che è il suo cosmo, me lo sono figurato come il Paradiso Perduto di Milton nelle incisioni di Gustave Doré. Sicuramente profetico mi viene da pensare ma anche: ha fumato? che ha fumato? quanto ha fumato?

Kuranes, alias H.P. Lovercraft, il protagonista di uno dei racconti, va in cerca della bellezza nel mondo che aveva visto nei sogni dell'infanzia "...dopo quaranta penosi anni, aveva finalmente trovato la sua favolosa città...era vero: aveva fatto ritorno...alla splendida città di Celephis, metà Bagdad e metà la Città proibita.
E se oltre al pessimismo cosmico del Leopardi, albergasse nel cuore di H.P.L. anche il fanciullino di Pascoli? Parrebbe di sì se non ci fossero le ultime cinque righe.
Nel cosmo in cui immagina le sue storie, infatti, tutte le leggi, gli interessi e le emozioni umane non possiedono alcuna validità e alcun significato, come lui stesso dice. La sua visione è assolutamente catastrofica, senza speranza: c’è solo il nulla al di là, e non permetto che lo si avvicini a Leopardi che non finì mai di credere nella capacità umana di poter far fronte all'assurdità cosmica.
Profile Image for Asia Mantovani.
34 reviews2 followers
June 28, 2020
Essendo una raccolta di 10 racconti penso farò prima a recensirli singolarmente.

AZATHOTH: Inizio di romanzo troppo breve per aver avuto la possibilità di crearmi un’opinione.
Tra l’altro oltre ad essere molto breve e incompleto è pure piuttosto confuso.

SOGNI STREGATI: Devo ammettere di aver fatto non poca fatica a leggere questo racconto anche se non saprei bene spiegarne motivo.
La storia è molto bella e coinvolgente tanto che quando mettevo giù il libro mi restava un senso di profonda angoscia e inquietudine.
In alcuni punti l’ho trovato però un po’ pesante e confuso data la quantità di matematica e fisica avanzata che io non sono riuscita a comprendere in molti punti, forse questo mi ha rallentata nella lettura del racconto.
Tutto sommato è una storia ben strutturata e molto inquietante nella sua tematica della magia nera e della stregoneria.

LA DEPOSIZIONE DI RANDOLPH CARTER: Racconto breve piuttosto avvincente anche se ti lascia con una serie di punti interrogativi, penso di non essere stata l’unica a voler sapere cosa successe effettivamente a Warren nella sua discesa negli inferi (credo), probabilmente è proprio ciò che rende claustrofobica e inquietante la storia.
Avrei però preferito un po’ di dettagli in più dato che sul racconto non viene spiegato in realtà niente di ciò che succede e questo fa di sicuro diminuire il piacere della lettura.

DALL’OLTRE: Racconto breve avvincente quanto il precedente.
Mi ha dato più o meno lo stesso livello di inquietudine di “La deposizione di Randolph Carter”.
È comunque una storiella inquietante in cui l’uomo riesce, finalmente o forse no, ad accentuare i suoi sensi fino a vedere, sentire e percepire altre forme di vita costanti aliene e/o demoniache. Oltre a ciò c’è anche una parte di follia umana. Bello.

CELEPHAÏS: Niente di che, non ha nulla di horror se non un finale un po’ triste e malinconico.
Tra l’altro è anche troppo descrittivo.

LA NAVE BIANCA: Racconto meh, un po’ la stessa cosa di Celephais, addirittura meno interessante rispetto al precedente: l’ho trovato un rifacimento un po’ noioso.
Finale, anche questo, simile al racconto precedente ma comunque meno emozionante.
Non ha niente di inquietante o malinconico o quantomeno non mi ha lasciato granché.
Anche questo, troppo descrittivo.

HYPNOS: Racconto carino con il solo ma grande difetto in cui non viene spiegato NIENTE di ciò che succede.
Arrivata a questo punto penso che i racconti di Lovecraft più che all’horror puntino a far utilizzare la fantasia del lettore, cosa carina per carità, ma è anche vero che se devo immaginarmi io qualsiasi cosa faccio prima a scriverlo da sola un racconto, perché veramente nei suoi racconti non viene spiegato nulla di ciò che accade ed è una cosa che a lungo andare diventa ripetitiva, frustrante e parecchio fastidiosa.
Comunque è un po’ meglio dei racconti precedenti... almeno il finale è carino, anche se onestamente non è che lo abbia compreso appieno. Suppongo che dovrò immaginarmelo io insieme a tutto il resto.

APOCALISSE A SARNATH: Racconto breve, troppo descrittivo, ma che in fondo prende un pochino. Finale piacevole ma, ovviamente, troppe domande senza risposta e troppe poche spiegazioni se non addirittura nulle.

ALLA RICERCA DELLO SCONOSCIUTO KADATH: Questa è stata per me una lettura talmente pesante da avermi fatto venire il blocco del lettore per un mese e ad avermi costretta ad ascoltare questo racconto invece che leggerlo. Pesante, pesante, pesante.
Pieno di descrizioni paesaggistiche e, in breve, una trama che somiglia a un minestrone di cose a caso che si succedono continuamente senza creare il minimo senso collettivo.
Il racconto più lungo e pesante che io abbia mai letto in tutta la mia vita.
Questo racconto mi ha fatto letteralmente odiare tutta la raccolta.

LA CHIAVE D’ARGENTO:
Racconto che riprende la storia di Randolph Carter come nel racconto precedente a questo “Alla ricerca dello sconosciuto Kadath” e ne “La deposizione di Randolph Carter”.
Racconto carino nel finale ma che non risolleva l’intera raccolta che è non solo prolissa ma anche confusionaria.

Il libro in se non è davvero così brutto come da me descritto ma se è il vostro primo libro di Lovecraft (come per me) ve lo sconsiglio.
Partite con il leggere un libro più famoso tra le sue collezioni e leggete successivamente questo se davvero appassionati all’autore.
Non è un libro horror ma di fantascienza, quindi uno stile che non gli appartiene completamente e perciò forzato e non elaborato allo stesso modo.
Profile Image for dammydoc.
367 reviews
June 26, 2025
H.P. Lovecraft: Il profeta dell’incubo - Il ciclo del sogno. Feltrinelli ed.

“… Aveva dimenticato che l’intera esistenza è solamente un assieme di immagini nella mente. Immagini tra le quali non esiste differenza tra quelle generate da elementi reali e quelle prodotte dai propri sogni, così come non esiste ragione di privilegiare le une rispetto alle altre”…

Howard Phillips Lovecraft nasce nel 1890 a Providence, nel Rhode Island, vi muore nel 1937, all’età di 47 anni, per un tumore all’intestino, dopo una vita caratterizzata da un clima familiare tutt’altro che sereno, difficoltà economiche, problemi di salute fisici e mentali, una breve esperienza matrimoniale fallita.

Scrittore, saggista, poeta, editore, conduce una vita ritirata, pur mantenendo rapporti epistolari con altri autori. La sua opera otterrà riconoscimento soprattutto dopo la sua morte.

Il corpus delle opere lovecraftiane, destinato a influenzare generazioni di scrittori, e interi generi - dall’horror al fantastico, alla fantascienza -, può essere diviso in tre grossi capitoli tematici: le Storie macabre, Il Ciclo del sogno, il Ciclo di Cthulhu.

Il volume, a cura di Sergio Altieri - scrittore, sceneggiatore, editor, traduttore che, oltre a occuparsi della traduzione, ne firma una pregevole introduzione, raccoglie dieci racconti del Ciclo del sogno: trame in cui “il lato allucinatorio, precognitivo e profetico dell’onirico diventa l’asse narrativo portante”.

La raccolta è aperta da Azathot, frammento letterario pubblicato postumo, ma che pure mantiene una propria autonomia lirica, il cui titolo rimanda all’omonimo dio cieco, folle e incosciente creatore dell’universo che occupa un posto di assoluto rilievo nell’oscuro pantheon di divinità immaginato da Lovecraft, forse destinato a costituire l’incipit di un romanzo dedicato, o forse ad aprire Alla ricerca dello sconosciuto Kadath, sempre contenuto in questa opera. La deposizione di Randolph Carter, scritto nel 1919, agli esordi della produzione lovecraftiana, introduce al tema dell’orrore indicibile e indescrivibile, in grado di portare la mente umana alla follia. Sogni stregati (già presente in altre antologie con un titolo più fedele all’originale Dreams in the Witch House) meriterebbe una recensione a parte.

Non a caso Houellebecq, nel suo saggio H.P. Lovecraft - Contro il mondo, contro la vita lo annovera tra i “grandi testi”, che hanno costruito il mito del solitario di Providence, assieme a Il richiamo di Cthulhu, Il colore venuto dallo spazio, L’orrore di Dunwich, Colui che sussurrava nelle tenebre, Le montagne della follia, L’ombra su Innsmouth, L’ombra venuta dal tempo.

Vi ritroviamo tutti i temi principali dell’opera lovecraftiana: il solitario ricercatore, alter ego dello stesso autore, preda della propria sete di conoscenza e del proprio ingegno, destinato a scoprire come la scienza moderna - la matematica non euclidea, la fisica quantistica in questo caso - non sveli meraviglie, ma un universo a molte dimensioni, arcano e dominato dal caos, ove forze primigenie si agitano con intento distruttivo; gli incubi e i sogni, che divengono portali per accedere a mondi altri, ostili; le divinità empie e malevole (tornano i riferimenti ad Azathoth: “il nome di un male primevo troppo orribile per poter essere descritto”, “la deità priva di mente che domina tutto il tempo e tutto lo spazio da un trono nero al centro del Caos”) servite da empi seguaci: un coacervo calibrato in modo perfetto che fonde folklore, suggestioni gotiche, weird, fantascientifiche e horror destinato a lasciare un’impressione duratura nella mente del lettore…

Ne scrivo su

https://www.mangialibri.com/il-profet...
Profile Image for Sharon Yulong.
115 reviews1 follower
February 12, 2026
Sicuramente non il miglior libro di Lovecraft. Volevo letteralmente bruciarlo arrivata al penultimo racconto, il più lungo, pesante e logorroico. Mi è sembrato tutto molto descrittivo, ripetitivo e uguale. Una tale confusione da mettermi un gran sonno. Ammetto di aver saltato frasi, ed è la seconda volta che mi succede con le mie letture, era necessario.
Sarà anche il maestro del gotico, del soprannaturale e del grottesco che tanto mi piace ma con questi racconti non ha per nulla spiccato! Una lenta discesa agli inferi si, ma per me.

"Tu davvero credi che esistono cose quali tempo e ampiezza? Tu davvero t'illudi della realtà di cose quali forma e materia? Sentimi bene: io ho raggiunto profondità che il tuo cervellino non riesce neppure a immaginare. Io ho scrutato al di là dei margini dell'infinito e ho evocato demoni dalle stelle. Io ho intrappolato le ombre che vagano da un mondo a un altro a un altro ancora per nutrire la morte e la follia..."

2,5 stelle
Profile Image for Gianluca Foglia.
20 reviews
March 3, 2024
"Poi, con terrore, Carter si rese conto che le ali degli scheletrici volatori della notte avevano cessato di sbattere. Quelle cavalcature dotate di corna e prive di occhi avevano richiuso le loro appendici membranose, riposando quasi passivi nel caos sibilante, schioccante del vento che continuava a spingerli in avanti. Una forza non appartenente a questa Terra aveva afferrato l'armata."


[ 80 / 100 ]

Finalmente un assaggio completo ed esteso di un autore che avrei tanto voluto toccare prima, e che nonostante il mio entusiasmo mi ha un po' arrestato e lasciato interdetto, motivo per cui la lettura mi ha sottratto un tempo così lungo. Andiamo con ordine.

~ Spoiler ~

L'opera è divisa in una decina di racconti, strutturati a modo e che offrono uno scorcio più che distensivo di tutto il pantheon, l'immaginario lovecraftiano almeno in una delle sue parti, accennando senza riserbo a più figure mistiche e a temi che, avendo masticato qualche suo racconto in epoca meno sospetta, non soppesai con la giusta bilancia visto il poco collegamento che avevo con esse.
Il silenzioso Caos strisciante dal nome quasi impronunciabile, la folgorante Celephais ed il nucleo del caos stesso, Azatoth, diventano adesso punti carichi di pathos e densi di significato in una struttura non abbozzata, ma calcata a fondo nella mente dell'autore su sfere concentriche, lande oltre la luna e mari nel mezzo delle stelle.
Visivamente, come già mi potevo aspettare dalla vastità dell'immaginario congiurato dall'autore, si assiste a spettacoli, visioni vere e proprie che lasciano stupefatti per la cura, la precisione ed anche l'ispirazione, il senso di ignoto ed anche, inaspettatamente, il tono candido e luminoso di alcuni racconti, cosa che non mi sarei aspettato da chi invece viene sempre citato per l'orrido ed il sovrannaturale.
Conosciamo quindi a poco a poco più informazioni, più squarci di questa terra del sogno che avviluppa quella reale, popolata di strane creature e paesaggi e civiltà dal tono quasi arabeggiante, una tematica che pare cara all'autore, che spesso si sofferma su questo tipo di lessico (lo stesso Azatoth viene definito "sultano" dei demoni più e più volte). Infine, giungiamo a quello che secondo me tradisce di più le aspettative, ovvero il penultimo racconto della raccolta, uno di quelli definibili "Romanzo" a tutti gli effetti, ovvero Lo Sconosciuto Kadath.
Un eufemismo sarebbe dire che la lettura mi sia stata quasi azzoppata, in questo frangente.
Racconto che parte meravigliosamente, riprendendo dai titoli precedenti nella raccolta per tornare sugli scenari visti e ripercorrerli nuovamente, con una missione ed un volto nuovo, quello di Randolph Carter, a popolare le pagine. Salvo questo, poi, la storia per me non partirà mai.
Non avrà mai un forte scossone, un momento risolutivo vero e proprio, se non alla vera fine della storia (quando mancavano circa 30 pagine e ne avevo passate con non poca difficoltà almeno 120) dove un mix di colpo di scena, personaggio apparso all'ultimo incredibilmente carismatico ed obiettivo iniziale del racconto finalmente palesato smuovono un po' la narrazione, per altro meravigliosa a livello puramente descrittivo e di visione, ma che forse per come è stato scelto il ritmo e distribuite le vicende fanno pensare che Lovecraft sia davvero e definitivamente affine alle forme di racconto più concise e graffianti.
Senza esagerazioni, il racconto che costituiva da solo quasi la metà della lunghezza del libro ha richiesto da solo ben più del tempo per tutti gli altri ed ha finito per condizionare un po' tutto il parere sulla raccolta, un peccato visto quanto gli altri racconti fossero scorsi perfettamente e senza intoppi di sorta.
Unica altra critica che posso trovare, la scelta un po' forzata, a volte quasi comica, di indurre un pensiero nel lettore tramite una scelta di vocabolario pesantemente ripetitiva ; capisco suggerire che ciò con cui si sta avendo a che fare sia misterioso e nefasto, ma arrivare a chiamare le finestre, i muri, il cielo, l'aria "maligna/i/o", sempre con la stessa terminologia poi, pare un tentativo poco curato di trasmettere l'atmosfera.



"No signori, non intendo neppure tentare di spiegarla, quella cosa, quella...Voce. Né intendo cercare di descriverla nel dettaglio, questo perché sono state le sue prime parole a lacerare la mia consapevolezza, a creare un vuoto mentale che si dilata fino al momento del mio risveglio all'ospedale. Posso dire che quella voce era profonda, sorda, gelatinosa, remota, ultraterrena, inumana, incorporea? Che cosa posso dire? Solo che è la fine della mia esperienza, e anche la fine della mia storia."
Profile Image for Ro.
333 reviews10 followers
March 12, 2020
Actual rate: 3.50 stars 🌟

I was going to give this story collection 4 stars, but then I read one of the novellas truly annoyed me and I ended up hating it so much that i had to low my rating.

Here are my short reviews of every novella in the collection:
● Azathot: this was too short so i don't have an opinion on it
● Dreams in the witch house: even though i don't understand anything of physics, i really enjoyed this one, especially the way in which science was mixed with local folklore .
● The statement of Randolph Carter: this was quite short but the suspense was great.
● From beyond: i got a déja-vu vibe from this one, but i enjoyed it anyway.
● Celephaïs: this was another interesting one, but i wouldn't have minded a bit more details; i also didn't understand the correlation between the story and the last paragraph.
● The white ship: i liked this one, but i don't think it suits the themes of the collection .
● Hypnos: this one isn't one of my favourites, since it felt like a mix of the precedent stories. The end was great, though.
● The doom that came to Sarnath: another okay story. i don't have much to say
● The dream-quest of unknown Kadath: i didn't like this one. i am frustrated because i spent two whole hours reading 100 pages of a random thing coming after another and none of them made sense. the only thing i actually enjoyed was the end.
● The silver key: i liked it, even thought there was a part that was a bit confusing.
11 reviews
September 24, 2021
Recensione difficile da fare.
Non ho letto che questo libro con facilità. Vi sono parti davvero troppo descrittive e a volte talmente fantasiose da essere fastidiose. Paradossalmente tutto è super descritto ma anche super indefinito.
Ho comunque dato quattro stelle perché ho trovato la scrittura magistrale e non potevo davvero dare meno.

“Alla ricerca dello sconosciuto Kadath” è davvero pesante e l’ho dovuto leggere velocemente e con poca cura perché altrimenti non sarei mai riuscita ad arrivare alla fine, ma odio lasciare le cose incomplete, voglio sapere il finale quindi mi sono costretta a finirlo.
Il mio preferito è stato “La deposizione di Randolph Carter” e vedo dalle recensioni che più o meno questo è il pensiero più diffuso.
Forse leggerò altro di Lovecraft
Profile Image for Matteo Cecconi.
9 reviews
July 18, 2020
Adoro Lovecraft e i racconti mi sono piaciuti però alla ricerca dello sconosciuto kadath neanche sono riuscito a finirlo tanto mi ha fatto schifo, già non sono incline al fantasy e quando ho letto di gatti terrestri che combattevano gatti di Saturno sulla luna mi sono arreso.
Peccato perché gli altri racconti mi sono piaciuti molto in particolare la deposizione di Randolph Carter
Profile Image for Mirko Salvestrini.
27 reviews
January 28, 2024
Ci sono tante belle suggestioni. Alla Ricerca dello Sconosciuto Kadath, essendo una bozza, non funziona, ed è la fetta più grande di questa raccolta.
1 review
September 21, 2025
Racconti ricchi di suggestive descrizioni di paesaggi onirici dalle quali si potrebbe trarre ispirazione per dei quadri surrealisti.
Profile Image for Joshua Thomas Trilli.
48 reviews
November 29, 2025
King dell'orrore cosmico e dei racconti brevi.
Nei sogni è dove si scoprono le paure più profonde ma è nella realtà che poi bisogna affrontarle.
Displaying 1 - 12 of 12 reviews

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