Chi è davvero Vladimir Putin? Un coraggioso protagonista del nostro tempo, capace di condizionare la politica internazionale, oppure l'ex colonnello del KGB non troppo avvezzo alla democrazia? Per rispondere, Gennaro Sangiuliano ripercorre le tappe principali dell'avventura umana e politica di «zar Putin»: radicato nell'anima profonda della Russia e nelle sue peculiarità sociopolitiche, Putin deriva il suo successo dalla capacità, di fronte a sfide impegnative e drammatiche, di riplasmare un'identità nella quale tanti cittadini russi si riconoscono. La ricostruzione di Sangiuliano si arricchisce di ipotesi interpretative fondate su una solida ricognizione delle fonti e ci aiuta a capire qualcosa di più del nostro presente.
Gennaro Sangiuliano (Napoli, 1962) è un giornalista e saggista italiano, direttore del TG2 dal 31 ottobre 2018. Autore di vari saggi scientifici, nel 2006 Sangiuliano ha pubblicato, con Dario E. M. Consoli, il manuale giuridico-economico universitario Teoria e tecniche dei new media. È inoltre autore della voce "Economia della comunicazione" nell'opera XXI Secolo della Treccani (2009). Negli anni 2010 Sangiuliano pubblica una serie di saggi storici, in particolare i tre volumi su Vladimir Putin, Hillary Clinton e Donald Trump, editi da Mondadori. Nel 2019 pubblica la sua quarta biografia “Il nuovo Mao – Xi Jinping e l’ascesa al potere nella Cina di Oggi”, dedicato al Presidente della Repubblica popolare cinese, edito da Mondadori.
Di parte come poche cose, a tratti ho avuto l’impressione che scherzasse e fosse ironico, mi sbagliavo. Lettura inutile per la maggior parte, encomiastico e basta.
Libro ottimo, consigliatissimo a chiunque voglia non solo saperne di più sul personaggio di Putin, ma anche a chi è interessato agli eventi che hanno caratterizzato la Russia negli ultimi 50-60 anni. Il libro è una racconto della vita di Putin attraverso la storia moderna della Russia, parte imprescindibile se si vuole capire appieno le scelte e le azioni che hanno portato Putin a essere una delle persone più influenti al mondo. Ho apprezzato particolarmente il fatto che non manchino i vari pettegolezzi e retroscena che avvolgono il personaggio e le sue imprese.
Ho preso questo libro su Mlol, attratta anche dalla lunga lista d'attesa. Non mi aspettavo granché, pensavo di aver preso un libro celebrativo del personaggio Putin. Invece arrivo a fine lettura molto soddisfatta, con una comprensione maggiore della storia della Russia e del mondo negli ultimi venticinque anni. Mi sono resa conto di non ricordare affatto cosa fosse successo tra l'addio di Yeltsin e l'affermarsi di Putin, e ricordavo il terrorismo ceceno solo per l'attacco alla scuola di Beslan. La narrazione è accompagnata spesso da citazioni prese dai giornali italiani del tempo, il tono è pacato e, se pur è evidente che sia un libro favorevole al presidente russo, non si cade in quell'esagerata celebrazione da pagine facebook. Merita la lettura? Sì, anche se si ferma al primo mandato del presidente e non mi sarebbe spiaciuto qualche dettaglio in più anche sul delfino, Medvedev.
Libro molto politically correct si fa apprezzare per una visione che cerca di essere la meno di parte possibile giustificando alcuni lati oscuri dell’amministrazione Putin.
"Più volte, nel corso del suo ormai lungo regno politico, lo zar Putin è stato messo nell'angolo e, puntualmente, ha saputo uscirne più forte di prima. E' stato così all'epoca della guerra alla Cecenia, dell'incidente del sommergibile "Kursk", della strage del teatro Dubrovka e di quella di Beslan, lo è stato tra il 2011 e il 2012, quando a Mosca e nelle altre grandi città ci furono manifestazioni di aspra contestazione. Ora, dopo la dura reprimenda occidentale per l'annessione della Crimea, ancora una volta lo zar ne può uscire perché si offre di fare il lavoro sporco in Siria contro l'ISIS, quello che un Occidente debole e decadente non è in grado o non intende svolgere".
Insieme alla carriera di Putin, questo libro ripercorre gli ultimi 60 anni della storia russa. Nato nel 1952 nell'allora città di Leningrado, Vladimir Vladimirovic Putin, chiamato affettuosamente Volodja, è diventato, nel bene e nel male, l'uomo simbolo della Russia moderna, l'uomo forte capace di risanare l'economia disastrata (prostrata dalla traumatica caduta dell'Unione Sovietica e da anni di incuria in cui le privatizzazioni si sono susseguite a ritmi spaventosi e in cui le risorse naturali dello stato sono state svendute al miglior offerente) e di ridare dignità ad una popolazione piagata dalla povertà, dalla disoccupazione e dall'alcolismo. Il vero traghettatore della Russia che ha tenuto a bada tutti i nostalgici dell'epoca comunista, ma che allo stesso tempo ha saputo mettere ordine dopo una fase di liberalizzazione assolutamente fuori controllo. Gennaro Sangiuliano raccoglie testimonianze che gli permettono di ricostruire la vita di questo nuovo zar a partire da quando era un giovane teppista che faceva a pugni con i bulli di quartiere che terrorizzavano i suoi amici, passando per gli tutti gli sforzi che l'hanno portato nel KGB (è spassosissimo il racconto di come si presentò la prima volta nel temutissimo palazzo dei servizi segreti...passando per la porta principale, cosa che non faceva nessuno), fino alla scalata politica. Mi pare evidente che l'autore sia leggermente filo-Putin, anche se non manca di riportare critiche alle misure talvolta autocratiche volute dal leader russo. Alcune pagine sono dedicate anche ad eventi cruciali della sua vita privata; in generale, ne esce il ritratto di un uomo incredibilmente leale nei confronti degli amici, ma implacabile verso i tutti i suoi nemici (terroristi vari, oligarchi russi, oppositori politici e leader occidentali che pensano di essere dei geni perchè sostengono la causa ucraina e applicano sanzioni a caso che in realtà stanno facendo più danni che altro), un uomo competente che sa agire con il pugno di ferro, abile nel capire i sentimenti più profondi dei suoi connazionali e capace di ridare fondamento ai grandi valori della storia russa. Molti occidentali si lamentano per certe misure e iniziative di stampo autocratico, ma non tengono conto del fatto che un paese come la Federazione Russa non potrà mai essere retto da una democrazia di tipo completamente liberale per tutta una serie di motivi (non da ultimo, le dimensioni stesse del territorio, la struttura federale e la sua tradizione storico-politica).
Anche se non sono sempre d'accordo con certe sue politiche, trovo Putin un personaggio interessantissimo: mi piace il modo in cui ci mette sempre la faccia in tutte le cose che fa, oltre al suo modo di fare diretto e chiaro. Niente discorsi pieni di aria fritta e slogan cretini, come invece fanno i pagliacci di casa nostra, ma risposte concrete e decise, senza mai nascondersi. E' uno dei pochi ad avere le palle per affrontare nel modo giusto la questione terrorismo, anche perché se stiamo ad aspettare i comodi di tutti gli altri (incapaci di programmare un'azione militare intelligente), allora possiamo chiudere bottega.
E dalle Alpi alle Ande un grido si spande: Gennaro, dove sono le fonti?
In una biografia il lettore deve sapere da dove ogni singola citazione proviene. E' un atto per garantire trasparenza. Devo poter controllare che quello che è riportato non sia stato manipolato e devo poter risalire alle fonti se voglio approfondire il contesto. Ovviamente la cosa va estesa agli studi che si citano, ai numeri e agli articoli che si riportano ecc... Esempio: p. 10 (edizione novembre 2015): "gli indici demoscopici indipendenti indicano che Putin ha un gradimento, dell'85%" (sì, c'è anche quella strana virgola), gli indici di zio Peppino? Quali sono? Dove li hai letti? Mistero.
Altro problema: è di parte. Ed è un problema perché se un libro si presenta come biografia deve avere come scopo una ricostruzione complessiva e quindi sia pro che contro, tesi a favore e a sfavore. Dove si nota che è di parte? E' evidente su due piani: 1. evita più volte di prendere in seria considerazione punti di vista sfavorevoli a Putin o alle sue decisioni ("Gli oppositori di Putin e le inchieste giornalistiche sulla vicenda hanno sempre insistito sulla circostanza che queste società erano spuntate all'improvviso. Tuttavia, le valutazioni non possono essere fatte a posteriori ma devono tenere conto del contesto storico e generale. (...) Ma quello è il contesto, non ci sono alternative." p. 121) e 2. l'uso continuo di espressioni, a tratti affettuose, che mirano a mettere in luce un ipotetico stato emotivo di Putin ("Il giovane maggiore, suo malgrado, si trova immerso nelle giornate cruciali di un cambiamento epocale"(p.80); "Non c'era solo il rammarico di lasciare un luogo dove erano vissuti felici, c'era l'angoscia per ciò che li attendeva." (p. 85); e la mia preferita "Questa mossa libera una serie di influenti personalità che decidono di accorrere verso il futuro vincitore e Putin è pronto ad accoglierle a braccia aperte, dimenticando, in un attimo, antiche rivalità." (p. 187).
"La guerra in Cecenia è stata un guerra sporca, come lo fu quella degli americani in Vietnam ma con la differenza che la prima era un pezzo della Russia, l'Indocina era a migliaia di chilometri da Washington. La massiccia, violenta e determinata presenza dei guerriglieri ceceni in Siria, Iraq - e prima affianco ai talebani, dove sono diventati la forza militare di élite dell'ISIS -, rivela che se Putin no avesse stroncato la Cecenia islamica, sarebbe sorto un califfato caucasico con Daghestan, Inguscezia e Ossezia del Nord, qualcosa che avrebbe minacciato la sicurezza globale."
Consiglio vivamente di leggere questo libro, se non altro per farsi un'idea più chiara della situazione politica internazionale dalla caduta dell'URSS a oggi. Chiaramente l'autore è di parte, ma nonostante questo non si tira in dietro se c'è da muovere qualche critica. Putin si è trovato tra le mani un Paese sull'orlo del default e ha saputo strapparlo dalle grinfie degli oligarchi che, negli anni Novanta, si erano arricchiti sulle spalle della popolazione comune (spalleggiati da quel pirla di Eltsin). Sicuramente ci sono state delle mosse discutibili, su tutte la gestione della situazione in occasione degli attacchi al teatro e alla scuola elementare. Ma sicuramente ha saputo riportare il Paese al benessere (rispetto agli standard degli anni Novanta). Non mi sento affatto di additarlo come il diavolo sceso in terra, come vorrebbero farci credere i nostri "amici" d'oltreoceano. E qui mi taccio, perché ci sarebbe da aprire una parentesi infinita. Il libro ripercorre tutte le tappe dell'ascesa di Vladimir Putin alla Presidenza della Russia e, contemporaneamente, la storia stessa del Paese fin dagli ultimi anni del regime sovietico.
Per completezza bisognerebbe leggere qualcosa da parte dei suoi detrattori, giusto per avere un'idea più chiara.
Saggio di occasione che nulla svela a quanto si sapesse su V.V.. Chiaramente scritto a uso/consumo e beneficio degli estimatori italiani del leader russo. il risultato è "stopposo" e in più punti ne vien fuori un "santino" degno di un Santo cattolico o ortodosso, che non un vero leader politico, che ha avuto non pochi meriti in patria e all'estero... Per la ascesa di Putin, ho trovato migliore la "vitra parallela" di Putin narrata da Carrere in Limonov
Dobbiamo a gentaglia come Sangiuliano se è stato possibile ascoltare al TG 2 un pazzo gnostico-satanista e nazista, istigatore di genocidii, come Alexandr Dugin, come se fosse la cosa più normale del mondo.. viva l'Italia viva la fregna...
3 stelle e mezzo. A giudicare dalle recensioni, il gradimento della lettura dipende dal genere di aspettative che avete sul libro: chi ha una genuina voglia di approfondire la figura complessa di Vlamidir Putin e più in generale la storia della Russia dovrebbe certamente prenderlo in mano, chi è alla ricerca di qualcosa "contro" (ma magari non scontato come i cliché del feroce ditattore, degli hacker russi e via andare) dovrebbe invece astenersene. Una cosa è vera, induscutibile: il libro è certamente celebrativo, il politico Putin ne esce molto bene e le "ombre" che lo circondano vengono sì citate ma mai indagate quanto i suoi successi - ma lo scopo di Sangiuliano è proprio questo, uscire da un ritratto monodimensionale (e pressoché sempre negativo) del personaggio per mostrare le qualità e i meriti a noi nascosti di un uomo politico intelligente, lucido e capace. La cosa a cui va particolarmente dato merito a Sangiuliano non è solo di saper spiegare e evidenziare bene il perché del successo (specie in patria) di Putin, ma soprattutto riuscire nell'impresa di riassumere in maniera concisa ma dettagliata la storia della Russia in un arco di tempo di oltre 50 anni. Tutto questo senza ammorbare il lettore, ogni capitolo ha una giusta lunghezza e la scrittura è molto gradevole. Un libro che fa certamente pendant con le avvincenti "Putin Interviews" di Oliver Stone del 2017.
Lettura divertente, il che non è scontato quando si parla di una biografia di un personaggio storico.
Suggerisco però cautela, poiché parte del mio divertimento nasce dal ritrovare una sorta di servilismo dell'autore nei confronti di chi egli sta ritraendo. Certi passaggi sono, scusate il francesismo, un po' paraculi e contribuiscono a costruire questa figura di Putin supereroe che a petto nudo cavalca un orso fra la neve del Nord e combatte il capitalismo.
Ecco, se sopravvivere a certa retorica, resta una lettura godibilissima.
Ho voluto leggere questo libro per capire meglio l'uomo che al momento è al potere in Russia e che spesso ci viene dipinto come un mostro. Da queste pagine ho ritrovato il ritratto di un uomo normale, con un passato difficile, che sicuramente ha influito sulle sue scelte e sul suo stile di vita. Peccato che il libro sia già un po' datato e non dica nulla degli avvenimenti che hanno interessato gli ultimi anni. Nonostante questo, lo consiglio!
Molto interessante, bella panoramica degli anni tra la fine dell'URSS e primo decennio del nuovo millennio. Celebrativo, chiaramente, ma senza scadere nella banalità. Scarno sugli ultimi anni di presidenza.
Interessante, ma molto di parte. Mi è mancato sentire l'altra campana, quella della Cecenia, così come quella della Crimea.
Cerco un'altra biografia che illumini questi lati e che arrivi fino a giorni nostri, volentieri anche di autori straniere. Qualcuno sa consigliarmene una?