« Un lavoro monumentale, quello di Turone, con il pregio di una chiarezza cristallina. » Il Fatto Quotidiano - Mario Portanova
« Una storia nera. Una storia purtroppo vera. Italia occulta è un libro importante. Documenta con nettezza un passato torbido ancora non del tutto conosciuto. » Corrado Stajano
Moro, Pecorelli, Sindona, Ambrosoli, Mattarella, Amato, la strage di Bologna, la P2, Andreotti. Una sequenza impressionante di stragi, assassinii, complotti, tentativi di colpi di Stato nella ricostruzione inedita del magistrato che ha scoperto la P2, arrestato Liggio e rinviato a giudizio Michele Sindona.
Un cumulo di fatti atroci maturati in un arco di tempo ristretto (1978-1980) e rimasti il più delle volte senza giustizia. Qui recuperati e ricostruiti in un disegno complessivo ricco di frammenti e risvolti dimenticati o trascurati durante i processi.
Con Turone, testimone e protagonista come magistrato di quella terribile stagione, ci addentriamo tra gli anfratti di storie torbide e sconvolgenti che hanno come protagonisti criminali, terroristi e mafiosi ma pure uomini delle istituzioni, veri traditori della Repubblica. Ciascuno di essi, con responsabilità diverse, ha tramato contro la nostra democrazia.
Come dimostra Turone, solo grazie al sacrificio di eroi valorosi tra magistrati, carabinieri, finanzieri e poliziotti, e all’impegno di alcuni politici tenaci e coraggiosi come Tina Anselmi, l’Italia è riuscita a rimanere un paese libero: leggendo queste pagine, minuziosamente documentate e frutto di anni di ricerche, sembra quasi un miracolo che ciò sia potuto accadere.
È quindi essenziale riuscire oggi a tenere in mano il filo che lega i fatti di quegli anni terribili, spesso resi volutamente indecifrabili per coprire responsabilità e bugie. Lo dobbiamo alle nuove generazioni, cui Turone soprattutto si rivolge.
“Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.… Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi...”. (Pier Paolo Pasolini)
“Si può essere grigi, ma onesti; grigi, ma buoni; grigi, ma pieni di fervore. Ebbene, On. Andreotti, è proprio questo che Le manca. Lei ha potuto disinvoltamente navigare tra Zaccagnini e Fanfani, imitando un De Gasperi inimitabile che è a milioni di anni luce lontano da Lei. Ma Le manca proprio il fervore umano. Le manca quell’ insieme di bontà, saggezza, flessibilità, limpidità che fanno, senza riserve, i pochi democratici cristiani che ci sono al mondo. Lei non è di questi. Durerà un po’ più, un po’ meno, ma passerà senza lasciare traccia”. (Aldo Moro)
Ottima descrizione e analisi della parte nascosta della storia della repubblica italiana fino agli anni ottanta, da Gladio e la P2 alla strage di Capaci. L’autore ha seguito di persona una larga parte delle vicende che collegano vecchi fascisti, servizi segreti stranieri e italiani, mafie e massoneria con esponenti politici di primo grado soprattutto della DC. Questi collegamenti sono affascinanti e terribili e valgono la pena di essere conosciti anche dalle generazioni successive, e infatti questo è lo scopo del libro. Il resoconto è autorevole, ma sente la necessità di sottolineare l’autorevolezza con certe ricchezze di particolari delle indagini che non sempre sembrano giustificate. Impariamo per esempio fin troppo bene come certi estremisti di destra usavano falsificare le targhe automobilistiche negli anni 1970. Siccome nella seconda parte ci si mettono altri coautori a fare la loro parte, alcuni particolari vengono anche forniti tre volte. È una critica minore che dimostra comunque la grande cura messa nel presentare una analisi che non fa una grinza, da superare ogni tentativo di svalutazione, depistaggio o polemica da parte interessata.
Tra cronache giudiziarie giornalistiche giudizi e ricostruzioni usando logica per ricostruire dei cammini storici non solo degli anni a cui si voleva limitare il titolo, ma allargandosi a fatti di altre vicende perché tutto è interconnesso e alcune vicende hanno avuto maggior intreccio.
Sconcertante nel rappresentare la ramificazione e l’impunità delle strutture che hanno governato l’Italia. Molto spesso però traspare un condizionamento ideologico da parte dell’autore
“Questo è un libro di storia contemporanea basato in netta prevalenza su fonti giudiziarie. Riguarda un periodo piuttosto breve della storia del nostro paese, a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del Novecento, ma si tratta di un periodo terribile, ricco di misteri e di delitti efferati. [...] Particolarmente danneggiate da quella sottrazione di coscienza storica sono le nuove generazioni. Chi frequenta i ventenni di oggi sa bene quanto essi siano disorientati di fronte ai misteri della storia recente del loro paese e quanto siano desiderosi di conoscere e di capire il senso di certi eventi sconvolgenti accaduti vent’anni prima che loro nascessero. Questo libro è dedicato in particolare a loro [...]”