Eccolo il libro di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, tanto atteso dalle folle di ragazzi che vanno in tilt negli stadi quando lo ascoltano cantare o anche solo lo vedono sul palco. È un libro di ricordi e di pensieri, che io ho letto non ancora sistemati in un ordine definitivo ma già divisi in blocchi molto chiari: l'Africa e New York, il della Patagonia del 1998 e la storia quasi giorno per giorno della creazione del disco L'Albero. Le pagine che narrano la sua vita da solo sotto la tenda nel Sahara sono pagine bellissime, da grande scrittore di viaggio, con qualche reminiscenza di Jack Kerouac (il notturno "cielo uterino") del quale ha letto l'opera sotto la tenda, ma sempre intrise della sua innocenza, della sua apparente ingenuità che hanno reso singolari e fascinose le sue canzoni. Questo deserto, questo Sahara, gli è entrato sotto la pelle, e Lorenzo lo ha cantato da poeta, con parole sorprese commosse, felici. Forse l'impresa della traversata della della Patagonia in bicicletta, nata da una battuta detta in un'intervista o forse ispirata dal romanzo Patagonia Express dello scrittore cileno Luis Sepùlveda, è la parte più sensazionale del libro: descrive il bagaglio minimalista dei pedalatori solitari, i duemila chilometri lontano un mese e mezzo da casa, il mito del viaggio (di nuovo Kerouac nel suo corpo e nella sua mente), il dolore della solitudine, le canzoni italiane al grande magazzino, la ragazza al telefono, la Carretera Austral simile al letto pietroso di un fiume in secca, e via via un diario quasi minuto per minuto intercalato da poesie d'amore, da citazioni e, Lorenzo incorreggibile, dal ricordo di mamma e papà. Un libro bellissimo per giovani e anziani, per chiunque ami il mondo, la frontiera e la loro scoperta. Fernanda Pivano
Jovanotti, pseudonimo di Lorenzo Cherubini (Roma, 27 settembre 1966), è un cantautore, rapper e disc jockey italiano. Diventa famoso alla fine degli anni ottanta, lanciato da Claudio Cecchetto. Jovanotti si discosta ben presto dalla commistione di hip hop dei primi successi, avvicinandosi gradualmente al modello della world music (sempre interpretata in chiave hip hop e funky). All'evoluzione musicale corrisponde un mutare dei testi dei suoi brani, che, nel corso degli anni, tendono a toccare temi sempre più personali, più tipici dello stile cantautorale italiano, riuscendo a unire hip-hop, funky e cantautorato in uno stile tutto suo. Parallelamente aumenta anche il suo impegno sociale e politico. Pacifista attivo, ha frequentemente collaborato con associazioni come Emergency, Amnesty International, Lega anti vivisezione, Nigrizia e DATA.
È una sequenza di viaggi ed esperienze di vita incredibili. Mi sono rivista tantissimo nel mondo di vivere la creatività, visto che lui racconta del suo processo creativo nel creare l'album "L'albero" che per me è stato fondamentale nella mia crescita personale. Mi ha parlato in un momento di adattamento molto difficile e mi ha stregata con il viaggio in bicicletta in Patagonia. Ci sarebbe tanto altro da dire ma devo prima riordinare le idee.
Meglio di Kerouac, più personale, intimo, un viaggio nel mondo che è anche un viaggio dentro se stessi. Eppure parliamo ancora di un Jovanotti in via di trasformazione (questo libro è stato scritto nel 1998) , ma in questa sorta di autobiografia on the road c'è tutta l'essenza dell'artista: pace, amore, voglia di vita e di viverla a pieno e in tutti i modi. Tra l'Africa, Europa ed infine nella terra del fuoco c'è un il giovane Jovanotti che cresce, diventa Lorenzo, adulto, ma senza lasciare il suo essere giocoso,con tanta voglia di esplorare quello che c'è intorno a lui e oltre. Una bella lettura, comoda, piacevole e per nulla faticosa. Per chi non può pagarsi il biglietto ma vuole viaggiare lo stesso.
Bellissimo. Un viaggio in bici, un viaggio musicale, pieno di ritmo e di vita. È in linea con l’artista, che io apprezzo a tutto tondo. Ci sono delle poesie, dei versi di canzone, c’è prosa e c’è un diario, sì un diario come quello che potrebbe scrivere chiunque. Eppure, con un linguaggio semplice e che arriva all’anima, sa farti innamorare del mondo. Attraverso i suoi occhi si scoprono posti remoti del nostro pianeta, e attraverso la sua sensibilità si creano profonde riflessioni. È una piacevole lettura.
Un bel diario di viaggio. Viaggio per una composizione di un album, viaggio in Patagonia, viaggio nella vita, semplicemente. Jovanotti è molto autentico e i viaggi che compie in questo libro sicuramente degni di essere letti! Dopo aver letto questo libro, inizio a pianificare il mio viaggio in bici e tenda!!
All’inizio ho fatto un po’ di fatica nel leggerlo, ma andando avanti ho trovato spunti interessanti, affascinata dal viaggio in solitaria, che probabilmente rappresenta l’unico modo per ritrovare davvero sé stessi.
“Le onduline di lamiera sono i simboli delle città del Sud del mondo” 3/5 ⭐️ “Si viaggia sempre in avanti nella misura in cui si procede a ritroso dentro la propria esperienza umana”
'Ho sbadigliato, ho maledetto la sveglia, ho mandato affanculo chiunque fosse nel raggio di trenta metri dal basso del mio pessimo umore di quando mi devo svegliare presto, che per me può voler dire anche mezzogiorno, ma non mi sono mai illuminato d'immenso. O forse l'ho fatto qualche volta, ma è avvenuto al termine della notte, quando spuntava l'alba, che non è la mattina, ma tutta un'altra cosa, per me l'alba non è l'inizio del giorno ma la fine della notte e scusate la sottigliezza ma c'è una bella differenza'
Pezzetti di un diario di viaggio. Facili da leggere, potrebbe sembrare banale ad alcuni ma io credo che il mondo visto dagli occhi del Jova, sia semplice ma non banale. È più semplice essere felici, godere di esperienze vere e vivere una vita pura. Grazie Jova
Io leggo e amo Lorenzo perchè vive. Vive davvero. Lo amo da quando ho memoria di vivere, da quando ballavo goffamente ma liberamente sulle sue canzoni più ritmate. Indossavo scarpine numero 32 credo. Negli anni a venire, anche i suoi libri mi hanno fatto ballare il cuore! "Il grande boh!" è il libro scritto da lui che preferisco: parla la sua lingua, che è quella dei viaggiatori e degli scopritori; parla del deserto, e poi di un McDonald in Austria e il suo walzer nell'aria, di un Natale a New York e della Patagonia, del mattino di Ungaretti, la cometa Yakutaki, l'insalata, Marte, la musica. La musica. La fine degli anni '90 e la nascita di quell'album pazzesco che è "L'albero". Della sua figlia Teresa che arriva nel mondo, della Francesca e dell'amore. E poi in mezzo c'è anche qualche poesia che poi diverrà canzone (vedi "Stella Cometa"), foto di viaggi e vita. Il tutto con la scrittura di Lorenzo, che Fernanda Pivano sostiene contenga reminescenze di Kerouac, e che io non so ben dire che cosa sia, se non un "antidolorificomagnifico", tanto per citare quella sua canzone bellissima.
Questo libro di viaggio è un imperativo categorico.
wo soll ich anfangen? ich liebe dieses buch, hab extralang herausgezogen, es fertigzulesen. es ist eine art tagebuch und beinhaltet zum größten teil erzählungen aus lorenzo's zeit in südamerika. die radtour durch patagonien... wow. ich bewundere diesen mann einfach! das buch gibt dir das gefühl, du kannst ALLES machen. etwas vergleichbar mit 'long way round', genauso inspirierend.