Volete mangiare del buon pesce a Innsmouth? Sognate di organizzare la vostra luna di miele sulle Montagne della Follia? Vi piacerebbe assaggiare una ricetta tipica delle Terre del Sogno?
A queste e a molte altre domande cerca di dare una risposta la prima, autentica guida turistica illustrata dei luoghi lovecraftiani, realizzata pensando alle più elementari esigenze dell’incauto viaggiatore.
Da Arkham a Dunwich, da R’lyeh all’onirica Celephais, I luoghi di Lovecraft si rivela a ogni pagina come una semiseria Lonely Planet d’epoca, pronta ad accompagnarvi in un percorso negli abissi più innominabili inventati dal visionario di Providence.
Realizzata con precisione filologica ispirandosi alle guide turistiche dei primi del ’900, riccamente illustrata, completa di mappe, ricette, consigli utili e un prezioso dizionarietto essenziale per comunicare con gli indigeni, sarà la compagna inseparabile del vostro prossimo viaggio. Probabilmente l’ultimo.
Hanno collaborato alla realizzazione del volume: Andrea Meucci, Federico Guerri, Enrico Panzi, Mehdi Ben Temime, Simona Sammicheli, Gabriele Genini, Gabriele Masi.
Mi aspettavo un compendio stile manuale per il gioco di ruolo de Il Richiamo di Cthulhu da questo volume ben curato e costoso, regalatomi da un amico per il mio compleanno, invece sorpresa, mi sono trovato per le mani un libro divertente pieno di humour nero e citazioni, dove nell'universo orrorifico lovecraftiano fanno capolino la 'Salem's Lot di Stephen King (la cittadina era stata protagonista di un breve racconto dei Miti di Cthulhu chiamato Jerusalem Lot, prequel del più famoso capolavoro vampiresco Le Notti di Salem, presente in A volte ritornano e svariate altre antologie) l'Arkham Asylum ed il suo più celebre internato (famoso per il suo senso dell'umorismo malato e per la sua avversione verso i pipistrelli), lo scrittore Sutter Cane de Il Seme della Follia di John Carpenter (secondo me il miglor omaggio cinematografico di tutti i tempi al Solitario di Providence), e perfino Le Mogli di Stepford, in un simpatico pastiche stile Anno Dracula e seguiti vari di Jack Yeovil Kim Newman.
Davvero niente male, ed il racconto romance ambientato nelle Montagne della Follia mi ha fatto a dir poco sbellicare dalle risate.
2,5 stelline. Da l'impressione di essere poco più di un compendio in chiave ironica (forse troppo a volte) del gioco di ruolo dedicato all'universo Lovercraft. Non è niente di che, un elenco noioso e ripetitivo dei luoghi citati negli scritti dello scrittore a cui è ispirato e qualche tavola (molto gradevole la parte grafica onnipresente con disegno b/n e fotografie un po' casuali) per fare da contorno. Ci sono giusto un paio di parti che decisamente risvegliano l'attenzione del lettore nei momenti di massima noia e sono il racconto da Providence a Salem e quello che riguarda l'Antartide. Il resto è ripetitivo, prevedibile e a lungo andare diventa noioso. Tralasciando l'accenno ad un personaggio dell'immaginario fumettistico che si discosta completamente dall'universo di Lovecraft, l'opera nel suo intero è piuttosto fedele. Sinceramente il lavoro non indifferente che deve essere stato fatto dagli autori è encomiabile ma la ripetitività e la troppa ironia (anche considerando chi è che scrive le pagine che sono presentate, come dice in apertura) lo rendono un po' pesante e a lungo andare svanisce quel fascino lovecraftiano. L'edizione è curata e davvero affascinante, volendo riprodurre una sorta di guida turistica del 1936, riesce nell'intento sia come grafica che come scelta di materiali, fonts e disposizione grafica che risulta gradevole e ben concepita.
Un pastiche interessante, moderatamente divertente (se vi piace l'humor nero) per una edizione veramente bella e ben curata, con illustrazione da buone a ottime. Tre stelle e mezza le merita.
Non più di 2 stelle per questa guida turistica dei luoghi lovecraftiani più famosi. Tra il serio e il faceto i viaggiatori ci portano lungo il New England, dalle sabbie sahariane alle distese antartiche, cercando di essere divertenti ma risultando spesso troppo forzati. Le citazioni vengono dagli scritti di Lovecraft, ma anche altre produzioni e dai vari giochi di ruolo che hanno ampliato l'universo del solitario di Providence, fornendo un quadro abbastanza ampio dei vari luoghi, ma non riuscendo a rendere il tutto veramente accattivante. Tranne un paio di entrate, quella sull'Antartide su tutte, e le illustrazioni, il tutto risulta noioso quasi quanto una guida turistica a poco prezzo. La terza stella è darà dal fatto che mi hanno fatto tornare la voglia di rileggere qualcosa di Lovecraft.
Idea originale e sviluppata in modo curato e divertente. Alle lunghe però mi ha stancata, tende a essere ripetitivo, e tutte quelle informazioni estrapolate dal contesto hanno poco senso (anche se soddisfano la voglia di collezionismo degli appassionati) Inoltre: sono interessata a Lovecraft ma non ai RPG quindi non ho colto i tanti riferimenti provenienti da questo mondo.
Avrebbero potuto essere quattro le stelle, ma sono cinque. Perché ad ogni appassionato di Lovecraft e dei suoi mondi sicuramente è utile una guida, una sorta di Bignami delle suggestioni e delle atmosfere del nostro amato autore; e da qui verrebbero le quattro stelle. La quinta viene dalla piacevolezza dell'opera garantita sia dal'evocativo editing grafico che, soprattutto, dall'emergere e alternarsi degli stili di scrittura dei "redattori" inviati da N in giro per le distorsioni geografiche e mentali del mondo lovecraftiano. Buona lettura e buon "viaggio"!