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La memoria della cenere

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Elena è una scrittrice, sa leggere le storie sui volti delle persone. Una notte, un aneurisma la colpisce nella sua casa di New York. Sopravvive, e insieme a Patrick decide di trasferirsi in Francia, nell'Auvergne, in un paesino ai piedi del vulcano Puy de Lúg. Durante la convalescenza, la mente di Elena arde di pensieri, di memorie interrotte, di sentimenti riscoperti, di attese e incertezze, come il magma che ribolle sottoterra, a pochi chilometri da lei. Quando i genitori vengono a trovarla per un breve soggiorno, il loro arrivo coincide con un’improvvisa eruzione del vulcano. E mentre una colonna di fumo, cenere e lava inizia a uscire dalla bocca del Puy de Lúg, i protagonisti si trovano bloccati tra le mura di casa, in un tempo sospeso che sovverte ruoli e sicurezze, paure e desideri.
Scritto in una lingua nitida e forte, capace di trascrivere le emozioni, La memoria della cenere racconta di una rinascita, di un’anima che si rigenera, alla ricerca di un fragile, delicato equilibrio con le verità impassibili che governano la vita.

296 pages, Paperback

Published January 24, 2019

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Chiara Marchelli

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Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Gabril.
1,049 reviews258 followers
May 7, 2019
“ L’anima, se esiste, è un’entità governata da leggi incoercibili e battiti sfasati rispetto a quelli della realtà. Una sostanza lenta. Ottusa, talvolta. Torpida. Che si fa trapassare da tutto e, spugnosa, tutto trattiene, e non lascia scampo.”

È un romanzo dell’anima questo. Scandito da un tempo irregolare, quello orizzontale della malattia (tutto inizia dall’aneurisma che all’improvviso colpisce la protagonista) e quello verticale della convalescenza, la lenta ripresa della vita, la riconquista grave della salute.
Tutto ciò che accade fuori si riverbera contemporaneamente dentro. Lo spostamento di Elena, protagonista e narratrice, dalla metropoli di NewYork, dove vive col compagno Patrick, al paesello di lui, un luogo incastonato nel massiccio francese dell’Auvergne, rappresenta una sorta di ritorno alle origini per lui, ma una prospettiva esistenziale del tutto nuova per lei. Che deve riaffacciarsi piano piano al sentimento di esistere, dopo essere stata pervasa da quello di sopravvivere e ha bisogno di un orizzonte nuovo, un luogo mai visto, da dove ricominciare a pensare. Ma poi, insieme all’eruzione improvvisa del vulcano, una deflagrazione interiore che non sarà facile da governare.

Sembra che la sostanza dell’anima sia un magma, sotterraneo e incandescente, che giace sopito nelle profondità dell’essere fino a quando la spinta dell’imponderabile non lo costringe a esplodere mostrandosi per quel che è: fuoco che erutta, lapilli che sputano brace e diventano fiumi di lava. Il centro del vulcano è inaccessibile, proprio come il centro di sé -l’anima- ma quel che infine vediamo, sentiamo e patiamo è soltanto la sua manifestazione visibile: la cenere. Impalpabile e leggera la cenere sommerge tutto, penetra ovunque, librando nel vento copre lunghe distanze, conserva misteriosa la memoria del fuoco e la deposita lentamente sulla terra.

Il vulcano esplode, l’anima di Elena implode, e dentro c’è tutto: i genitori, venuti in visita proprio in quei giorni cruciali in cui il vulcano si risveglia; Patrick, che forse nel passato ha seppellito un oscuro segreto; gli abitanti del paese, in particolare il maestro Bruno e il suo chiuso dolore; ma soprattutto se stessa: Elena, scrittrice a cui la malattia ha rovesciato l’ispirazione e asciugato il linguaggio. La memoria è un amalgama ma anche un setaccio. Dentro c’è tutto, ma per coglierne il senso è necessario cominciare a distinguere. Per tornare a comprendere.

Oh non sarà così facile, sarà doloroso. Il passato e il futuro si intrecciano e si scambiano spesso la coniugazione verbale. Il presente sembra immobile: è lo specchio dove appare per un istante tutto quel che accade. Colpisce la perizia della scrittrice nell’uso scambievole dei tempi verbali: l’effetto è di estrema lentezza, è vero. Di un tempo elastico o estensibile, da percorrere indietro e in avanti. Come se a guardare attoniti dalla finestra, l’esplosione improvvisa del Puy de Lug fosse osservato con la telecamera al rallentatore di Zabriskie Point (e la musica dei Pink Floyd).

Il centro del vulcano, l’inaccessibile. È là che bisogna andare. Lassù, forse, può ricomporsi la devastazione improvvisa, la paura, il rigetto, il giudizio che l’offesa personale ricevuta proietta sull’anima dell’altro: l’altro che amavamo e che non ci appartiene più; ha tradito la nostra fiducia e sprofonda nell’ombra, soffocato dalla stessa cenere che ci soffoca.
Un viaggio al centro di se stessi (o almeno nelle estreme vicinanze) per capire che l’altro non ci apparteneva neanche prima. Che ha le sue ragioni, le più elementari, le più ovvie, quelle dettate dalla fragilità ovvero da ciò che ci accomuna tutti davanti a quel vulcano sputafuoco, davanti al pericolo di scomparire all’improvviso e diventare corpi uguali ad altri corpi, destinati alla dissoluzione, sparpagliati nella cenere.

Comprenderlo significa poter ricominciare.
Profile Image for Laura Gotti.
594 reviews610 followers
December 28, 2020
Mi piace molto la scrittura di Chiara Marchelli, che già mi aveva entusiasmato ne Le notti blu. Questo libro, la malattia, il vulcano che erutta, il genitori invecchiati, l'uomo che ti sta accanto che rimane un mistero, dicevo, questo libro è pieno di tematiche molto importanti e affrontate nella maniera corretta, forse troppo. Ci ho visto un po' troppa scuola e un po' meno anima rispetto al precedente ma, attenzione, sempre con un libello di scrittura davvero alto. Ci sono pagine intere in cui perdersi, frasi che ti annientano con un aggettivo e una sintassi che usano quelle brave.

Non capisco come mai di questa scrittrice si senta parlare così poco, e venga così poco letta perché io la annovero tra le mie preferite italiane (Valerio, Terranova, Parrella, Pugno, Durastanti e sicuramente me ne dimentico un po'). È una di quelle che scrive con l'anima e riesce pure a misurarla.

Io ve lo consiglio, come il Lagrein che ci ho abbinato. Non troppi gradi, il giusto per scaldarti dentro, all'anima ci pensa la Marchelli.
Profile Image for chiara_librofilia.
424 reviews34 followers
February 12, 2019
Ci sono libri che possiedono una forza narrativa e un potere evocativo talmente grande che è impossibile lasciarseli sfuggire e poi ci sono narratrici, esattamente come Chiara Marchelli, che indagano l'animo umano e scandagliano nei rapporti familiari meglio di come farebbe un rabdomante.

Recensione completa: https://www.librofilia.it/la-memoria-...
Profile Image for Ronnie Picciotto.
24 reviews3 followers
May 1, 2019
Se qualcuno mi intervistasse e chiedesse: riassumi un giudizio in una sola parola, io direi: bello.
Poi.
Riassumi in due parole: ti prende.
E ancora: dimmi cosa ti è piaciuto di più: mi sono immedesimato nella protagonista.
Perché? Perché è descritta bene, perché è la tipica figura femminile con la quale avrei un rapporto di amicizia sincero.
Figura femminile: ti pare che ci sia anche una “scrittura femminile” in questo romanzo? Me lo sono chiesto più volte prima di iniziare a leggerlo. A Genova avrei anche voluto porre la domanda diretta all’autrice se ritenesse di avere una “scrittura femminile” ma temevo di essere travisato, soprattutto dal pubblico presente, in assoluta maggioranza femminile. No, direi che non è una scrittura femminile; l’ho cercata a ogni capitolo ma è venuta fuori molto discretamente, come un filo d’erba che spunta attraverso una coltre di cenere.
Con quale personaggio hai solidarizzato maggiormente? Con il padre della protagonista: la maggiore empatia è con lui. Credo che nel personaggio ci sia almeno il 50% dei geni del padre dell’autrice.
Quali temi o dinamiche ti hanno catturato maggiormente? Il concetto di invecchiamento: i personaggi che vengono lentamente risucchiati e modificati dal tempo, con la consapevolezza da parte della protagonista di una inevitabile involuzione.
Dimmi una frase in merito: “il momento in cui i figli sono obbligati a dare senza più poter prendere”.
Poi? Poi il rapporto della protagonista con le persone: tutte le persone. Un rapporto molto franco e diretto, come li amo da parte delle donne. Senza giri di parole o percorsi tortuosi. Con il convivente specialmente. Con il maestro in pensione. Interessanti le dinamiche interpersonali, tutte.
Quale personaggio ti è piaciuto particolarmente e perché? Il maestro in pensione. Per il suo vissuto, per il peso che ha saputo portarsi addosso dignitosamente.
Quello invece che hai amato meno? Il parrucchiere, ovviamente.
La frase che ti ha divertito maggiormente? ” Un sorriso come una ditata nel pongo”.
La protagonista femminile è credibile? Sì, certo. La malattia, tutto. Bravi i medici che l’hanno seguita: tutto ineccepibile. Un po’ incosciente, di quelli che si curano un po’ male.
Ti pare che l’atmosfera sia piuttosto claustrofobica o asfittica? Direi di no. Mi ricorda altri romanzi del genere e li ho sempre apprezzati.
Avresti tagliato qualcosa? Forse qualche descrizione che si è attardata un po’ troppo ma in fondo nulla di particolare.
Del finale cosa ne pensi? E’ un po’ ambiguo? Assolutamente no: per me chiarissimo: c’è una sola risposta.
Cosa consiglieresti di fare alla Marchelli? Di vaccinarsi per l’influenza all’inizio di ogni inverno, altrimenti rischia di remenarlo a tutti con i suoi malanni stagionali.
Ma circa la scrittura? Va bene così. La scrittura è molto scorrevole, i personaggi sono caratterizzati bene, il rapporto tra loro è equilibrato. Le tematiche sono interessanti. Mi piace come anticipa gli avvenimenti con un accenno alcune righe prima che questi si manifestino.
Altro da dire? Ritengo che gli scrittori siano la coscienza sporca e lo specchio dell’anima degli esseri viventi del proprio tempo. Ritengo che chi scrive debba rappresentare la propria epoca e fornire le soluzioni per i problemi attuali. Amo gli scrittori che pongono i propri contemporanei davanti alle responsabilità e sanno come scuotere gli animi. Il romanzo è un viaggio nell’animo, nel mondo, nel tempo e nello spazio.
Lo scrittore che ti viene in mente e abbia fatto qualcosa del genere? Omero.
Leggerai altri libri della Marchelli? Sicuramente.
La consiglieresti? Sicuramente.
La incontrerai nuovamente? Penso e spero di sì: quando verrà in Italia oppure quando andrò io a New York. Con mia moglie abbiamo in programma di andarci abbastanza presto.
Profile Image for Solo un’altra pagina.
63 reviews109 followers
April 10, 2024
È notte fonda quando Elena si sveglia. Qualcosa non va, il suo corpo non risponde, non riesce a parlare, Patrick è subito accanto a lei, arrivano i soccorsi, poi i giorni di incertezza, i mesi di recupero.
L’aneurisma che l’ha colpita minerà tutte le sue certezze, “hai bisogno di riposo e di tranquillità” continueranno a dirle tutti, e quindi basta New York, si parte, ci si trasferisce in Francia, nel paesino d’origine di Patrick, alla ricerca di un nuovo inizio.
“Sto bene” continua a ripetere Elena a tutti, soprattutto ai suoi che decidono di andarla a trovare per qualche giorno, peccato che le cose non vanno mai come sperato e il vulcano, che dista solo 10km da loro, decide di eruttare.
“La memoria della cenere” di Chiara Marchelli è una lettura intensa.
La vita di Elena è stata stravolta prima dalla malattia, poi dal trasferimento, ora anche dal vulcano. L’autrice ci fa vivere queste sensazioni di instabilità con potenza, grazie alla narrazione molto intima siamo continuamente investiti dalle emozioni della protagonista: la frustrazione nel continuare a sentirsi fragile, la delusione nei confronti delle persone che ama, la soffocante convivenza obbligata con i genitori che hanno continuamente paura di disturbare, di essere di troppo, quasi anche di respirare.
Non è sempre facile essere dalla sua parte, ma Elena è sicuramente una protagonista umana, fatta di emozioni contrastanti, di impulsi irrazionali a cui non sempre riusciamo a sentirci connessi, ma dai cui è impossibile non rimanere affascinati.
Una lettura che ci smuove inevitabilmente dentro qualcosa, che richiede pazienza e ci travolge in un vortice di sensazioni unico.

Ig: @solo_un_altra_pagina
Profile Image for Leggo Quando Voglio.
371 reviews101 followers
January 24, 2019
Esce oggi (24 Gennaio 2018) per NN Editore un libro che ho potuto leggere in anteprima per voi: La memoria della cenere di Chiara Marchelli.

Il libro parla della storia di Elena, scrittrice che ha appena vissuto un'esperienza che le ha cambiato totalmente la vita e che l'ha portata riflettere su di essa. È un romanzo particolarmente intimista che non vede la trama (riguardante la vita di Elena e del suo compagno Patrick successivamente all'evento di cui vi parlavo) come perno del testo, bensì più come una metafora per spiegare ciò che sta succedendo alla protagonista. Da questo non dovete desumere però che non succeda nulla, anzi gli eventi raccontati riguarderanno sia l'ordinario che qualcosa di fuori dall'ordinario.

"Attraversare tutti gli stadi dell'emorragia: angoscia, apprensione, speranza, domande. Sarei guarita? Sarei tornata quella che ero? Oppure menomata, paralizzata distorta? Aspettarmi."

La metafora è particolarmente evidente sul finale. Significativo ed importante ci regala la vera e propria chiave di lettura della vicenda. Al contempo, trattandosi di "un pezzo di vita" il lettore faticherà a chiudere il libro senza dispiacere, con l'impressione di abbandonare un'amica senza poter fare nulla per evitarlo.

L'incipit del romanzo si apre, invece, con l'evento negativo che ha poi cambiato la prospettiva della protagonista. Inizia subito, perciò, con una scena d'impatto, ben visibile nella propria mente. Veniamo catturati da subito nella vicenda.

Il resto della recensione su https://www.leggoquandovoglio.it/libr...
Profile Image for Sara maria Serafini.
Author 8 books41 followers
December 8, 2019
Questo è un libro sulla malattia. Su quanto sia improvvisa e sconvolgente per chi la subisce direttamente, ma anche per chi la vive indirettamente; i sopravvissuti non sono solo i guariti, ma anche le persone che gravitano attorno ai guariti.

"Sono sciocchezze, perché la guarigione vera non è quella dei grafici, delle analisi e dei numeri; la guarigione è fatta di una sostanza sottile, diluita, aerea e difforme. Una sostanza che non si può condensare e inghiottire, ma che va respirata imparando a riallineare ogni organo del corpo: convincerlo che non moriremo di nuovo."

È un libro sulla famiglia, sugli equilibri labili che tengono in piedi tutto a fatica e che oscillano paurosamente in seguito ad eventi eccezionali, come quello che accade a Elena e a Patrick che, a causa dell'eruzione del vulcano vicino a casa, si ritrovano "costretti" a convivere con i genitori di lei per un tempo più lungo del previsto, e che riporterà in luce questioni sepolte.
È un libro che ho letto in due mesi, mettendo in mezzo altri libri, altre cose, perché mi faceva male. I libri sulla famiglia lo fanno sempre, mi fanno male. Toccano la mia ansia, il mio nodo, il punto del cuore più debole.
Ma è giusto. Perché questo è quello che fanno i libri belli, a volte. Fanno male.
Chiara Marchelli ha una scrittura crudele, che segue un ritmo tutto suo, riesce a tagliare, ricucire, tutto con eleganza, e ti accompagna in un viaggio che non avevi deciso di fare.

"Si siedono di là, anche Patrick. Faccio io, ripeto. Si stacca da me all'istante: brucio.
Spazio, aria.
Ha capito, non prova a calmarmi. All'inizio ci offendevamo, poi abbiamo messo a fuoco che talvolta bisogna solo lasciarsi in pace. Scendere a patti con l'idea che qualcosa di profondo dell'altro ci esclude: la mia selvaticità che pretende sfogo, i suoi abissi che non ho saputo guarire. Sono spaventosi, arrivano senza preavviso, investono ciò che trovano in mezzo, affondano cupi. Riservati all'intimità della nostra solitudine, invisibili agli altri. Se lo raccontassi ai miei, non ci crederebbero. Patrick? chiederebbero.
Patrick."
Profile Image for Simona~ pagine_e_inchiostro.
670 reviews14 followers
July 7, 2023
Recensione a cura della pagina Instagram pagine_e_inchiostro:
La memoria della cenere é un romanzo che dirompe dall’anima dell’autrice e che ha ritmi umani: momenti veloci, quelli di vita quotidiana; momenti lenti, quelli della malattia e della convalescenza.

Elena è una scrittrice; leggere le emozioni e raccogliere le storie delle persone é il suo lavoro. Finché una notte, un aneurisma la colpisce nella sua casa a New York. Sopravvissuta, decide di trasferirsi con il compagno in Francia, in un paesino ai piedi di un vulcano. Sono giorni di inverno lenti, che passano con l’incedere di un tempo zoppicante. Quando i genitori vanno a trovarla per qualche giorno, il loro arrivo coincide con un'improvvisa eruzione del vulcano, che blocca i protagonisti tra le mura di casa. In questo tempo sospeso, gli equilibri saranno precari e la vita congelata in istanti.

🌋 I tumulti dell’animo della protagonista si riversano all’esterno: i pensieri ribollono come un vulcano in eruzione. Le emozioni sono magma, incandescenti. Il nucleo del vulcano, così come quello dell’anima, é inaccessibile, in perenne movimento, anche quando non si vede.
Quello che possiamo vedere é solo la manifestazione fisica di quei tumulti: la cenere. Leggera, infestante, si posa su tutto, ricoprendo e sporcando ciò che esiste all’esterno. La cenere conserva in sé l’elemento del fuoco, così come la nostra memoria conserva in sé la vita.
Elena, come una fenice che risorge dalle proprie ceneri, sarà il simbolo di quella vita: sopravvivenza, resilienza.

La memoria della cenere é un libro la cui potente poetica sfugge alla trama narrativa, il cui fulcro é la riappropriazione dell’identità dopo la malattia. É una lettura volontariamente lenta e profonda, ricca di riflessioni esistenziali. Una storia che mi ha ricordato inevitabilmente il meraviglioso Premio Pulitzer “Non m0rire” di Anne Boyer, per stile e temi comuni.

“E poi è arrivato l’aneurisma a picchiare contro tutto. La percezione modificata del tempo, della durata della vita, nulla sarebbe più stato lo stesso: ora c’erano il prima e il dopo.”
Profile Image for Marti.
159 reviews12 followers
March 14, 2025
C'è un tempo verticale: è il tempo della memoria a lungo termine, il tempo della costruzione del sé, il tempo delle cose sepolte, delle memorie muscolari e sensoriali. C'è un tempo orizzontale: è quello dei progetti e delle prospettive, delle cose — cuori oltre l'ostacolo, passi di corsa uno dopo l'altro — che si protendono in avanti, è il tempo in cui la memoria futura si costruisce.
È il tempo che, quando si ferma, si fa invadere dagli irrisolti del suo alter ego verticale: diventa attesa guardinga, resistenza, esilio. Si fa muro e mostra le crepe, chiede di stare e non di scappare, non si fa aggirare. E per Elena, che da una vita si difende con la distanza — la scrittura, la corsa, un oceano — fermarsi è spaventoso, alieno: la mette per forza di cose davanti alla necessità di decostruirsi per ricostruirsi, di reimparare, di uscire allo scoperto e far propria la cenere. Un romanzo sui moti tellurici delle famiglie e dei trasmissori nervosi e anche su quelli del tempo, inafferrabili e bifronti: Chiara Marchelli anche qui è eccezionale, fine e implacabile e sempre pacata, chirurgica e inafferrabile.
Profile Image for Lidia Calamia.
155 reviews2 followers
April 18, 2020
‘Un’esperienza del genere è piuttosto rara. Per la normalità c’è sempre tempo.’
Un aneurisma, un’eruzione improvvisa del Puy de Lug, la visita di genitori amati
che però in quanto genitori creano nella figlia, anche quarantenne, dinamiche aggressive e infastidite.
Una scrittura chiara, diretta, evocativa. Elena che in un momento inaspettato riscopre i tormenti individuali che forse non scemeranno mai, anche se grazie all’aiuto di un vecchio maestro in pensione capirà che il giudizio è un’arma ingiusta perché spesso la verità va solo conosciuta e valutare un passato con acredine non tiene conto dell’aspetto peculiare dell’essere umano: l’errore e il fallimento.
Contenta di averlo letto.
2 reviews
November 6, 2021
Interessante all’inizio poi terribilmente noioso. Scrittura angosciante oltre al fatto di mettere sempre in mostra quanto sia bello andare a cena tutte le sere e scoprire nuovi ristoranti. Non consigliato
Profile Image for Rosa Maiuccaro.
126 reviews4 followers
July 12, 2019
Libro con riflessioni profonde ma non esente da difetti. Non sono riuscita mai realmente a perdermi tra le sue pagine
Profile Image for Sara Rocutto.
509 reviews8 followers
February 26, 2020
È stato un po’ lentino... bella scrittura, belle idee, ma gasp. C’era troppo IO dentro.
Profile Image for Grazia.
73 reviews1 follower
January 17, 2021
Mi é piaciuto. Con qualche piccola riserva. Bello il parallelismo tra la protagonista, la sua malattia, i suoi pensieri, e il vulcano
Profile Image for Giuls (la_fisiolettrice).
187 reviews29 followers
February 7, 2021
3,75 ⭐️

«Sono fatti di nulla, i momenti di felicità. Una parola che non mi è mai piaciuta.
Non vuol dire niente, 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕𝒂̀. O meglio, non è cosa che si possa contenere per guardarci dentro. Una cuspide, un dardo, lo zenit di una spinta fortunata verso l’alto.
Non è una condizione, manca della staticità necessaria.
La felicità è un anelito mobile e impreciso, e non dovrebbe avere nome.»
.
Fragilità. La prima sensazione che ho avuto leggendo questo libro. Mi sembrava che potesse sgretolarsi improvvisamente tra le mie mani.
.
Elena è una scrittrice, abita a New York e improvvisamente, una notte, la colpisce un aneurisma. Da quel momento il tempo si dilata ed Elena, insieme a Patrick, decide di trasferirsi in Europa, nel paese d’origine di lui, Mézac, a qualche chilometro dal vulcano Puy de Lúg, un sovrano naturale che da anni sembra addormentato - «un luogo che non somigliasse a ciò che non ero più».
.
Qui Elena può vivere la sua convalescenza, con i ricordi che si susseguono e i pensieri in tumulto. L’anima di Elena bolle come il magma sotto al vulcano che decide di eruttare in concomitanza con l’arrivo dei suoi genitori, perciò sono tutti e quattro bloccati dentro casa per una settimana, con un tempo che scorre lentissimo, che offusca i giorni, che stabilisce e scambia i ruoli, che soffoca a tal punto che Elena prende ed esce, di corsa e in un paesaggio dominato dalla cenere e dal fumo del vulcano, scopre una verità che Patrick le ha tenuto nascosta.
.
Un libro denso, come il magma che scende lentamente dalle bocche del vulcano, la cenere ricopre tutto ma i pensieri profondi riemergono come fenici. Un libro su come un evento traumatico fortuito può cambiare le prospettive, il rapporto con gli altri e con se stessi, persino con i propri genitori. Ricostruirsi, rimodellarsi su un io che non riconosciamo più. A tratti potrebbe essere noioso ma letto ora, con il tempo dilatato per tutti, credo di averlo apprezzato molto di più rispetto a se lo avessi letto durante la mia solita frenetica vita. Non amo i finali aperti ma in questo caso non sento di voler sapere di più, mi godo le mie riflessioni.
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