Saremo in grado di fermarci a tempo nella nostra corsa col turbocompressore verso le Colonne d’Ercole, come si chiedeva Primo Levi? Homo faber fortunae suae, dicevano i latini, l’uomo è artefice della propria sorte. Non ci resta che scoprire quale. Immaginiamo un futuro in cui sapiens supertecnologici controlleranno, con le loro intelligenze aumentate, il mondo; mentre altri sapiens desueti, saranno relegati a un ruolo marginale. Uno scenario solo fantascientifico? Oggi l’intelligenza artificiale, le neuroscienze, le nanotecnologie, la genetica modificano in modo sempre più vertiginoso il rapporto tra l’uomo e la natura. Nella storia dell’umanità sta succedendo qualcosa che potrebbe anche portare alla fine di Homo sapiens. Intrecciato ai racconti fantastici di Primo Levi ecco dipanarsi in queste pagine un altro racconto, tanto avvincente e ironico quanto inquietante: quello del nuovo ecosistema - mai visto prima - in cui vivranno i nostri discendenti.
Gianfranco Pacchioni (Milano, 1954) è un chimico e accademico italiano, attivo nel campo della chimica teorica e computazionale.
È membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, dell'Academia Europæa (Londra), della European Academy of Sciences (Liegi), dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere (Milano) e della fondazione Alexander von Humboldt. Nel 2016 è stato insignito della Medaglia Pascal per la Chimica da parte della European Academy of Sciences e nel 2017 ha ricevuto la Medaglia Pisani della Società Chimica Italiana. Dal 2013 al 2019 è stato prorettore per la Ricerca della Università degli Studi di Milano-Bicocca. E' Editor-in-Chief del Journal of Physics: Condensed Matter, pubblicato dall'Institute of Physics (IOP).
“singolarità... il punto in cui nello sviluppo di una civiltà il progresso tecnologico accelera sino a superare la capacità di comprendere gli eventi e di prevedere il loro sviluppo."
Un libro piuttosto breve, ma che offre interessanti spunti di riflessione sul futuro dell'umanita'. Lo spirito del libro e' simile, per certi aspetti, a "21 Lessons for the 21st Century" di Yuval Noah Harari.
Bella l'idea dei racconti di Primo Levi - quelli profetici di Storie naturali - utilizzati come vera e propria chiave narrativa. Peccato però che nel complesso, malgrado l'urgenza dei temi, questo saggio si sgonfi per eccessiva angolazione divulgativa. Il tono viene mantenuto progettualmente friendly, quasi che l'autore temesse di immaginare le difficoltà del lettore medio (formattato in modalità Alberto Angela) e in questa medietà finisse quindi per soffocare sul nascere quelle riflessioni più strutturate di cui personalmente ho avvertito fin dalla prima pagina la necessità. Buono comunque, ma peccato.