Questo libro non mi ha preso dall’inizio come gli altri di Nevo, ma poco a poco i suoi personaggi mi hanno coinvolto nelle loro emozioni. Si conferma un’ottima lettura.
Letta l'ultima pagina hai una sola certezza: Amir, Noa, Yotam, Sami e tutti gli altri personaggi di questo romanzo meraviglioso, corale, ti mancheranno. Scrivere un libro per scavare, spremere, vivisezionare una sola parola, per coglierne, in profondità, il significato: Nostalgia. Una storia d'amore bellissima, commovente e, soprattutto, vera, in una Gerusalemme periferica, alle porte di un quartiere che è un piccolo paese, il Castel, e sullo sfondo le contraddizioni, le difficoltà e le ferite di questa terra, martoriata da una storia piena di paradossi, di veleni, di drammatica umanità. Qui il talento di Eskol Nevo come narratore è limpido, cristallino.
Consigliato da Sandra e visto che avevo apprezzato Tre piani, ho deciso di leggerlo. Un inizio più lento, ma ne vale sempre la pena, per apprezzare il tortuoso tormento nei rapporti umani, dove si insinua, facendo cornice, Gerusalemme e la vita di palestinesi che hanno visto occupare le proprie case e israeliani che convivono con gli attentati. Bello
Primo libro letto di questo scrittore. La parte iniziale è stata faticosa, ma poi è come se si fosse srotolata una pergamena bellissima. Stile asciutto, ma quasi poetico.