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L'algoritmo sovrano

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Potremmo immaginare quella parte di Internet che ci è permesso frequentare come un giovane continente – non ha più di trent’anni – già ampiamente colonizzato. In esso, i coloni che si sono aggiudicati le posizioni migliori, pur continuando a essere in conflitto tra loro, come nelle migliori tradizioni capitalistiche, innalzano i vessilli dei marchi più noti dell’oligarchia digitale planetaria. In questo continente, algoritmi “intelligenti” col volto nascosto ma con grandi ambizioni classificatorie, predittive e giudicanti, si mimetizzano dentro i più diversi strumenti e negli immancabili smartphone, al servizio di piattaforme variamente specializzate nella costruzione di nuove dipendenze in molti campi: dalle comunicazioni, ai consumi, alle competizioni online, non disdegnando affatto esperimenti psico-sociali o politici di ampia portata.

Ripercorrendo le tappe salienti della colonizzazione della rete e delle identità virtuali dei suoi frequentatori, nella prima parte del libro si porta l’attenzione su alcuni dei dispositivi nascosti che stanno velocemente dissodando il terreno di una nuova e inedita deriva totalitaria. Nella seconda parte, si spinge lo sguardo sulle frontiere opache in cui gli Stati a più alta propensione digitale, provano a difendere da questa sfida transumanista il loro stesso futuro, ma in una prospettiva cieca, “al rialzo”. Come in un incubo – documentato e niente affatto distopico – si profilano così i contorni di simil-democrazie dalle libertà sostanziali vacillanti in cui i cittadini, assoggettati biometricamente a un codice unico personale, si dispongono a riprodursi come cloni volontari di un algoritmo sovrano. Naturalmente, un’alternativa c’è ancora: prendere atto della nostra incompiutezza come specie e riportare la barra della nostra vita sociale anzitutto sui legami, sulle comunità istituenti e sulle relazioni faccia-a-faccia. Non “contro le tecnologie digitali” ma portando la critica direttamente alla radice del modo di produzione capitalistico che esse riproducono. L’homo sapiens dopotutto può e sa fare di meglio che lasciarsi guidare da un algoritmo.

128 pages, Paperback

Published September 1, 2018

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About the author

Renato Curcio

33 books11 followers
Renato Curcio is the former leader of the Italian left-wing militant organization, the Red Brigades (Brigate Rosse).

Born of an extramarital affair between Renato Zampa (brother of film director Luigi Zampa) and Yolanda Curcio, Curcio was born at Monterotondo, in the province of Rome. In April 1945, Curcio's beloved uncle, Armando, a Fiat auto worker, was murdered in a Fascist ambush. The death of Uncle Armando caused Curcio to develop a hatred towards the Nazi-Fascists,

On completing his degree in 1962, he won a scholarship to study at the new and innovative Institute of Sociology at the University of Trento, where he became absorbed in existential philosophy. During the mid-1960s, he gravitated toward radical politics and Marxism as a byproduct of his interest in existentialism and the self. By the late 1960s, he had become a committed revolutionary and Marxist theoretician. In addition to Marxism, Curcio also studied the philosophies of Lenin and Mao, further influencing his leftist ideology. In 1967, Curcio would create a "counter-university" at the University of Trento, which focused on teaching courses that were the polar opposite from what was actually being taught at the university, including anti-capitalism, revolution, and Maoist thought.

According to Alessandro Silj, three political events transformed him from a radical to an activist: two bloody demonstrations at Trento and a massacre by police of farm laborers in 1968. During the 1967-69 period, Curcio was also involved in two Marxist university groups: the Movement for a Negative University and the publication Lavoro Politico (Political Work).

Embittered by his expulsion from the radical Red Line faction of Lavoro Politico in August 1969, Curcio decided to drop out of Trento and forgo his degree, even though he already had passed his final examinations. Prior to transferring his bases of activities to Milan, Curcio married, in a mixed (Catholic-Waldensian) ceremony, Margherita (Mara) Cagol, a Trentine sociology major, fellow radical, and daughter of a pent and worker group. Curcio and Cagol began publishing a revolutionary journal in 1967, entitled "Political Work", which set up the ideological foundation for a number of groups, including the Metropolitan Political Collective (CPM). A more militant faction of the CPM, led by Curcio and Cagol, splintered off in 1967 and formed the Red Brigades, which was intended to participate politically while also conducting clandestine military operations.

However, after getting arrested in February 1971 for occupying a vacant house, the Curcios and the most militant members of the Proletarian Left went completely underground and organized the Red Brigades and spent the next three years, from 1972 to 1975, engaging in a series of bombings and kidnappings of prominent figures.

In 1975 Mara Cagol was shot twice and died during a shootout with the Carabinieri forces. The death of his wife forced Curcio into a deep depression, one that caused sloppiness in his work. Curcio was again captured by the authorities in January 1976, tried, convicted and imprisoned. The assassinations and kidnappings continued during his incarceration, however, creating a suspicion about whether or not Curcio was the actual leader of the group.

After Curcio's incarceration, the Red Brigades began changing its identity, with its members becoming younger and increasingly more militant and extremist. This increased militarization of the group led to a sharp uptick in the number of attacks and assassinations between the years of 1976 and 1978, culminating in the mysterious assassination of Italian Prime Minister Aldo Moro in 1978.

In 1990, while still incarcerated, Curcio started a publishing company, along with Steffano Petrella and Nicola Valentino, called Sensibili alle Foglie, or Sensitive to the Leaves.

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Profile Image for Devilz.
130 reviews1 follower
February 12, 2025
"L'algoritmo sovrano" è un saggio che esamina il ruolo delle tecnologie digitali nell'evoluzione delle identità individuali e collettive, con un focus sulle implicazioni sociali e politiche.

Nella prima parte del libro, l'autore si concentra sul concetto di "colonizzazione digitale" da parte delle grandi corporation, che attraverso gli algoritmi influenzano le abitudini degli individui, modellando le loro identità nel marketing, nella politica e nelle relazioni interpersonali.

Nella seconda parte, invece, Curcio analizza la risposta degli Stati avanzati al progresso tecnologico, soffermandosi sul rischio di una deriva totalitaria e sul controllo sempre più pervasivo degli individui.

L'autore adotta una prospettiva fortemente critica, concentrandosi esclusivamente sugli aspetti negativi della tecnologia digitale. Questo approccio, tuttavia, manca di un'analisi equilibrata, poiché non vengono approfonditi i possibili benefici né vengono presentati dati empirici a supporto delle sue tesi. Alcuni concetti risultano estremizzati, in particolare per quanto riguarda le strategie di marketing delle grandi piattaforme digitali – come Google, Facebook e Casaleggio e Associati – che vengono descritte come strumenti di dominio e manipolazione di massa, senza però fornire evidenze concrete di un disegno egemonico intenzionale.

Nonostante ciò, alcune riflessioni risultano interessanti, soprattutto per quanto riguarda il rischio di alienazione e la progressiva riduzione delle interazioni faccia a faccia. Un aspetto positivo del libro è sicuramente la scrittura, chiara e accessibile anche a chi non è esperto dell'argomento, sebbene la punteggiatura sia talvolta da rivedere (forse a causa di scelte editoriali).

Va detto che, pur mancando di un fondamento tecnico e scientifico solido, il libro coglie alcune dinamiche reali: basti pensare alla pervasività degli algoritmi e alla profilazione degli utenti nei social network e nei motori di ricerca. Tuttavia, la sua analisi si limita a una visione personale e critica, senza proporre soluzioni alternative né un confronto con punti di vista differenti.

"L'algoritmo sovrano" è, dunque, un saggio da leggere tenendo conto del fatto che si basa su teorie personali dell'autore, il quale propone una lettura unilaterale del fenomeno. Sebbene alcune intuizioni siano condivisibili e la tematica sia di grande attualità, il testo risulta carente dal punto di vista empirico e privo di un reale approfondimento tecnico.
Profile Image for Ietrio.
7,004 reviews24 followers
December 25, 2020
The ridiculous text of an immoral person. The leader of a terrorist organization wanting to make the whole country one large gulag is pointing out that NOT the established political elite and their friends the Mafia are the issue, but the last place where Italians can express themselves. In a way, the guy is right, the Internet poses a real risk to any of the armed gangs, be it the Red Brigades, Calabrian Mafia, or the Carabinieri in Rome.
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