Su questo libro avrei tantissime cose da dire, ma spero di essere breve.
Da grande amante della storia, soprattutto del ‘900, ero assolutamente a conoscenza delle legge di Norimberga e del divieto alle unioni tra ebrei ed ariani, ma non pensavo che si arrivasse al punto di condannare a morte una persona per il sospetto che si amasse una persona.
Questo libro ci riporta, in modo un po’ romanzato, proprio del primo processo per “inquinamento della razza” avvenuto nella Germania nazista, processo che si è basato solo su dicerie di malpensanti nel vedere il rapporto amorevole tra un anziano ebreo facoltoso e la giovane figlia di amici ariana. Si trattava di un amore puro, come quello tra un padre e una figlia, ma che, in quella “caccia alle streghe” iniziata dai nazisti, è stata fraintesa. Proprio vero quando si dice che il marcio è negli occhi di chi non guarda.
Punto centrale nella storie è il momento in cui Kaufmann si rende conto che in realtà non lo stavano processando perché fosse colpevole o no di aver “sedotto” una ragazza ariana, ma lo stavano processando in quanto ebreo e, proprio perché ebreo, doveva morire.
Credo che, come tutti gli altri che parlano di periodi così dolorosi della storia, questo libro vada letto proprio perché dobbiamo fare di tutto per evitare che criminali del genere riprendano il potere.