Perché un nome in codice, per lavorare nella Compagnia delle Illusioni, è indispensabile, “un nome mellifluo, imprendibile”, come imprendibile deve essere la realtà dietro la finzione.
Dopo una carriera d’attore con poche soddisfazioni – l’unico ruolo vagamente importante è stato Raffaele, il portiere impiccione dello sceneggiato Tutti a Casa Baselice! –, a quasi cinquant’anni Antonio Morra vive con mammà e la sorella Mari’ a Napoli e si arrabatta dirigendo la compagnia teatrale amatoriale fondata dal suo dentista per compiacere le amanti e i clienti importanti. La sua vita si è persa molti anni prima, quando Lea, l’amatissima fidanzata che portava in grembo la loro bambina, è morta. Da allora Antonio è diventato un uomo senza capo né coda: l’uomo perfetto per la misteriosa zia Maggie, che lo attrae nella rete segreta della Compagnia delle Illusioni. Ed è così che Antonio diventerà finalmente ’o Mollusco: l’interprete di mille ruoli diversi che gli permetteranno di influire sulle vite altrui, perché “le persone non vedono ciò che è vero, ma rendono vero quello che desiderano vedere”. Ma proprio quando crederà di essere al sicuro da ogni responsabilità verso se stesso e gli altri, quando l’illusione avrà sovvertito la sua vita e tutta Napoli, proprio in quel momento avrà l’occasione di ritrovarsi. Perché, in fondo, “la conseguenza ultima della finzione è la verità”.
Una delle voci più sorprendenti della recente stagione letteraria italiana ci regala una commedia ricca di svolte inaspettate e personaggi irresistibili, doppi, acutissimi.
Beautiful. I found in this book set in Naples the same atmospheres that in the 80's I found in the books of Luciano De Crescenzo. Characters capable of a great humanity, endowed with a profound disenchantment, with an innate ability to interpret life, to the point of becoming philosophers, just like in the books of De Crescenzo. The protagonist is a fifty-year-old who at the beginning seems quite vapid, almost happy to be vapid, so as to blend in with life. Then it turns out that this vision of life comes from a dramatic event that he lived years before and that has brought his love for the actor's life to the levels that we then discover going forward in the story. The plot is very dense, on two or three levels, and at some point it seems to be in a thriller of those from double game or triple game. Here there are not killed, nor dark shades, but the noir background is there: where will this fiction go, where will this illusion go? Who are all these apparently normal and nice characters? What's behind it? Behind it there is a beautiful story, the story of a man who finds himself through the negation of himself pushed as far as to arrive at the closing of the circle, that is precisely to find the true himself. The two tattoos that Aunt Maggie reveals to have are the two concepts through which the whole book passes: In Ludere and Ipseità. Two fundamental points of reflection, which the engineer-philosopher De Crescenzo would surely have loved.
“Le persone non vedono ciò che è vero, ma rendono vero quello che desiderano vedere”. L’ambientazione a Napoli e la descrizione dei personaggi sono davvero squisite, così come l’alternarsi di dramma e commedia come nei migliori racconti popolari partenopei. Tuttavia si passa da momenti sublimi, arricchiti da pensieri quasi aulici sulla vita e sull’amore, a momenti quasi grotteschi, pur divertenti, che però smorzano i toni e quasi diminuiscono il valore delle parti precedenti. Quasi mancasse un vero filo logico ad unire le due anime principali del libro.
Un po’ surreale, ma poi si capisce. A me piace il modo di scrivere di Ianniello, c’è poco da farci. Questo non è all’altezza di Isidoro Sifflotin ma merita quattro stelline solo perché ha citato più volte il luogo dove vivo a Napoli 💙
🅡🅔🅒🅔🅝🅢🅘🅞🅝🅔 . Quando zia Maggie manda il messaggio un'altra vita ha inizio. Ed ecco che l'abbigliamento cambia, la cadenza linguistica si camuffa e si diventa uomo elegante, timido, aggressivo, trasandato, a seconda della necessità. Ci si trasforma, si rischia la pelle, si piange, si va in scena e... Si cresce. . "mi chiamo Mollusco, questo è il mio nome. Però non deve saperlo nessuno. Quindi, per garantirmi l'anonimato, mi puoi chiamare con un nome qualunque. Chiamami Antonio." . Siamo a Napoli, una carriera da attore e un solo ruolo importante. A cinquant'anni Antonio Morra non ha più sogni, volontà e forze a causa di un terribile evento. Sarà zia Maggie a coinvolgerlo nella segreta Compagnia delle Illusioni. Tanti i ruoli da interpretare per influire sulle vite altrui. . Inganno? No, un gioco. Finzione? No, realtà. Perché, come scrive Enrico Ianniello, "l'unico granello credibile di spontaneità, autenticità, addirittura verità lo trovavo in chi fingeva di Mestiere" . Lettura divertente e linguaggio a tratti dialettale che, tra un sorriso e l'altro, vi porterà a riflettere.
Napoli e il sentimento di rivoluzione dei napoletani è descritto alla perfezione in una sequenza di immagini e dialoghi perfettamente incastrati. L’illusione e la realtà si mischiano non solo per i protagonisti, ma anche per il lettore che piano piano si immerge in un’atmosfera al limite della credibilità. La sensazione è quella di leggere un libro tra l’irrealtà, il disgusto e la voglia di sovvertire. La scrittura in un italiano perfetto si innesta a parti e dialoghi in napoletano, non tutti di facile comprensione.
Ianniello sa usare la penna e mettere mani nell’anima: lui scava, e tu con lui. E quello che trovi te lo suggerisce nelle sue pagine ma in fondo è già tutto dentro ognuno di noi ma non sappiamo più vederlo.
Inventarsi una vita. un lavoro, e la vita che crea la sua verità e inventa te. Un attore che ha perso tutto, ma poi raccoglie i cocci, e poi si frantuma di nuovo, e poi ricomincia. Bellissima la scrittura di Ianniello, personaggi sempre vividi e profondi.
Non ha un filo conduttore, potrebbe essere bellissimo ma gli spunti interessanti che ci sono vengono banalizzati dal tono del racconto e si pestano i piedi tra loro
Un libro molto ironico, che fa sorridere ma anche immalinconire; in un mondo dove non si riesce più a distinguere tra realtà e finzione, la seconda potrebbe sostituirsi alla prima. Una scrittura veloce, efficace e appassionante