Una vita al giorno di Massimo Vitali - Sperling&Kupfer - 257 pagine
"Cos'è che dà senso a una vita? Cosa ci rende felici davvero? Come si cura una storia d'amore? E una piantina di basilico? A trentanove anni quasi quaranta, Massimo si ritrova alle prese con gli inevitabili bilanci della fatidica soglia degli «anta». Senza farsi prendere dal panico, decide di mettere in atto una filosofia tutta sua e inaugura il nuovo anno guardando la vita in maniera diversa: facendo attenzione a episodi, emozioni, frammenti di quotidianità capaci di rendere speciale ogni giorno. Le risposte che trova hanno il sapore dei baci a dodici anni, di cipolle tagliate senza lacrime, di abbracci spiati alle fermate degli autobus, sorrisi che portano il buongiorno, sguardi che raccolgono il tempo all'orizzonte, canzoni che ti accompagnano a casa pedalando nella notte. Una serie di «memorabili casualità» per cui vale la pena vivere: perché ogni giorno può contenere il senso di una vita, basta solo farci caso".
«Questo libro mi somiglia molto. Il libro di uno che, nell'età della ragione, vorrebbe avere punti fermi e trova solo punti di sospensione... Sempre con lo sguardo ironico e genuino di chi sa che nella vita, in fondo, "l'impresa eccezionale è essere normale"» - Brunori Sas
Ho “conosciuto” Massimo per caso, grazie ad Instagram e ai suoi suggerimenti e quando mi sono imbattuta in lui molte cose erano già cambiate nella sua vita rispetto a quanto scritto in questo libro, lo sapevo, ma ho voluto leggerlo lo stesso per partire “dall’inizio”, dal prima.
Una cosa non l’avevo capita: mi aspettavo un romanzo che parlasse di qualcun altro, seppur come spesso accade, in modo camuffato, invece qui abbiamo proprio una specie di diario - il che un po’ mi ha spiazzata, è un genere che non amo molto, ma che ha un pregio: l’immediatezza, pochi giri di parole, dritti al punto.
La descrizione che ne fa Brunori Sas rende molto bene l’idea e credo possa calzare a quasi tutta una generazione, quella sul filo degli anta, anno più, anno meno, con porte ancora non chiuse dietro le spalle, altre che si cercano di aprire, o a volte di sfondare proprio, conti in sospeso, ma anche qualcuno chiuso, idee, sogni, progetti a manciate e la vita, che ogni tanto si mette di traverso e che altre volte ti offre, che so, le parole di un Renzo o una Bibi - a trovarne più spesso di “fari nella nebbia” come loro!
Indubbiamente l’ironia sottile di Massimo pervade queste pagine, ed è un bene, serve a sdrammatizzare di fronte ad argomenti che sono macigni, come l’Amore, le separazioni, i tradimenti, i figli, il lavoro e tutto quel marasma di emozioni che ruota loro intorno, il tutto affrontato con sensibilità e con quella consapevolezza di cui, ad insistere nel lavoro su noi stessi, ci equipaggia il tempo, un’esperienza dopo l’altra, una pagina dopo l'altra.
C’è un messaggio di positività in questo libro, ma non quei bei pensieri preconfezionati del guru di turno, che ti dice di alzarti presto, perchè il mattino ha l’oro in bocca, di sorridere, perchè la vita ti sorride se la guardi sorridendo e così via … c’è la positività dei bambini, la loro ingenuità e voglia di vivere, di capire, di scoprire cosa c’è dietro, come è fatto … e rompono il giocattolo! E poi piangono, ma passa subito, perché sono più abili di noi adulti a capire cosa è davvero importante o per dirla come Massimo, cosa dà senso alla vita.
Ricerchiamo con affanno la perfezione, ma la perfezione sta proprio nell’imperfezione della vita e nel saperla accettare e affrontare per come ci si presenta, col bagaglio che abbiamo, a cui aggiungiamo ogni giorno qualcosa.
In questo fine settimana di relax in cui mi sono immersa totalmente nelle parole di Massimo io ho aggiunto un libro al mio bagaglio, un libro semplice, scorrevole, che si presta ad essere divorato in due giorni, ma un libro che metto sullo scaffale con la promessa di rileggerlo tra un po’, quando avrò la necessità di alleggerire il quotidiano e dare un senso guardando la mia vita dal punto di vista di un bambino … di quarant'anni.