Giulia Dal Mas ci invita in una delle città che il mondo ci invidia: Siena, con le sue tradizioni e quel calore familiare che avvolge chi la visita durante il Palio, quel senso di appartenenza a una comunità dove il turista è sempre accolto a braccia aperte. E qui sta uno dei grandi talenti di questa autrice: le descrizioni e l'ambientazione dei suoi romanzi, che permettono al lettore di intraprendere un viaggio oltre che introspettivo anche fisico, tra vicoli stretti e piazze assolate che portano con orgoglio i segni della Storia.
In questa bellissima e calda cornice conosceremo Vanessa, giunta a Siena dal Giappone due anni prima e proprietaria di una sala da tè incastonata in un vicolo della contrada della Civetta.
Vanessa ha un dono speciale, trovare la miscela giusta per ogni avventore e per tutte le persone che in un modo o nell'altro entrano nella sua vita. Questa empatia e la sua esperienza per la ricerca delle miscele le è stata insegnata dalla nonna Magiku, assaggiatrice di tè famosa nel suo Paese, che l'ha cresciuita come una madre insegnandole che l'amore è nelle crepe, basta vedere la luce che le attraversa. Proprio da una crepa nella vita della nonna ormai scomparsa Vanessa partirà alla ricerca di un amore che traspare dalle righe trovate negli effetti personali della donna. Il suo arrivo a Siena non è casuale: vuole scoprire cosa la donna ha nascosto in fondo al suo cuore per anni. Così il romanzo si sviluppa tra presente e passato per raccontare due storie d'amore osteggiate dal destino e dagli eventi. Il fascino della tradizione giapponese e di alcune sue bellissime discipline viene raccontato attraverso la giovinezza di Magiku e il suo amore per la Terra che l'ha cresciuta, ma sempre con un'ombra sul cuore che Vanessa percepisce solo ora che non c'è più. La sua ricerca la porterà nei fascinosi e stretti vicoli della Contrada Civetta, dove giorno dopo giorno metterà insieme i pezzi del puzzle.
Ancora una volta Giulia Dal Mas tesse una tela preziosa, dove sottili "fili temporali" si intrecciano tra i caldi colori della terra di Siena e le avvolgenti fioriture dei ciliegi giapponesi, restituendoci un arazzo chiaro scuro indurito dal tempo e dalle ombre della menzogna. Una storia dove come sempre ha saputo magistralmente intrecciare culture e sentimenti invitandoci a riflettere sull'amore in tutte le sue cangianti sfumature, sul nostro modo di affrontare i vuoti della perdita e le ferite del tradimento.
Vanessa è una donna che ha imparato a vedere la luce attraverso le crepe, sino a quando è calata un'ombra che da sola non può affrontare. Sarà Giorgio con la sua dolce determinazione e i suoi sogni chiusi in un cassetto a darle l'oro per riempire le crepe di luce.
In questa storia si soffre, ci si arrabbia, ma quando poi Villa Matilde apre il suo cancello, sembra che le nuvole più scure all'orizzonte vengano spazzate via da una magia chiamata famiglia. Perché casa è dove c'è una famiglia pronta ad accoglierti anche se vieni da molto lontano.