La scena del crimine dove Gerri Esposito e i suoi colleghi sono chiamati ad indagare è a dir poco intricata. Una casa piccola, il corpo di una donna sfigurato, tracce di sangue sovrapposte e incongruenti. Il compagno della vittima è scomparso, e così i due figli della coppia. Gerri si aggira nella casa per visionare la scena ma seguendo i suoi pensieri riesce a scoprire dove Jennifer e Kevin, i due bambini, si sono nascosti.
Gerri è il primo a prendersi cura di loro e Jennifer parla volentieri solo con lui, così gli confida alcune vicende accadute quella notte e strappa a Gerri una promessa.
Questo è l'inizio di un'indagine complicata, dove ogni pista non ha appigli e sfugge a qualsiasi logica.
Fra un compagno violento e un amante segreto, Gerri deve scavare nella vita della vittima e di chi le sta intorno per venire a capo del mistero. Attanagliato dal suo malessere personale, Gerri dovrà remare contro le convizioni della collega Sara, con cui il rapporto è ormai incrinato, e del suo capo Marinetti, che lo deve rimettere in riga pur provando un affetto paterno.
Anche quando il caso sembra concluso perché il nuovo magistrato compone un quadro plausibile e dispone l'arresto del presunto colpevole, Gerri darà ascolto alle sue riflessioni e continuerà le indagini fino all'epilogo doloroso e inevitabile.
Giorgia Lepore scrive con uno stile colloquiale ma ben delineato, uno stile che serve appunto ad abbattere le barriere e sa coinvolgere il lettore perché ci porta nella testa dei personaggi. Ci svela pensieri personali, spesso con intercalari in dialetto barese, e soprattutto idee sul caso che tendono alla soluzione più facile. Fra il pensare comune spicca quello di Gerri Esposito che scorge nella realtà aspetti che ad altri sfuggono, ma deve egli stesso intepretare, e quindi si immerge nei propri schemi e nei propri pensieri. La sua ulteriore difficoltà è quella di doversi scontrare con il lassismo di chi con quel pensiero comune ignora le situazioni difficili a scapito di ciò che sarebbe giusto fare.
Spinto dal suo senso di giustizia, Gerri ragiona in modo irrequieto e va oltre la soluzione facile, cercando alternative che spieghino i dettagli all'apparenza incoerenti della scena del crimine.
Sotto l'aspetto umano, Gerri spicca per la sua rabbia, molto spesso inespressa, e per una solitudine che passa inosservata ma non meno dolorosa. L'ispettore è in cerca del suo posto nel mondo, quello dove la sua identità può esistere senza apparire una voce stonata. Forse per questo riesce ad entrare in sintonia con Jennifer, una bambina grande abbastanza per capire di essere rimasta senza mamma ma non per metabolizzare il dolore. Credo che l'ispettore sappia trattare con i bambini perché anche lui è rimasto un po' bambino. Anche lui bloccato in un abbandono improvviso e senza valide spiegazioni.
Mi ha colpito molto il rapporto che si instaura fra Gerri e la bambina, in particolare quando lei si accorge che lui non riesce a piangere e lei lo fa al posto suo.
Jennifer dimostra una certa saggezza, dovuta all'essere cresciuta in fretta per le vicissitudini dei suoi genitori, infatti ha capito come funzionano i rapporti degli adulti, spesso soggetti alle menzogne e al mancare le promesse, ma alla fin fine è ancora una bambina e Gerri si pente di non averla protetta dalla sua stessa voglia di vendetta.
Nell'epilogo, Gerri dovrà fare una scelta difficile nel giro di pochi istanti e dovrà poi portarsi addosso le conseguenze morali, anche se forse ha evitato un epilogo peggiore.
Dal punto di vista dell'intreccio, questa storia è un giallo ben strutturato, pervaso da vari moventi e plausibili colpevoli che si sovrappongono creando l'enigma che l'ispettore Esposito sbroglia a mano a mano. Quindi il finale sorpende con uno scioglimento inaspetatto. Il lettore è colpito sia per la spiegazione degli eventi sia per la profondità del coinvolgimento emotivo di chi vive una realtà fra sentimenti, violenza e incomprensioni.
Consiglio la lettura del libro a chi ama il giallo, ma soprattutto a chi ormai è affezionato a Gerri Esposito e a chi vuole una storia che mostra l'essenza dei personaggi.