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Idda

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Alessandra è una biologa che insegna a Parigi, dove abita con Pierre. Da anni non va nel Salento, il luogo in cui è nata e che ha lasciato dopo un evento drammatico, perché non riesce a fare i conti con le ombre della sua famiglia. Quando Annie, l’anziana madre di Pierre, è ricoverata in una clinica perché sta progressivamente perdendo la memoria, Alessandra è costretta a rimettere tutto in discussione. Chi siamo quando pezzi interi della nostra vita scivolano via? Che cosa resta di noi? Svuotando la casa della suocera, che deve essere messa in vendita, Alessandra entra nell’universo di questa stenodattilografa degli anni Quaranta, e pian piano ne riscostruisce la quotidianità, come fosse l’unico modo per sapere chi era, adesso che smarrendosi Annie sembra essere diventata un’altra. Nel rapporto con lei, ogni giorno più intimo, Alessandra si sente dopo tanto tempo di nuovo figlia, e d’improvviso riaffiorano le parole dell’infanzia e i ricordi che aveva soffocato. È grazie a idda, ad Annie, che ora può affrontarli, tornando là dove tutto è cominciato. Bisogna attraversare le macerie, recuperare la propria storia, per scoprire che l’amore sopravvive all’oblio.

«La dottoressa ha detto che l’unica frase che non scompare mai è “ti amo”; è quella che scelgono i suoi pazienti quando chiede loro di scrivere su un foglio la frase che preferiscono, anche se della propria esistenza non ricordano più nulla. È come se solo l’amore potesse ancora tenerli in vita».

240 pages, Kindle Edition

First published January 22, 2019

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About the author

Michela Marzano

72 books92 followers
Michela Marzano (Roma, 20 agosto 1970) è una filosofa, accademica, politica e saggista italiana.

Ha studiato all'Università di Pisa e alla Scuola normale superiore. Dopo aver conseguito il perfezionamento in filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa ed in Bioetica alla Università degli Studi di Roma - La Sapienza è diventata docente all'Università di Paris V - René Descartes, dove insegna tuttora.

Ha diretto il Dipartimento di scienze sociali della Sorbona, prima di diventare deputata per il Partito Democratico. Autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica, ha curato il Dictionnaire du corps (PUF, 2007).

Si occupa di filosofia morale e politica e, in particolar modo, del posto che occupa al giorno d'oggi l'essere umano, in quanto essere carnale. L'analisi della fragilità della condizione umana rappresenta il punto di partenza delle sue ricerche e delle sue riflessioni filosofiche.

Nel 2014 vince il premio letterario Bancarella con il volume L'amore è tutto. È tutto ciò che so dell'amore edito da UTET

(fonte: wikipedia)

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Profile Image for Laura V. لاورا.
545 reviews83 followers
March 1, 2019
“Cosa resta di noi quando perdiamo noi stessi?”

Memoria, radici, sentimenti: sono questi i temi attorno al cui intreccio si muovono i personaggi del nuovo romanzo di Michela Marzano, edito nelle scorse settimane da Einaudi.
Un romanzo bellissimo, intenso, a tratti struggente, che racconta non una ma due storie parallele, seppur appartenenti a dimensioni temporali differenti: una è quella della voce narrante, Alessandra, una quarantenne italiana trasferitasi da molti anni in Francia per sfuggire al peso insostenibile dei ricordi legati a una drammatica vicenda familiare e lasciati nel suo assolato Salento; l’altra, invece, è quella di Annie, l’anziana madre del compagno della stessa protagonista, la quale viene colpita da un disturbo neurodegenerativo che erode senza pietà ricordi e affetti della sua esistenza passata. È a lei che si riferisce quell’ “idda” che riecheggia quasi misteriosamente nel titolo e il cui suono e significato (“lei”, in dialetto pugliese) riemergono all’improvviso dal pozzo del tempo e delle parole identitarie in verità mai dimenticate. Due donne diverse, figlie di epoche lontane, due vicende in apparenza slegate che però, proprio quando sembra che tutto sia finito per via della malattia di Annie, troveranno un punto d’incontro inatteso attraverso uno di quei piccoli grandi miracoli con cui la vita talvolta può sorprenderci.
Particolarmente coinvolgente e profonda, la scrittura dell’autrice ci consegna un’unica storia dai tanti volti che affronta con coraggio anzitutto il tema della malattia negli anni della vecchiaia - la si chiami Alzheimer, demenza senile o in altro modo - mettendo ben in evidenza sia l’estrema fragilità di chi la vive in prima persona sia lo spaesamento, e forse anche la non completa accettazione, da parte dei familiari. “Che cosa resta di noi quando perdiamo noi stessi?” ci si domanda con angoscia di fronte a un evento di tale portata che fa sì che non si riconoscano nemmeno le persone più care; e poi, raggiunta una certa età, chi dice che non si possa avere “diritto” al decadimento mentale? Difficile dare una risposta certa a interrogativi tanto inquietanti perché, come dimostra Alessandra, abbiamo tutti paura di perdere il controllo sulla nostra vita, di non riconoscere gli altri né, tanto meno, riconoscerci.

“Chi siamo davvero? E se la verità fosse altrove, diversa rispetto a quello che pensiamo? E se la parte autentica di ognuno di noi fosse nascosta proprio finché ci sforziamo di controllare tutto, perché ci sono tante cose da fare e non possiamo permetterci il lusso di essere, semplicemente essere, stanchi, depressi, svogliati, capricciosi, noiosi, persino sbagliati e dementi, ecco sì, questo: dementi?”

Tutto ciò, naturalmente, non può non ricollegarsi al tema del passato, quella preziosa identità individuale che, nel bene e nel male, fa parte di noi rendendoci quel che siamo e senza la quale non si può vivere appieno il presente né costruire il futuro. Non lo si può rinnegare, il passato: per quanto lontano si provi ad andare, per quanto si cerchi di ricominciare daccapo altrove rivestendo il cuore d’un manto d’oblio forzato, ce lo porteremo sempre dietro e presto o tardi dovremo affrontarlo perché “[…] il passato non passa mai, e la pace è sempre impastata di rimpianti e recriminazioni.”
Ottima la caratterizzazione dei personaggi, sia femminili che maschili; molto ben curata l’introspezione psicologica che scava nelle emozioni, nei sentimenti, nelle paure in particolare di Alessandra, in quel suo disperato rifiuto di diventare madre che potrà superare soltanto allorché si riconcilierà con la propria storia di figlia.
Un lungo e tormentato viaggio che ricostruisce esistenze ed essenze smarrite e, con tono spesso disarmante, racconta la forza dell’amore che, alla fine di tutto, è la sola cosa che ci appartenga veramente e rimanga per sempre.

“Ci sono cose che, sebbene l’amore che ci lega a una persona sia più profondo di un oceano, non possono essere né dette né spiegate. Nemmeno la persona che amiamo può ripagarci dei torti dell’esistenza. Lo sbaglio peggiore che si può commettere è attribuirle il potere di riparare la nostra vita.
Ma ci sono anche cose che dovrebbero sempre essere dette, pure quando mancano le parole e si è certi di non essere capiti. Altrimenti pian piano ci si allontana, si spalanca la voragine dell’incomprensione, e persino l’amore più grande viene consumato dall’indifferenza. ”
Profile Image for Alice Raffaele.
302 reviews32 followers
March 31, 2019
Forse avevo troppe aspettative su questo romanzo.
Non ho mai letto nulla della Marzano, anche se "L'amore che mi resta" è nella mia lista dei libri da leggere da un po'. Sono rimasta delusa dall'intreccio, dai personaggi che ho trovato fastidiosi (la protagonista Alessandra, per esempio) oppure poco approfonditi (il padre di lei), un po' banali o sciapi (Pierre). Il romanzo è essenzialmente composto di dialoghi (semplici), pochissime descrizioni, azioni abbastanza prevedibili, che culminano con un finale molto affrettato, con alcune scelte svolte alquanto improvvise che mi hanno lasciato un po' perplessa. La malattia di quella che dovrebbe essere l'altra protagonista, la madre di Pierre e suocera di Alessandra, non è approfondita ed è solo una scusa per riportare quest'ultima indietro nel tempo e poi a casa, per fare i conti con il passato. Un passato ingarbugliato, a cui si accenna spesso in diversi capitoli lasciando qualche indizio, che viene risolto in quattro e quattr'otto, alla bell'e meglio. L'intento era buono; lo svolgimento un po' superficiale.
Ho dato due stelle perché il romanzo comunque scorre via velocemente, nonostante il tempo presente adottato per la narrazione.
Profile Image for Georgiana 1792.
2,437 reviews169 followers
November 1, 2021
Forse mi aspettavo molto da questo libro, per cui sono stata un po' (tanto) delusa. A parte che buona parte si svolge in Francia e solo una piccola parte in Salento - come mi era parso di capire - le storie di Annie (Idda, ma non è chiaro perché Alessandra la chiami così, anche se potrebbe andare per una suocera, ma non una verso cui si prova una tale tenerezza), dei genitori di Alessandra e del passato di Pierre mi sono sembrate slegate e poco chiare, anche dopo il disvelamento dei "segreti" - che, in realtà, non mi sono sembrati del tutto svelati, come se Marzano si fosse dimenticata di scrivere una parte del libro. È come se il romanzo non avesse un vero e proprio finale, ma tante storie raccontate a metà e lasciate lì sul più bello.
Venendo poi all'argomento Salento: le orecchiette con le cime di rapa non sono in generale un grande esempio di piatto salentino, ma più pugliese in generale. Le orecchiette al sugo magari sì, ma da noi sono più orecchiette e maccheroni (o minchiareddi) misti, oppure sagne 'ncannulate.
In quanto al caffè Alvino, non so a quale dolce si riferisca Marzano quando parla di odore di cannella, ma fa nulla. Solo che, oltre alle pittule, avrei fatto mangiare a Pierre un rustico (leccese, per cui Alvino è rinomato) e mai avrei detto che l'odore di frittura era dei panzerotti: i panzerotti si chiamano così solo a Bari, a Lecce sono calzoni, mentre i panzerotti sono una sorta di crocchette di patate con la menta molto casalinghe.
Profile Image for Elena Favaro.
382 reviews11 followers
February 26, 2019
Beh da come se ne parla mi aspettavo decisamente una profondità diversa per questo libro. Invece non mi è piaciuto per la superficialità con cui sono stati affrontati tutti i temi (Alzhaimer, infanzia, abbandono, morte violenta, affetti, amori...). I personaggi tratteggiati solo dai ricordi...
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
May 22, 2019
Secondo libro della Marzano, seconda delusione. La storia non regge, il fuoco si sposta progressivamente dalla storia della suocera demente a quella della famiglia d’origine con i suoi segreti senza che vi sia un perché. Tutta la narrazione suona falsa, ma falsa in un modo quasi dichiarato, quasi che l’artificio voglia essere reso esplicito. La sensazione è che la Marzano non voglia farci immergere nella sua storia, ma voglia farci vedere com’è brava a scriverla. Un libro inutile.
Profile Image for Simona.
72 reviews97 followers
January 29, 2019
Mentre i social network impazzano chiedendosi quale sia il modo grammaticalmente corretto per far sedere i bambini, vi parlo di un romanzo con un titolo in dialetto salentino: idda, lei. Che poi, in realtà, non è chiaro chi sia la lei del titolo - in questo romanzo di donne.

La prima donna è Alessandra - una giovane donna pugliese che si è spostata a Parigi anni fa, che vive con Pierre, che porta nel cuore un dolore tremendo. Ale è la donna che impariamo a conoscere, a accarezzare tramite le mani e le parole di Pierre, a comprendere capitolo dopo capitolo.

Il fantasma nel cuore di Ale è Giulia, la madre, morta anni prima in un tragico incidente d'auto. Ale non ha mai perdonato la morte della madre, non è mai riuscita a superare il trauma - e questo la ha portata a tenere dentro di sé rabbia, rancore, diffidenza, paura.

Anne, invece, è la madre di Pierre. Anne soffre di Alzheimer, inizia a perdere per strada pezzetti della propria vita. Anne stenta a riconoscere il figlio e confonde passato e presente - cosa che fa soffrire Pierre, affezionato a lei. Per Ale invece è diverso: Ale riesce a prendere in mano la situazione, a occuparsi delle faccende burocratiche, a mettere ordine tra gli oggetti della suocera. Ed è così che da Anne anziana smemorata emerge la Anne di un tempo, intraprendente e felice.

L'Alzheimer, in queste pagine, permette di riscoprire la storia di Anne tramite i suoi oggetti, le sue lettere, i suoi diari - e tutto questo permette a Pierre di capire la storia dei propri genitori, di accettare il passato, di aiutare Ale a superare il suo trauma.

L'Alzheimer però è anche debolezza: è la breccia che consente alla badante di approfittarsi di una donna indifesa, cosa che avviene più frequentemente di quanto sembri. E l'Alzheimer è anche la pazienza delle infermiere della casa di cura, l'affetto e la cura nei piccoli gesti quotidiani.

L'Alzheimer è una diagnosi che spesso e volentieri non viene riconosciuta - tant'è che a ottantacinque in questi casi è superfluo chiedersi se si tratti di Alzheimer o della demenza a corpi di Lewy o di qualche altra cosa. Quello che conta davvero è che il paziente venga seguito: quello che conta davvero è accompagnare i familiari verso l'accettazione di questa prognosi.

Diagnosi a parte, dalla penna di Michela Marzano è emerso un romanzo delicato, avvincente - duecento pagine che alla fine vi strapperanno una lacrimuccia, e vi lasceranno il cuore colmo d'amore - quell'amore che sopravvive persino all'assenza di memoria.

La dottoressa ha detto che l’unica frase che non scompare mai è “ti amo”; è quella che scelgono i suoi pazienti quando chiede loro di scrivere su un foglio la frase che preferiscono, anche se della propria esistenza non ricordano più nulla. È come se solo l’amore potesse ancora tenerli in vita




Profile Image for Federica Rampi.
708 reviews240 followers
August 25, 2020
Che rapporto abbiamo con il nostro passato?

“Idda” è un romanzo sull’identità personale, la memoria, la forza granitica delle relazioni.
È il ritratto di due donne Alessandra e Annie, che, pur provenendo da completamente mondi diversi, trovano l’una nell’altra ciò che avevano perduto.

Alessandra è una docente universitaria una biologa che vive a Parigi da quando in seguito alla tragica morte della madre, ha tagliato i ponti con la famiglia.
Assorbita completamente dal lavoro e dal matrimonio con Pierre, ha sepolto il passato, compresa la sua lingua madre, ma quando Annie, la suocera, inizia a perdere la memoria e deve essere ricoverata in una casa di cura, lei e il marito si ritrovano a svuotarne la casa per poterla mettere in vendita.
Attraverso il contatto fisico ed emotivo con gli oggetti e i ricordi di Annie, dopo l’iniziale curiosità Alessandra instaura con l’anziana donna una nuova intimità che la fa sentire ancora figlia.
Quei sentimenti portano in superficie una nuova esigenza: recuperare la propria storia per scoprire che l'amore può curare le ferite e fa ritornare là dove tutto è stato interrotto.
Annie sta perdendo involontariamente la memoria.
Alessandra ha volontariamente rimosso memoria e passato, buttandone la chiave.
È il paradosso del vissuto che spiega ciò che siamo stati, è il prendersi cura, accompagnandosi attraverso le fratture e le contraddizioni della vita.
Madri e figli a confronto in uno scambio affettivo che riapre la memoria e fa riemergere le radici.
Anche quando si sbriciola tutto, l’amore, sopravvive all’oblio
Profile Image for Francyy.
680 reviews72 followers
March 9, 2019
L'intrecciarsi della ricerca dei vissuti dei genitori del proprio compagno con quelli dei propri genitori per tentare di affrontare i propri! Idea interessante, in alcune parti ben sviluppata con spunti originali. Qua e là sono seminati indizi che fanno pensare a chissà quali vissuti, quando invece in entrambe le famiglie di origine non c'è niente di più della vita quotidiana di una coppia che vede la propria unione e il proprio profondo amore modificarsi nel tempo. La bellezza del libro sta nello scoprire che non ci sono eventi eccezionali, ma vi è la vita di tutti i giorni che da un lato porta all'abuso di alcol che provoca un tragico incidente e dall'altra ad una malattia degenerativa della vecchiaia. La quarta stella si è persa a causa di alcune banalità della trama, luoghi troppo comuni che poteva evitare, ma sopratutto per l'epilogo. Un lieto fine forzato è forse non coerente con il libro
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Profile Image for Eva Lorenzoni.
82 reviews2 followers
October 20, 2019
I8Deludente. Il tema interessante della memoria e del fare i conti con il proprio passato si perde fra dialoghi sciapi e banali e personaggi dalla psicologia spicciola. "Happy ending" imbarazzante e fastidioso nel proporre la morale che solo con l'arrivo di un figlio la famiglia dei protagonisti possa definirsi realmente tale.
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Profile Image for Leggo Quando Voglio.
372 reviews103 followers
September 1, 2022
Romanzo italiano di una scrittrice donna legata alla proprie origini con tutti (o quasi) i topos tipici di questo genere:

- Il legame con la terra d’origine e l’impossibilità di starne separati
- il legame con la famiglia e l’impossibilità di starne separati
- il legame con il proprio uomo e l’impossibilità di starne separati
- il legame con un eventuale bambino e l’impossibilità di vivere senza e sentirsi felici comunque

La differenza del libro sta nel fatto che, inizialmente, ti fa credere di non rientrare in nessuna delle quattro cose della lista, per poi peggiorare la situazione non solo rientrando così tanto nei topos da diventare cliché belli e buoni ma, addirittura, facendo capire che la protagonista quei valori non li aveva a inizio libro a causa di una sorta di trauma (ovviamente curato con l’amore della famiglia e non dallo psicologo) e non perché possa essere normale che una donna italiana possa

- voler vivere in un posto diverso da quello dove è nata senza sentire la mancanza ‘delle origini’
- voler vivere senza parlare con i propri parenti (uno peggio dell’altro)
- voler vivere per sé stessa senza aver bisogno che l’uomo ’faccia l’uomo’
- poter essere felice senza figli e, addirittura (qua si esagera) non desiderare figli senza motivi particolari se non la mancanza di desiderio.

Niente da dire contro l’autrice: per la categoria lo trovo anche meglio di altri e il libro in sé preso oggettivamente è carino, piacevole e intrattenente (con storie nelle storie e scoperte che si fanno pian piano), però io di leggere di donne che non possono essere felici e soddisfatte con loro e di loro stesse, mi sono sinceramente stufata e quindi, soggettivamente, non lo consiglierei a nessuno.

Alla fine per compensare oggettività (carino ma non spettacolare) e soggettività (piacevole ma messaggio che più vecchio non si può) do un 7: non lo rileggerei ma non è stato faticoso ascoltarlo. Se il genere piace meglio di altri, se il genere non piace questo non è l’eccezione che conferma la regola.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Lucia.
106 reviews14 followers
January 30, 2019
Una storia che, dopo un inizio leggermente faticoso, prende il volo e ti incatena letteralmente al libro. Le figure femminili sono descritte con amore, con passione, con cura ma anche i personaggi maschili trovano nel romanzo una giusta dimensione, perché l’autrice manifesta per loro indulgenza e comprensione. I temi sono universali: l’amore, la memoria, l’infanzia, il lutto, il dolore, il bisogno di capire ed essere capiti. Ma c’è in questo romanzo un tocco unico e magistrale che lo rende indimenticabile, ed è il “flusso di coscienza” che la protagonista vive attraverso un incontro ed un dialogo con una donna, la suocera affetta da demenza senile, che pur essendole in qualche modo estranea riesce a suscitare in lei il coraggio e la forza di affrontare le paure ed i rancori, fino ad una catarsi finale che vorrei fosse universale.
Lo consiglio vivamente a tutti perché è un libro magnifico.
“Ci sono episodi della nostra vita che non passano mai, altri che fanno finta di sparire e invece continuano a condizionarci. Ricordi ingarbugliati, immagini e parole che riaffiorano a casaccio, prima di essere di nuovo avvolte dalle tenebre dell’oblio”.
La protagonista, Alessandra, ha la forza di affrontare questi ricordi, questi “fantasmi” (mi viene in mente il romanzo di Nadia Terranova) ed alla fine scopriamo che questo è l’unico modo per sopravvivere, o meglio: per vivere davvero. È solo allora “si ha la fortuna di poter ricominciare daccapo”.
Profile Image for Frabe.
1,202 reviews57 followers
June 19, 2019
La narrante Alessandra è un'ostinata che fa scelte radicali, come tagliare i ponti con la famiglia d'origine, e suo marito Pierre è un immaturo che non affronta le situazioni difficili, come il deterioramento cognitivo senile di sua madre Annie: ma è proprio la condizione di lei – “idda”, in pugliese – che progressivamente destabilizza i due costringendoli a cambiare. (Meno male – pensa il lettore – sono personaggi poco simpatici, forse migliorano...) Il tutto però non prende: la narrazione è piatta e l'emozione, che una tale storia dovrebbe provocare in abbondanza, latita.
Profile Image for Il Priorato  Dei Bibliofili.
372 reviews69 followers
June 8, 2020
"Idda" è il primo romanzo che leggo di Michela Marzano, che per me è stata una bellissima scoperta. Alessandra, scappata dal Salento a Parigi per sfuggire al dolore per la morte della mamma, incontra Pierre, l'amore della sua vita, e dopo tanti anni insieme si trova a sostenerlo quando sua madre inizia progressivamente a perdere la memoria, a causa di una demenza senile. A quel punto, le ombre del passato, che la protagonista pensava fossero ormai superate, riemergono dolorosamente, con la necessità di venire alla luce per poter finalmente essere risolte.
Una scrittura profonda e scorrevole che porta il lettore ad empatizzare bene con i personaggi principali, a riflettere su temi molto importanti quali l'amore in coppia, in famiglia, la malattia, la perdita. Ho già ordinato altri due libri di questa autrice, mi ha conquistata.
Profile Image for Libriletti.
367 reviews75 followers
January 30, 2024
Voto 7-

Non sono rimasta troppo soddisfatta di questa lettura, nonostante sia molto scorrevole e nel complesso accettabile. Mi ha lasciato un po' perplessa la struttura, con la scelta di far narrare alla protagonista una storia non sua e che fino a poco prima non sembrava le importasse. Inoltre non ho apprezzato il messaggio generale dell'opera, sull'importanza data alla scelta di una donna di volere o non volere figli, fino a farlo diventare un problema da risolvere: non è un libro datato quindi mi sarei aspettata qualcosa di più moderno. Anche altri dettagli non mi sono piaciuti, ma non posso addentrarmi oltre perché sarebbero degli spoiler.

In generale, è un libro simile ad altri dello stesso genere, che però non mi ha dato niente di più. La prima metà del libro, secondo me, è molto meglio della seconda. Di positivo resta comunque una storia di fondo interessante e il fatto che non sia un libro pesante.
Profile Image for Carlotta Micale.
322 reviews8 followers
March 29, 2021
Un'anziana donna ha perso la memoria, e la nuora si occupa pazientemente di ricostruirla. Ispirata da questa ricerca delle radici, anche la protagonista, che da 13 anni vive all'estero, e non è mai voluta ritornare alla sua Terra di origine, deciderà di riconettersi con il suo passato, di perdonarlo e di perdonarsi.
Il ritorno alla terra di origine, il legame tra madre e figli, l'indipendenza, sono raccontati attraverso le storie di due donne che apparentemente non c'entrano nulla l'una con l'altra. Il bisogno di trovare una ragione al passato, è analizzato perfettamente, cercando di cogliere tutte le possibili sfumature.
Ricostruire una storia, che sia la propria o quella di qualcun altro, non è mai facile, e tramite questo romanzo ci facciamo un'idea delle conseguenze che può portare il desiderio di riconciliarsi con noi stessi. La scrittura è semplice e diretta, le emozioni sono raccontate in modo cristallino, senza troppa poesia e fronzoli. Ogni evento coincide perfettamente a una conseguenza, nel tentativo di rassicurare i personaggi e il lettore, ma ho dubbi sul fatto che questo processo di ricostruzione della memoria e ritorno alle origini sia così lineare e puro come ci viene descritto qui.
Profile Image for Ilaria.
148 reviews11 followers
July 31, 2023
“Ma l'amore è questo: prendersi cura l'uno dell'altro, anche se in maniera sgrammaticata e maldestra, ognuno a partire dall'intensità imperfetta della propria storia fino alla perfezione neutra della complementarietà.”

È un bel racconto, scorrevole ma manca di qualcosa. I personaggi sono poco approfonditi o fastidiosi (ho provato un fortissimo fastidio per la protagonista, Alessandra) e anche la storia è forse un po’ troppo abbozzata.
Niente di eccezionale ma, comunque, un buon libro.
Profile Image for Naza.
97 reviews9 followers
May 8, 2019
Emozionante e commovente.
Il fatto di essere un’expat e lontana dalla mia famiglia mi avvicina ancora di più al personaggio protagonista di questa storia.
Profile Image for Chiara.
562 reviews26 followers
July 20, 2021
Una storia senza senso, personaggi buttati li a fare delle macchiette. Protagonista irritante ed egocentrica con forti problemi nel rapporto con la madre, che è tanto rivolta verso se stessa da non capire nulla di quello che la circonda.
Non è chiaro l'argomento del romanzo, di tutto un pò con il risultato di non riuscire a fare bene nulla. La demenza senile? Boh, argomento trattato malissimo e in modo superficiale; il rapporto genitori-figli? il rapporto di coppia? il rapporto fratello-sorella? Boh, boh, boh, tutto buttato li e non approfondito. L'aborto? Per carità, ma di cosa parla?!?
Questa Alessandra è la tipica tipa che se ne vuole andare all'estero e scarica la colpa di questa scelta sugli altri . Non è in grado di vedere le difficoltà familiari perchè è tutta rivolta verso se stessa, ha un rapporto malato con la madre che viene divinizzata (fino a più di vent'anni? ma si può?!? tutto a scapito del padre). Poi in Francia si vergogna delle sue origini e nasconde tutto, tipico. Viene a contatto con la madre del compagno francesce che soffre di demenza senile ma sfrutta questa vicinanza per parlare solo di se stessa senza aiutare minimamente la suocera. Scopre la storia dell'amore tra marito e moglie che nemmeno il figlio conosce ma poi boh resta li.
Per tutto il testo vengono ripetute continuamente frasi tipo : dove siamo quando non siamo più noi etc, etc ma sono buttate li senza alcun contesto.
Il ritorno in Puglia in estate, i soliti luoghi comuni che oramai nemmeno il peggior turista riesce a sostenere.
Da notare: se si parla di luoghi reali non si può inventare di sana pianta dai, ma che terrazza ha Alvino!!! Vuol dire proprio non avere capacità descrittive.
Altra nota: in estate è normale mettere i fiori finti nei posti caldi...altrimenti in due ore marciscono ed emanano puzza per tutto il cimitero. In alcuni cimiteri è addirittura obbligatorio. E'arrivata la francese a mettere i fiori freschi con quaranta gradi...vabbè proprio poco credibile.

Insomma, l'unica cosa positiva è che si legge veloce ma di sicuro non ne consiglio la lettura. C'è molto di meglio in giro.

Profile Image for Magnolitaz.
378 reviews13 followers
March 23, 2019
Le vite di due donne apparentemente molto diverse si intrecciano, tra passato e presente. Una, Alessandra, è una biologa che lavora a Parigi e che ha tagliato i ponti con la famiglia, oltre che con la sua terra. L’altra, Annie, è l’anziana madre del suo compagno. E che ha vissuto in un’altra epoca, gli anni Quaranta, lavorando come stenodattilografa.
Con “Idda”, Michela Marzano si dedica di nuovo alla narrativa. E lo fa mettendoci un po’ del suo vissuto personale, lasciando che qualche frammento biografico si intraveda nelle silhouettes dei personaggi. Ma soprattutto, lo fa mantenendo quello stile così denso e riflessivo tipico dei suoi saggi filosofici, sbrogliando la matassa una domanda dopo l’altra. Se l’uso verbale del presente appesantisce un po’ la lettura, la scansione in brevi capitoli fa sì che il racconto proceda bene sino al finale. Un finale un po’ prevedibile, ma in piena armonia con la storia.
Profile Image for Giovanna Tomai.
408 reviews5 followers
December 17, 2019
Una storia semplice, sulla memoria. Uno stile poco attraente, si legge in due giorni.
L'unica bellezza, la Puglia.
Profile Image for Federica Politi.
223 reviews17 followers
January 15, 2020
“Al di là di ciò che accade nel cervello, che cosa rimane di noi quando perdiamo la memoria?[...] Chi siamo quando i ricordi svaniscono l’uno dopo l’altro, e sopravvivono soltanto alcune tracce del passato?”
#Idda
Michela Marzano
Estratto
Quando Pierre e Ale, compagni nella vita, scoprono che Annie, la madre di lui, è affetta da una forma di demenza senile che la sta portando a perdere contatto con la realtà, rendendola incapace di badare a se stessa e alle proprie necessità, sono costretti a prendere coscienza di ciò che hanno ignorato negli ultimi tempi.
Dopo aver sistemato la donna in una struttura adatta iniziano a svuotare la casa dell’anziana signora per metterla in vendita dopo che è finita piena di debiti per essere stata raggirata dall’operatrice che si sarebbe dovuta prendere cura di lei.
“gli oggetti sono carichi di memoria, Alessandra, non sono mai neutri, continuano a dialogare con noi anche quando sembrano privi di voce e di anima.”
Il mettere mano agli oggetti di Annie apre in Alessandra un varco tra il presente e il passato portandola ad interrogarsi su molte questioni rimaste irrisolte dentro di lei, alimentando la curiosità di scoprire in che modo ciò che è stato ci porta ad essere ciò che siamo. Lei che è fuggita a Parigi dalla Puglia dopo che la madre è morta in un incidente causato dal padre, rinnegando ogni legame, protetta da un argine dietro al quale si è sempre sentita al sicuro. Ma ora che in esso si è aperta una falla, la massa di ricordi e sentimenti che la investe non può essere ignorata. È qualcosa che va affrontato.
“Ci sono episodi della nostra vita che non passano mai, altri che fanno finta di sparire e invece continuano a condizionarci. Ricordi ingarbugliati che all’improvviso riappaiono, immagini e parole che riaffiorano a casaccio, prima di essere di nuovo avvolte dalle tenebre dell’oblio.
E ho apprezzato il modo in cui l’autrice ha affrontato l’argomento. Una sorta di leggerezza che mi ha condotto in profondità conducendomi in un percorso che ha sfiorato diverse tappe lungo un medesimo cammino. I ricordi. La memoria. Il passato. Il presente. Il futuro. I legami. La famiglia. L’amore. Ciò che ci ferisce. Ciò che, invece, ci cura.
97 reviews1 follower
February 22, 2023
Non conosco l’autrice e dalle recensioni non avevo grandi aspettative da questo romanzo, in sintesi una storia godibile e scritta accettabilmente.
La vicenda narra di una donna che lascia la famiglia in Salento in urto con il padre che considera responsabile della morte della madre in un incidente automobilistico. Si trasferisce in Francia dove insegna in Università ed ha un compagno francese. A casa non torna da oltre dieci anni.
Apparentemente tutto tranquillo fino a quando dovendo svuotare la casa della madre di lui, ricoverata in una casa di riposo causa malattia degenerativa, ne inizia ricostruire la vita. Questo le fa tornare la nostalgia della sua vita in Salento fino al desiderio di provare a tornarci per regolare ciò che aveva lasciato a metà trasferendosi in Francia e, chissà, per riappacificarsi con il suo passato.
Una bella storia, in fondo, messa così. Eppure ho avuto più volte l’impulso di lasciare il libro a metà.
Personaggi descritti ma senza alcuno spessore, processi di azione e reazione a parole e fatti talvolta spropositati o in ogni caso illogici che spesso mi hanno strappato una risata proprio perché non credibili.
Sentimenti raccontati ma che il lettore non avverte, come l’amore tra i due protagonisti: spesso detto, ma che io non sono riuscita a ritrovare da nessuna parte e men che meno ad avvertire.
La consequenzialità degli eventi è forzata. Le svolte nel romanzo avvengono perché l’autrice vuole farle avvenire, ma non le si sente vere.
Il linguaggio è semplice e basilare.
Solo nell’ultima parte il lettore avverte un brandello di coinvolgimento nella vicenda. Poco ma meglio di niente, come se finalmente l’autrice capisse che anche al lettore spetta qualcosa.
Il finale è ampiamente scontato.
Forse l’autrice è riuscita a dare il meglio di sé in altri romanzi, questo mi sento di dire che proprio non è riuscito.
Profile Image for Riccardo Negri.
30 reviews
June 27, 2019
"Lei parla dall'esterno. Si pone dal lato di chi assiste, anziché da quello delle persone direttamente coinvolte. E' doloroso non essere riconosciuti da una persona cara, lo so. Ma in loro c'è un sentimento di familiarità che perdura e va ben al di là della malattia. Non pensa che ognuno di noi abbia diritto al decadimento? Il diritto di lasciarsi andare, e quindi di non essere sempre e comunque efficiente, pronto, veloce, presente a sé stesso e agli altri".

Filosofa, accademica, opinionista televisiva, politica e saggista, nel romanzo "Idda" Michela Marzano esplora i temi della memoria e della potenza carsica delle relazioni umane.
Lo spunto è in parte autobiografico: attraverso il confronto con l’anziana suocera affetta da una grave malattia neurodegenerativa, in un gioco di rimandi e rispecchiamenti tra le due donne, la protagonista Ale viene a patti coi nodi irrisolti del proprio passato, solleva il polverone dei ricordi e riscopre le ragioni del suo amore per il compagno Pierre.
Centrali sono gli interrogativi sull'identità, a partire dalla condizione esistenziale di chi per malattia non conosce più se stesso, sino alla consapevolezza che noi "siamo" la nostra lingua, i nostri ricordi, la nostra storia. Raccontare è dunque il tentativo di rendere più accettabile ciò che si vuole comunicare, amare è riconoscere e accettare l'altro per come è.
La scrittura è delicata e femminile, la lettura gradevole.
43 reviews1 follower
February 6, 2020
Alessandra ha lasciato il Salento dopo un terribile evento per stabilirsi definitivamente a Parigi, dove insegna e dove ha incontrato Pierre che è diventato il suo compagno.
Incapace di accettare il dolore, pensa di aver trovato la pace, chiudendo con il suo passato.
Ma la malattia della madre di Pierre,che sta inesorabilmente perdendo ogni memoria, rimette tutto in discussione. Mentre svuota la casa della suocera sente il bisogno di conoscere la sua vita, di scoprire la persona che era, di capire i sentimenti che la legavano al marito e al figlio. In quest’opera certosina di ricostruzione di un’intera esistenza, però, viene colta dai suoi stessi ricordi, riemergono scene, brandelli di vita, espressioni dialettali, momenti di tenerezza familiare che tenacemente aveva cercato di sotterrare per sempre.
Da qui la necessità di tornare nel suo paese per cercare di far pace col suo passato.
Avevo sentito molto parlare di questo libro e alla fine l’ho comprato, indubbiamente avevo delle aspettative che non sono state del tutto soddisfatte. L’intento dell’autrice era buono, la trama appariva interessante, il parallelismo tra la perdita della memoria e il rifiuto di essa per difendersi dal dolore prometteva qualcosa di più di ciò che effettivamente l’autrice è riuscita a trasmettere.
La scrittura è garbata, ma cede volentieri alla banalità, il finale è scontato e manca un vero approfondimento psicologico dei personaggi.
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Profile Image for violacea.
115 reviews15 followers
August 1, 2019
Un romanzo che si legge piacevolmente, nonostante la storia non sia il massimo della felicità...
Ale è una docente universitaria, vive a Parigi col suo compagno che ha una madre anziana. La donna soffre di una malattia che le mangia i ricordi, che disorienta lei e i suoi cari. La cosa sconvolge Ale, che inizia un viaggio nei ricordi della vita di sua "suocera" Annie. Svuotando la sua casa, toccando le sue cose, leggendo le lettere che scriveva al marito, ricostruisce la loro storia e parallelamente ritorna al suo passato, alla relazione tra i suoi genitori.
C'è molto dramma e molta sofferenza, ma tutto viene raccontato con un filtro dignitoso, che non vuole fare spettacolo. Ho trovato questo modo di raccontare molto elegante, rispettoso, un pelo distaccato si, ma degno di nota.
Ho una minima idea di cosa voglia dire confrontarsi con un malato di Alzheimer, ma non avevo mai riflettuto su cosa resti di un individuo, di una persona, quando i suoi ricordi svaniscono, quando il suo passato, ciò che lo ha fatto diventare quello che è, diventa uno sfondo nebbioso. Le riflessioni della protagonista mi hanno fatto riflettere e in un certo senso acquisire un po' di consapevolezza in più. Cosa resta di noi se la nostra storia viene cancellata? Restiamo noi, i nostri sentimenti. Speriamo che qualcuno possa averne cura.
Profile Image for Valeria Nicoletti.
236 reviews18 followers
August 24, 2019
Una memoria che s’imbriglia nelle spire del tempo, i ricordi che si confondono, l’età che non si riconosce più. Annie si è persa, e non sa tornare, “la memoria appare e scompare” e la vita sembra continuare, inghiottendo in un buco nero la quotidianità, i volti noti, quelli amati e quelli desiderati.
Davanti a una memoria che si spegne, Alessandra riaccende la propria, tirando fuori dal cassetto vecchie storie messe a tacere. Salentina trapiantata a Parigi, docente di biologia, si era rifugiata nell’ordine della tassonomia, tra classi, sottoclassi, specie, generi e ranghi, per sfuggire al caos che l’aveva spazzata via dalla sua terra d’origine.
Con l’illusione che basti cambiare idioma e residenza per sbarazzarsi del passato, un’illusione che dura poco, finché dalla gola non riemergono suoni dimenticati, parole finite nell’oblio, che sanno di uva zuccherina e terra arsa, di corse in bicicletta e paioli di rame. “Ci sono parole che creano confusione e parole che rasserenano”. Parole che non si vogliono più pronunciare, fino a ritrovarsi alla soglia dei quarant’anni, a chiedersi se tutto quello che si desiderava un tempo non sia già qui, a scivolare tra le dita delle mani, o se qualcosa si è perso tra un arrivo e una partenza.

Un grande potenziale ma affrontato spesso con banalità. Non mi è piaciuto.

Profile Image for Marina Fabiano.
243 reviews2 followers
January 2, 2020

Leggo molto e parlo poco. Per intenderci, parlo solo (quasi) dei libri che mi impressionano, emozionano, catturano. Quelli che lasciano un segno, meritano di essere raccontati, così che altri possano avere la voglia di conoscerli, anche se non è detto che le storie che piacciono a me, siano di gradimento ad altri. Come “Idda”, una storia che mi ha toccato il cuore, una ricerca della propria identità attraverso la ricostruzione della vita della suocera, che perde pezzi di memoria ma conserva documenti da sempre. Si affiancano, le storie di tre donne, e si incrociano, suscitando compassione e gioia allo stesso tempo. La prima, Alessandra, ha tagliato i ponti con la famiglia d’origine per via di troppe parole non dette. La seconda, Annie, la suocera che svanisce, rivive nelle ricerche documentali di Alessandra. La terza, la madre originale, si affaccia qua e là nei ricordi, finché i vecchi legami non si riallacciano. Una di quelle storie che ti acchiappano il cuore e te lo alleggeriscono.
Profile Image for Anto_s1977.
803 reviews36 followers
December 19, 2020
La protagonista di questo romanzo si chiama Alessandra, è nata in Puglia, ma alla morte della madre è fuggita a Parigi, città nella quale si è ricostruita una vita e ha trovato l'amore.
In realtà all'inizio conosciamo ben poco di Alessandra e seguiamo la coppia alle prese con i problemi di salute di Annie, mamma di Pierre. La donna, ormai anziana, non è più lucida ed è stata per giunta raggirata dalla badante.
Sistemando gli affari e le carte di Annie, Alessandra scopre dettagli sulla vita della suocera e sulla sua storia d'amore da favola. Nello stesso tempo, questa sorta di tuffo nel passato altrui, le fa venir voglia di chiudere, una volta per tutte, i conti in sospeso con il suo...Urge tornare in Puglia!
È sicuramente un romanzo intimistico, in cui i sentimenti d'amore, soffocati dalla razionalità e dalla rabbia, hanno un ruolo predominante.
Costituito da capitoli brevi e caratterizzato da numerosi flashback, che si alternano alle vicende delle due protagoniste femminili, è un romanzo che coinvolge emotivamente fino all'ultima pagina.
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