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Vanthúku: Il risveglio del draghetto rosso

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Risentimento, egoismo, paura: la sorte alterata da forma umana a mostruosa, volta alla rinascita.
Burt O.Z. Wilson presenta un fantasy senza scrupoli di eroi vigliacchi e predatori, dominato da sangue, acciaio, artigli e ossa spezzate, evocazioni di morte da polvere e roccia rossa.

Nessun abitante dell’Impero conosce Vanthúku: le terre rosse oltre le montagne est, un tempo dominate dai grandi draghi estinti e i giganti del Mhòrk, ora avvelenate dai negromanti e infestate dai draghetti.

Ma cosa succederebbe se i due mondi fossero costretti ad incontrarsi?

E mentre antiche leggende raccontano di un errante nell’Impero ovest, e di un popolo delle ombre all'estremo sud, le terre rosse cadono al dominio di un uomo e all’unicità di un essere. Nel risveglio di forze antiche, scontri e tradimenti verso la supremazia di Vanthúku, s’intrecciano ambiguità, solitudine e rabbia di un soldato ripudiato e una donna portatrice di magia pura; di un furbo negromante e una coraggiosa guerriera; trafficanti mossi dalla cupidigia e uomini bestia.

Qual è il vero nemico da combattere?

254 pages, Paperback

Published January 22, 2019

9 people want to read

About the author

Burt O.Z. Wilson

5 books38 followers
Speculative fiction author and screenwriter about horror, thriller, fantasy and scifi storytelling. Burt O.Z. Wilson writes about his worlds and characters with a deep research of himself and mankind.
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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Carmen.
52 reviews8 followers
June 15, 2019
3.75⭐


Prima di iniziare la recensione, vorrei ringraziare l'autore, Burt O.Z. Wilson, per avermi inviato un sample gratuito e avermi permesso di conoscere la sua storia che, lasciatevelo dire, potrebbe rivelarsi una delle perle del panorama fantasy italiano, ricco di autori molto bravi, ma che purtroppo rimangono spesso nell'ombra.


Andiamo per gradi.


🔥TRAMA.

Risentimento, egoismo, paura: la sorte alterata da forma umana a mostruosa, volta alla rinascita.
Burt O.Z. Wilson presenta un fantasy senza scrupoli di eroi vigliacchi e predatori, dominato da sangue, acciaio, artigli e ossa spezzate, evocazioni di morte da polvere e roccia rossa.
Nessun abitante dell’Impero conosce Vanthúku: le terre rosse oltre le montagne est, un tempo dominate dai grandi draghi estinti e i giganti del Mhòrk, ora avvelenate dai negromanti e infestate dai draghetti.
Ma cosa succederebbe se i due mondi fossero costretti ad incontrarsi?
E mentre antiche leggende raccontano di un errante nell’Impero ovest, e di un popolo delle ombre all'estremo sud, le terre rosse cadono al dominio di un uomo e all’unicità di un essere. Nel risveglio di forze antiche, scontri e tradimenti verso la supremazia di Vanthúku, s’intrecciano ambiguità, solitudine e rabbia di un soldato ripudiato e una donna portatrice di magia pura; di un furbo negromante e una coraggiosa guerriera; trafficanti mossi dalla cupidigia e uomini bestia.

Qual è il vero nemico da combattere?

Un libro che si lascia leggere in fretta, un'esperienza quotidiana raccontata come non lo fosse. Un fantasy parallelo al nostro tempo, che vive l'odio della diversità come paura e i sentimenti come motore ad affrontare la vita. Un viaggio dai risvolti spesso crudeli, ma vivi.



⚠ ATTENZIONE ⚠

Io non ho ancora letto l'intero libro, ma soltanto un sample e la mia attuale recensione si limita, chiaramente, ad esso (almeno finché non acquisterò il cartaceo).



Ci troviamo in un universo doppio costituito da un Impero privo di magia e da una terra misteriosa e desolata, una terra pregna di magia e disperazione, Vanthúku. Una terra leggendaria di cui nessuno che non ci viva conosce l'esistenza, vessata da draghetti (eredi di entità superiori estinte) e mangiavermi e da un uomo, un negromante che tiranneggia incontrastato, Monkeros.

Trovo necessario sottolineare che non si tratta del solito romanzo fantasy cui siamo abituati. L'autore presenta un'opera che va ben oltre il mero intrattenimento, un'opera che ha del trascendentale e che, nonostante lo stile complesso dell'autore, si lascia leggere fluentemente. Tuttavia, rimane pur sempre una lettura impegnativa, la cui difficoltà maggiore consiste nella comprensione delle scelte dei personaggi e dei loro caratteri.


Non è stato semplice immergermi nella lettura data, appunto, la complessità del testo, ma, proseguendo e prestando più attenzione ai dettagli, sono riuscita a comprendere meglio ciò che accadeva ai personaggi. In particolare mi riferisco a Hiulo, la cui "paura della solitudine" risulta a mio parere estremamente umana e condivisibile. Hiulo è, tra tutti, il personaggio che più mi ha affascinato a causa del suo dissidio interiore: è premiato per la sua grandezza, per la sua abilità militare, ma non si sente pienamente felice dei riconoscimenti ricevuti e quando, insieme ad un gruppo di negromanti provenienti dalle terre rosse, si presenta la possibilità di porre fine alla sua interminabile e dolorosa solitudine, non esita troppo a cogliere la palla al balzo, nonostante ciò che potrebbe significare prendere una decisione sbagliata.

Wilson ci presenta degli antieroi, personaggi che hanno alle spalle delle motivazioni non necessariamente votate al bene comune, ma che magari compiono determinate azioni per se stessi.



La mia lettura parziale dell'opera non mi permette di parlare ulteriormente (soprattutto senza fare spoiler), ma spero di poter riprendere in mano questa recensione ed ampliarla il prima possibile.

Ripongo una grande fiducia nell'autore considerando questo inizio e spero non mi deluda proseguendo. 



«Hiulo la fissò come il più indegno tra i colpevoli, vuoto, inutile. Disprezzò se stesso più di ogni altro uomo o bestia. Avrebbe voluto uccidersi per la vergogna, per la solitudine che sentiva non l'avrebbe più abbandonato.»

3.75⭐


Prima di iniziare la recensione, vorrei ringraziare l'autore, Burt O.Z. Wilson, per avermi inviato un sample gratuito e avermi permesso di conoscere la sua storia che, lasciatevelo dire, potrebbe rivelarsi una delle perle del panorama fantasy italiano, ricco di autori molto bravi, ma che purtroppo rimangono spesso nell'ombra.


Andiamo per gradi.


🔥TRAMA.

Risentimento, egoismo, paura: la sorte alterata da forma umana a mostruosa, volta alla rinascita.
Burt O.Z. Wilson presenta un fantasy senza scrupoli di eroi vigliacchi e predatori, dominato da sangue, acciaio, artigli e ossa spezzate, evocazioni di morte da polvere e roccia rossa.
Nessun abitante dell’Impero conosce Vanthúku: le terre rosse oltre le montagne est, un tempo dominate dai grandi draghi estinti e i giganti del Mhòrk, ora avvelenate dai negromanti e infestate dai draghetti.
Ma cosa succederebbe se i due mondi fossero costretti ad incontrarsi?
E mentre antiche leggende raccontano di un errante nell’Impero ovest, e di un popolo delle ombre all'estremo sud, le terre rosse cadono al dominio di un uomo e all’unicità di un essere. Nel risveglio di forze antiche, scontri e tradimenti verso la supremazia di Vanthúku, s’intrecciano ambiguità, solitudine e rabbia di un soldato ripudiato e una donna portatrice di magia pura; di un furbo negromante e una coraggiosa guerriera; trafficanti mossi dalla cupidigia e uomini bestia.

Qual è il vero nemico da combattere?

Un libro che si lascia leggere in fretta, un'esperienza quotidiana raccontata come non lo fosse. Un fantasy parallelo al nostro tempo, che vive l'odio della diversità come paura e i sentimenti come motore ad affrontare la vita. Un viaggio dai risvolti spesso crudeli, ma vivi.



⚠ ATTENZIONE ⚠

Io non ho ancora letto l'intero libro, ma soltanto un sample e la mia attuale recensione si limita, chiaramente, ad esso (almeno finché non acquisterò il cartaceo).



Ci troviamo in un universo doppio costituito da un Impero privo di magia e da una terra misteriosa e desolata, una terra pregna di magia e disperazione, Vanthúku. Una terra leggendaria di cui nessuno che non ci viva conosce l'esistenza, vessata da draghetti (discendenti da entità superiori estinte) e mangiavermi e da un uomo, un negromante che tiranneggia incontrastato, Monkeros.

Trovo necessario sottolineare che non si tratta del solito romanzo fantasy cui siamo abituati. L'autore presenta un'opera che va ben oltre il mero intrattenimento, un'opera che ha del trascendentale e che, nonostante lo stile complesso dell'autore, si lascia leggere fluentemente. Tuttavia, rimane pur sempre una lettura impegnativa, la cui difficoltà maggiore consiste nella comprensione delle scelte dei personaggi e dei loro caratteri.


Non è stato semplice immergermi nella lettura data, appunto, la complessità del testo, ma, proseguendo e prestando più attenzione ai dettagli, sono riuscita a comprendere meglio ciò che accadeva ai personaggi. In particolare mi riferisco a Hiulo, la cui "paura della solitudine" risulta a mio parere estremamente umana e condivisibile. Hiulo è, tra tutti, il personaggio che più mi ha affascinato a causa del suo dissidio interiore: è premiato per la sua grandezza, per la sua abilità militare, ma non si sente pienamente felice dei riconoscimenti ricevuti e quando, insieme ad un gruppo di negromanti provenienti dalle terre rosse, si presenta la possibilità di porre fine alla sua interminabile e dolorosa solitudine, non esita troppo a cogliere la palla al balzo, nonostante ciò che potrebbe significare prendere una decisione sbagliata.

Wilson ci presenta degli antieroi, personaggi che hanno alle spalle delle motivazioni non necessariamente votate al bene comune, ma che magari compiono determinate azioni per se stessi.



La mia lettura parziale dell'opera non mi permette di parlare ulteriormente (soprattutto senza fare spoiler), ma spero di poter riprendere in mano questa recensione ed ampliarla il prima possibile.

Ripongo una grande fiducia nell'autore considerando questo inizio e spero non mi deluda proseguendo. 



«Hiulo la fissò come il più indegno tra i colpevoli, vuoto, inutile. Disprezzò se stesso più di ogni altro uomo o bestia. Avrebbe voluto uccidersi per la vergogna, per la solitudine che sentiva non l'avrebbe più abbandonato.»
Profile Image for Aleksandar  Sogno tra i libri Blog.
383 reviews15 followers
February 27, 2019
Recensione completa sul blog:
https://sognotrailibri.blogspot.com/2...

Il romanzo è caratterizzato dalla presenza di molteplici personaggi che si intrecciano nella trama come un puzzle.
Si combatte una vera e propria guerra per la sopravvivenza, finché il destino non farà sì che le regioni vengano a contatto, scatenando l’inferno.
Nel complesso si tratta di un romanzo che è incentrato, non sui valori epici dei cavalieri (nonostante siano presenti), bensì sugli elementi e le scelte che li portano ad agire. Vengono evidenziati molto l’odio, la crudeltà e la lotta per sopravvivere in una terra che sembra non possa dare nulla ai propri abitanti. In tutto questo, ogni personaggio ha una propria guerra personale, interiore, da affrontare. Lo stesso Hiulo, nonostante fosse un abile cavaliere si macchierà di crimini per il raggiungimento di un obiettivo che risulterà, alla fine basato su un illusione.
Nel corso della lettura mi sono affezionato maggiormente a Hiulo per poi cambiare idea e innamorarmi del eroismo di Efthrèa, una ragazza che lotta per amore e per difendere il proprio popolo. Stranamente, il lettore viene portato verso “l’odio” non del tiranno, bensì verso alcuni personaggi. Uno di questi è Rhates che ho odiato fino alla fine. Usereì termini poco coloriti verso di lui, venderebbe persino la sua stessa madre e non mi sbilancio di più.

Monkéros avrà morte. Il moto di cui tutto è iniziato finirà qui, crescerà l'odio e sterminerà la ragione. La roccia spezzerà le ossa e spargerà sangue, le anime invaderanno le Terre Rosse.


In conclusione, anche se ho faticato un po’ all’inizio, il romanzo si è rivelato molto bello. Lo consiglio a tutti gli amanti del fantasy e che vogliono conoscere le scelte “cattive” che ci sono dietro ad ogni eroe. Non vedo l’ora di leggere il seguito e capire cosa mi riserverà ancora l’autore.
Profile Image for Neith Archer.
Author 9 books5 followers
July 7, 2020
Prima cosa, non aspettatevi un fantasy classico e aggiungerei anche per fortuna! Perché per mia esperienza dopo Tolkien, qualsiasi libro provi a parlare di nani, elfi e draghi, fallisce miserrimamente nel riprodurne la magia. Vanthùku è una storia con dei toni originali che possono spiazzare ed inorridire e forse è proprio questo l'intento, ma una volta entrati dentro quel mondo tutto acquista il suo senso. All'inizio i fili della trama sono ingarbugliati e compito del lettore è rintracciarli ed unirli per rivelare la storia. Questo per il lettore poco attento può risultare un compito arduo, ma per il lettore curioso crea la giusta tensione fino a giungere a metà libro quando tutto acquista più chiarezza. Si impara ad amare i personaggi, ve ne sono infatti molti, tre principali, che però non si muovono in gruppo. Ognuno ha il proprio ruolo da giocare, luoghi da esplorare, tutto in funzione della risoluzione finale. Se vi piacciono le storie con un solo protagonista, dovrete abituarvi a negoziare il tempo che trascorrerete in sua compagnia con gli altri co-protagonisti. Lo stile narrativo lo definirei immaginifico. Se vi piace il simbolismo o il futurismo, allora questo libro è proprio adatto a voi. Se, come me, siete abituati ai polpettoni romantici di fine 800 vi occorrerà un poco per adattarvi, ma una volta compresa la chiave di lettura, il libro risulta piacevole. In generale lo consiglio e spero di vedere uscire un seguito.
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