«Cosa fa della vita che abbiamo un’avventura felice?» si chiede Tiziano Terzani in questa eccezionale opera inedita, che racconta con la consueta potenza riflessiva l’esistenza di un uomo che non ha mai smesso di dialogare con il mondo e con la coscienza di ciascuno di noi. In un continuo e appassionato procedere dalla Storia alla storia personale, viene finalmente alla luce in questi diari il Terzani uomo, il padre, il marito: una persona curiosa e straordinariamente vitale, incline più alle domande che alle facili risposte. Scopriamo così che l’espulsione dalla Cina per «crimini controrivoluzionari », l’esperienza deludente della società giapponese, il passaggio professionale dalla "Repubblica" al "Corriere della Sera", i viaggi in Thailandia, URSS, Indocina, Asia centrale, India, Pakistan non furono soltanto all’origine delle grandi opere che tutti ricordiamo. Furono anche anni fatti di dubbi, di nostalgie, di una perseverante ricerca della gioia, anni in cui dovette talvolta domare «la belva oscura» della depressione. E proprio attraverso questo continuo interrogarsi («tutto è già stato detto, eppure tutto è da ridire»), Terzani maturava una nuova consapevolezza di sé, affidata a pagine più intime, meditazioni, lettere alla moglie e ai figli, appunti, tutti accuratamente raccolti e ordinati dall’autore stesso, fino al suo ultimo commovente scritto: il discorso letto in occasione del matrimonio della figlia Saskia, intriso di nostalgia per la bambina che non c’è più e di amore per la vita, quella vita che inesorabilmente cambia e ci trasforma.
Tiziano Terzani was an Italian journalist and writer, best known for his extensive knowledge of 20th century East Asia and for being one of the very few western reporters to witness both the fall of Saigon to the hands of the Vietcong and the fall of Phnom Pehn at the hands of the Khmer rouge in the mid-1970s.
Tendente a 4**** . Opera molto interessante per chi già conosce Terzani. Necessariamente frammentaria ; un po' diseguale fra le parti che la compongono. Questo libro infatti è ricavato dal diario tenuto per oltre un ventennio, fino al 2003. In esso emerge la graduale evoluzione degli ultimi decenni di vita del grande giornalista e scrittore, ma soprattutto di un uomo alla ricerca di significato e, in definitiva, di se stesso. Quest'uomo innamorato dell'Oriente deve continuamente constatare la durezza della Storia e il crollo delle illusioni ad essa legate. Pur subendo il fascino della Cina, scrive: "Poveri comunisti cinesi (...). Senza relazione col passato, vagano verso il futuro". Meglio l'India che, nonostante la sporcizia che non manca di annotare, irradia una essenza di spiritualità percepibile in vari luoghi. Il Giappone lo delude assai. Affiora intanto la sua condizione di depresso; dice di tendere al passato e al futuro, "ma il presente mi annoia". Il giornalismo non lo interessa più ; unico punto fermo rimane l'affetto familiare.
Una svolta decisiva giunge nel '97, quando gli viene diagnosticato il cancro. Comincia a interessarsi sempre più alle varie forme di spiritualità orientale, tutto proteso anche alla stesura del suo ultimo libro. Un personaggio di Potok dice che "la conoscenza del dolore è importante (...). distrugge la nostra arroganza, la nostra indifferenza. Essa c'induce a constatare quanto siamo (...) fragili". Terzani sente sempre più acutamente la vanità delle cose: "L'adrenalina del successo (...) dura solo qualche ora. Poi subentrano il vuoto, il silenzio" ; "Incomincio ad abituarmi all'idea (...) di non avere un'identità legata a qualcosa che è fuori di me". Prende la decisione di 'sottrarsi al mondo' : trascorre lunghi periodi di solitudine in una piccola costruzione di pietra davanti all'Himalaya e riflette "su chi sono e per la prima volta sento forte che non sono il mio corpo".
L'aspirazione ora riguarda, come scrive M. Yourcenar, "il sentimento che riunisca il sacro, la bellezza e la felicità della vita". Ed è proprio su questo presupposto che, al matrimonio della figlia, pronuncia il bellissimo discorso, la cui traccia è posta a chiusura del libro.
Viaggiare con Terzani significa vivere, scoprire sentieri, luoghi inesplorati, che guardi con occhi diversi e una veduta del mondo che non avevi mai preso in considerazione. In questo libro, che nasce come un vero e proprio diario, il lettore viaggia non solo fisicamente, ma soprattutto spiritualmente imparando a conoscere, non solo il Terzani scrittore, ma l'uomo, il marito e il padre. Un uomo che ha molte domande da porsi e poche risposte, un marito appassionato nei confronti della moglie Angela, sua compagna e sua metà, un padre dedito e affettuoso. Un uomo a 360°che, con questi diari, ci apre il cuore la mente, lo spirito. Un uomo che ha reso grande il bisogno di viaggiare, di scoprire, di emozionarsi di fronte alla bellezza della vita.
Interessante leggere il diario personale di Terzani, completa assolutamente i suoi libri di viaggio e adesso non mi resta che leggere anche i diari di sua moglie Angela, che ha pubblicato "Giorni cinesi" e "Giorni giapponesi".
Interessante leggere il diario personale di Terzani, completa assolutamente i suoi libri di viaggio e adesso non mi resta che leggere anche i diari di sua moglie Angela, che ha pubblicato "Giorni cinesi" e "Giorni giapponesi".
La raccolta degli scritti personali di Terzani dal 1980 fino all’ultima annotazione nel diario, risalente al 2003, e l’ultimo discorso pubblico, all’inizio del 2004. Questo libro ripercorre 25 anni di esperienze riflessioni di Terzani, scritte in Cina, Giappone, Stati Uniti, Firenze e Orsigna, il rifugio montano di Terzani, e ovviamente l’India, il paese che forse più della Cina fu importante e centrale nella sua riflessione sulla vita e sull’esistenza. È interessante perché, soprattutto per chi già conosce il suo pensiero, aiuta a collocare nel tempo l’evoluzione del suo pensiero, soprattutto la riflessione sul consumismo e sulla decadenza del mondo nell’età della globalizzazione. Non è tra i più gettonati, ma merita comunque una lettura.
sì, ho ritrovato quel grande giornalista e uomo che mi ha appassionata con i suoi libri e i suoi viaggi, ma questa non è la migliore delle sue opere. E' scritta postuma e raccoglie una serie di appunti che ha scritto durante anni e anni di lavoro. Appunti che non contengono i migliori dei suoi pensieri, nel senso che sono profondi e interessanti fino a un certo punto.
Terzani, come sempre, intramontabile. Leggerlo nei suoi diari più intimi non fa che creare una lama più affilata per addentrarsi a fondo nella giungla del suo spirito, e trovare - 20 anni dopo - un pensiero sempre più attuale, lucido, non-duale, a tratti cinico, ma totalmente concorde con il mio.
Leggere Terzani è sempre un piacere ma preferisco i suoi libri perché gli spunti di riflessione vengono approfonditi. Un'idea di destino è composto da estratti di diario e nelle prime pagine si ha l'impressione che sia tutto frammentato, che non ci sia un filo logico. Il filo logico però c'è: Terzani e la sua continua ricerca per cercare di capire l'essere umano e se stesso. Anche in questo suo diario ritroviamo tutto il suo lato umano, con mille dubbi e poche certezze, il suo porsi continuamente domande senza trovare necessariamente delle risposte; la sua razionalità e il non volersi far intrappolare da nessun credo. Si capisce anche il grande affetto che aveva per i figli e l'amore che lo legava alla moglie. Terzani, con i suoi libri, ci ha sempre fatto viaggiare in diverse parti del mondo facendoci conoscere storia, cultura e tradizioni di paesi lontani; con Un'idea di destino il lettore fa ancora un viaggio, ma nella vita e nella mente di Terzani conoscendo meglio le sue paure e le sue emozioni.
Questa edizione kindle non ha i link alle note. Finito di leggere il libro mi sono ritrovata tutte le note alla fine non sapendo ci fossero.
🎄 Tiziano Terzani nacque mercoledì 14 settembre 1938 a Firenze in via Pisana, nel quartiere popolare di Monticelli sulla riva sinistra dell'Arno. Dopo la liberazione di Firenze nel 1944 potè frequentare la prima elementare presso il convento femminile della Chiesa di San Piero a Monticelli. L'anno seguente, con la riapertura regolare degli istituti, proseguì gli studi nella Scuola di Legnaia. Dal 1949 al 1952 frequentò le scuole medie Niccolò Machiavelli in piazza Frescobaldi. Dopo l’esame di terza media ci fu un momento che cambiò la sua vita, un suo maestro convocò i genitori per convincerli che Tiziano doveva continuare a studiare, al ginnasio e avrebbero dovuto fare di tutto per permetterglielo, impegnarono così i loro averi e lui potè frequentare il liceo e diplomarsi con successo nel 1957.
🎄“«L'Orsigna l'ha trovata mio padre [...]. Si era iscritto a quella che si chiamava l'università popolare, che non era un'università, era un club per fare gite. La domenica con un autobus andavano di qua e di là e con una di quelle gite negli anni Venti lui, giovanissimo e operaio, arrivò per la prima volta in questa valle. [...] ero spesso malato, avevo “le ghiandoline” e la carne di cavallo non mi bastava più. «Questo ragazzo ha bisogno d'aria buona, d'aria pulita» disse il medico.»”
🎄Successivamente incontrò un giornalista che gli disse che avrebbe dovuto scrivere delle corse e non parteciparvi, iniziò così la sua carriera di giornalista e scrittore.
🎄”«Diventai giornalista perché alle corse podistiche arrivavo sempre ultimo. Ero studente in un liceo di Firenze e mi ostinavo a partecipare a tutte le campestri che si tenevano alle Cascine. Non avevo alcun successo tranne quello di far ridere i miei compagni. Una volta, alla fine di una di quelle corse in cui ero davvero arrivato quando il pubblico stava già andando via, venne da me un signore sui trent'anni con un taccuino in mano e mi disse qualcosa come: «Sei studente? E allora, invece di partecipare alle corse, descrivile!». Avevo incontrato il primo giornalista della mia vita e, a sedici anni, avevo avuto la mia prima offerta di lavoro: cronista sportivo al «Giornale del mattino».”
Questa opera postuma presenta i diari di Terzani dagli anni ottanta fino a pochi mesi prima della morte nel 2003. Ho trovato la raccolta molto interessate e diversa rispetto ai libri da lui pubblicati per il pubblico. Si scopre infatti il profondo conflitto interiore di un uomo occidentale che confronti i valori con la ricerca di se stessi tipica delle filosofie orientale. La storia politica di paesi asiatici quali Cina, Giappone, India, Tailandia, Filippine, Cambogia si intreccia con le sue sensazioni ed impressioni e il suo percorso interiore. Mi sono piaciute molto le lettere d'amore alla moglie Angela e alla figlia Saskia che sono incluse tra le pagine del diario così come leggere Terzani ha affrontato l'annuncio del cancro e il ritiro dal mondo in cerca della solitudine e del proprio essere. Le 4 stelle sono dovute al fatto che in certi punti i diari sono un po' ripetitivi e invogliano a saltare dei pezzi ma questo è dovuto al fatto che fossero pagine scritte per se stessi e non per essere pubblicate.
Sottoforma diaristica sono arrivati a noi gli appunti di Tiziano Terzani e della sua lunga carriera di giornalista ma più che un giornalista è stato il testimone degli eventi che hanno caratterizzzato la storia internazionale degli ultimi quarant'anni. Un giornalismo, il suo, che appena incominciava a conoscere la tecnologia e che era quindi basato sull'esperienza diretta sul campo. Un giornalista che si è sempre trovato dentro la notizia. Ma era anche e semplicemente un uomo, che ha lottato invano contro una malattia che non gli ha lasciato scampo. Commoventi le lettere che scriveva a casa... La parte più toccante, ma anche la parte in cui vengono fuori le parole e il pensiero di un grande saggio, è quella finale, in cui è riportato il discorso che tenne per il matrimonio della figlia. Leggete e meditate.
Sono sempre stata alla larga da Terzani, intimorita da quella reputazione di giornalista spirituale, zen e illuminato. Ho iniziato a leggere i suoi diari, una cronistoria dei suoi viaggi e delle sue vicende dalla fine degli anni Ottanta fino ai primi anni Duemila, e ho scoperto un uomo, fin troppo umano, per nulla accecato da questa ricerca di spiritualità tipicamente occidentale, preda di dubbi, ossessioni, desideri e timori. Un uomo coraggioso, con l'inquietudine in corpo e una grande saggezza e lucidità nella testa, amante prima di tutto della natura e incapace di fare a meno della scrittura. Bello.
Terzani riesce sempre a penetrare nel profondo grazie alla sua grande curiosità e riflessività, che lo portano a farsi quelle domande che ogni uomo prima o poi si pone. Ogni suo libro è carico di saggezza ma anche di umanità, forse è questo equilibrio tra gli aspetti più"alti" e quelli più"bassi" dell'essere umano, o quantomeno la consapevolezza della loro coesistenza, che lo rende un grande scrittore e pensatore.
Un'opera molto intima, ricavata da diari e lettere di Tiziano Terzani. Ripercorre un lungo periodo e mostra l'evoluzione di un uomo e il suo essere uomo, con il suo desiderio di ricerca e con i suoi conflitti interiori.
Mi piacerebbe rileggerlo o rileggere i passi appropriati dopo aver letto altri suoi volumi.
Si tratta di un diario, probabilmente non scritto per essere pubblicato, fatta eccezione per qualche riflessione nuova, qualche aneddoto sconosciuto, si tratta più che altro di una selezione di ricordi e note di poco conto. Buoni propositi regolarmente disattesi, pensieri intimi in costante contraddizione tra loro e tanta, tanta noia.
Devo annetterlo: o dia una Passione perché da lontano ammiro la sua vita e dall'altra le rifuggo perché mi pone davanti ai miei limiti. proprio per questa ambivalenza non possono che farmi del bene per portare a casa qualcosa oltre che una buona lettura. lettura lineare ma non semplice per me. consigliato
Pagine scelte dai diari, onestamente ripetitive e noiose. Emerge l'uomo con le sue ansie (niente di originale), le contraddizioni, lo snobismo, le ambizioni, la misantropia, i buoni propositi del mattino e la depressione della sera. Una lettura che non aggiunge nulla ai libri editi in vita.
Sono convinto Terzani sia un giornalista di impatto e le sue pubblicazioni di rilievo, pero' questa raccolta di lettere l'ho trovata un po' noiosa e riflettente certi pregiudizi del giornalista.
Probabilmente il libro che mi è piaciuto meno di Terzani. Un diario di viaggio che parte dalla Cina fino ad arrivare ai primi anni 2000 dopo l'attacco alle Torri Gemelle
Memorie di viaggiatore. Per l'ennesima volta Tiziano Terzani riesce a regalare attimi della sua preziosa vita. Diari non di giornate ma bensì di profumi, immagini, sapori, emozioni e sensazioni che immergono letteralmente il lettore nei posti da lui visitati. Viaggiare con Terzani equivale a trovarsi al suo fianco dal salotto di casa o dall'ombrellone al mare semplicemente inzuppandosi nella sua idea di destino.
"Non insegnate ai vostri figli ad adattarsi alla società, ad arrangiarsi con quel che c’è, a fare compromessi con quel che si trovano davanti; dategli dei valori interiori con i quali possano cambiare la società e resistere al diabolico progetto della globalizzazione di tutti i cervelli. Perché la globalizzazione non è un fenomeno soltanto economico ma anche biologico, in quanto ci impone desideri globali e comportamenti globali che finiranno per indurre modifiche globali nel nostro modo di pensare."
Un viaggio profondo, intimo, in quel che è stato l'uomo Tiziano Terzani. Non l'immagine riflessa dallo specchio delle sue opere, ma quanto di più vicino si possa pensare alla sua mente e alla sua anima. Un bellissimo regalo d'addio. Da non leggere prima di tutto il resto.
Personalmente mi hanno colpito due cose che prima non avevo totalmente afferrato: la sofferenza del trasformare un'idea in un libro, il dilemma di un uomo combattuto tra il suo ego, il perfezionismo, la fiorentinità e un mestiere "d'artista". E poi, l'immensa, vissuta, invidiabile storia d'amore. Una vita assieme vicini e lontani, con un mondo e una quotidianità che cerca invano di dividere. Avercene.
"Diari di una vita straordinaria" il sottotitolo racchiude l'essenza del libro, ben lontano dall'essere una cronaca lineare del tempo che scorre. A colori T.T. dipinge la trasformazione del suo corpo e della sua anima, e le circostanze in cui sono nate le idee che ha trasformato in libri. Con semplicità, ma in modo profondo, racconta a se stesso e alla famiglia il viaggio che intraprende attorno e dentro la malattia, ed infine il vivere l'avvicinarsi della morte.
Leggere questo libro è come guardare un film-documentario dove il regista ti spiega i dietro-le-quinte di tutti i suoi film (che tra l'altro sono anche i tuoi preferiti). Superficialmente potrebbe sembrare che alcuni episodi perdano lo loro potenza narrativa originale, ma in verità, la realtà dei fatti è sempre più bella ed interessante del loro racconto romanzato
Bellissimi diari che fanno scoprire il lato più personale di Terzani: la depressione, il rapporto con la famiglia e la moglie Angela. Raccomandato a chi ha già letto i suoi libri e sente forte la mancanza.