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La lettera di Gertrud

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È spargendo al vento le ceneri della madre che Martin Brenner, genetista all’apice di una brillante carriera, marito e padre felice, comincia a interrogarsi sul suo rapporto con lei: perché non prova un vero dolore, perché ha sempre sentito che un velo si frapponeva tra loro? Scoprirà il motivo in una lettera che lei gli ha lasciato: quello che li divideva era un segreto. Sua madre non si chiamava Maria, ma Gertrud, ed era un’ebrea sopravvissuta ai lager. Glielo aveva nascosto per proteggerlo, ma anche per lasciarlo libero di scegliere, da adulto consapevole, la propria identità e la propria vita. Ma qual è la scelta davanti a una rivelazione così scioccante? E cosa vuol dire poi essere ebreo? Con il razionalismo dello scienziato, Martin si getta in ogni genere di letture, ricerche, discussioni con l’amico Simon e il rabbino Golder, per poter decidere: tenere il segreto o accettare la sua ebraicità, sconvolgendo non solo la propria esistenza, ma anche quella della sua famiglia, nonché quel quieto rapporto di «reciproca indifferenza» che ha sempre avuto con Dio? Ed è davvero libero di scegliere o è in realtà costretto ad accettare una definizione che per un genetista, e ateo, non ha alcun significato, e un’appartenenza che non sente? Con la sua capacità rabdomantica di captare i grandi temi del presente e trasformarli in storie da leggere d’un fiato, Björn Larsson affronta uno dei grandi equivoci di oggi – l’identità levata a vessillo di divergenza e inconciliabilità e l’appartenenza come bisogno primordiale eretto a muro divisorio – per rivendicare il diritto di ognuno di essere guardato e giudicato per l’unica vera identità che abbiamo: quella di singole persone.

465 pages, Paperback

First published September 1, 2018

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135 people want to read

About the author

Björn Larsson

43 books133 followers
Björn Larsson född 1953 i Jönköping, är en svensk författare och professor i franska vid Lunds universitet.

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5 stars
29 (20%)
4 stars
60 (42%)
3 stars
32 (22%)
2 stars
16 (11%)
1 star
3 (2%)
Displaying 1 - 26 of 26 reviews
Profile Image for flaminia.
459 reviews130 followers
February 3, 2020
al posto di martin brenner mi si sarebbe spezzato il cuore e lacerata la carne al pensiero di tutto quello che deve aver passato la madre. lui invece sembra più concentrato a definire la propria identità e si tiene tutto dentro, per quello che a me sembra un inconcepibile senso di vergogna. questo aspetto mi ha infastidito e indignato profondamente, tanto da non riuscire a dare più di un sei meno meno.
Profile Image for Azzurra Sichera.
Author 4 books90 followers
April 9, 2019
Sono molto indecisa su cosa dirvi e su cosa non dirvi de “La lettera di Gertrud”, oltre al fatto che Larsson ancora una volta mi ha lasciata senza parole. L’operazione che ha compiuto con questo nuovo romanzo è davvero sorprendente, i temi trattati sono universali, e le considerazioni che si accavallano sono state una vera e propria sfida.

Cominciamo dall’inizio. Come si legge nella trama, Martin Brenner non fa nemmeno in tempo a spargere le ceneri di sua madre che scopre una verità scioccante: Maria in realtà era Gertrud ed era ebrea. La paura l’aveva paralizzata a tal punto da mentire, lasciando al figlio una pesante eredità: la libertà di scegliere.

Martin affronterà questa rivelazione come affronta il suo lavoro da scienziato: inizierà a studiare, leggerà decine e decine di libri, ponendosi continuamente nuovi interrogativi. “Ma quanto avrebbe dovuto leggere e riflettere, prima di poter dire a se stesso di aver fatto il possibile per capire cosa implicasse essere ebreo, per essere sicuro di sapere a cosa alla fine avrebbe aderito o rinunciato?”.

In alcuni momenti la prima parte del libro, circa 300 pagine, da romanzo quasi si trasforma in saggio e lo ammetto, non sempre è stato facile andare avanti. Martin condividerà con il lettore stralci dei testi sull’ebraismo, metterà a confronto le posizioni di alcuni studiosi o di chi ha dovuto affrontare la sua stessa situazione. Si confronterà con un amico e collega, Samuel, ebreo; e con il rabbino Golder: il capitolo 26 in cui loro due dialogano sulla religione, su Dio, sugli esseri umani l’ho trovato meraviglioso.

Ma Martin non si lascerà mai condizionare. Lui rivendicherà – con estremo coraggio – il diritto di ogni essere umano di poter essere considerato come individuo, scevro da qualsiasi etichetta.

“Molti ebrei sosterrebbero che lei è ebreo, visto che lo era sua madre”.
“Lo so. Ma sono affari loro. Io rivendico il mio diritto di decidere da me chi voglio essere”.

Ma che prezzo avrà questa sua determinazione? Altissimo, come sempre quando qualcuno prova a uscire fuori dagli schemi che ci vengono imposti e a porre al centro se stesso in quanto persona.

Nella seconda e nella terza parte c’è una vera e propria trasformazione del personaggio, “da individuo indipendente a prodotto della percezione altrui, o quanto meno a individuo costantemente costretto a rapportarsi alla visione di lui che avevano gli altri”.

Larsson mi ha sorpresa cambiando il punto di vista nella seconda parte, in cui a parlare saranno “gli altri”, quelli che – chi più, chi meno – sono stati a contatto con Martin; ma è la terza parte la più inattesa, quella in cui con un espediente narrativo di grande impatto, l’autore mi ha emotivamente stravolta. Ho sottolineato tantissimi passaggi, sarebbe riduttivo sceglierne uno per postarlo qui. Non vi dico nulla solo perché se avrete voglia di leggere “La lettera di Gertrud” preferirei lasciarvi scoprire da soli in cosa consiste.

So solo che Martin Brenner per me è stato un esempio. Per me che coraggiosa non sono, per me che non ho mai dovuto affrontare quei livelli di odio, per me che avrei lasciato vincere la paura. Per me che continuo a domandarmi come può essere una colpa essere chi siamo, che continuo a chiedermi perché ci sia tutta questa rabbia e nessuna voglia di comprensione, perché si devono erigere sempre muri e non ponti.

Larsson si conferma un autore con una capacità straordinaria, quella di affrontare i grandi temi che oggi inquinano i rapporti tra esseri umani e trasformarli in storie, dalle quali abbiamo solo da imparare.
Profile Image for Patty  •Le Pagine che verranno•.
159 reviews15 followers
August 22, 2019
★彡 #review 彡★
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LA LETTERA DI GERTRUD .
di Bjiörn Larsson.
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“Vi schedano in categorie bizzarre di cui non avete mai sentito parlare e che non corrispondono a ciò che siete realmente. Vi convocano. Vi internano.
Vorreste proprio sapere perchè.”
Patrick Modiano – Dora Bruder.
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📚Questa Citazione che Larsson sceglie con cura per introdurre il Lettore alla sua opera, ha un significato profondo e, come il Talismano raccoglie un mondo di Credenze, così le parole prese in prestito da Modiano, racchiudono l’Universo di parole che questa Storia attraversa.
🌟Perfetto innesto nell’intricato Bosco Letterario, in cui Larsson ci introduce.
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👤Martin Brenner è un uomo di scienza; realizzato, presente a sè stesso in ogni occasione, ateo e coscientemente felice.
👨‍👩‍👧La moglie Cristina e la figlia Sara sono il suo mondo, perno di ogni scelta e riparo da quella strisciante inquietudine che mano a mano attanaglia il nostro Protagonista.
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🖌“Perchè Maria… Gertrud…non si era portata il suo segreto nella tomba? Perchè non l’aveva lasciato all’oscuro?”.
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🖋Larsson ci conduce tra i vicoli più bui dell’incredulità, dell’incertezza, dell’annientamento, svelandoci, attraverso le vicende di Martin, il baratro della coscienza umana.
👤Martin Brenner percorrerà la strada verso la consapevolezza, l’accettazione d’identità, in un continuo lavorìo psicologico e di ricerca, che lo porterà a stravolgere ogni sua certezza, mandando all’aria la sua vita.
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“Il difficile non è credere, ma sapere. L’uomo è più un essere di fede, se non addirittura di credulità, che di certezza.”
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📕Dopo una prima parte del libro molto fluida e scorrevole, nella seconda parte ci troviamo in bilico tra Saggio, Romanzo e Memoir.
✡️In questa Seconda parte seguiamo tutte le ricerche che Martin svolge, per lo più in segreto, sulle testimonianze di persone che scoprono di avere un’identità diversa da quella che credevano.
📚I testi citati sono numerosi, gli estratti, le parole e le riflessioni degli Autori letti si intersecano e attraversano i pensieri di Martin, in un continuo rapporto osmotico, tale da confondere , a volte, il Lettore.
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⛔️ La Terza parte del Libro è una sorpresa che non voglio rovinare, perché ogni Lettore merita di stupirsi e godersi il viaggio con Martin Brenner in assoluta autonomia😉
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⭐️⭐️⭐️⭐️ Questa lettura mi ha commossa, meravigliata, annientata ed arricchita. Ho lasciato che sedimentasse e trovasse le parole giuste per essere spiegata. Non sono sicura di esserci riuscita, ma qualche spunto in più lo trovate nella mia
Recensione nel➡️🅱️LOG
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http://lepaginecheverranno.altervista...
Profile Image for Franco.
Author 3 books7 followers
March 16, 2019
Ho trovato il libro estremamente interessante in quanto affronta un tema spinoso con coraggio e onestà intellettuale a rischio di irritare persone su entrambi i lati della barricata, come infatti accade al personaggio del libro.

Trovo molto interessante anche la struttura di questo volume che a circa due terzi dall'inizio abbandona la terza persona (narratore) per passare alla prima persona (scrittore). Un cambiamento che rompe gli schemi ma che contribuisce a rafforzare l'impressione di veridicità del romanzo trasformandolo in una sorta di biografia. Numerose pagine sono dedicate ad analizzare la letteratura dei temi trattati fornendo numerosissimi spunti per chi volesse approfondire i temi della cultura ebrea e della genetica.

Ho trovato difficile accettare come plausibili alcuni fatti descritti nel libro. In particolare la riluttanza del protagonista a condividere con l'amata moglie la recente e in parte traumatica scoperta di essere il discendente di una famiglia ebrea vittima delle persecuzioni naziste. Non conosco l'aria che tira di questi tempi nei paesi scandinavi, ma io non avrei avuto nessun problema a condividere tale scoperta, se fosse capitato, con mia moglie e a rendere la cosa pubblica. Mi sfugge completamente questo blocco e questi timori, quasi il protagonista viva nella Germania nazista del 1940. Anche il livello di antisemitismo che si respira nella città in cui è ambientato il romanzo risulta a mio parere poco credibile. Nel mondo che frequento, non ho mai percepito nulla di simile. Forse vivo in un'isola felice. So di non essere ebreo e quindi di non essere "fully-qualified" per fare certe affermazioni, ma l'atmosfere descritta nel romanzo, così oppressiva e piena di costanti paure, mi pare un po' troppo spinta. L'unica spiegazione plausibile che ho trovato è che questa sia la triste realtà dei paesi scandinavi. Se così fosse ne sarei profondamente stupito, ma quella è una realtà che non conosco.

Nonostante la ricchezza di riferimenti bibliografici e lunghe disquisizioni su razza e genetica il libro si legge d'un fiato e ne raccomando sinceramente la lettura.
Profile Image for Silvia.
173 reviews28 followers
October 15, 2024
Un libro davvero davvero interessante e appassionante che mi ha fatto riflettere, emozionare, a volte è stato un pugno nello stomaco perché mi ha ricordato delle crudeltà di cui sono capaci certi individui.
Ciò che rende particolare questo libro è proprio la sua struttura, diventa un ibrido tra un romanzo e una biografia. Infatti, nella prima parte noi ci focalizziamo sul nostro protagonista e su ciò che gli succede: Martin, solo dopo la morte della madre scopre che in realtà lei gli ha nascosto la sua vera identità, Maria - o meglio Gertrud - era una ebrea che è sopravvissuta ad Auschwitz, ma ha deciso di non raccontare a nessuno - ad esclusione di un avvocato e un rabbino - ciò che le è successo, e chi realmente fosse, nemmeno al figlio, affinché lui potesse essere libero di scegliere chi essere e per paura che chi era e il suo trascorso potessero ripercuotersi sul figlio.
Per questo, nella prima parte del libro, Martin inizia a fare ricerche per capire cosa significa essere un ebreo, cosa rende un ebreo tale e il racconto si trasforma quasi in un trattato, con tesi in contrasto, filosofiche e scientifiche, posizioni di studiosi del campo, testimonianze di persone che hanno vissuto ciò che stava vivendo Martin, il nostro protagonista si rapporterà anche con il suo amico Samuel, anche lui ebreo, e con il rabbino Golder, tutto affinché Martin possa conoscere quanto più possibile e fare una scelta consapevole.
Questa parte per me si è rivelata super interessante, è stato davvero stimolante leggere tutte le tesi sia da una parte della barricata che dall’altra.
C’è da tenere conto anche l’anno di pubblicazione di questo libro che è 2019 e quindi che alcune cose che si dicono purtroppo sono cambiate ora nel 2024, cosa che mi ha un po’ impressionato se devo essere onesta.
Nella seconda parte il punto di vista cambia e adesso vediamo Martin attraverso gli occhi parenti e amici, e ci rapportiamo con la visione di Martin che queste persone hanno.
E per concludere nella terza parte abbiamo anche l’intervento dell’autore stesso. Questo plot twist, se così vogliamo chiamarlo, con l’entrata in ballo dello scrittore è stata davvero affascinante e originale come espediente narrativo. Sono rimasta veramente felicemente sorpresa.
Larsson ha davvero scritto un libro importante, che tratta di temi concreti e fondamentali, di cui consiglio la lettura.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Leggo Quando Voglio.
372 reviews103 followers
June 10, 2020
"Cosa aveva da offrirgli il passato per decidere come vivere il futuro?"

La lettera di Gertrud di Björn Larsson è un romanzo edito Iperborea che fa riflettere sul nostro concetto di identità.

La trama, infatti, vede il protagonista scoprire di avere un passato prima insospettabile (è proprio "la lettera di Gertrud" a svelarglielo) e da quel momento la sua vita cambia radicalmente. Scoprire qualcosa di noi che prima non conoscevamo, cambia chi siamo? O cambia, piuttosto, chi decidiamo di essere?

"In fondo si trattava di capire la natura umana, nella misura in cui una cosa del genere esiste, e con ciò dare qualche tipo di risposta alle domande sul bene e sul male, o, come la metteva Martin, su cosa spingesse gli uomini a opporsi ai propri geni per scegliere il bene piuttosto che il male, o anche solo – e non era già poco – a non scegliere il male."

Il resto della recensione su https://www.leggoquandovoglio.it/libr...
Profile Image for lindalettrice.
253 reviews8 followers
May 3, 2020
Libro veramente molto toccante e commuovente fin dalle prime pagine.
Non avevo mai letto libri che parlassero dell’argomento ebraismo per cui ho letto questo libro con molto piacere e curiosità.
La storia di Martin è complessa e la sua vita cambia radicalmente quando scopre che la madre è ebrea. Ma è troppo tardi per farsi delle domande perché ciò accade proprio quando la madre è morta.
Martin affronta un conflitto interiore senza pari. La sua vita viene sconvolta totalmente da questa scoperta.
Ho dato 4 stelle perché in alcuni punti il libro è stato ripetitivo e pesante, ma è indubbiamente un gran bel libro.
Profile Image for Antonio Parrilla.
747 reviews29 followers
June 13, 2019
Romanzo di de-formazione o, piuttosto, di ri-formazione, racconta la storia di un uomo che solo nell'età della maturità scopre di essere figlio di una ebrea sopravvissuta all'Olocausto.
"Sono un ebreo? Non sono un ebreo? Qual è l'elemento fondamentale che ti rende ebreo, se esiste?"
Sono, queste, solo alcune delle domande che l'uomo si pone, le cui possibili risposte vengono approfondite senza pudori, senza paura di far male, senza ipocrisie.
Il libro è diviso in tre parti, e personalmente ho trovato la prima (quella in cui l'uomo affronta la nuova verità che gli è stata svelata) molto molto più profondo e introspettivo delle altre due. Migliore la seconda della terza, comunque, e questo calare di livello è leggermente fastidioso.
Quattro stelle, ma sono cinque per la prima parte.
Profile Image for Anna.
89 reviews1 follower
March 19, 2024
«[...] è necessario parlare con i propri nemici, leggere i loro scritti, imparare il loro linguaggio, per capire come ragionano. Intavolare un dialogo però è più rischioso che restare in disparte, perché rivelando la propria identità ci si apre all'avversario, che a sua volta può capire come ragioniamo, cosa sognamo, di cosa abbiamo paura, che valori difendiamo. Ma è rischioso anche perché ci si apre al cambiamento: si mettono alla prova le proprie convinzioni e le proprie verità.»

Un bellissimo ibrido tra romanzo e non-fiction: Martin Brenner, scienziato genetista affermato, una bella famiglia, una casa da sogno, una mente razionale che aborrisce qualunque spiritualismo, deve mettere in discussione tutto quello che conosceva di se stesso quando la defunta madre gli lascia una lettera sconvolgente: lei era un'ebrea, sopravvissuta ad Auschwitz, che per tutta la vita ha nascosto la sua identità per permettere a lui di crescere senza vincoli dettati da fede, tradizioni, etnia e da tutte le paure che ne conseguono. Si imbarca dunque in un solitario viaggio nella letteratura per cercare di capire cosa vuol dire, per lui, questa rivelazione; se l'ha reso diverso, non tanto ai suoi occhi ma a quelli del mondo; e se sì, in che modo.

A tratti il personaggio di Martin mi è parso di un'insopportabile presunzione. Non condivido, infatti, la sua decisa opposizione a leggere qualunque testo sacro, così come il modo in cui si confronta in maniera aggressiva verso altri personaggi ebrei, la cui unica colpa è stata quella vederlo con i loro occhi e non con i suoi, né tantomeno il suo atteggiamento sussiegoso con la moglie, poveraccia. Tuttavia la sua ricerca di un senso all'etichetta di «ebreo» e le domande (morali, scientifiche, esistenziali) che ne conseguono non possono lasciare indifferenti. Ho trovato interessanti anche le sezioni più analitiche, quelle dedicate al DNA e alle sue implicazioni etiche, le letture di Martin e le domande che ne scaturivano, il suo metodo di indagine in una questione così complessa e spinosa da scoraggiare chiunque.

Profile Image for La lettrice controcorrente.
603 reviews259 followers
March 15, 2019
La lettera di Gertrud di Björn Larsson (Iperborea) è un libro sull’identità, sulla cultura, sui rapporti umani. Sono rimasta colpita dalla particolarità della trama e dalla sua appendice.

La storia è quella di Martin Brenner, un genetista di successo, marito di Cristina e padre di Sara. La lettera di Gertrud si apre proprio con la morte di Maria, la mamma di Martin. Una signora anziana che ha cresciuto da sola il figlio donandogli tutto l’amore di cui era capace. Eppure qualcosa in quel rapporto non torna. Martin ha sempre sentito che c’era un vetro tra lui e sua madre e presto scoprirà il perché.

Maria si chiamava in realtà Gertrud e per tutta la vita ha nascosto la sua vera identità al figlio. All’improvviso tutti i pezzi del puzzle trovano la collocazione giusta e il nostro protagonista riguarda la casa materna e spoglia sotto un’altra luce. Ecco il perché della valigia pronta nello sgabuzzino, delle eccessive scorte in dispensa e altri piccoli indizi che non aveva saputo cogliere durante tutta la vita.
Gertrude è sopravvissuta ai campi di concentramento, è sopravvissuta all'odio ma non alla paura e ha fatto a Martin il dono più grande che potesse fargli, quello della libertà. Martin può scegliere se continuare la sua vita abbracciando la comunità ebraica oppure no. Ma è davvero libero di scegliere?E così Martin comincia, senza parlare con la sua famiglia, una curiosa ricerca. Umanista diventato scienziato, Martin si approccia come un vero e proprio studioso al rompicapo delle origini. Tra Dna, storia, cultura e religione, Martin recupera romanzi, saggi, e non smette per un solo istante di interrogarsi.
RECENSIONE COMPLETA SU www.lalettricecontrocorrente.it
Profile Image for Gianni Bandiera.
139 reviews2 followers
December 24, 2023
La lettera di Gertrud
Bjørn Larsson

Avevo già letto anni fa un libro di questo autore: I poeti morti non scrivono gialli. Un romanzo leggero ma ben scritto.
Ho conosciuto allo stand Iperborea l’autore che mi ha dedicato questo lavoro.
Pensavo si trattasse di un libro dello stesso livello. Mi sbagliavo.
Il libro in questione tratta la storia di un uomo che scopre una verità scomoda: dopo la morte della madre Martin Brenner scopre di essere figlio di una ebrea sopravvissuta ad Auschwitz. Da qui il dilemma: sono anche io ebreo? È giusto tenere nascosta al figlio la verità? Cosa significa essere ebrei nel XXI secolo? Si può essere ebrei senza aderire alla religione ebraica?
Il romanzo, tratto da una storia vera, affronta il tema a volte come un saggio. Martin legge tutto il ‘leggibile’ sul tema ebraico- ebraicista- sionismo ecc e ce lo spiega nel corso delle pagine.
Dopo i fatti dello scorso ottobre il tema dell’ebraismo nel mondo è tornato prepotente.
Il romanzo mi è parso debole quando il protagonista affronta la vita famigliare mentre si impenna quando affronta gli interrogativi filosofici, morali su questioni così importanti.
Consiglio la lettura a chi non si accontenta di risposte mediocri a tempi complessi.
Profile Image for Shatzyblog.
13 reviews1 follower
May 29, 2019
Una ricerca dell'identità tutta proiettata sul futuro. Non guardare a chi mi ha fatto diventare così, ma a chi sono ora e posso essere in futuro.
La vita di Martin Brenner si complica dopo la morte della madre, quando un avvocato sconosciuto gli dice che ha lasciato una misteriosa lettera da aprire solo dopo la sua morte. Una lettura cambierà il modo che Martin ha di considerare se stesso, facendolo entrare in un mondo di dubbi, incertezze e ricerca incessante. Pensa di essere il solo dentro questo vortice, l'unico coinvolto nel pensare a chi vuole essere, ma non si accorge che sta trascinando dentro anche la moglie Cristina e l'adorata figlia Sara.
Il contenuto della lettera rimane segreto finché a una conferenza, sotto le telecamere e tra i giornalisti di tutto il mondo, Martin scoppia. Da lì il vortice si stringe su di lui fino a soffocarlo.
35 reviews
March 2, 2022
Larsson non perde mai la sua capacità di farti riflettere, emozionare, pensare. Una bellissima riflessione sull'ebraicità ma anche più universale, sul tema delle origini e su quanto ci definiscano - quanto possiamo e vogliamo permettere loro di definirci e quanto sia inevitabile che ci definiscano agli occhi del mondo. Martin Brenner è un personaggio con tante sfaccettature, che ci appare come un eroe tragico nel suo ostinato coraggio e nella sua volontà di condannare l'antisemitismo senza però portare avanti la tradizione ebraico. Se proprio devo fare una critica, all'inizio può forse risultare asettico il modo di reagire del protagonista alla scoperta del doloroso passato della madre, ma la riflessione asettica che ne scaturisce risveglia comunque il desiderio di riflettere e porci delle domande, in una maniera mordente e irresistibile.
Profile Image for Al e.
37 reviews6 followers
June 13, 2020
Per tutta la prima parte del libro non traspare alcuna emozione ed è davvero difficile immedesimarsi nel protagonista e capirlo. Freddo e schematico per gran parte del tempo. Cambia nota leggermente verso la fine, quando il punto di vista si sposta. E, forse, durante le riflessioni sull'appartenenza sociale ad un gruppo e all'odio di cui è capace l'essere umano. Argomenti interessanti e importanti, che lasciano da sempre domande aperte.
L'autore si dimostra più simpatico del protagonista, che ci viene presentato in maniera più umana nella terza parte del libro. Lì, forse, lo si capisce di più, lo si sente di più.
Un vero peccato per i temi di cui tratta.
Profile Image for Marcopesta.
168 reviews4 followers
September 15, 2019
Cominciato,in sordina..... è stato un continuo crescendo, con una parte finale straordinaria .... e molti pensieri sulla condizione umana, pregiudizi, coscienza e prese di posizione con se stessi.... come dire per potersi guardare allo specchio e sentire di avere fatto o almeno creduto di aver fatto le cose giuste, ...... ancora un grande libro di Bjorn Larsson, questa volt lontano dai miti celtico e le navigazioni a vela con Rustica
Profile Image for Chiara Saibene.
74 reviews2 followers
October 12, 2023
Questo libro dovrebbero farlo leggere a scuola. È di una audacia intellettuale assurda. Anche se non ho apprezzato, dal punto di vista narrativo, la parte terza, affronta con coraggio temi scottanti (e purtroppo attualissimi) come l’odio, il razzismo, la discriminazione, la superficialità con cui si giudicano gli altri.
25 reviews
May 30, 2025
un libro interessante. Un ebreo che non sapeva di esserlo. Una volta scoperto di essere di "madre ebrea" e, quindi, ebreo, che si documenta sull'ebraismo e decide che vuol continuare a " non essere " un ebreo.
non sarà più possibile.
sarà un rinnegato per gli ebrei e un ebreo per i gentili.
una storia davvero interessante
Profile Image for Margareta Wedmark.
499 reviews1 follower
June 6, 2019
Björn Larsson skriver alltid intressanta böcker - han ställer frågor och vrider, vänder på reflektionerna, svaren. Andra delen blev lite teoretiskt tung men berättelsen håller och frågorna är mänskligt viktiga.
43 reviews1 follower
June 30, 2019
Geniale l’idea di fondo per innescare la riflessione personale e la discussione pubblica sull’argomento “identità” e sulla possibilità di scelta.
Ho trovato un po’ più debole lo svolgimento, ma non era certo facile, l’Autore si è buttato in una bella avventura.
Profile Image for silviottide.
176 reviews20 followers
December 10, 2019
Bello, uno dei migliori letti nel 2019, ma consigliato solo se avete una base minima di cultura e tradizioni ebraiche, o almeno un grande interesse in questioni relative all'ebraicità, perché è il perno attorno al quale ruota l'intero romanzo.
Profile Image for itsFabio.
58 reviews13 followers
December 22, 2023
Super interesting topic, but I didn’t love the plot, the characters and the development.
Still happy I read it cause I learnt lots of things, but many times while reading I would be like: “okay, so what?”
Profile Image for Roberto.
2 reviews2 followers
December 15, 2019
Libro non facile ma bello e impegnativo, che ti lascia con tanti pensieri, dubbi e domande.
Profile Image for Lianca.
55 reviews1 follower
February 15, 2021

Un libro non sempre scorrevole che tratta un tema complicato: Chi siamo ? Il paese, la famiglia , la cultura, il popolo dove nasciamo decide per noi o siamo noi che decidiamo chi vogliamo essere? La genetica può influenzare la nostra cultura, la nostra religione? O siamo solo noi che decidiamo chi diventare?
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Martin Benner è un genetista direttore di un laboratorio. Padre e marito felice fino alla morte della madre quando scopre nella lettera che lei gli ha lasciato che sua madre era ebrea e sopravvissuta ad auschwitz. PEr tutta la vita aveva tenuto questo segreto cambiando nome per la paura che suo figlio soffrisse ciò che avevano sofferto gli ebrei... per proteggerlo, e per lasciarlo libero di scegliere! martin inizia un percorso per se stesso e x gli altri perché crede fermamente che essere nato da madre ebrea non lo rende automaticamente ebreo.. lui non si sente ebreo. Ma purtroppo la diatriba e l’odio per gli ebrei non è finito con l’olocausto.... e Martin scoprirà che non è facile dire di non essere ebreo...
Condivido la maggior parte dei pensieri di Martin soprattutto che la vera identità che abbiamo è quella di singoli individui! Molto spesso anche nella quotidianità può capitare di esprimere un giudizio a priori in base all’etnia o all’appartenenza di una persona a una religione o a particolari gruppi ...
Questo libro, non facilissimo, mi ha dato modo di interrogarmi su un tema difficilissimo ma anche di scoprire ancora di più le difficoltà e le contraddizioni sull’ebraismo. Consigliato a chi ha voglia di approfondire questo tema.
Displaying 1 - 26 of 26 reviews

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