4.5
Sono legittimamente incazzata.
Con me stessa.
E con Joshua Khan.
No, questa volta non esagero, dato che il motivo è abbastanza semplice.
Ero convintissima, fin nel profondo, che questa fosse la classica serie per ragazzi da 5-6 volumi. E, invece, Goodreads è venuto a dirmi che questa trilogia è conclusa. Così!
Io non l’accetto!
Ci sono ancora troppo domande senza risposta e sono ancora iper sicura che Thorn sia un diretto discendente del principe Cernunnos. Per non parlare di tutta la storia che c’è dietro ai Sei Principi e alla reale causa della distruzione del vecchio mondo! Insomma, capisco il finale aperto, ma non un cazzo di aeroporto.
Ok, ora giuro che mi calmo.
Burning Magic si distingue dai suoi predecessori perché non è ambientato a Geenna. Nossignori, sto giro si va al Sultanato, dove verrà presto incoronato un nuovo Sultano. Rivedremo ovviamente il caro K’leef e faremo la conoscenza dei suoi fratelli e sorelle, nel bene e nel male, perché non tutta la casa Geniis è colma di buone intenzioni. E infatti…
Qualcosa durante l’incoronazione andrà storto.
Ma chi si stupisce, dato che Lilith ha ormai la stessa fama della signora Fletcher?
Thorn, come sempre il miglior personaggio e il bifolco che tutti sottovalutano ma amano, si vedrà coinvolto in intrighi di corte (strano), capricci dei nobili (ancora più strano) e missioni suicide per salvare il mondo (anche questo stranissimo). Non solo dovrà fare i conti con la nostalgia di casa, i suoi sentimenti per Lily e il destino del suo amico, ma per la prima volta avrà problemi a tirare con l’arco.
Eresia!
Come se non bastasse, verrà assoldato da K’leef per accompagnarlo in una missione per nulla facile: trovare una fenice e impedire così che uno dei suoi fratelli maggiori (il più cattivo e subdolo) salga sul trono al suo posto. Ma le difficoltà termineranno qui? Ovvio che no, dato che con loro ci sarà anche Gabriel.
Sì, ricordate quel tipetto osceno e incapace di fare qualsiasi cosa?
Tuttavia, grazie a lui conosceremo Merriq, uno dei tanti bastardi di Merrik, che avrà fin troppo poco spazio nella narrazione.
Lily sarà lasciata al palazzo, dove non sarà per nulla al sicuro.
Da quando è diventata la Regina Strega, tutte le donne dei regni stanno iniziando a insorgere per ottenere il posto che meritano nella soffocante società patriarcale e le sorelle di K’leef non sono da meno. Ma c’è una piccola differenza: se gli uomini hanno difficoltà a usare la magia e si pensa che essa stia scomparendo a poco a poco, ciò non vale per il gentil sesso, che è di gran lunga più potente. Motivo per cui è sempre stato temuto. Senza contare che, grazie a una narratrice, si scoprirà una versione ben diversa della leggenda dei Sei Principi rispetto a quella raccontata nelle corti. Perché gli eredi non erano Sei, ma Sette.
Eh, sì… c’era anche una sorella.
La vera erede.
Che è finita massacrata.
Allegria!
Anyway, le strade di Thorn, Lily, Ade e compagnia s’incroceranno di nuovo. E *rullo di tamburi* ricomparirà pure Pan!
Ecco, questa non me l’aspettavo.
Il viaggio dei nostri giovani eroi e regnanti sarà costellato da problemi, belve feroci e piani sgangherati. Grazie alla magnifica narrazione e al world building, Khan è riuscito a creare una serie favolosa e appagante, capace di appassionare anche il lettore più riluttante fino alla fine. E, difatti, la caccia alla fenice è stata la parte più spettacolare all’interno del romanzo.
E sì, storco comunque il naso per il finale.
Non posso farne a meno.
Non solo perché è molto velocizzato e semplificato (tutti perdonati, tutti felici), ma perché ci sono moltissime questioni ancora in sospeso.
Io spero che il signor Khan si decida a riprendere in mano questa serie, prima o poi, e dare un degno finale alle due colombelle in amore.
Ma, a parte questo, è stata una lettura fantastica.