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Sogni e favole. Un apprendistato

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Roma, 1983. Il Novecento brilla ancora. Emanuele, neppure ventenne, lavora in un cineclub del centro. Una notte, al termine di un film di Tarkovskij, entra in sala e vi trova un uomo solo, in lacrime. È Arturo Patten, statunitense trapiantato a Roma, uno dei più grandi fotografi ritrattisti. Per tutto lo scorcio del secolo, Emanuele ascolterà la lezione del suo amico, Lucignolo e Grillo Parlante assieme, che vive la vita con invidiabile intensità, e grazie a lui incontrerà Cesare Garboli, il «grande critico» cui è qui dedicato uno splendido cammeo, che prima di morire gli affiderà la missione di indagare su Metastasio e sul suo sonetto "Sogni, e favole io fingo". «Favole finge» tutta la grande letteratura moderna qui evocata, da Puskin a Pessoa fino ad Amelia Rosselli, somma poetessa italiana del Novecento, che abita nella stessa strada di Arturo e che come lui lascerà la vita per scelta; Emanuele incontrerà più volte quel meteorite umano, sempre in fuga da oscuri e spietati nemici, e con Arturo è lei, e la sua eredità, l'altra protagonista di questo «libro strano» di Trevi - romanzo autobiografico e divagazione saggistica assieme, sette anni dopo "Qualcosa di scritto". Arturo, Amelia, Metastasio guidano lui e noi nel cuore di una Roma piovosa e arcaica, nel cerchio simbolico della depressione e dell'insensatezza, verso l'approdo vitale dell'illusione: se, come scrive Metastasio, le storie inventate suscitano in noi la stessa commozione delle vicende reali, forse di sogni e favole è fatta la vera vita.

224 pages, Paperback

First published January 10, 2019

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About the author

Emanuele Trevi

98 books129 followers
Emanuele Trevi (Roma, 7 gennaio 1964) è un critico letterario e scrittore italiano.
Figlio dello psicoanalista junghiano Mario Trevi, è editor e autore di saggi e romanzi. Ha debuttato nella narrativa nel 2003 con I cani del nulla, uscito presso Einaudi Stile Libero. È stato direttore creativo (con Arnaldo Colasanti) della Fazi editore, ha curato una collana presso Quiritta editore e, con Marco Lodoli, l'antologia scolastica Storie della vita edita da Zanichelli. Ha inoltre curato le edizioni di:
- la Tavola ritonda, classico italiano del XIV secolo
- Amore, figura e intendimento: osservazioni sull'allegoria in Cavalcanti e nella «Vita nuova» (di Dante Alighieri)
la Storia di fra' Michele Minorita di anonimo fiorentino
- l'introduzione a Charles Perrault, I racconti delle fate e Le fiabe francesi della Corte del Re Sole a Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi
- le Istruzioni per l'uso del lupo, una lettera alla critica italiana, in due edizioni
- Altri saggi vanno dall'introduzione a Il mio Carso di Scipio Slataper, all'intervista per «Paris Review» a Milan Kundera, dalla collaborazione per la parte delle prose all'edizione di Lucio Felici delle opere di Giacomo Leopardi, alla presentazione di una collezione di saggi di Viktor Borisovič Šklovskij, e ancora di opere di Emilio Salgari, John Fante, Gabriella Sica, Goffredo Parise, Giosetta Fioroni, Giorgio Manganelli, Alexandre Dumas, Ferenc Molnar, Edmondo De Amicis (i viaggi), Henri Michaux ecc.

Con il libro reportage sul poeta Pietro Tripodo, "Senza verso. Un'estate a Roma" edito da Laterza ha vinto il Premio Sandro Onofri.

Collabora con Radio 3 e ha scritto su diverse riviste come Nuovi argomenti, Il caffè illustrato e su quotidiani quali la Repubblica, la Stampa e Il Manifesto.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,463 reviews2,434 followers
July 19, 2022
IL ROVESCIO DEL RICAMO



Siamo sempre soli nei momenti imprevedibili in cui riusciamo a intravedere l’essenziale, il midollo delle apparenze, il rovescio del ricamo.

Pur in questi anni di salvini e dimaio e cazzate di cui si parla per qualche mese fino all’arrivo di altre cazzate e ritorni/rigurgiti neri e razzisti, di gente tenuta buona a colpi di consenso narrativo e identificazione emotiva, ci si può imbattere in un libro così.
Così diverso e poco mainstream, così bello.
Che parla di un’epoca che era ieri, trascorsa da pochissimo e già così remota, parla di esistenze sconnesse e disconnesse.


Arthur ‘Arturo’ Patten è stato un fotografo specializzato nel ritratto. Questo di un giovane Claudio Santamaria è uno dei più famosi e riusciti.

A spasso per il centro di Roma, città che in queste pagine è sia fisica che metafisica, tra via dei Cappellari, Chiesa Nuova, Via del Corallo, il bar della Pace, piazzetta del Fico, Emanuele Trevi incrocia lapidi alla memoria e pensieri che rimandano a Pietro Metastasio, al fotografo Arturo Patten, ad Amelia Rosselli, a Cesare Garboli, quest’ultimi tre conosciuti e frequentati, due dei quali andati a raggiungere la maggioranza per propria mano.

Spazio e memoria, coincidenze spaziali e umane, geografie interiori ed esteriori.
Non con quella cultura da enciclopedia, né con quell’ampiezza di sguardo e racconto, ma è come se Trevi se ne andasse in giro per i suoi personali “anelli di Saturno” di sebaldiana memoria.
Sogni e favole è perfino corredato di fotografie proprio come usava fare Sebald.
E anche qui i luoghi hanno la stessa importanza delle persone che li abitano.


1979, il Festival della Poesia a Castelporziano.

…tutte quelle strade, infinite e imprevedibili come i caratteri umani, che si percorrono quando si sceglie il gesto più difficile della nostra esistenza: annullare la distanza, trasformarla in qualche tipo di attrazione o di gravitazione reciproca.

Trevi intreccia i suoi passi sotto la pioggia di un autunno romano ai ricordi, gli incontri, le parole e gli insegnamenti di quei tre artisti che furono Patten, Rosselli e Garboli, sullo sfondo della vita e opera di Pietro Metastasio, autore del sonetto che presta il titolo a questo libro, che una sera gli fu recitato da Cesare Garboli che poi invitò Trevi a scrivere qualcosa su questo componimento poetico.
Alla fine, di queste tre esistenze variamente disastrate, da ‘desperado’, emerge un kit di sopravvivenza, una cassetta degli attrezzi: l’arte, sia essa poesia letteratura fotografia cinema o che altro, come strumento per dare forma alla vita, sostanza vitale da assumere tanto più nei momenti in cui picchia forte la vita, l’unico strumento per individuare il rovescio del ricamo.


Il monumento a Pietro Metastasio davanti alla Chiesa Nuova.

E poi, comunque vada, è pur vero che del tempo che ci è concesso noi facciamo un solo uso: lo perdiamo, non sappiamo fare altro che perderlo, e tutto il lavoro della nostra coscienza, con i suoi ricordi e le sue falsificazioni, è una minuziosa e disperata ricerca del tempo perso, e se qualcuno ci trasmette qualcosa prima di andarsene, non siamo venuti al mondo per sciogliere gli enigmi, ma per conservarli intatti e trasmetterli a nostra volta ancora più incomprensibili di quando li abbiamo ricevuti.


”Stalker” di Andrej Tarkovskij, liberamente tratto dal romanzo “Picnic sul ciglio della strada” dei fratelli Arkadij e Boris Strugackij, è il film davanti al quale piange calde lacrime Arturo Patten la notte che Trevi lo incontra per la prima volta.
Profile Image for Dimitri.
176 reviews72 followers
August 11, 2020
E se qualcuno ci trasmette qualcosa prima di andarsene, non siamo venuti al mondo per scioglierne gli enigmi, ma per conservarli intatti, e trasmetterli a nostra volta ancora più incomprensibili di quando li abbiamo ricevuti.

L’apprendistato del giovane scrittore inizia in un cineclub negli anni Ottanta e si conclude con l’uscita di questo libro. Un apprendistato all’arte e alla vita attraverso il ritratto di un ritrattista, l’incontro con una poeta e l’incitamento di un critico a occuparsi di un sonetto di Metastasio.
Una delle scene più belle è proprio il primo incontro di Emanuele Trevi con Cesare Garboli, una notte, di fronte al colonnato circolare di Santa Maria della Pace.

Era tardi, e in quella piazzetta deserta così simile a una scena teatrale – una delle meraviglie barocche di Roma – quei due uomini alti, al chiaro di luna, sembravano proprio gli eroi di una commedia classica, intenti a scambiarsi qualche informazione decisiva, o a ordire un complotto, o a sfidarsi per amore. Arturo mi presentò a Garboli con la consueta miscela di tenerezza e perfidia.

Questo non-romanzo è un percorso colto ma non pedante per le strade di Roma e per le vie infinite dell’amicizia, del cinema e della letteratura. Ed è pieno di suggerimenti: un altro film da vedere (“Stalker” di Tarkovskij) e un altro libro che si aggiunge alla lunga lista d’attesa (“Picnic sul ciglio della strada” dei fratelli Strugackij), tanto per cominciare.

Tutto il tempo è perso e di tempo perso sono fatte le piume delle ali degli angeli custodi, i corpi sottili che vegliano sul sonno, i lumi che rischiarano la strada quando è troppo tardi per tornare a casa.
Profile Image for SCARABOOKS.
293 reviews265 followers
April 1, 2019
Si, mi è piaciuto moltissimo questo libro.
Una passeggiata in un pezzo di Roma che frequento spesso e molto volentieri: quella iscritta dentro il triangolo tra piazza Navona, Campo dei Fiori e il Tevere, con Corso Vittorio Emanuele a fare all’incirca da ipotenusa. Ed è un triangolo anche quello tematico, di irresistibile suggestione (almeno per me), tra il sogno, la realtà e la morte.
In questo doppio triangolo vengono iscritte e lette le parole e le figure di due poeti, Metastasio e Amelia Rosselli, nati o vissuti dentro quel pezzo della Roma barocca, e le opere oltre che la vita del fotografo Arturo Patten. Bellissimo anche il ritratto che viene fuori di Cesare Garboli, ispiratore e ideale compagno di strada di questa doppia passeggiata romana.

Al centro di tutto, un sonetto di Metastasio

Sogni, e favole io fingo; e pure in carte
mentre favole, e sogni orno, e disegno,
io lor, folle ch'io son, prendo tal parte,
che del mal che inventai piango, e mi sdegno.

Ma forse, allor che non m'inganna l'arte,
piú saggio io sono? È l'agitato ingegno
forse allor piú tranquillo? O forse parte
da piú salda cagion l'amor, lo sdegno?

Ah che non sol quelle, ch'io canto, o scrivo,
favole son; ma quanto temo, o spero,
tutto è menzogna, e delirando io vivo!

Sogno della mia vita è il corso intero.
Deh tu, Signor, quando a destarmi arrivo,
fa ch'io trovi riposo in sen del Vero.

Libro senza una sbavatura nella tonalità narrativa e nell’approccio ai temi; in particolare nel modo di intendere la funzione sia della creazione artistica che della lettura delle opere. Un gioco affabulatorio colto e malinconico, a tratti struggente, denso di suggestioni e di stimoli.
Grazie ancora a chi me ne ha segnalato la bellezza.
Profile Image for marco renzi.
299 reviews100 followers
April 29, 2019
La mia recensione di "Sogni e favole" su NAZIONE INDIANA:

https://www.nazioneindiana.com/2019/0...

"«Chi li ha mai letti i poeti del Novecento, a parte un manipolo di disturbati?», si domanda a un certo punto il narratore. Chi leggerà mai i poeti e gli scrittori del nostro tempo?, c’è invece da chiedersi dinanzi alla riprova che è ancora possibile fare alta letteratura, con un racconto che non vuole essere conciliante o banalmente nostalgico. Trevi non si rammarica per un mondo che non c’è più: si limita a constatarne la fine, ripercorre gli ultimi respiri di un’epoca in cui si poteva godere di certi romanzi, poesie, film e arte in genere con un approccio critico oggi forse non più praticabile, o magari riservato solo a pochi eletti.

Oggi è ancora necessario riflettere su un’eredità tanto preziosa: un libro come Sogni e favole, con la sua prosa ricca eppure limpida, perfetta sintesi tra la penna del critico e quella dell’artista, è frutto di quella lezione novecentesca che s’immaginava la letteratura di domani rifacendosi alla tradizione: un insegnamento dal quale non si può prescindere se ancora si vuol parlare di letteratura."
Profile Image for Laura Gotti.
592 reviews610 followers
June 26, 2020
Ma pure 4,5. Ma lei niente di Emanuele Trevi e adesso voglio leggere tutto. Un libro elegante, ecco quello che ho pensato durante tutta la lettura, un scrittura raffinata, imperdibile. Ho letto il libro in pochissimo tempo (ho tanto tempo i questo periodo e tanta testa, per la lettura una benedizione, per la mia vita un disastro). L'ho finito stanotte, 4 del mattino, un caldo atroce e il mio primo pensiero è stato io voglio uscire a cena con quest'uomo. Premesso che non so nemmeno che faccia abbia ma la cultura, il piacere della conversazione, l'intelligenza e la prosa di questo libro basterebbero anche a un uomo per volerci uscire a cena.

La trama ve la andate a cercare, ma una trama non c'è. C'è un'idea di fondo e tanta tanta passione e mestiere che spingono questo libro oltre delle vette assurde. Io mica amo Metastasio, nella mia beata ignoranza non sapevo chi fosse Arturo e una sola vaga idea di Amelia Rosselli. Conoscevo Garboli dall'università, ma giusto una spolverata. Eppure questo libro mi ha tenuta incollata ad ogni sua riga, notti inclusi, ne ho sottolineati ampi stralci su cui tornerò spesso - ne sono certa -, ho preso mille appunti e ho spulciato, avida, la corposa biografia. Emanuele Trevi io adesso mi compro tutto quello che hai scritto, e vedi di non deludermi perché adesso mi hai illusa come nessuno mi illudeva più da anni.

Muller Thurgau ghiacciato, pesce crudo in accompagnamento, lieve abbronzatura sul viso. I miei 45 anni cominciano ad avere un senso.
Profile Image for Emilio Berra.
306 reviews289 followers
February 10, 2022
- Nel labirinto della mente -
Questo libro presenta tante pagine veramente belle di grande acume e profondità. Opterei solo per qualche sforbiciata e correggerei alcune cadute nel gergo neo-conformista cui l'autore non ha saputo sottrarsi.

Un girovagare, affascinante e di forte impronta autobiografica, lungo le strade di Roma con artisti e intellettuali, sulla suggestione di grandi nomi della cultura internazionale: una poesia, un dipinto, un memorabile film di Tarkovskij.
Incontriamo il fotografo americano Arturo Patten amico di Marguerite Yourcenar, la poetessa Amalia Rosselli, lo scrittore Cesare Garboli.
Un ruolo centrale ha una poesia di Metastasio, autore nato povero a Roma e vissuto tra i fasti delle residenze regali di Vienna.

Il vero fulcro del libro va individuato però nei rapporti fra arte e vita, tra 'finzione' e realtà: "solo nel momento in cui il dolore reale è anche una finzione di dolore, la psicologia produce un effetto estetico-bellezza".
Forte polemica inoltre verso la cultura italiana, la critica letteraria che predilige "l'idea del genio che dovrebbe crescere pascendosi delle sue stesse sofferenze", privilegiando così i cultori "del sentimento tragico della vita", "qualche indomabile uccello del malaugurio!".
Poi alcune perle di saggezza: "Non è certo smontando un orologio che afferriamo il segreto del tempo".
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews469 followers
September 30, 2024
Sintonie

Non riesco a trovare sintonia con Emanuele Trevi: troppa cultura, indubbiamente (ma non è che W.G. Sebald lo fosse meno, per esempio), ma anche scarsa empatia. E quindi lo leggo, mi affascina a tratti, mi costringe a innumerevoli ricerche online (per puro piacere di farle, non perché siano utili alla lettura), mi regala scoperte sensazionali (prossima tappa la Chiesa Nuova a Corso Vittorio che io nemmeno sapevo contenesse un Rubens, meno che meno il marchingegno che rivela un altro ovale che raffigura una Madonna con Bambino di epoca antecedente), il desiderio di leggere il commento di Russell Banks ai ritratti di Arturo Patten realizzati proprio a Patten, nel Maine (The Invisible Stranger: The Patten, Maine Photographs, o apre a tradimento cassetti della memoria*, ma poi non riesce a conquistarmi, non è successo nemmeno questa volta, anche se per la seconda volta mi regala ritratti, a sua volta, di artisti che desidero conoscere meglio.

*Come quando una pagina di Wikipedia mi rivela che Amelia Rosselli fu ritratta dalla pittrice Loretta Surico, collega e amica di mia mamma quando era professoressa di Educazione Artistica nella scuola Media Francesco Baracca di Roma a Torpignattara e insegnante di mia sorella Silvia, e che nel 2019 la Biblioteca Nazionale di Roma ha acquisito per il Museo “Spazio ‘900” tutti i ritratti dei poeti da lei realizzati. A volte la vita è proprio un cerchio, anche quando ai sogni e alle favole si unisce la vita vera.

Profile Image for Héctor Genta.
401 reviews88 followers
March 19, 2019
Come un sasso nell'acqua.

Questo libro mi ha fatto subito pensare all'immagine del sasso che da bambini gettavamo nell'acqua e a come osservavamo affascinati le onde concentriche che generava la sua caduta.
Un andamento a spirale che si nota già a partire dalla scrittura, che non è quello che sembra, nel senso che il libro parte come un romanzo, ma un romanzo "ibrido", che si allarga man mano verso altri generi letterari, come il saggio e l'(auto)biografia.
Ma è un sonetto del Metastasio il nucleo forte, il "sasso" che da il là alla formazione dei cerchi nell'acqua: si tratta di versi che fanno riferimento a come l'immedesimazione dell'autore sul suo mondo interiore generi in lui emozioni vere e che si espandono in anelli sempre più ampi coinvolgendo non solo lo scrittore ma anche il lettore e i suoi sentimenti, in una carrellata che collega Metastasio, Puskin, James, Kafka e Pessoa.
Quelle di Trevi sono riflessioni che partono dalla solitudine dell'uomo e si allargano al suo bisogno di finzione, di qualcosa che lo aiuti a sopportare la realtà, anzi a crearne un "credibile surrogato". C'è necessità di storie – dice l'autore – di una narrazione in cui credere, di indossare maschere che sappiamo essere una menzogna ma che pure ci servono a vivere, a conferirci un'identità, perché "dietro questa apparente infinità di maschere c'è un vuoto uniforme, uno smarrimento universale, nessuno si orienta, nessuno se la cava veramente".
La narrazione, la poesia, la pittura, la fotografia (il ritratto) rappresentano così altrettante finzioni, ma necessarie, perché è solo attraverso l'Arte che l'uomo può aspirare al passaggio dal particolare all'universale, all'assoluto, "quella porzione irriducibile di vita concreta che si sottrae ad ogni forma di genericità, che vale solo per chi la vive, e che fa di ogni essere umano il primo e l'ultimo della sua specie, senza colleghi, senza fratelli, senza nessuno dietro cui riararsi al momento decisivo, quello in cui tutte le regole si dissolvono nell'eccezione che sei tu, solo tu."
Si torna così al punto di partenza, alla solitudine dell'uomo, che chiude l'ennesimo cerchio di un viaggio colto e ricco di spunti di riflessione.
Profile Image for Vincenzo Politi.
171 reviews165 followers
May 16, 2020
Cos'è Sogni e Favole? Un romanzo autobiografico, un romanzo di formazione, un raccolta di racconti, una raccolta di saggi, una raccolta di biografie, un trattato di estetica, l'analisi lunga 200 pagine di un piccolo sonetto? Sogni e Favole è tutto questo. E mentre i critici italiani continuano a starnazzare e a lamentarsi del fatto che in Italia non c'è letteratura, che il romanzo italiano è morto, eccetera eccetera eccetera, Emanuele Trevi lo fa resuscitare, il romanzo italiano, travestendolo e adornandolo di ricordi personali e suggestive illuminazioni, tenendo a mente certe lezioni di certi libri di Claudio Magris, e forgiando le sue pagine con una scrittura delicata e potentissima. Ne viene fuori un vortice di emozioni e riflessioni che ruota attorno un sonetto di Pietro Metastasio, celebre librettista del XVIII secolo. Il vortice di Trevi dunque si espande, includendo e fagocitando vecchi amici, grandi artisti, i film di Tarkovskij, il mondo della fotografia, le poesie, i poeti, i pazzi, l'alchimia occulta dell'amicizia.

È, questo vortice, anche un apprendistato, alla fine del quale Emanuele Trevi capisce che bisogna accettare la luce abbagliante della menzogna per afferrare tattilmente il vapore evanescente della verità. Che bisogna dimenticare la vita per poter vivere veramente. E che certe persone che abbiamo incontrato, per caso, e che per caso hanno stabilito con noi qualche indecifrabile legame, rimangono con noi per sempre, diventano le strade, i vicoli, le fontane e le piazze della città interiore della nostra memoria. Noi, tutte queste cose, le apprendiamo assieme a lui.

«E poi, comunque vada, è pur vero che del tempo che ci è concesso noi facciamo un solo uso: lo perdiamo, non sappiamo fare altro che perderlo, e tutto il lavoro della nostra coscienza, con i suoi ricordi e le sue falsificazioni, è una minuziosa e disperata ricerca del tempo perso, e se qualcuno ci trasmette qualcosa prima di andarsene, non siamo venuti al mondo per scioglierne gli enigmi, ma per conservarli intatti, e trasmetterli a nostra volta ancora più incomprensibili di quando li abbiamo ricevuti.»
Profile Image for Frabe.
1,200 reviews56 followers
May 4, 2019
Roma, ambientazione stimolante. Due poeti, Metastasio e Amelia Rosselli, sereno l'uno, tormentata l'altra. Un fotografo, Arturo Patten, e un critico letterario, Cesare Garboli, due intellettuali generosi. Uno scrittore, Emanuele Trevi, molto capace. Un buon libro, una buona lettura.
Profile Image for Davide Bianchera.
70 reviews9 followers
August 21, 2019
.. quanta arte con l’anima in questo scritto.. Roma, Metastasio,Tarkoskij, Arturo Patten,Amelia Rosselli, Cesare Garboli.. alcuni di loro non li conoscevo , ma Trevi mi ha dato la chiave per entrare nei loro piccoli-grandi mondi .. grazie
Profile Image for Giovanna Tomai.
407 reviews5 followers
December 17, 2019
Bellissimo.
Ricco di poesia, difficile, letterario, critico, tra sogno e favola, appunto.
Profile Image for Elalma.
901 reviews103 followers
December 8, 2025
Una formula che amo, quella di mescolare il piano personale di vita narrata con quello delle opere e delle vite di artisti e scrittori incontrati. In particolare già l’incipit in cui si incontra un vecchio cineclub in cui si proietta Stalker, film molto amato, oppure dove si parla di Metastasio e del sonetto che dà il titolo al libro mi rendono la lettura particolarmente piacevole. Anche a me piaceva tanto Metastasio in un’epoca in cui era considerato un giullare di corte un po’ vacuo, si vede che ho la stessa età dell’autore e che sono stata giovane negli stessi anni.
Profile Image for Giuls (la_fisiolettrice).
186 reviews29 followers
April 18, 2021
“Tutto il tempo è perso e di tempo perso sono fatte le piume delle ali degli angeli custodi, i corpi sottili che vegliano sul sonno, i lumi che rischiarano la strada quando è troppo tardi per tornare a casa.”

Le prime fragole di stagione, la pizza bianca calda con la mortadella la domenica mattina, l’odore della terra dopo la pioggia, un ballo ad occhi chiusi su una musica sconosciuta quando i respiri si fanno vicini e i cuori battono insieme, la città da una prospettiva diversa e le mille luci che la popolano, le piante di pomodori alte fino al soffitto e quel sapore così buono che li mangeresti a grappoli, un’amaca che ondeggia in un pomeriggio afoso di maggio, il sapore forte di un rum invecchiato bilanciato da un cioccolatino fondente in un locale sperduto tra i vicoli di Roma con due panchine tra i palazzi e il rumore dei tacchi sui sampietrini.

Ma le ho vissute davvero queste cose? Certe volte ho come l’impressione di non riuscire più ad afferrare alcuni ricordi.
Esistenza. Sogni e favole scambiati per realtà.
“Tutto è menzogna.”

In questo romanzo le vite di Arturo Patten, Cesare Garboli, Amelia Rosselli s’intrecciano con quella di Trevi che indaga su Metastasio, autore del sonetto “Sogni e favole io fingo” e ci guida in una Roma dal sapore autentico che solo uno sguardo intenso può cogliere, splendore e decadenza, realtà e allucinazione.

Emanuele Trevi esplora l’esistenza servendosi dell’arte e viaggiando nel mondo delle dicotomie: realtà e sogno, coscienza e inconscio sono parti complementari della natura umana. Inquieta e sempre alla ricerca di qualcosa da imparare poiché effimera, una vita non basta per soddisfare tutta la nostra curiosità. Il tempo è sovrano e ci comanda con potenza ineluttabile.
Profile Image for Roberto.
366 reviews41 followers
February 13, 2022
Dell'arte vera e di quella mancata

Questo libro è particolare. Non è un saggio, ma parla di personaggi reali e superbi dei tempi andati, sia antichi che recenti, con intimità e ammirazione. Non è un romanzo, ma ci porta per mano tra sentimenti personali e luoghi dell'anima. E' un'esperienza, un guardarsi dentro guardando altrove, è vivere limiti e contraddizioni proprie mentre ci si confronta col passato, la storia, l'arte. Un libro diverso.

Sono almeno due le chiavi di lettura che ho vissuto nel leggerlo. La prima è quella di testimone d'arte. Il letterato Metastasio, il fotografo Arturo Patten, la poetessa Amelia Rosselli, il critico Cesare Garboli sono raccontati con affetto e partecipazione, conoscenza di prima mano e umanità. Viaggi irripetibili nella follia che diventa arte sublime e inarrivabile mentre si confronta con la vita che comunque muore.

Ma la seconda, in qualche modo più dolorosa, è il viaggio nell'anima di chi scrive. Che ammira quella follia pur non riuscendo a condividerla. Che vive un gradino sotto, e vive consapevolmente così anche le proprie aspirazioni. Ha competenze e passione, ma non il dono. Soffre di ciò, e genera malinconia, luce triste che non permette di amare se stesso e finanche la sua Roma sublime e decadente.

Un libro molto sentito, dunque, che oltre a dare mille esempi su come l'arte vera nasca e si esprima nel tempo grazie a personaggi fantastici al di fuori del consueto, ci racconta anche di come, a volte, ciò non accada. Per quanto capaci, per quanto appassionati e ligi. Di quando il proprio destino, che pure potrebbe, non riesce a spiegare le sue ali e resta lì. Tristemente, se te ne rendi conto. Sogni e favole, appunto.
Profile Image for Benedetta Ventrella (rienva).
224 reviews47 followers
March 2, 2019
"Sapienziale". Aggettivo che mi fa pensare a un modo - certo molto povero - per descrivere la scrittura di Emanuele Trevi. Sapienziale perché, nella sua bellissima prosa, circolano e dominano frasi che contengono forme di conoscenza breve ed essenziale, elaborate dopo anni e - così pare a me lettrice - dopo molto rimuginare. Sogni e favole fa pensare a Sebald per l'andamento solo apparentemente casuale, proprio di una conoscenza raminga, nomade, di chi cammina tra le piazze barocche di Roma come vaga tra le idee, le amicizie, le forme di ammirazione e venerazione. L'arte, sembra dirci Trevi, quando non è "prodotto", potenzia la vita, ma sogno e favola rimane tutto.
Profile Image for Cristina.
63 reviews48 followers
February 29, 2020
Quando ho iniziato a leggere Sogni e Favole non ero così convinta. Non avevo capito bene la trama, non conoscevo l'autore e nessuno dei personaggi citati sulla quarta di copertina (lo so, sono ignorante), però la recensione di "orsodimondo" su Goodreads era bella (se non la smetto di leggere le sue recensioni tra poco sarò sommersa di libri), era l'ultimo della mandata della biblioteca di febbraio da leggere e quindi mi sono tuffata. Le prime 25 pagine (e non è uno di quei libri che leggi tutti d'un fiato, richiede concentrazione su ogni periodo) mi hanno lasciato perplessa. Se c'è una cosa che mi infastidisce sono gli autori che si prendono esageratamente sul serio e, specie in un primo momento, ho avuto l'impressione che Emanuele Trevi si prendesse enormemente sul serio (sotto metto un esempio di periodo che mi ha irritato da morire).

"Le persone come me riescono a percepire con un'intensità quasi dolorosa la bellezza di ogni minimo dettaglio della vita, il loro senso estetico è ridestato da qualunque minuzia, non hanno bisogno di accordi solenni e cappelle sistine, proprio perché una parte di loro rimane sempre addormentata, non partecipa, non desidera."

Anche meno, eh.

Insomma, a pagina 25 ero tentatissima di mollarlo. Ma ero sul treno, non avevo alternative, il libro è, tutto sommato, breve, non me la sono sentita. E ho fatto benissimo.
Probabilmente, di base, Emanuele Trevi si prende in effetti un po' sul serio. Però è sufficientemente saggio da spostare il focus sulle persone meravigliose che ha incontrato e che racconta in questo libro. Non c'è una vera e propria trama, io l'ho percepito come una sorta di vagabondaggio/itinerario a toccare alcuni punti fermi di una vita. Come quando nelle guide turistiche vedi quelle cartine con dei puntolini segnati, i luoghi da visitare, e una linea che li percorre, che ti guidi al modo più logico di visitarli. I puntolini, in questo libro, sono scrittori, poeti, fotografi, critici, che Trevi ha incontrato a lungo le vie romane. Roma è, a tutti gli effetti, il personaggio aggiunto, e chi mi conosce sa che io amo Roma oltre ogni logica, e ci ritorno tutti gli anni, almeno un paio di fine settimana, ogni occasione è buona, e questo libro mi ha dato degli spunti incredibili, spunti che magari poi non seguirò, perché quando sono a Roma di solito mi limito a camminare, da un posto all'altro, senza farmi particolari domande, ma la piazza che sembra un proscenio, decisamente, non posso perdermela.
Il personaggio su cui maggiormente viene mantenuta l'attenzione è Arturo Patten, il fotografo. Io non lo conoscevo, ma il ritratto di Andrea Camilleri, per cui sono ancora in lutto, è di una bellezza abbastanza deflagrante, e quando racconta della fame di bellezza e di dettagli con cui Arturo si aggirava per la città io mi sentivo commossa (peraltro ho ascoltato pochi giorni fa su youtube Camilleri parlare di Simenon, bellissimo, risentire la sua voce mi ha dato i brividi).
Proverò a raccontare la sensazione che mi ha dato leggere di questi personaggi. Io non sono un'artista, non ho nemmeno mai aspirato ad esserlo, e non sono un genio. Una volta interiorizzata questa certezza, uno dei piaceri più grandi che mi capitino, come lettrice (ma anche come spettatrice, etc, però la mia dimensione è il libro, per cui mi concentro su quello), è incontrare grandi artisti e grandi geni, è quanto di più vicino alla genialità io possa aspirare a provare. Ecco, mentre leggevo di queste persone avvertivo chiaramente la loro differenza da me, la mia inferiorità (non assoluta, io magari sono un'ingegnera migliore di loro, non mi voglio denigrare troppo :D) e non era una cosa da cui mi sentissi sminuita, ma una cosa da cui mi sentivo arricchita. Un po' quella sensazione che provi quando pensi, preferisco sentirmi un po' stupida in mezzo a persone intelligentissime, che intelligente in mezzo a persone stupide (ovviamente a volte poi bisogna sentirsi solo a proprio agio, ma insomma, penso di aver reso l'idea).
E poi c'è il sonetto di Metastasio a percorrere tutto il libro, e anche lì, io non leggo mai poesia, perché faccio fatica a capirla e apprezzarla, da sola. Avete presente quando a scuola tutti si lamentavano perché spiegavano le poesie? Per me è il contrario, una volta che qualcuno di cui mi fido, letterariamente parlando, mi "media" una poesia, io l'apprezzo di più. Forse questo significa che non sono una persona molto intuitiva o profonda, ma a 34 anni posso anche accettarlo, e ben venga chi mi spiega e mi fa conoscere una bella poesia. Quindi niente, questo è un bel libro, un libro che fa da tramite per altri libri, un libro con del cuore, e anche scritto bene, un libro che mi ha fatto sentire più ricca!
Profile Image for Gianni.
392 reviews50 followers
February 29, 2020
C’è un che di straordinario quando le nostre letture in qualche modo si intersecano, specie se avviene con una magica sincronicità. Ho letto da poco La morte di Ivan Il’ich, di Tolstoj, e mi è rimasta impressa la riflessione di Ivan quando inizia a maturare la consapevolezza della fine, ”Quell'esempio di sillogismo che aveva imparato nel trattato di logica di Kizeveter: Caio è un uomo - gli uomini sono mortali, quindi Caio è mortale - gli era parso, in tutta la sua vita, giusto soltanto nei riguardi di Caio, ma mai nei riguardi suoi. Caio era un uomo, l'uomo in genere, e il sillogismo era perfettamente giusto: ma egli non era Caio, né l'uomo in genere;”
Ed ecco che quel pensiero ritorna in Sogni e favole, quando Emanuele ragiona sulla ”solitudine degli esseri umani”, sul fatto che ”ognuno se la deve cavare da solo, le misure dell’oscurità che lo circonda sono sempre puramente immaginarie e valide solo per lui; c’è questo limite oltre il quale non ha più senso ritenere di comprendere o di essere compresi.” e sulla capacità e sensibilità del suo amico Arturo di racchiudere in un ritratto fotografico l’essenza di un individuo: ”Quello che Arturo cercava di rappresentare in un ritratto, o apprezzava in un maestro, era l’individuo in senso assoluto, quella porzione irriducibile di vita concreta che si sottrae ad ogni forma di genericità, che vale solo per chi la vive, e che fa di ogni essere umano il primo e l’ultimo della sua specie, […] La forma particolare di saggezza che attribuiva a un buon ritratto era la stessa che aveva ispirato a Tolstoj la pagina in cui Ivan Il’ich ragiona sull’abissale differenza tra imparare a scuola che tutti gli uomini sono mortali e capire che, in quel dato momento, a tirare le cuoia è proprio lui.”
Questa ”porzione irriducibile di vita concreta” viene letta e raccontata da Trevi con occhio sensibile, partecipato e mai giudicante, delicato quando parla di disagio psichico e di AIDS, attingendo alle proprie esperienze maturate anche a contatto con persone di grande spessore umano e culturale, come il fotografo Arthur Patten (Arturo), il critico Cesare Garboli o la poetessa Amalia Rosselli, in un libro che è un po’ memoir, ma anche saggio e romanzo, in cui si mescolano letteratura, cinema, fotografia, pittura, in uno sfondo sociale e politico che parla degli anni ’80. Il tutto a partire da un sonetto di Metastasio, poeta di corte ”lì a servizio, sfornando sogni e favole, melodiose consolazioni per il sovrano e la sua corte di boriosi deficienti. […] Il numero uno, l’inimitabile, il più irresistibile pifferaio magico in circolazione per l’Europa”, che piange, partecipa e si emoziona per ciò che scrive, ”del mal che inventai piango, e mi sdegno”, ma allo stesso tempo è consapevole della finzione, ”favole son; ma quanto temo, o spero, tutto è menzogna, e delirando io vivo!”
Profile Image for Nicoletta - Mrs Hats.
163 reviews15 followers
November 2, 2021
Sogni, e favole io fingo; e pure in carte
mentre favole, e sogni orno, e disegno,
io lor, folle ch'io son, prendo tal parte,
che del mal che inventai piango, e mi sdegno.
Ma forse, allor che non m'inganna l'arte,
piú saggio io sono? È l'agitato ingegno
forse allor piú tranquillo? O forse parte
da piú salda cagion l'amor, lo sdegno?
Ah che non sol quelle, ch'io canto, o scrivo,
favole son; ma quanto temo, o spero,
tutto è menzogna, e delirando io vivo!
Sogno della mia vita è il corso intero.
Deh tu, Signor, quando a destarmi arrivo,
fa ch'io trovi riposo in sen del Vero.


Prometteva molto bene questo libro e ha effettivamente mantenuto le promesse. Mi ha ricordato E i volti, amore mio, leggeri come foto di Berger, quest’ultimo forse più intimo, più articolato e universale, quello di Trevi più lineare e più personale, in alcune parti (soprattutto centrali) forse un po’ troppo. Ma è uno di quei libri che ampliano le possibilità di comprensione oltre che di conoscenza, e non si può che esserne grati. Bellissima la rivelazione che l’idea centrale del libro sia una eredità, un passaggio di consegne (e chissà quali altri, cui accenna, ad altri “eredi”). Idea, il tema sviluppato dai versi di Metastasio che offrono questo bel titolo, estremamente affascinante che procede in un incedere sia fisico che metafisico, sia spaziale che temporale e tocca infinite meraviglie (iniziando da Stalker di Tarkovskij) con pagine folgoranti e una prima parte veramente deliziosa.
Perché proviamo passioni per la finzione artistica al pari di quelle della vita reale, pur sapendo che sono finzioni, inganni? Perché niente come l’arte, che è finzione, vista con occhi teopletti è capace di scandagliare il mistero della vita.

“Devo dire che col passare degli anni il sentimento di vivere in un sogno si è fatto sempre più forte. E di conseguenza i versi di Metastasio sono risuonati in me con il timbro inconfondibile che possiedono solo le grandi intuizioni, le scoperte supreme. E poi, l’idea di scrivere il libro di un altro a un certo punto mi è sembrata la maniera migliore di impiegare il mio tempo. Volevo tentare un ibrido tra il saggio e la seduta spiritica: due nobili arti passate di moda. La verità è che incombe sempre sul vivo il compito di battere un colpo.
Il tavolino tarlato traballa sulle sue zampette, ma dalle vaste, incommensurabili plaghe del passato, come da un deserto dei tartari fatto di tempo anziché di spazio, non arriva che un ironico silenzio. Metastasio o Garboli, tutti i morti finiscono per assomigliarsi. Sono evasi dal sogno, si sono risvegliati nella verità. Non hanno più bisogno di rigirarsi per le mani nessuna poesia come fosse una bussola, una traccia, una corona d’aglio da appendere alla porta per tenere lontani i vampiri.”
Profile Image for Aronne.
235 reviews2 followers
November 3, 2020
" la morte crea immediatamente una memoria incompleta, la persona morta è come il frammento di una statua antica a cui mancano la testa o entrambe le braccia"

Nella sua essenza più profonda, la poesia è la forma suprema della poesia.

La natura umana non si rispecchia mai, se non superficialmente, in un prodotto finito

Intenso, un viaggio attraverso la cultura italiana e non, partito da una sala cinematografica e terminato a Parigi.La storia di un'amicizia iniziata al termine di stalker, passeggiando per le vie romane alla scoperta di sé e di monumenti nascosti.
Profile Image for Kovalsky.
351 reviews36 followers
April 25, 2021
Un libro per amanti della cultura a 360 gradi. Letteratura, cinema, poesia, arte, fotografia. Eredità storiche di personaggi poco conosciuti, per lo meno per me, e che giustamente meritano il loro tributo.
Sicuramente un lavoro molto prezioso quello di Emanuele Trevi.
Profile Image for LauraT.
1,390 reviews94 followers
August 11, 2019
Also ***1/2
"Tutto il tempo è perso e di tempo perso son fatte le piume delle ali degli angeli custodi, i corpi sottili che vegliano sul sonno, i lumi che rischiarano la strada quando è troppo tardi per tornare a casa"

Bel libro su Metastasio, la figlia di Rossetti e Arturo, fotografo morto di AIDS. Bel libro su noi ...
Profile Image for Erictò.
23 reviews4 followers
November 1, 2021
"Ogni opera manifesta la vita, e la vita è una malattia, l'opera è l'ombra del malato, la sua secrezione, la sua macchia umana. L'opera è un volto, una sindone."
Profile Image for Lorenzo Appiani.
91 reviews3 followers
August 31, 2020
"Ma lui era troppo intelligente per ignorare che non è nelle cose che abbiamo portato a termine che sopravviviamo veramente. La natura umana non si rispecchia mai, se non superficialmente, in un prodotto finito - perché è inquieta, ficca il naso dove non vede bene, vive nell'illusione che ci sia sempre qualcosa d'altro da interpretare. E se c'è una possibilità di durata di ciò che siamo stati, una prosecuzione (anch'essa effimera, si intende) del nostro destino oltre il limite naturale della morte, ebbene, noi sopravviviamo in tutto quello che non siamo riusciti a fare, nel tempo che non ci è bastato, nei rimpianti, nelle imprese interrotte."
Profile Image for Paolo Barletta.
29 reviews3 followers
October 30, 2021
*Era una felicità, ma anche un dolore, perché non c’è desiderio che, per durare nel tempo, non sia fatto di frustrazione e di fallimento.*

*Un rumore di foglie nel vento, lo sguardo di certi animali, l’effetto di certi odori… ognuno ha i suoi modi, i suoi piccoli strappi nel tessuto resistente dell’abitudine e della necessità.*

*Ma lui era troppo intelligente per ignorare che non è nelle cose che abbiamo portato a termine che sopravviviamo veramente.*

*Tutto il tempo è perso e di tempo perso sono fatte le piume delle ali degli angeli custodi, i corpi sottili che vegliano sul sonno, i lumi che rischiarano la strada quando è troppo tardi per tornare a casa.*
Profile Image for Stefano Marino.
64 reviews5 followers
January 11, 2020
Che sarebbe pure un 4,5: è un libro con alcuni passaggi di rara meraviglia.
Profile Image for Marco.
1 review
July 18, 2021
Commovente. Peccato che durante gran parte della lettura c’era il mio ragazzo che sproloquiava su Wanda vision e cazzatine varie
Profile Image for Giulia.
18 reviews
January 11, 2022
“Gli sembrava di veleggiare verso una meta che poteva raggiungere solo sfruttando abilmente la forza di un vento contrario”
Profile Image for Bobparr.
1,150 reviews89 followers
July 3, 2021
Arturo Patten, Cesare Garboli, Amelia Rosselli, Metastasio: tre persone minori - nel senso di poco famose al grande pubblico - più una maggiormente nota per chi si intenda di melodramma, per me tutti completamente sconosciuti. Trevi intreccia storie e lo fa con un bell'uso della lingua e della memoria, della geografia non solo fisica, ma anche per cosi' dire intellettuale.
Non è facile destreggiarsi con queste tre storie, partendo da un sonetto di Metastasio.
Sonetto che tuttavia non riesco a penetrare, non lo vedo cosi' deflagrante, non mi piace neppure per la sua cadenza caratteristica - del 1733 - non entra da nessuna parte nelle mie corde.
Quindi mi è piaciuto leggere le riflessioni di Trevi, ho ovviamente apprezzato qualsiasi riferimento a Tarkovskij, ma non mi sono strappato i capelli per l'intensità della prosa.
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