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La vita dispari

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Paolo Colagrande compie un prodigio, perché in queste pagine – dove Gianni Celati incontra Woody Allen – il godimento vivissimo di una scrittura straordinaria va a braccetto con un’allegria contagiosa. La «vita dispari» è quella che – ridendo di noi stessi – conduciamo tutti noi a qualsiasi età quando tentiamo di indovinare la parte mancante delle cose.

Buttarelli legge il mondo come un libro a cui mancano le pagine pari o, se ci sono, rimangono indecifrabili. La sua vita, oscurata per metà e ristretta nello spazio elementare di una stanza e di una strada, è un tragicomico susseguirsi di inciampi e di intuizioni, di vessazioni e di casualità. Quando Buttarelli scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere, per tentare di fare un po’ di chiarezza o forse per aumentare la confusione, la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all’insegna del paradosso: la silenziosa guerra con la preside Maribèl, la passione per Eustrella, il fidanzamento simultaneo con otto – otto – compagne di scuola, gli strambi insegnamenti esistenziali impartitigli dal padre putativo, il matrimonio con Ciarma, l’infatuazione per una certa Berengaria. «Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza più il sentiero tracciato, e allora era più prudente tornare indietro». Il mondo, visto dagli occhi di Paolo Colagrande, è un posto in cui l’uomo è stato messo per sbaglio. O per far ridere qualcuno che, di nascosto e da lontano, lo sta osservando.

288 pages, Hardcover

First published January 29, 2019

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About the author

Paolo Colagrande

10 books3 followers

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5 (5%)
Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for piperitapitta.
1,053 reviews472 followers
June 28, 2019
Malevolenza cosmica

La vita è dispari, sicuramente non pari, lo si deduce dal modo in cui Buttarelli (che poi è il protagonista raccontato degli eventi) sembri essere predestinato a cogliere sempre il lato sinistro delle cose.
Ironia della sorte, o solo conferma (se capite cosa intendo, per usare l’intercalare caro al nipote del Gualtieri - del Buttarelli amico - che ce ne racconta gesta e leggenda, nonché il mito mediopolitano), considerando il fatto che Buttarelli, a causa di un’insolita inabilità, riesce a leggere solo la pagine di sinistra di libri e quaderni.

Siamo in un Novecento maturo, ed è così che il nipote del Gualtieri, in un crescendo che potrebbe sembrare rossiniano (se non fosse che della parabola ne comprendiamo sì l'ascesa, ma anche la discesa) dal tono e dagli eventi ora surreali, ora umoristici, in qualche frangente anche tragici - perché l'uomo dà il suo meglio come l'oliva, cioè quando è schiacciato, sono parole del nipote di Gualtieri, non mie - ci narra le vicende del Buttarelli prima bambino, poi adolescente, infine adulto, insieme a quelle dei personaggi, altrettanti surreali e farseschi - Maribèl, l'Eustrella, l'Ottilia, Ciarma Schwartz, Bioli e Berengaria (mancano la vedova Buttarelli e Fulgenzio e poi l'universo del cefalopede Buttarelli è pressoché riprodotto nella sua interezza), - che le di lui vicissitudini si trovano a incrociare e a condividere lungo (e nei pressi) la strada Furio Muratori; lì dove, più o meno, tutto accade e spesso si compie, non so se mi spiego.

La scuola, a leggere in rete, sembra essere quella di Celati (che però non ho mai letto, dunque non azzardo paragoni), mentre per certi versi ho trovato qualche affinità con il Paolo Nori del suo blog (un po’ meno con l’unico suo romanzo letto, che mi era piaciuto un po’ meno).
Che il Colagrande, un po’ come il Buttarelli con i numeri, abbia fatto virtuosismo della sua abilità con le parole, non lo dico certo io ma appare evidente, anche se tutto questo virtuosismo a tratti funambolico, sempre a tratti mi ha annoiata, più che annoiata portata a chiedermi dove stessimo andando e a fare cosa, salvo risalire in picchiata (ma si risale “in picchiata”?) verso vette in cui lo sghignazzare si fa convinto e quando non si sghignazza ci si ferma a riflettere, e l’abilità, non solo quella del cruciverbista estremo (ludolinguista, apprendo si dica da Wikipedia - e mi vengono in mente anche Stefano Bartezzaghi e Alessandro Bergonzoni, ma non so), diventa cifra stilistica interessante al punto da destare ammirazione.
Dunque bravi tutti, Colagrande, Buttarelli, Gualtieri e anche il Bioli, forse ci si rivede lungo la strada Furio Muratori, perché pensandoci e ripensandoci questa Vita dispari, che lì per lì mi avevano spiazzata e destabilizzata, e la storia di Buttarelli e del suo (mancato) acclimatamento sul pianeta Terra, mi sono piaciuti più di quando ho terminato il libro, non so se rendo l’idea.

SIAMO LA RISPOSTA SBAGLIATA A UNA DOMANDA INCOMPRENSIBILE

Le parole suscitavano sempre una certa impressione, anche nel barista che pur aderendo alla corrente ideologica di mia nonna per cui Gualtieri era meglio annegarlo da piccolo, doveva ammettere che la frase aveva una sua profondità.
Si è saputo molto tempo dopo che l'aveva letta sulla copertina della dispensa di Fisica generale II di Buttarelli, intitolata Atomi ed energia.


Se vi va, queste sono le parole chiave del romanzo estrapolate da Google books.



Dio, che era ancora giovane e non sapeva controllare l'onnipotenza, nel buttare addosso al genere umano un'infinità di lingue ha usato una forza talmente esagerata che senza volere ha toccato il sistema nervoso centrale procurando un danno permanente ai cervelli. In maniera che adesso l'uomo, anche se poco alla volta ha imparato tutte le lingue semminate così acriticamente, è biologicamente incomunicativo; non per pigrizia o per scarso impegno ma perché c'è un'area del suo cervello rimasta offesa.Quindi per capire le cose è giusto affidarsi ai fenomeni, più che alle parole e alle frasi.
Gualtieri andava anche oltre, e diceva che sempre a causa di questa lesione permanente l'uomo non solo non comunica con i suoi simili ma neanche con il pianeta in generale, dove non è mai riuscito ad acclimatarsi. E la cosiddetta natura non è che gli è nemica o matrigna, solo lo considera per quel che è: un essere non addomesticato, ma meglio sarebbe dire sottosviluppato. E viene anche il sospetto che la svista di questo Dio inesperto sia più a monte, di natura logistica, quando ha impiantato qui il genere umano, ch einvece bastava un po' di attenzione per capire che era destinato a un altro pianeta, ma lui nell'impazienza non se ne è accorto o se ne è accorto tardi.
Ma guarda te cosa ho fatto, dice Dio rivolgendosi criticamente a se stesso mentre osserva l'uomo muoversi sul pianeta Terra e imitare il rombo, il toporagno, lanciare razzi nello spazio con dentro altri uomini. Va be' ormai teniamoli lì, avrà pensato questo Dio, visto che nel frattempo erano passati millenni. Poteva magari sterminarlo, il genere umano, per riparare l'errore, e c iha anche provato con la scusa che non stava in piesi, ma non c'è stato niente da fare perché l'uomo è anch euna macchina di sopravvivenza, e sopravvivere è forse il suo scopo sullaTerra. Il ragionamento però lo chiuderei qui, se siam tutti d'accordo.


Nella cinquina del Premio Campiello 2019, inizialmente tre stelle, ora tre e mezzo convinte.
Profile Image for lise.charmel.
528 reviews196 followers
August 8, 2019
Con il suo stile di scrittura colloquiale e apparentemente spiritoso Colagrande non mi delude mai. La vita dispari è la storia di un pover'uomo senza nulla di speciale (anche se sì, una patologia speciale ce l'ha), truffato dalla vita e dalla sua buona fede, costretto a una grigia infelicità permanente.
E' il mio terzo libro della cinquina Campiello 2019, una cinquina valida per ora secondo me e questo romanzo ci figura molto bene.
Profile Image for Cec.
38 reviews
July 31, 2019
Leggere questo libro è stato difficile per me, principalmente per lo stile - sembra un documentario con voce fuoricampo, scritto a quattro mani da Alberto Angela e Woody Allen. Non riuscivo a leggere molte pagine in una volta, ma alla fine posso dire che mi sia piaciuto. In certi tratti mi ha ricordato il Benni di Bar Sport e mi ha regalato delle grasse risate. Ho apprezzato moltissimo la costruzione dei personaggi, primo tra tutti Buttarelli, ma quelli secondari secondo me sono notevoli.
Profile Image for Roberto Buono.
105 reviews4 followers
May 17, 2019
La vita dispari, un romanzo unico nel suo genere, tratta della vita di Buttarelli, un ragazzo affetto da una patologia inventata per colpa della quale riesce a focalizzarsi solo su una parte del mondo (quella sinistra).

Le sue peripezie condiscono il libro che, però, a tratti si legge lentamente.

Molto utile è stata la partecipazione alla presentazione del libro. Attraverso l’intenzione dell’autore mi è stato possibile capire lo humor e lo spirito dell’opera, presenti attraverso una sottigliezza davvero peculiare.
Profile Image for Giulia Papalia.
346 reviews54 followers
October 28, 2019
Una lettura non troppo immediata. Colagrande fa digressioni continue, parlando come un flusso di coscienza, con sempre nuovi personaggi all’interno di una realtà sempre e solo monotona.
La storia racconta di Buttarelli, un bambino, ragazzo, uomo problematico la cui vita oscilla tra il tragico e il comico partendo da un’infanzia problematica con la direttrice Maribel che lo costringe a mangiare il cibo che lo disgusta, per continuare attraverso un’adolescenza in cui ha un bagliore “geniale” fidanzandosi contemporaneamente con otto compagne di classe ma che lo allontana dall’unica ragazza che desidera; arrivando ad un adulto il cui lavoro alienante lo rende in qualche modo libero e sereno in una vita “dispari”. In questo ambiente conosce Ciarma, sua futura moglie ma solo per soldi, con la quale divorzia dopo la tragicomica morte della vedova Buttarelli e il compagno Fulgenzio. È qui dentro tutta la vita, fino alla morte precoce, di Buttarelli, che si fida di un pazzo che si spaccia per dottore e che viene nuovamente internato nella casa di cura dalla quale era scappato, soggiogato dai ragionamenti dell’amico Bioli. Una sorta di Zeno moderno in cui ci possiamo riconoscere e del quale interiorizziamo le sfortune con empatia.
Una storia che ruota intorno al surrealismo di una vita che però racchiude in sé parte delle nostre, del nostro “leggere solo la pagina destra”, del nostro capire solo un risvolto della medaglia.

This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Una Specie Di Biblioteca .
42 reviews7 followers
April 15, 2019
Buttarelli, il protagonista tragicomico dell’ultimo libro di Paolo Colagrande, “La vita dispari”, aveva una visione della realtà solo parziale, a cominciare dai libri, di cui riusciva a leggere solo le pagine dispari; le altre, invece, gli apparivano indecifrabili, come fossero riempite di geroglifici sconosciuti. La sua storia, raccontata post mortem dall’amico Vilmer Gualtieri e poi trascritta dal nipote, è esilarante e piena di contraddizioni, e si sviluppa lungo un’unica via, strada Fulvio Muratori, popolata da personaggi malinconici, bizzarri e per questo indimenticabili.
Il grande regalo che ci fa l’autore è che non risulta affatto difficile rispecchiarsi in Buttarelli perché, nonostante le sue anomalie, è anche una persona comune, come forse sarete voi e come, senza alcun dubbio, sono io, che infatti, per quanto tenti disperatamente di vedere e comprendere tutto l’universo che mi si snoda attorno, non riesco a decifrarne che un piccolo frammento.
Se avete bisogno di ridere tanto, non vi resta che leggere questo romanzo.
Profile Image for SaraDurantini.
66 reviews3 followers
September 22, 2019
https://corsierincorsi.blogspot.com/2...

La vita dispari di Paolo Colagrande (Einaudi) tra i cinque finalisti del Premio Campiello 2019, è una storia che procede per ricordi, per suggestioni, per situazioni di vita avventurosa e talvolta fuori dall’ordinario ma anche per episodi alienanti. E' il ritratto di un personaggio inseguito dalla voce narrante (e, di conseguenza, anche dal lettore) dall'infanzia fino all'età matura. Tra atmosfere surreali e stranianti, vengono narrati episodi e accadimenti che dipingono, dapprima, i contorni sfumati e labili del protagonista Buttarelli, poi il suo carattere, il suo più profondo sentire conferendo alla narrazione un valore poetico appassionante.
Profile Image for mag.
77 reviews
March 8, 2020
Una sofferenza da leggere 😳 non vedevo l'ora di finirlo. Pochissimi i momenti in cui la storia mi abbia interessata e la mia mente sia riuscita a rimanere concentrata su quello che stavo leggendo...
Profile Image for Cristina.
186 reviews7 followers
April 1, 2024
Stelle 3,5.
Una storia bizzarra e surreale, ma piacevole, a tratti divertente e con un fondo di amara verità.
Ho ascoltato la versione audiolibro letta da Colagrande che sicuramente ha dato una maggior scorrevolezza alla narrazione.
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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