Con questa rosa di sette racconti Alessandro Fantini campisce il suo personale affresco di un mondo post-industriale infestato dagli spettri dell’eterna adolescenza e del narcisismo materialista. Un mondo la cui estetica dominante è quella di un erotismo “merceologico”, dell’egoismo esasperato fino alla distruzione di ogni principio di realtà. Dallo squallore barocco di “Amorgue”, ambientato nelle aule di una sordida università, allo humor surrealista di “Favola della buonanotte per la mia ernia inguinale”. Dalle divagazioni di “Moirè”, cronaca interiore di un avvocato senza nome tormentato dal ricordo del suo primo rapporto carnale, alla furia sessuale che scatena morte e liberazione in “Le Ciglia di Milton”. Dagli enigmi di una passeggiata notturna di “Fall Mò” in cui un pittore di provincia scoprirà la vera identità di un autoritratto incompiuto, all'orrendo mistero "lovecraftiano" che avvolge “La piccola stazione di contrada".