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Postvérité et autres énigmes

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Tout comme le capitalisme a été l’essence du XIXe siècle et les médias celle du XXe siècle, la postvérité serait-elle l’essence de notre époque ? L’arrivée de Donald Trump au pouvoir a considérablement changé le monde : elle a démontré que refuser la vérité objective était bien devenu une option politique crédible. Mais en quoi cette « postvérité » dépasse-t-elle le mensonge ? Maurizio Ferraris démonte ce concept pour en étudier tous les rouages et en comprendre le succès. Il décrit, avec l’exactitude et l’engouement qui le caractérisent, la façon dont le nouveau paradigme du vrai découle d’une rencontre : celle de la philosophie postmoderne avec la technologie internet, de la parole avec son média, de l’acteur avec son théâtre. Pour peu que la voix porte, chaque énonciation devient potentiellement vraie et, si la vérité est parfois décevante, voire frustrante, la postvérité est réconfortante. Jusqu’à ce qu’elle se confronte aux autres.

172 pages, Kindle Edition

Published January 16, 2019

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About the author

Maurizio Ferraris

124 books33 followers
Maurizio Ferraris (Torino, 1956) è un filosofo e accademico italiano.
Dal 1995 è professore ordinario di filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia (dal 2012 "Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione") dell'Università degli Studi di Torino.
Ha studiato a Torino, Parigi (prendendo un diploma d'études approfondies con Jacques Derrida alla Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales), all'Università di Heidelberg e insegnato in importanti università europee. Dirige la Rivista di Estetica ed è nel comitato direttivo di Critique, del Círculo Hermenéutico editorial e di aut aut. Dal 1989 al 2010 ha collaborato al supplemento culturale de Il Sole 24 ORE; dal 2010 scrive per le pagine culturali de la Repubblica. È inoltre editorialista per la Neue Zürcher Zeitung. Dopo aver scritto e condotto Zettel - Filosofia in movimento per Rai Cultura, dal 2015 conduce Lo Stato dell'Arte su Rai 5, dedicato all'approfondimento di temi d'attualità, politica e cultura.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Gauss74.
476 reviews104 followers
August 8, 2025
La cosa che rende veramente importante il comprare libri alle manifestazioni culturali, è che quasi per forza di cose vi si incontra l' attualità più stretta. Sono riflessioni, saggi, testi che riguardano il tema della manifestazione in oggetto, che sempre guarda all'oggi.

E l'oggi, soprattutto dal punto di vista filosofico è qualcosa di esplosivo, anche se molti non se ne rendono conto. Il mondo in cui viviamo è pesantemente condizionato da quella realtà parallela che è la rete: dove uomini e donne diventano account, le opinioni diventano post, la realtà diventa quel concetto oscuro, folle ed un po' assurdo che Maurizio ferraris chiama post-verità.
Il concetto di verità è svalutato, e non da oggi: la crisi del sapere scientifico legata alla nascita della meccanica quantumrelativistica ed agli irrisolvibili paradossi della logica risale alla prima metà del novecento; solo che il mondo della rete ci regala tali vette di ignoranza e stupidità da parere quasi comiche. Si mancherebbe di rispetto al dramma di Kurt Godel impazzito davanti al teorema di incompletezza, davanti a Werner Heisenberg col suo principio di indeterminazione se non al premio Nobel Bertrand Russell col suo paradosso, ma non si può non fare un impietoso parallelismo. il
mondo del ventunesimo secolo si è riempito di buffoneschi terrapiattisti, di vaccini che fanno venire l'autismo, di mancati sbarchi sulla luna e cose del genere.

Tutti noi sappiamo di cosa stiamo parlando, ma il punto è un'altro. E' lecito limitarsi ad un breve scandalizzarsi, a puntare il dito sullo stupido di turno oppure vista la portata del fenomeno forse è opportuno verificare se non ci sia dietro qualcosa di assai più serio? Maurizio Ferraris ha tutti i mezzi per porsi e rispondere a questa domanda. Ordinario di filosofia all' università di Firenze e presidente del laboratorio di Ontologia, ha guardato dentro l'oscuro concetto di postverità e ne ha tratto questo "postverità ed altri enigmi". Che è davvero una perla.
L'accademico fiorentino riesce a trovare infatti una sintesi perfetta tra rigore dei concetti con chiarezza e fruibilità espositiva: i suoi ragionamenti sono rigorosi ma comprensibilissimi, ed il libro è a tratti persino divertente, intriso di una bruciante ma spassosissima satira nei confronti dei tuttologi da tastiera di oggi. Per chi ha fatto dell' Ontologia il suo mestiere non è poco e per fortuna, perchè proprio della scienza dell'essere in quanto essere c'è bisogno per discutere di postverità.

L'idea di Verità si è confusa e guastata nel Novecento, a partire dalla crisi scientifica di cui dicevo sopra: ma l'avvento del postmoderno ha separato il concetto di vero (che appartiene al ragionamento umano) da quello di essere (che appartiene alle cose in sè): da qui a dire che la verità è una crezione esclusivamente umana e che non esistono fatti ma solo interpretazioni il passo è breve. L'avvento di internet che ha reso ogni utente protagonista di sè stesso insieme alla idea populista di questi giorni che uno vale uno ha fatto il resto. Da questo punto di vista la postverità è una verità separata dalle cose e disintegrata in tante opinioni tante quante sono le persone.

Ma c'è ben altro. Nessuno può credere che ci sia tanta gente così stupida da credere VERAMENTE che la terra sia piatta o che i vaccini facciano venire l'autismo. C'è dietro altro, ben più profondo. Una verità infragilita dal postmoderno non ha più a che vedere con il nostro approccio al reale (ci sono le cose che sono, ed i nostri pensieri che corrispondono a ciò che è sono veri): la postverità non ha a che fare con conoscere, ha a che fare con il riconoscimento. Il leone da tastiera che lancia slogan contro le case farmaceutiche o i poteri forti non sta svelando un inganno nè vuole davvero saperne di più: è semplicemente alla ricerca di una identità, del soddisfacimento dello sfogo della frustrazione che tempi come questi generano. Sempre più persone non si sentono nessuno, ed un like o l'appartenenza ad un gruppo definito ed agguerrito che si distingua dalla massa è sempre perlomento qualcosa. La postverità è quindi una verità infragilità, nuclearizzata e che ha tradito totalmente i suoi scopi. Che senso ha confrontarsi con persone di questo genere utilizzando argomenti, esempi e dimostrazioni? Sono persone alle quali ascoltare e conoscere non interessa. E' il riconoscimento della loro unicità quello di cui vanno alla ricerca.

Interessantissime sono le pagine che descrivono quale sia stata l'evoluzione economica e sociale che ha fatto da fondamento all'evoluzione del pensiero. Da un mondo di verità granitiche, solido e concreto come quello ottocentesco ed in particolare dei concetti marxisti di capitale, merce e plus valore, si è passati alla società dei consumi che supera la necessità della sopravvivenza fisica e che attraverso i nuovi media trasforma in merce anche l'intrattenimento (al pari dei postruisti, anche i televisionari degli anni settanta ed ottanta sono da osservare con occhio clinico) fino all' avvento della rete e dei social network che ha reso ogni persona un produttore di post e di postverità a tempo pieno e gratis, fatto salvo il riconoscimento fittizio che se ne riceve in cambio.

Ferraris nelle ultime pagine per poco tempo ed in maniera alleggerita fa il suo mestiere, ovvero ci parla di cio che è (ontologia) e di ciò che sappiamo (epistemologia), presentando una nuova e più moderna idea di verità come ponte tra essere e sapere, ma che si poggia sulle conoscenze tecnologiche e sul rigore del processo di verifica come legame irrinunciabile per restituire alla verità almeno una parte della sua ottocentesca solidità.

Chiudendo questo libro ho le idee assai più chiare rispetto a certe farsesche ma pericolosissime idee che girano per il mondo di oggi, anche se alcune perplessità, immagino per ragioni di divulgabilità restano. Mi sembra che il libro si focalizzi troppo sul concetto di tecnologia piuttosto che di scienza, e che sottovaluti il collasso delle sicurezze scientifiche che ha portato a tutto questo (collasso dal quale neppure oggi gli scienziati si sono ripresi del tutto).

Ma nonostante tutto il libro è sintetico, leggero, divertente, scorrevole e piuttosto utile.
49 reviews1 follower
April 16, 2026
Buenas tardes.

Que puedo decir, me encanta Maurizio Ferraris, me cae tan bien que difícilmente puedo ser objetivo, pero la tercera disertación de este libro tiene un potencial bárbaro. Así que, toda persona que lea esto tiene la obligación de leerlo.

Un saludo, y que tengan un buen día.
July 30, 2019
Si può dire che alla fine sono più confusa che persuasa?

Il fatto stesso che leggo e poi scrivo delle considerazioni che non vanno più solo ad accucciarsi tra gli altri commenti ad altri libri nella cartellina gialla sul desktop ma che non vedo il momento di pubblicare per dire la mia verità, mi definisce prodotto dell’epoca che sto vivendo agli sgoccioli della mia vita: nonostante sia figlia del novecento e di tutte le verità con cui continuo a interpretare la realtà ( si vedano a riguardo le mie filippiche politiche che introduco spesso in commenti a libri o il metro che uso per giudicare un testo) sono anche una che anela al “riconoscimento” : l’esserci a prescindere che le mie considerazioni siano appropriate o vere.

Onestamente però non sono convinta sempre di avere ragione, anche se questo sentirsi dalla parte della ragione è proprio di ogni singolo uomo.
Piuttosto “potrei avere ragione” e trovarla nel confronto: retaggio del novecento in cui non ci sono fatti ma interpretazioni che da interpretazione in interpretazione possono giungere a qualcosa di più vicino alla verità, anche se non valida per sempre?

Mi pregio di avere un account in facebucco e di usarlo solo per postare articoli di riviste o di quotidiani che interpretano da diverse angolature il fatto del giorno: non vi aggiungo considerazioni personali e men che meno dialogo con gli iscritti. Ma cosa posto? Articoli in cui mi riconosco perché mi fido di quegli autori che mi sembrano più simili a me più vicini alle mie idee: spero di fare da cassa di risonanza (con risultati penosi).
Quindi faccio parte di quello che Ferraris chiama epoca delle post-verità, volente o nolente.

In effetti, troppo azzardato mi è sembrato la sua dottissima similitudine tra il proletariato e il popolo del web che per lui ha realizzato l’utopia comunista: l’essere padrone dei mezzi di produzione e di essere, quindi, libero dalla catena di montaggio e di potere a suo piacimento, quando gli aggrada, usare tastiera, blog e produrre parole che venendo registrati diventano documenti: siamo alle rose visto che il pane ce l’abbiamo.
Ecco, a questo punto ho pensato che il professore vive in un ambiente dove il pane, anzi le brioches, non mancano e quindi non sa che cosa comporti la sua assenza. Quasi quello che pensai io sul finire degli anni ottanta: la povertà non esisteva più. Avevo un bello stipendio da professionista, leggevo La Repubblica ( Il Manifesto, mio giornale da sempre, alle 8 di mattina non era nelle edicole) e giocavo a quel giochetto sulle azioni che per un certo periodo veniva pubblicato non so più in quale pagina, avevo una bella casa ecc…Il fatto che la mia condizione economica fosse mutata mi induceva a negare l’altra realtà che non frequentavo più.

Si può dare il caso invece che il disoccupato, che non anela alle rose ma ancora al pane, nelle sue ore di ozio forzato vada a ingrossare le fila di questo nuovo proletariato e anzi, incazzato com’è, non solo non gliene frega niente se una notizia è vera o no piuttosto va dietro con tutto il suo rancore alle notizie più becere che lo aizzano a fare da cassa di risonanza contro il nemico di turno di cui si occuperà, a modo suo, colui che la facke news ha inventato o alimentato.
In soldoni: l’analisi e l’invenzione della mesoverità – frutto del rapporto centrale della tecnologia tra l’essere e il suo enunciato- non è peregrina.
Il fatto è che la conclusione mi sembra si riallacci alle teorie platoniche della Repubblica: un buon uso di questa mesoverità è nelle mani dei filosofi (non dice proprio così. L’ho stiracchiata un po’).
Profile Image for Gerardo.
489 reviews41 followers
January 8, 2018
Testo agile per chiarezza e completezza, nonostante sia un'introduzione a temi più complessi che vanno approfonditi in altra sede (i riferimenti sono numerosi e aiutano in tal senso). Inoltre, la penna di F. sa essere molto divertente (e anche velenosa), così da riattivare l'attenzione del lettore, che comunque viene posto di fronte a argomenti non facili.

Il testo va oltre il concetto di Postverità, il quale serve soltanto ad aprire un discorso ben più vasto (e interessante). La Postverità è una volgarizzazione delle teorie postmoderne: se le ultime mettevano in crisi il concetto di verità, la prima ha introdotto una nuova visione di verità: la verità alternativa, cioè una verità di un singolo che è tale soltanto perché ognuno ha il diritto di dire la propria. La verità alternativa acquista potere perché grazie al fenomeno della documedialità, può essere "registrata", espressa sotto forma di "documento" e resa virale sul web. Quindi, non resta nella mente o nelle parole del singolo, ma diventa un documento che può girare e acquisire consensi. La postverità fa sì che tutti possano confezionare la propria verità, poiché il postmoderno è stato letto in maniera superficiale, facendo credere alle persone che esistano solo interpretazioni.

Prima la verità cercava il consenso della comunità, come avveniva nelle religioni o nelle ideologie. Oggi, invece, il singolo basta a se stesso per affermare la propria verità.

Successivamente, Ferraris afferma che ci sono due scuole: quella dell'ipoverità e quella dell'iperverità. La prima afferma che l'Essere è legato al linguaggio, quindi solo attraverso al linguaggio si può accedere all'essenza e quindi alla verità. Così facendo, la verità è legata a un costrutto sociale qual è il linguaggio. Per l'iperverità, invece, l'essere esiste indipendentemente dalla presenza dell'uomo sulla Terra. Secondo Ferraris, bisogna superare queste visioni affermando che la nostra capacità di accedere alla verità dipende dagli strumenti che riusciamo a produrre per accedere alla verità stessa, sia concettuali che materiali.

Quindi l'Essere può essere espresso attraverso una teoria della conoscenza, ma ciò è possibile grazie alla mediazione della tecnologia. Inoltre, per Ferraris, la verità è qualcosa che va fatta: non solo bisogna verificare i fatti (cioè fare veri i fatti), ma anche prendersi la responsabilità di rendere pubblica la verità attraverso la produzione di documenti. La verità, purtroppo, non esiste di per sé: va affermata e difesa, impegnando così l'individuo.
Profile Image for roze dump.
7 reviews1 follower
January 26, 2023
Avvicinandosi al tema della postverità (importantissimo da capire non a livello superficiale, soprattutto nell’epoca in cui viviamo) trovo che questo sia il libro perfetto.
Oltre a spiegare argomenti e tesi complesse, radicate nelle sfaccettature delle filosofie del secolo scorso, con immensa scorrevolezza e chiarezza, Ferraris riesce a catturare l’attenzione e far capire quanto il fenomeno della postverità non sia solo espressione degli stupidi idioti che non hanno mai aperto un libro, ma che abbia fondamenti proprio nell’essere puro della specie umana.
Penso sia molto più utile scegliere di leggere un libro del genere, che sviscera l’argomento, piuttosto che interfacciarsi con la postverità unicamente attraverso testi che la descrivono limitandosi alla sua diffusione negli ultimi decenni.
Davvero ottimo libro, anche se spesso Ferraris si accanisce contro il postmoderno in un modo un po’ esagerato, che non condivido, ma comunque ci sta dal suo punto di vista ed è coerente con la sua tesi, he got the point ma avrebbe potuto dirlo in modo un po’ meno esplicito.
Profile Image for Louise Iratchet.
37 reviews
February 18, 2024
Un livre très interessant qui revient sur la genèse d'un nouveau concept. L'analyse est fine et très compréhensible pour un lecteur lamda.
Profile Image for Giulia Delaini.
8 reviews1 follower
August 23, 2022
Testo letto per stesura tesi: una buona base per iniziare a riflettere su una definizione univoca di post verità è sulle condizioni e rivoluzioni sociali che ad essa hanno portato.
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