Evelina "Lina" Fontana ha tutto ciò che si potrebbe desiderare: vive in un bellissimo appartamento a due passi dal Duomo di Milano, ha una macchina tutta per sé, la sua migliore amica è un angelo custode e ha abbastanza denaro da potersi permettere qualunque cosa. È per questo che, dopo il diploma classico conseguito a fatica, ha deciso di non proseguire gli studi… né, per inciso, di trovarsi un lavoro. Per quello bastano i genitori, no? Che bisogno c’è di un’altra persona lavorativamente realizzata quando ci sono già loro a occupare tutte le luci della ribalta? Per questo Lina vive solo all’insegna dello shopping, delle serate nei locali più in voga della città e, quando è a casa, dei suoi romanzi harmony e dei bozzetti che le piace tanto disegnare. I suoi genitori, però, hanno in serbo qualcosa per lei: stanchi degli eccessi e della mancanza di ambizioni della figlia, Annika e Gabriele decidono di spedirla nella vecchia casa di montagna della nonna, venuta a mancare da qualche anno. Lì Lina dovrà cavarsela da sola: spese, pulizie, responsabilità… tutto graverà sulle sue spalle fino a Natale, lasso di tempo concesso dai genitori per dimostrare che può badare a se stessa come sostiene. Per Lina è un duro colpo: non solo l’idea di lavorare come cameriera la repelle, ma nemmeno quella di trascorrere mesi in casa di nonna Evelina, dove ricordi e sensi di colpa sono sempre in agguato, le va granché a genio. Però non ha scelta: se vuole riottenere i suoi privilegi, è costretta a partire per quel paesello con meno di mille anime, dove il telefono non prende e i negozi sono una vera utopia. Lì conosce le tre strambe nipoti di Clarissa, proprietaria della tavola calda dove si guadagnerà da vivere, e Oliver Bruno, arrogante guida alpina sempre da quelle parti. Tra i due è antipatia a primo impatto: troppo diversi per prendersi, appartenenti a realtà troppo lontane perché un vero contatto sia possibile… ma forse sarà proprio Oliver ad abbattere i muri che Lina si è costruita attorno, a dimostrarle che il lieto fine si ottiene lottando con fatica e, forse, ad arrivare dritto dritto al suo cuore di ghiaccio. Perché certe persone entrano nella nostra vita all’improvviso, inaspettatamente… ma soprattutto senza fare rumore.
Benvenuti fanciulli in questa nuova e primissima recensione sul blog per questo 2021. Iniziamo parlando di un’autrice già presentata su questi schermi attraverso le sue opere Fantàzia’s Carnival e Chiamatemi Sfortuna. Da qualche tempo avevo espresso il desiderio di leggere una sua opera antecedente a quelle sopra citate, per capire il percorso della cara Yumi, sia a livello stilistico che strutturale. Questo libro dimostra che quando una persona ascolta i consigli costruttivi, può solo che migliorare. Come accennato all’inizio di questo articolo, oltre ad approcciarmi in una precedente pubblicazione dell’autrice, ho chiesto di visionare qualcosa che esula il genere urban fantasy, comfort zone ampliamente dimostrato. Ecco che ci ritroviamo in un connubio micidiale, una combo letale….ok non voglio spaventarvi e vi lancio subito la bomba…Senza fare rumore è un romanzo rosa applicato al contesto natalizio e ciliegina sulla torta, possiede una buona dose di ironia impiantato nel DNA della nostra protagonista grazie ai più bei strafalcioni della storia. Fiuuu tutto di un fiato!!!
[Non ne potevo più di sentirmi ripetere quanto l’esistenza che conducevo fosse inutile e superficiale: sapevo anch’io che non avrei vinto un Nobel per la scienza o realizzato qualcosa che mi avrebbe fatto finire in un libro di storia, ma a me stava bene così. Mi bastava essere ricordata come La Ragazza Che Non Sbagliò Mai Un Outfit.]
La nostra protagonista è Evelina (per tutti Lina) una ragazzina tutto snob, capricci e shopping compulsivo con i soldi dei genitori; concentrata solo su se stessa e in apparenza tutto fumo e niente arrosto. Questo concentrato di “coerenza adolescenziale da figlia di papà” porterà a conseguenze molto gravi: la mancanza di certezza verso il futuro della ragazza e l’effettiva non curanza da parte di quest’ultima sui propri obiettivi oppure ambizioni. L’unica certezza per la ragazza sono i suoi numerosi vestiti in una cabina armadio grande quanto la mia casa, e le chiacchierate tra amiche a suon di gossip e frecciatine. Lo shopping compulsivo colma il quadro già critico della situazione.
I genitori stremati da tale comportamento infantile, decidono di giocarsi la carta più infida e spinosa, portando Lina a dover prendere pochi bagagli e lasciare la propria casa, destinazione: Madonna di Campiglio presso la casa della nonna Evelin Junior venuta a mancare qualche anno prima. Cosa vuol dire? Quattro mesi lontana da tutti i comfort e distrazioni, dedicandosi alla casa incustodita e prendendo impiego come cameriera presso una conoscente di famiglia. PANICO!!!
[Quattro mesi reclusa in quel paesino di montagna che raggiungeva le mille anime solo includendo orsi e caprioli nel censimento annuale? Quattro mesi in casa Evelina Senior, dove i suoi ricordi erano ancora freschi e pronti a sferrare mazzate quando meno me l’aspettavo? Quattro mesi a servire birre e panini in un’orrenda bettola che cadeva a pezzi?] . Recensione completa: https://unteconlapalma.com/2021/01/04...
Ormai è d'obbligo possedere ogni libro di Yumi. Questa autrice non delude mai! Anche stavolta è riuscita a trasmettere infinite emozioni con una storia esilarante e al contempo molto intensa e psicologica. Ho adorato il percorso di crescita della protagonista. Ammetto di averla un po' odiata, al principio, ma non certo perché era descritta male. Tutt'altro. Lina è esattamente il mio opposto, quindi era ovvio avvertire un certo astio nei suoi confronti. È la tipica ragazza snob dedita solo a shopping e uscite con amiche superficiali senza alcuno scopo né ambizione a parte irritare il prossimo. "L'esilio" in montagna, come lo chiama lei, è la miglior cosa che potesse capitarle. Finalmente impara a distinguere l'autenticità dalla falsità, l'amicizia dall'opportunismo, e soprattutto l'importanza della parola "responsabilità". Lo sfondo della storia è un delizioso paesino di montagna descritto alla perfezione. A volte credevo quasi di vedere la neve che cadeva e di sentirne il profumo. Tutti i personaggi, inoltre, sono caratterizzati alla perfezione. Ci si innamora subito di Sveva, Dri e Michela, per non parlare di Oliver, guida alpina terribilmente affascinante e altrettanto scorbutica. Tra lui e Lina scocca subito una scintilla... di guerra. I loro battibecchi sono la cosa più bella di tutto il romanzo, non riuscivo a smettere di ridere! Il loro rapporto è bellissimo perché è vero, autentico. Insomma, ho adorato ogni singolo momento trascorso a leggere questa storia grandiosa, quindi mi pare ovvio: la consiglio a chiunque voglia farsi una risata e concedersi qualche ora di freschezza e spensieratezza.
Ci ho sbavato dietro come un cagnolino per anni, da quando è uscito per essere precisi. Mi ha sempre attirata la copertina e la trama, ma non ho mai avuto la possibilità di leggerlo perché non sono mai riuscita a trovarlo da nessuna parte, poi è arrivato kindle unlimited e la sua promozione e finalmente, eccoci qua. Non mi ha assolutamente delusa. Scrittura leggera e scorrevole, non annoia nemmeno per un secondo. Forse la storia può sembrare un po' scontata, ma non ci si fa tanto caso proprio perché l'autrice è stata in grado di "partorire" una storia 'ovvia', ma unica a modo suo. 5 stelle perché merita davvero tanto.
Tre stelle per la prosa. Il libro scorre bene,buon ritmo, dialoghi non male. Per il resto non posso dire che mi sia piaciuto. Abbastanza scontato, ma non è nemmeno questo che non mi ha fatto apprezzare completamente il libro, quanto piuttosto la conclusione frettolosa e sbrigativa, mi ha lasciato un po' di delusa.
Un romance delizioso, con un'ambientazione originale a Madonna di Campiglio e personaggi ben sviluppati. Lina e Oliver mi sono piaciuti tantissimo: la guru della moda e l'orso delle nevi, una coppia all'inizio litigarella ma azzeccatissima!
“𝗟’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝘃𝗮 𝗰𝗼𝗹𝘁𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼. 𝗡𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝘂𝘁𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘃𝘃𝗶𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝗲𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼” Il mondo vissuto tra soldi e agi è meraviglioso: tra un paio di scarpe nuove, la giacca all’ultima moda che non può assolutamente mancare nell’armadio di un amante dei bei vestiti e di altri innumerevoli acquisti, soprattutto inutili, Lina lo sa bene e vive la sua vita all’insegna dello shopping. Lei non può proprio fare a meno della magica sensazione che si prova guardando scorrere la carta di credito. Giovane, sveglia quanto basta, potrebbe dedicarsi a qualcosa di molto più dignitoso, o almeno questo è ciò che si sente ripetere sempre dai genitori. Ma Lina proprio non ne vuole sapere di iniziare uno tra i percorsi di studi cari alla mamma, lei che tra l’altro aveva portato a termine gli studi liceali zoppicando. La sua superficialità, la sua mancanza di ambizione e il volersi solo destreggiare tra negozi e locali, fa decidere ai suoi genitori di mettere un punto al suo modo di vivere frivolo. Vuole continuare a passeggiare tra un negozio all’altro e a spendere? Bene, Lina dovrà dimostrare di essere responsabile e matura e per farlo dovrà lasciarsi alle spalle la vita agiata che ha e trasferirsi nella casa della nonna, la quale le ha anche ceduto il nome, in cui la nostra protagonista era solita trascorrere le vacanze invernali, o meglio prima che scoprisse i benefici della spiaggia e prima della morte della sua omonima. Costretta a sottostare al volere della famiglia, Lina lascia a Milano la sua più cara amica per raggiungere la già fredda Madonna di Campiglio. Qui deve lavorare per vivere, e tra una lamentela e l’altra riesce anche a stringere qualche rapporto, cosa assolutamente non prevista. Ma lei, che è sempre stata abituata al lusso ma anche alle maschere della gente, capisce che i soldi non possono comprare tutto, primi tra questi la felicità e le persone, soprattutto quelle vere e degne di essere definite tali, coloro che non si nascondono dietro ad una finta patina di perbenismo e amicizia.
Era da un po’ che non mi capitava di imbattermi in un romanzo che mi rapisse così tanto sorprendendomi positivamente. Purtroppo sono riuscita a recuperarlo in grande ritardo rispetto alla tabella di marcia, ma meglio tardi che mai (in perfetto ritardo come Lina a lavoro, no?😅😂) Ho iniziato e terminato il libro in un unico pomeriggio: leggere della crescita personale di Evelina, di come a volte le apparenze vengano deluse (aggiungerei anche fortunatamente nel suo caso), di come si possa cogliere il lato positivo e qualcosa di incredibile da ogni situazione, mi ha commossa, appassionata, divertita, perché diciamocelo, ogni personaggio è un enorme soggetto a modo suo, in primis la nostra protagonista tutto pepe. Devo ammettere che avrei preferito una maggiore descrizione del personaggio di Oliver, un riferimento a come fosse nato e da cosa scaturisse il suo rapporto stretto con le donne tanto care a Lina , qualcosa di più sulla sua personalità, ma questa “mancanza” è stata compensata degnamente dalla perfetta costruzione della protagonista, d’altronde è lei che deve emergere nel libro. Ovviamente questa mia nota non va a modificare il parere e la valutazione che ho sul romanzo. La scrittura è fresca, giovanile (che non vuole essere sinonimo di acerba, ma magnetica per i miei gusti), scorrevole, tanto divertente, emozionante e in grado di farci ragionare su molte cose che diamo per scontato. Non posso che dare 🌟🌟🌟🌟🌟/5. Aʟʟ ᴛʜᴇ ʟᴏᴠᴇ, Sᴇʟ🌼
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Ho divorato questo libro in una giornata, nonostante nelle prime pagine avevo poca simpatica per Lina,la protagonista, ragazzina viziata di 21 anni che non sa fare altro che spendere i soldi di paparino poi ho scoperto un altra parte di lei, quella che esce fuori durante la sua permanenza nella casa della nonna in montagna lontana dai suoi comfort, Senza la carta di papà.. e quando deve iniziare a contare su se stessa, sul suo lavoro ecco che sboccia e riesci ad entrare in connessione con lei.
Non voglio spoilerare perché davvero lo consiglio, è una lettura leggera simpatica. La scrittrice ha delineato bene non solo i personaggi o i paesaggi ( che riesci perfettamente ad immaginare) ma anche il contorno, le lettere della nonna, l'amicizia con le nipoti di Clarissa ( sua datrice di lavoro). Tutto davvero molto bello e soprattutto con un messaggio positivo!
Avrei potuto dare 5 stelle, ma alcuni aspetti mi hanno lasciata un po’ perplessa. Il finale risulta abbastanza prevedibile, e dopo un inizio ben curato e ricco di dettagli, la narrazione accelera troppo, con eventi che si susseguono in modo frettoloso e a tratti poco approfondito.
In più occasioni, anche le dinamiche tra i personaggi adulti hanno assunto toni e comportamenti un po’ troppo “adolescenziali”, rendendo alcune situazioni meno credibili.
Detto questo, il libro è scritto molto bene: lo stile è fluido, la lettura scorre piacevolmente, e l’idea della sfida che attraversa la trama è originale e avvincente, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso. I personaggi sono ben caratterizzati, con tratti distintivi che li rendono facilmente riconoscibili.
Nel complesso, una lettura piacevole e coinvolgente, a cui assegno 4 stelle.