Oltre quelli ambientati durante la Resistenza che, secondo Gian Luigi Beccaria, "è per Fenoglio, un'esperienza assoluta, che trascende il tempo", il volume raccoglie anche i romanzi più propriamente "langhigiani". Dietro a questa importante produzione sta l'enorme lavoro dello scrittore, dagli anni Cinquanta fino ai suoi ultimi i personaggi e le vicende raccontati con un linguaggio vero e preciso, il piglio svelto e concreto, il modo di narrare per scorci vigorosi, la capacità di consegnare in poche battute personaggi memorabili. Di lui si sono occupati i più acuti studiosi di lingua e letteratura a volte battagliando su datazioni e interpretazioni, ma sempre d'accordo sulla grandezza dell'autore e delle sue opere che uniscono, come in nessuno mai, documento e riuscita artistica.
Beppe Fenoglio (born Giuseppe Fenoglio) was an Italian writer. His work was published in a critical edition after his death, but controversy remains about his book Johnny the Partisan, often considered his best work, which was published posthumously and incomplete in 1968. The works of Fenoglio have two main themes: the rural world of the Langhe and the partisan war; equally, the writer has two styles: the chronicle and the epos. His first work was in the neorealist style: La paga del sabato (this was published posthumously too in 1969). The novel was turned down by Elio Vittorini who advised Fenoglio to carve out stories and then incorporate them into the The twenty-three days of the city of Alba (1952). These stories were a chronicle of the Italian Partisans or of rural life. One of such works was La malora (1954), a long story in the style of Giovanni Verga.
Tutti i romanzi di Beppe Fenoglio sono disponibili anche raccolti in volume unico Einaudi. Le vicissitudini editoriali e la morte prematura dello scrittore penalizzano l’intera opera, in gran parte pervenuta al pubblico rimaneggiata, incompleta o incompiuta. Fatta eccezione per “La malora” e “Primavera di bellezza”, i romanzi stampati durante la vita dell’autore, gli altri sono usciti postumi. I manoscritti e i dattiloscritti rinvenuti si trovavano a un grado di revisione incerto o provvisorio, e ciò si riflette sullo stile e sulla struttura delle versioni date alle stampe; la mancata selezione del materiale determina inoltre il ripetersi di episodi, situazioni e personaggi che, sebbene raccontati in altro modo o riutilizzati con nomi cambiati, col passare da un romanzo all’altro può creare confusione o un effetto “già visto”. A rendere omogeneo il carattere di questa raccolta sono la visione personale di uno scrittore refrattario alla retorica dominante, la sua prosa essenziale, originale e libera di contaminarsi con termini dialettali o costruzioni grammaticali inglesi, l’attenzione per i valori della vita contadina e le miserie umane, gli innumerevoli spunti tratti dalla sua esperienza di partigiano disincantato.
“La quarta marcia: Fenoglio e il romanzo” è il titolo dell’introduzione firmata da Gabriele Pedullà, uno scritto molto interessante che – purtroppo – anticipa il finale di tutte le trame. “Cronologia della vita e delle opere” è un’ampia sezione arricchita da testimonianze di amici, conoscenti e familiari (i maggiori contributi sono della sorella Marisa e del fratello Walter).
I romanzi sono ordinati in base all’epoca di stesura (quindi non nell’ordine in cui in origine furono pubblicati singolarmente). Ad aprire la serie è “La paga del sabato”, vicenda che si svolge nell’immediato secondo dopoguerra; Ettore, ex partigiano, stenta ad adattarsi alla “banalità” del quotidiano causando molte sofferenze.
Segue “La malora”, lungo e commovente racconto degli anni giovanili di Agostino Braida, costretto a lasciare la sua povera famiglia per andare a lavorare come bracciante e servente; è una delle due storie ambientate nel mondo contadino delle Langhe dei primi decenni del Novecento (l’altra, narrata nel testo incompiuto intitolato “I penultimi”, è posta a conclusione della raccolta).
“Primavera di bellezza” introduce i romanzi che si svolgono sullo sfondo della guerra civile e della Resistenza. Protagonista è “Johnny”, uno studente di Alba, così chiamato da tutti per via della sua passione per la lingua e la cultura inglese. Lo scoppio della guerra lo chiama dalle aule scolastiche alle caserme dove si tengono i corsi per allievi ufficiali, ma l’armistizio del 1943 lo sospinge di nuovo verso casa, con l’intenzione di unirsi a qualche formazione partigiana.
Con “Il partigiano Johnny” (titolo postumo dato al lungo romanzo abbandonato dall’autore, che lo definiva “il libro grosso”) comincia l’epopea partigiana dell’ex liceale. Poco più che ventenne, Johnny si aggrega al primo reparto di partigiani in cui si imbatte. È l’inizio di un interminabile andirivieni quasi sospeso nel tempo, su e giù per colline dalle creste sottili e ripide come onde solidificate di un oceano nella tempesta, a tendere imboscate o fuggire dai rastrellamenti per poi crollare in lunghi periodi di isolamento e solitudine. L’esclusivo punto di vista di Johnny trasmette nitidamente la paura e il coraggio, l’esaurimento e il tempo dell’attesa in una natura maestosa e potente, nell’indifferente succedersi delle ore e delle stagioni fatte di vento, gelo, fango, neve, buio, silenzio: la dura lotta per resistere, per tenere fede all’impegno di “dir di no fino in fondo”.
“L’imboscata” vede l’esordio del secondo alter ego dell’autore: il partigiano “Milton”. Altro scritto rinvenuto privo di titolo, questo romanzo si distingue per la pluralità dei punti di vista: sono diversi, infatti, i personaggi che raccontano una storia o ne riportano una di cui sono venuti a conoscenza. Sebbene la trama sia precisa e conclusa, l’impressione è quella di un lavoro a uno stadio abbastanza provvisorio, in cui appaiono poco bilanciate e armonizzate la parte “corale” e quella del protagonista (il quale, infatti, è assente in quasi la metà dei capitoli).
Una versione meno dura e più sentimentale di Milton dà vita al bellissimo “Una questione privata”, romanzo postumo ma compiuto. Qui il protagonista si trascina febbrilmente da un presidio partigiano all’altro sfiorando caserme, ronde e posti di blocco nemici, solo per poter conoscere la verità sul rapporto tra Fulvia, la ragazza torinese di cui è innamorato, e Giorgio, l’amico che due anni prima gliel’aveva presentata. Per Milton è una necessità vitale che diventa quasi un’ossessione, una questione privata che in lui ottenebra le precauzioni imposte dalla guerra e diluisce la percezione del pericolo; una storia che sfuma e si dissolve in un epilogo magistrale.
La paga del sabato: 3½ La malora: 4(rilettura) Primavera di bellezza: 3½ Il partigiano Johnny: 5(rilettura) L’imboscata: 3½ Una questione privata: 4½(rilettura) I penultimi: (3)
Tutti i romanzi, di Beppe Fenoglio. Einaudi editore.
Dopo aver approfondito la conoscenza di Pavese, non potevo non fare la stessa cosa con Beppe Fenoglio, scrittore che ha trattato i medesimi temi di Pavese ed anche lui proveniente dalla terra di Langa.
Ho scelto di farlo con questa bella raccolta di tutti i suoi romanzi (nelle edizioni Einaudi esiste anche la raccolta di tutti i suoi racconti).
Purtroppo lo scrittore in vita ha pubblicato pochissimo, sia perché morto giovane (40 anni), sia perché le sue vicende editoriali sono state piuttosto complicate. Molti romanzi sono stati pertanto pubblicati postumi, ed alcuni risultano incompiuti.
I romanzi di Fenoglio si dividono tra quelli a tema “langarolo” e quelli direttamente riferiti alla guerra partigiana. Andando un po’ controcorrente, devo dire che i primi sono quelli che ho apprezzato di più, nei quali ho trovato i sentimenti di riscatto della gente di Langa insieme alla descrizione della loro schiettezza e semplicità del vivere. I romanzi “partigiani” mi hanno invece coinvolto meno, mi hanno dato l’impressione che prevalesse l’aspetto della cronaca dei fatti su quello delle emozioni.
Tra questi fa eccezione lo splendido “Una questione privata”, un gioiello che narra episodi di guerra partigiana totalmente privo di retorica e da un punto di vista assolutamente particolare, certamente fuori dagli schemi tradizionali.
Fenoglio è un autore che per modalità di scrittura può risultare ostico. Per questo consiglio questa raccolta a chi lo ha già un po’ assaggiato, e vorrebbe conoscerlo meglio. Di seguito la mia sintetica valutazione per ciascun romanzo della raccolta.
La paga del sabato 5/5 La difficoltà di un ex partigiano a reinserirsi nella vita civile
La malora 5/5 La dura vita dei contadini sulle Langhe.
Primavera di bellezza 4/5 Il percorso di Johnny nell’esercito, l’armistizio e i primi contatti con la Resistenza.
Il partigiano Johnny 3/5 La Resistenza sulle Langhe tra le fila partigiane. Una scrittura resa faticosa dal continuo inserimento di parole e frasi in inglese, a volte senza apparente motivo
L’imboscata 3/5 Scaramucce tra partigiani e fascisti. Nel racconto compare Milton, che sarà protagonista del romanzo “Una questione privata”
Una questione privata 5/5 Quando nella lotta partigiana irrompono i sentimenti. L’amore per una ragazza condizionerà le azioni del partigiano Milton. Stupendo.
I penultimi 3/5 Breve racconto che a differenza degli altri si svolge durante la prima guerra mondiale. Nella familiare ambientazione delle Langhe, storie di vite precarie tra un passato agiato ed un futuro dalle incerte prospettive.