Shigeru Mizuki (水木しげる) was a Japanese manga cartoonist, most known for his horror manga GeGeGe no Kitaro. He was a specialist in stories of yōkai and was considered a master of the genre. Mizuki was a member of The Japanese Society of Cultural Anthropology, and had travelled to over 60 countries in the world to engage in fieldwork of the yōkai and spirits of different cultures. He has been published in Japan, South Korea, France, Spain, Taiwan, the United States and Italy. He is also known for his World War II memoirs and his work as a biographer.
Personaggi e comprimari carismatici, yokai con tanti poteri diversi e disegni (degli yokai e dei paesaggi più che degli esseri umani) dettagliatissimi in cui sprofondare.
Una serie di storie incentrata sugli yokai, creature sovrannaturali protagoniste del folklore giapponese. Curiosi, inquietanti, a volte pericolosi e altre volte benevoli, questi esseri vivono ai margini della società umana, e Shigeru Mizuki li presenta fin dall’inizio come in via di estinzione. Attraverso Kitaro, un bambino mezzo umano e mezzo yokai che prende vita dal terreno melmoso di un cimitero, il mangaka ha resuscitato i racconti di queste creature, che un tempo venivano tramandati oralmente e che sono caduti poi nel dimenticatoio nella corsa alla modernizzazione del Giappone all’inizio del ventesimo secolo, impedendo che si estinguessero dalla memoria collettiva del popolo giapponese. Ho letto tanto di yokai ma non so effettivamente quanti di quelli presenti in Kitaro facciano davvero parte del folklore e quanti invece siano stati inventati di sana pianta dal mangaka. Dal 1959, quando è stata pubblicata la prima storia, la serie ha avuto grande successo in Giappone, ricontestualizzando quelle antiche credenze nella cultura del tempo perché fosse fruibile dalle masse, con riferimenti non sempre sottili alla guerra (Mizuki combattè nella Seconda Guerra Mondiale, perse un braccio a causa di un’esplosione – n.b. Kitaro ha un solo occhio: un caso? – e venne rinchiuso per lungo tempo in un campo di prigionia) e al fallimento della soluzione violenta ai problemi. Un bel volume edito da Jpop, di un autore così famoso in patria che a Sakaiminato, non la città in cui nacque ma quella in cui crebbe, c’è un’invasione bronzea dei suoi yokai – oltre che un museo a lui dedicato.
Dal punto di vista letterario, le storie sono semplici fiabe: godibili, ma spesso troppo frettolose. Sono invece interessanti folcloristicamente. Peccato che in Italia le avventure di Kitaro siano arrivate solo antologizzate. Leggerei volentieri le sue storie complete.
Raccolta antologica di storie con al centro l'iconica figura di Kitaro, il bimbo nato dal ventre della madre sepolta in un cimitero. Con le avventure di Kitaro, e dei suoi compagni yōkai, facciamo un vero e proprio viaggio nelle tradizioni spettrali e mostruose del Giappone. Shigeru Mizuki, per il quale ho un'adorazione sconfinata, ci regala bellissime tavole di un Giappone rurale e selvaggio, oramai difficile da trovare e vedere. Un must per gli amanti del folklore giapponese di cui Shigeru è stato il portabandiera in epoca contemporanea, lasciandoci tanto tra enciclopedie, storie e rivisitazioni. Chi cerca il brivido o l'horror splatter con disegni contemporanei rimarrà estremamente deluso, e per questa fascia di lettori è un'opera sconsigliata. Per chi invece è affascinato dalle tradizioni, dalla religione e dal folklore giapponese è un libro da avere assolutamente sugli scaffali della propria libreria.
Il libro racconta le vicende di Kitaro, spirito bambino che viaggia per il Giappone accompagnato dall'occhio del padre (si' intendo occhio proprio in senso letterale!) per aiutare gli uomini che hanno problemi con gli yokai, ossia spiriti caratteristici del folklore giapponese. La raccolta di racconti mi e' piaciuta proprio perche' e' un' interessante e anche divertente "finestra" su una parte importante del costume e delle tradizioni del Giappone...davvero piacevole, alcuni yokai fanno decisamente "colpo" per la loro stranezza!