Negli anni ‘80 ricordo che mia nonna comprava due settimanali: “Confidenze” e “Intimità”. Erano pieni di suggerimenti su: lavori a maglia, ricette, cure di bellezza, salute... E c’erano anche racconti in rubriche dal titolo “Vita vera” o “Vita vissuta” o similari. Io li leggevo sempre tutti: erano scritti bene, veloci, curiosi; trattavano d’amore e non solo. Ecco, tutto questo panegirico per cercare di classificare questo libro: con meno pagine (= meno tormenti da parte del protagonista, che più o meno si dice sempre le stesse cose) sarebbe stato un magnifico inserimento in una delle suddette rubriche.