Che cosa può accadere nella vita di un uomo se una verità sconosciuta del passato irrompe all’improvviso nel suo presente sconvolgendone l’equilibrio? È quello che succede ad Antonio Bastogi, ricco industriale, che dopo essersi fatto assorbire per anni dal lavoro si è ritirato sulle colline del Chianti per dedicarsi alle proprie passioni. E a un tratto sarà costretto a scoprire che il passato non è uno scenario immobile, ma è invece dinamico, può trasformarsi in un secondo, mettendo in discussione la memoria di un’intera esistenza. In queste occasioni, per avanzare nel futuro con una nuova consapevolezza, è necessario un grande coraggio. A strappare Antonio dall’apparente quiete delle colline toscane sarà una notizia inimmaginabile, che lo porterà fino a Parigi dove un doloroso viaggio introspettivo lo costringerà a fare i conti con il proprio vissuto e con se stesso.
Marco Vichi was born in Florence. The author of eleven novels and two collections of short stories, he has also edited crime anthologies, written screenplays, music lyrics and for radio, and collaborated on and directed various projects for humanitarian causes. His novel Death in Florence won the Scerbanenco, Rieti and Camaiore prizes in Italy. Marco Vichi lives in the Chianti region of Tuscany.
Negli anni ‘80 ricordo che mia nonna comprava due settimanali: “Confidenze” e “Intimità”. Erano pieni di suggerimenti su: lavori a maglia, ricette, cure di bellezza, salute... E c’erano anche racconti in rubriche dal titolo “Vita vera” o “Vita vissuta” o similari. Io li leggevo sempre tutti: erano scritti bene, veloci, curiosi; trattavano d’amore e non solo. Ecco, tutto questo panegirico per cercare di classificare questo libro: con meno pagine (= meno tormenti da parte del protagonista, che più o meno si dice sempre le stesse cose) sarebbe stato un magnifico inserimento in una delle suddette rubriche.
Vichi è un gran raccontatore delle vite ed esperienze umane. Anche in questo libro come la serie del commissario Bordelli, ce le fornisce con dettagli a volte struggenti in cui il destino (non è la prima volta che l'autore imbatte in questi temi) o forse la mancanza di audacia del protagonista ha fatto sì che si fosse brindato (vari liquori e vini sono stati spesi per la causa) alle occasioni perse della vita.
Diversi coprotagonisti in questo romanzo: il silenzio, la menzogna, la vigliaccheria... e un protagonista principale di poco spessore, incapace di trovare parole e se le trova - incapace di pronunciarle. L'amaro in bocca come risultato delle debolezza umana. Bello e scritto bene
Mi rimarrà in mente per molto tempo questo romanzo d'amore mai concluso, di storie che non potranno mai incontrarsi, persone che il tempo non consente di trovare. Parigi guarda sorniona tutti quanti. Ritmo da giallo, ottimo!