Filosofia dell'informazione
Come sapete, Luciano Floridi ormai scrive direttamente in inglese, tradotto da Massimo Durante che ormai lo conosce abbastanza bene da riuscire a orizzontarsi tra secche e rapide della filosofia contemporanea. Questo libro è in realtà solo la metà del volume inglese corrispondente, "The Logic of Information"; manca la parte in cui la metateoria della filosofia dell'informazione viene applicata. Devo dire che introduzione e primo capitolo, in cui Floridi spiega cosa fa la filosofia, scorrono bene. Per i curiosi, la filosofia si pone "domande aperte", quelle cioè alle quali due persone colte e intelligenti possono dare risposte differenti (sì, mi pare un modo molto furbo di eludere il problema). E naturalmente le domande aperte di questo inizio del terzo millennio non sono più quelle di una volta, e quindi bisogna "riavviare" la filosofia: secondo Floridi è la teoria dell'informazione la base da cui partire. Sono anche arrivato a comprendere la necessità di stabilire il libello di astrazione (LdA) per dare le risposte più adatte a una domanda. Ma dopo di quello mi sono perso del tutto: per esempio la differenza tra la filosofia costruzionista propugnata da Floridi e il costruttivismo mi resta ignota. L'ultimo capitolo è dedicato a incensare Alan Turing come capostipite della "quarta rivoluzione" (dopo Copernico, Darwin e Freud); non che Turing abbia fatto filosofia, ma del resto Floridi non apprezza Freud se non come archetipo per la terza rivoluzione; almeno con Turing c'è un apprezzamento di base. In definitiva resta il mio solito problema dell'incapacità di comprendere la filosofia...