Come siamo diventati così miserabili? Come ha fatto un popolo di migranti, di persone costrette a fuggire a milioni dalla fame, dalla povertà, dalla guerra, o semplicemente di persone alla ricerca di migliori opportunità, a diventare così cinicamente insensibile, quando non apertamente ostile e rancoroso, nei confronti di chi sta subendo oggi un destino persino peggiore di quello dei nostri antenati?
Le migrazioni, il razzismo, la paura, la violenza. Questi anni di grande transizione sembrano aver trasformato in normale, persino banale, ciò che solo pochi anni fa avremmo trovato folle, orrendo. La matita di Mauro Biani, affilata e poetica, amara e ironica, racconta questo mutamento in “La banalità del ma”, con la sua satira che, senza mai ergersi a giudice, non fa sconti a nessuno. Scorrendo la raccolta delle migliori vignette di Mauro Biani degli ultimi tre anni, impreziosita da inediti di grande impatto, si nota come non sia stato un cambiamento repentino, ma un lento e progressivo scivolamento verso la parte peggiore di noi.
Dimostrazione di quanto discriminare i differenti media sia un errore. Le vignette dipingono un quadro politico marcio andando/colpendo dritto al cuore. Perfette le didascalie che non esagerano nell'andare a fondo delle singole questioni rappresentate e lasciano maggior spazio al racconto di Biani. Un grande.
Un'ora in compagnia di belle vignette, dati e storia, per mettere fine una volta per tutte sulla questione migratoria e le balle che circolano in merito
Le vignette di Biani sono pugni in faccia, lezioni di verità. Rappresentazioni della realtà che invitano a smettere di prenderci in giro, di credere alle giustificazioni, alla propaganda e alle scusanti che noi stessi ci diamo. Qui principalmente si riferiscono all’immigrazione e all’infame periodo tra il 2014 e il 2019 in cui l’Europa, e in particolare il nostro paese, sono stati attraversati da un’ondata di sdegno, disprezzo e maltrattamenti verso i migranti.
Immagini e parole consapevoli, non mediate, per renderci conto delle responsabilità altrui e delle nostre corresponsabilità, per sviluppare attenzione verso la comunicazione e le informazioni corrette, per coltivare il rifiuto del cinismo e l’umanità. Sono quadri sociali che ci scuotono rappresentando finalmente la realtà per quello che è; come a dire che ciò che accade non va bene, e non andrà bene nemmeno se cerchiamo di edulcorarlo o raccontare la nostra società con parole false e manipolate.