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Eloisa e Abelardo: Storia di un amore

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1116, Regno di Francia. Eloisa è una donna fuori dal comune. Chiusa in convento fin da giovanissima, senza sapere nulla dei genitori, non è mai riuscita ad abituarsi a quella vita, una prigione fatta di polvere, silenzio e litanie, per lei prive di senso, ripetute all'infinito.
L'unico modo di evadere è chiudersi nella biblioteca del convento dell'Argenteuil e perdersi tra le righe dei manoscritti che lì vengono conservati. Per questo, il giorno in cui le viene consegnata la lettera di suo zio Fulberto, che la invita a raggiungerlo a Parigi a vivere con lui, fuori da quelle odiate mura, Eloisa non crede ai propri occhi. La libertà.
Finalmente la libertà che tanto ha desiderato assaporare.
Pietro di Berengario, noto in tutta Parigi come Abelardo, è uno dei filosofi più celebri del suo tempo. Le sue lezioni all'università sono seguite da centinaia di studenti. Per quello ha lasciato la primogenitura e il suo castello in Bretagna e ha preso i voti, perché era il solo modo per poter dedicare la sua vita all'unica cosa che per lui abbia un senso: il sapere.
Quando Eloisa e Abelardo si incontrano − lo zio di lei ha voluto concedere alla nipote una vera istruzione con il maestro più rinomato del momento − la loro è quasi una sfida. Diffidente lui, perché non pensa che una donna possa meritare la fama di letterata con cui viene acclamata Eloisa. E orgogliosa lei, che sente il rifiuto di Abelardo ad accettare la sua intelligenza.
Ed è proprio questo il momento in cui sboccia il loro amore, in cui passione e intelletto fungono da trama e ordito, un'unione che è di corpi quanto di anime e menti. Tanto grande nella gioia quanto disarmante nel suo drammatico epilogo, che li porterà prima a mentire e a imbrogliare chi li ama, poi a perdere tutto e a vivere separati per sempre.

336 pages, Hardcover

Published February 12, 2019

46 people want to read

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Manuela Raffa

4 books17 followers

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1 star
1 (3%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Anna Giovane Reader.
248 reviews19 followers
April 4, 2019
Quella tra Eloisa e Abelardo non è una storia d'amore che rispecchia i canoni classici del pensiero comune. Non è un sentimento alla stregua di quello che vide legate molte altre celebri coppie della storia alle quali facilmente vola il pensiero non appena ci si sofferma sul titolo di questo romanzo.
Si tratta, piuttosto, di un amore che divora, che tormenta, che disillude ed opprime. Un amore che distruggerà la protagonista un pezzo alla volta, rendendola schiava dei desideri di un uomo come Abelardo, dettati solo ed esclusivamente dal bisogno di preservare la propria fama di filosofo dalle maldicenze dei suoi nemici.
Non un amore per sempre, dunque, ma un sentimento esacerbato dalle costrizioni e dalle continue delusioni. Ancora, non un amore immutato e cieco, ma un sentimento preda di diversi stati emozionali che attraversano la rabbia, l'accettazione e, infine, l'elaborazione.

Recensione completa sul blog: https://appuntidiunagiovanereader.blo...
Profile Image for Chiara Giacobelli.
Author 9 books29 followers
November 17, 2019
"Con una narrazione ricca di dettagli storici, spigliata e intimista, Manuela Raffa ci restituisce un affresco originale e in un certo qual modo femminile della storia di Eloisa e Abelardo, rendendo così molto attuale il romanzo; è infatti evidente la tematica del rapporto tra uomini e donne, ancora oggi non abbastanza basato sull’uguaglianza dei sessi. Sebbene il punto di vista si sposti qua e là tra i tre personaggi principali – lo zio Fulberto, Pietro ed Eloisa – è a quest’ultima che viene data la priorità, come d’altra parte la Raffa aveva già fatto con il precedente libro “Francesca”. Sono, i suoi, romanzi storici narrati dal punto di vista delle donne, o per lo meno pensati per ridare a fanciulle altrimenti dimenticate, o svilite nella propria personalità, un ruolo principe nelle vicende del passato, assegnando loro sentimenti, scelte, coraggio di fronte alle avversità".

Leggi la recensione completa qui:
http://www.affaritaliani.it/culturasp...
Profile Image for Azzurra Sichera.
Author 4 books89 followers
March 11, 2019
Aspettavo davvero con ansia il nuovo lavoro di Manuela Raffa, ma la lettura di "Eloisa e Abelardo" (Piemme) è stata una delusione, sin dalle primissime pagine. Probabilmente perché, dopo aver amato molto "Francesca", il libro precedente di questa autrice, le mie aspettative erano molto alte e purtroppo sono state disattese.

La prima cosa che mi ha fatto storcere il naso di "Eloisa e Abelardo" è stata la scelta di replicare l'impianto narrativo del romanzo precedente. Anche in questo caso ogni capitolo inizia con la prima persona, la voce è quella dello zio di Eloisa, Fulberto, per poi continuare in terza, narrando la storia dei due protagonisti e di chi gli ruota intorno. Non che non sia, in generale, una scelta interessante (tant'è che in "Francesca" è stato per me uno dei punti di forza), ma se ha funzionato una volta non vuol dire che bisogna fotocopiarla di libro in libro. Avrei preferito uno sforzo in più da parte dell'autrice per regalare al lettore un'altra chiave narrativa.

Sempre su questa scelta, un'altra considerazione. I due protagonisti hanno due caratteri molto diversi e secondo me non sono emersi come avrebbero potuto e dovuto. L'arroganza di Pietro, il suo sentirsi superiore, la sua durezza, la sua parte detestabile - che poi sarà quella predominante - a mio avviso non esce fuori se non in modo appena accennato e sempre attraverso gli occhi di qualun altro. Così come le tante sfaccettature di Eloisa, un personaggio davvero molto complesso, che non si riescono ad afferrare bene durante la narrazione. Si apre un piccolo spiraglio solo verso la fine del libro, quando di Pietro scorgeremo solo l'ombra ed Eloisa sarà più presente. È stata l'unica parte del libro che ho apprezzato, specie quando lei si racconta in prima persona. Peccato, perché probabilmente decidere di non usare la terza persona avrebbe dato maggiore respiro all'intera narrazione e più corpo ai due personaggi.

Per quanto rigaurda la storia, credo che nel tentativo di condensarla in un romanzo non particolarmente lungo, il risultato sia stato quello di non andare mai a fondo. La sensazione è quella di rimanere, fin troppo spesso, in superficie. Ma non è stato, a mio avviso, solo un problema di lunghezza o di complessità di una vicenda che attinge dal reale, dal quale non ci si può discostare. Questo allontanamento della trama dalla storia, secondo me, è avvenuto anche perché l'autrice si è concentrata molto più sullo stile e sulla scelta delle parole che sui fatti narrati e sulle emozioni che ne derivavano.

Con "Eloisa e Abelardo" ho fatto fatica a immergermi nelle situazioni descritte, a entrare nella narrazione, ad avvicinarmi ai protagonisti: lo stile usato dalla Raffa mi ha tenuta spesso a distanza, sensazione che non ho mai avvertito in "Francesca". Mi dispiace fare continuamente il paragone ma è inevitabile dato che il romanzo precedente l'ho amato molto, l'ho consigliato e regalato, e questo nuovo ho fatto fatica a terminarlo.

La parte più difficile da affrontare è stata quella centrale: il continuo tira e molla tra i due, questo "Sì, sposiamoci", "No, non possiamo, tu non puoi vivere senza la filosofia"; "Dai, forse è meglio se ci sposiamo", "No, tu devi essere un grande filosofo", è stato sfiancante. E devo dirvi che mi ha anche fatto un po' sorridere. "Come avrebbe potuto essere un grande filosofo con accanto moglie e figli?", si chiede a un certo punto Eloisa. E io subito ho pensato: "Oddio, e Socrate come avrà fatto con tre figli e quella palla al piede di sua moglie Santippe???".

Non mi addentro sulla visione parecchio diversa che ho io della filosofia che non è né "presunzione" né "desiderio di perseguire i propri obiettivi a ogni costo" come si legge in un passaggio del romanzo, perché sarebbe uscire fuori tema, ma alcune considerazioni - e il nome di Aristotele buttato qui e là giusto per citare qualcuno - mi hanno dato i brividi.

Non ho letto i testi che la Raffa cita in bibliografia, ma durante i miei studi ho amato Jean-Jacques Rousseau e il mio pensiero andava sempre a "Giulia o la nuova Eloisa". Mi sa che per rimettermi in sesto me ne andrò a leggere qualche passaggio...
Profile Image for Silvia Devitofrancesco.
Author 22 books132 followers
March 10, 2021
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com
Regno di Francia, 1116. Eloisa vive da sempre nel convento dell’Argenteuil. Non conosce la sua famiglia, è cresciuta tra le suore anche se la vita monastica non l’ha mai attirata e la sua unica via di fuga è rappresentata dalla biblioteca dove trascorre ore a leggere. Tutto cambia quando riceve una lettera da zio Fulberto che le chiede di trasferirsi a Parigi da lui. Per la giovane si aprono le porte della libertà mista al timore di dover diventare la moglie di un uomo che lo zio ha scelto per lei. Pietro Abelardo ha rinunciato alle certezza di una vita per la cultura. È un insegnante rinomato a Parigi, le sue lezioni sono seguite da tantissimi studenti e immenso sarà il suo stupore quando si ritroverà a essere maestro di una donna. Tra i due scoppia ben presto una forte passione, proibita e destinata a condannarli a una vita di infelicità.

“Non ho mai cercato nulla in te, Dio lo sa, se non te; desideravo semplicemente te, nulla di tuo.” “Hai inebriato il mio spirito, poi ti sei spinto fino al mio cuore.”

Vivere una vita che non è quella che si desidera è un vero e proprio dramma. È un qualcosa che costringe a continue rinunce, alla perdita, all’allontanamento. Questi sentimenti legano Eloisa e Abelardo, i due protagonisti di questo struggente romanzo storico.

Eloisa è una donna sola relegata tra le mura di un monastero. Non ha alcun riferimento fatta eccezione per le suore con le quali trascorre le giornate e le altre ragazze con cui condivide il destino. Animata da una profonda curiosità, Eloisa è attratta dai libri, desidera conoscere ma, allo stesso tempo, in lei domina una grande ingenuità che la spinge a commettere errori dai quali dipenderà il corso della sua esistenza.

Abelardo ha ricevuto tutto dalla vita, tuttavia non vuole occuparsi di guerra, non è il potere che lo interessa ma la cultura. Abbandona tutti i privilegi e costruisce con le sue mani una nuova esistenza fatta di studi e lezioni. A Parigi è una personalità autorevole, la sua fama è immensa e le sue lezioni sono sempre molto seguite. Di temperamento burbero, prepotente ed egoista, Abelardo è dotato di grande savoire-faire che lo aiuta a raggiungere i suoi scopi e a ottenere dagli altri esattamente quello che desidera.

Le strade dei due giovani si incrociano in nome di quella cultura che entrambi inseguono. Superati i pregiudizi iniziali e lo stupore, il rapporto tra Eloisa e Abelardo supera la soglia formale del maestro e allieva trasformandosi e dando inizio a una spirale di problematiche che pongono in luce la complessa tematica del rapporto tra uomo e donna, dove sarà, inevitabilmente, la componente maschile a predominare.

La narrazione alterna il punto di vista di zio Fulberto prima e di Eloisa poi, che narrano in prima persona, a quello di un narratore onnisciente che presenta le vicende in terza persona. Lo stile della prosa è curato ed elegante, quasi classicheggiante in alcuni momenti. Ottima è la ricostruzione storica – si consideri che il romanzo attraversa un arco temporale di ben quarantasette anni, dal 1116 al 1163 – e di rilievo è la contaminazione della narrazione con alcuni frammenti tratti dalle vere lettere di Eloisa e Abelardo.

Il lettore è pienamente coinvolto dalla tempesta di eventi che, rapidi, si susseguono pagina dopo pagina, talora resta persino parecchio spiazzato e indignato.

Un romanzo intenso, passionale e “duro”. Una lettura nella quale l’amore per il sapere si mescola alla perfezione con l’amore carnale e si arrende al destino.
Profile Image for Rita .
4,051 reviews94 followers
February 25, 2019
CIÒ CHE LA STORIA CI TACE

"Non ho mai cercato nulla in te, Dio lo sa, se non te; desideravo semplicemente te, nulla di tuo."

"Hai inebriato il mio spirito, poi ti sei spinto fino al mio cuore."

Un romanzo squisito che, con uno stile ricercato ed elegante, restituisce al lettore una vicenda accuratamente documentata dal punto di vista storico ma anche molto approfondita per quello che riguarda ciò che la storia invece ci tace: i sentimenti. Infatti la Raffa, che avevo avuto già modo di apprezzare con "Francesca", si riconferma abilissima nel ritrarre i moti dell'animo e i pensieri dei personaggi, i quali vengono da lei proposti in chiave veramente innovativa. Amara, ma innovativa.
Ammetto (con un pizzico di vergogna) che la storia di Eloisa ed Abelardo non la conoscevo poi così bene, per cui l'intreccio è stato già di per sé una grande fonte di sorprese. A ciò si aggiunga la luce totalmente nuova che illumina tali figure, una luce che l'autrice riversa in misura maggiore su Eloisa. E siano sufficienti le sue significative parole a spiegarvi il perché:

"Perché parlare di Eloisa? [...] credo che sia una figura rara, che spicca in un periodo dove la voce delle donne era soffocata e veicolata da quella degli uomini. La trovo [...] così bella che è valsa la pena di approfondire la questione e di porla in una luce diversa. Grande amore, sì. Ma non per sempre. Perché l'animo umano, in particolare quello femminile, ha mille sfaccettature."
Profile Image for Stefania.
554 reviews9 followers
June 27, 2023
La figura di Eloisa mi ha da sempre affascinato, è una donna fuori dal comune, considerando che ha vissuto nel dodicesimo secolo. Invece di dedicarmi alla lettura dell'epistolario della coppia o di saggi storici sull'argomento, ho cercato dei romanzi che potessero raccontarmi un po' della sua vita e della sua incredibile storia col chierico Pietro Abelardo. Perciò mi sono imbattuta in questo libro della Raffa. La scrittura mi è sembrata molto acerba, lo stile estremamente lineare e il contesto storico culturale è appena accennato. Mi aspettavo una scrittura romantica e appassionata, ma anche storicamente accurata, come accade con i lavori di Tracy Chevalier per intenderci. Invece in questo libro ho trovato un tono troppo patetico e melodrammatico che mi faceva pensare alle soap opera. Ho apprezzato il punto di vista dell'autrice in merito all'interpretazione dell'operato di Eloisa nella fase finale della sua vita, però avrei preferito una scrittura più virtuosa e un contesto storico raccontato più meticolosamente.
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