“Gli Heartless Robot non hanno un cuore, ma vi tratteranno meglio di chi lo possiede. Sono la versione migliorata dell’uomo.” È l’anno 3450 e il mondo è popolato anche da Robot uguali agli esseri umani, ma privi di cuore. Creati appositamente per aiutare le persone nell’affrontare e superare momenti difficili, sono completamente controllati da chi li possiede e programmati per non provare sentimenti umani. Le cose si complicano quando Mary è costretta a tenere in casa uno di loro, su consiglio degli amici, per superare la fine di una relazione. Il robot, Luke, è curioso di conoscere il mondo e di capire come nascano le relazioni umane e come finiscano. Le sue infinite domande lo porteranno a essere ciò per cui non è stato programmato e, al tempo stesso, a far sì che Mary veda il mondo in modo più umano. Ma cosa succede se un Robot si innamora? Cosa succede quando l’uomo perde il controllo della sua creazione? Quando ci si rende conto che la razionalità dei numeri e delle combinazioni matematiche non possono controllare la vita? O si accettano i robot, o si distruggono.
Partiamo dicendo che questo libro l'avevo già letto anni e anni fa in versione fanfiction. Mary infatti ha iniziato così: scrivendo ff prima su efp e poi su wattpad. Questo è il terzo libro che pubblica, e tutti e tre sono nati in precedenza come fanfiction (solitamente incentrate su 5sos e One direction). I due libri precedenti (Roses e Homeless) li ho letti tempo fa, poco dopo la loro pubblicazione sempre a cura di Triskell, mentre per questo non avevo ancora avuto l'occasione. La trama (terza foto) è rimasta pressoché identica a quella della fanfiction, tuttavia è passato molto tempo da quando l'ho letta perciò non ricordavo alcune cose (soprattutto riguardo la conclusione del libro) e non mi è stato facile notare i cambiamenti (oltre ai nomi ovviamente). Tuttavia il fatto che non la ricordassi, mi ha fatto apprezzare molto di più il libro. Dei tre che sono stati pubblicati di Mary però rimane quello che mi è piaciuto meno. La storia è bella e lo stile di scrittura ancor di più. Infatti Mary riesce davvero a trasmettere mille emozioni con le sue parole e anche se quello che sta scrivendo è di base una cazzata (aspettatevi molte uscite "trash" nei suoi libri, questo in particolare), riesce a farlo apprezzare al lettore. Ho detto che questo libro è quello che mi è piaciuto meno dei tre, e una delle motivazioni è il fatto che, a parer mio, c'erano troppi momenti in cui le scene erano prive di significato per la narrazione ma in compenso veniva mostrata e portata all'estremo l'idiozia dei personaggi e dei loro comportamenti. Conoscendo la scrittrice e anche gli altri suoi libri, e sapendo da dove derivano, io so che questo è il suo intento, che in certi momenti è anche azzeccato perché fa ridere, ma in questo libro mi ha portato all'esasperazione e dopo un po' ha iniziato a stancarmi. Nonostante questo, apprezzo il libro in generale perché Mary riesce a far conciliare le scemenze dette dai personaggi nella maggior parte del tempo, con una riflessione più seria che segue tutta la vicenda dall'inizio alla fine del libro, dove risulta molto più evidente e viene presa in mano dai personaggi stessi. È questa la particolarità dello stile di Mary, che rende i suoi libri leggeri e piacevoli ma, allo stesso tempo, riesce a dargli uno scopo, trasformandoli in scritti che hanno davvero la potenzialità di essere chiamati Libri con la L maiuscola, e di non rimanere soltanto delle fanfiction trasportate su carta. Se dovessi consigliare questa autrice a qualcuno che non l'ha mai conosciuta, questo non sarebbe il primo libro a cui penserei, però avendo un po' di familiarità con Mary e il suo stile, sono sicura che chiunque riuscirebbe ad apprezzare Heartless a pieno. A me è piaciuto nonostante tutto. Non è certo da 5 stelle su 5, però è un buon prodotto, capace di coinvolgervi sia nelle risa che nel pianto, facendovi immergere nella storia diventandone quasi parte.
(potete trovarmi anche su Instagram sul profilo @lecronachedigloria o sul mio blog all'indirizzo www.gloreporter.altervista.com dove presto pubblicherò un articolo su questa autrice)
Chi di voi non vorrebbe teletrasportarsi nel 3000? Sicuramente moltissimi lo farebbero immediatamente, spinti dalla curiosità di vedere un mondo nuovo. Trovando sin da subito la trama molto originale, con un personaggio umanoide che promette emozioni e la storia che mi ricordava il film "L'uomo bicentenario", con il bravissimo Robin Williams, ho deciso immediatamente di leggere questo romanzo.
La Sarritzu ci porta nella New York del 3450. La nostra protagonista femminile si chiama Mary e sta soffrendo moltissimo dopo essersi lasciata con il suo ragazzo, del quale era pazzamente innamorata. Così il suo amico Tyler, per non farla sentire sola e per cercare di tirarle su il morale, decide di regalarle un Heartless Robot. L'umanoide, di nome Luke, è privo di sentimenti, ma ciononostante comincia a vedere il mondo con occhi curiosi e pone alla nostra protagonista un sacco di domande per studiare meglio il mondo umano. Mary proprio grazie a questo robot senza cuore riuscirà ad aprire gli occhi? E se tutto d'un tratto Luke cominciasse realmente a provare dei sentimenti, Mary si troverebbe in pericolo?
Non voglio raccontarvi troppo della storia, perché credo sia molto semplice e non vorrei inciampare in qualche spoiler, rovinandovi così la lettura. Devo dirvi però che ho letto il romanzo in modo molto veloce, per questo motivo non lo considero noioso. Però ho trovato alcune cose che mi hanno fatto storcere il naso. Innanzitutto l'autrice decide di ambientare la storia in un futuro lontano, ma nonostante questo non ci mostra un mondo nuovo, bensì continua a fare riferimenti agli anni 2000. Non condivido questa decisione, proprio perché scegliendo un ambiente che ad oggi non esiste, avrebbe potuto benissimo spaziare con la fantasia e nulla le avrebbe vietato di inventare oggetti o situazioni che nel 2019 non esistono. Ho trovato questi riferimenti poco coerenti e fuori luogo...
"Le persone che ti aiutano quando sei tu a chiederglielo sono belle perché ti sentono, ma quelle che lo fanno quando non dici nulla sono meravigliose perché ti ascoltano."
Per continuare a leggere la recensione vieni sul blog (meetyourbook.blogspot.com)
Siamo nel futuro, dove sono stati inventati dei robot, senza cuore ma capaci di plasmarsi a immagine e somiglianza degli umani, per lenire le loro sofferenze. Mary è stata lasciata dal suo ragazzo ed è inconsolabile. I suoi amici allora le regalano Luke, il robot capace di consolarla. Cosa succede però se qualcosa va storto e una macchina riesce invece a provare emozioni? Amo la fantascienza e amo molto i robot. La tematica trattata in questo libro mi è cara, per questo ho voluto leggerlo, per tornare in questo tipo di atmosfera. Qui mi sono subito scontrata con il primo inconveniente, l’atmosfera non c’è. Siamo negli anni Tremila ma l’autrice non spiega niente del mondo, niente. Anzi, ogni riferimento è su quello attuale, parlandone al passato. Vengono citati libri, serie, canzoni, tutto dei giorni nostri. Sulla società vigente non c’è accenno e, a parte il robot protagonista, non ci sono cambiamenti rispetto ai nostri giorni. Questo particolare non mi è piaciuto per niente, perché la mia idea di libro ambientato nel futuro è un’altra. Ho dovuto quindi sforzarmi di superare questo scoglio iniziale, per me enorme, e andare avanti. Sono stata aiutata a farlo dallo stile dell’autrice, che è stata la grande scoperta del libro. Mi è piaciuto, è fresco, diretto, molto ironico e divertente. Non adatto secondo me a questo genere, ma decisamente promettente.
Una cosa che mi ha colpita è appunto la mancanza di collocazione nel genere che mi aspettavo. Non è neanche un romance, anche se la storia d’amore è importante. Spesso ho come avuto l’impressione di leggere un trattato di filosofia, sul senso della vita, sull’amore in maniera astratta. Sicuramente nascosto dietro il sarcasmo ci sono temi importanti che fanno riflettere. Mi ha spiazzata, sia in positivo che in negativo, perché nonostante non apprezzassi il contesto, esageratamente stravagante, ho gradito il fondo introspettivo. ... continua sul blog
Quando ho acquistato questo libro non avevo idea di che cosa avrei trovato, o meglio, pensavo di prendere il solito romanzo da leggere in quattro e quattr'otto... mi sono trovata a sorridere e mi sono trovata a essere incredula, a volte anche un pochino stupita dei personaggi... ma mai nessuno era riuscito a farmi commuovere e piangere come è riuscito a fare questo libro. Tutti i personaggi di questa storia sono da amare e diventano man mano passano le pagine indimenticabili. Ci sono alcuni momenti in cui non puoi fare a meno di ridere a crepapelle e altri di piangere e di sentirti talmente legato a Mary o a Luke da diventare parte della loro strana ma meravigliosa famiglia. Devo fare i complimenti all'autrice perché è riuscita a scrivere in maniera semplice e senza l'uso di tante parole complicate una storia meravigliosa. Ammetto di aver storto il naso in più occasioni ma senza cattiveria o altro, semplicemente per il fatto di comprendere in pieno le emozioni di queste meravigliose persone.
sicuramente uno dei miei libri preferiti in assoluto, nonostante la trama del robot che prende vita ed inizia a provare sentimenti possa sembrare scontata, questo libro ha quasi completatamente rivoluzionato questo tipo di trama, facendo (personalmente) apparire il tutto molto più personale, soprattutto dal punto di vista dellʼautrice. il fatto che la storia sia poi alleggerita da parti comiche rende il libro molto più piacevole da leggere, ti alleggerisce quasi la pillola. il finale completamente inaspettato ma stupendo, non lʼavrei mai immaginato ma allo stesso tempo non avrei nemmeno potuto immaginare un finale differente. davvero un capolavoro, non vedo lʼora di avere fra le mani altri libri di mary.
Ho amato tantissimo Heartless e la storia tra Mary e Luke, ma avrei preferito conoscere qualcosa in più sul mondo. Ci troviamo pur sempre nel futuro e l’unica differenza, rispetto ad oggi, sembrano essere i robot e i diritti che vengono riconosciuti!
come per "resilienza" anche questo l'ho scoperto grazie a wattpad. L'ho letto percependo tutte le emozioni dei personaggi, amandolo dalla prima parola fino all'ultima.
[…] Tutti i personaggi che l’autrice ha coniato sono verosimili ed empatici, difficilmente vorreste non averli mai conosciuti. La loro introspezione è semplice ma anche potente, perché in tutte le loro particolarità c’è sempre un pizzico di celata intimità degna di dover essere svelata. La Sarritzu ha messo il cuore nella sua opera, metaforicamente e letteralmente. Il cuore che è la chiave dell’intera storia: c’è chi ne ha troppo, chi poco, chi per niente, eppure è il saperlo usare che fa la differenza.
[…] "Heartless" è un romanzo che sembra povero di contenuti, ma non lasciatevi ingannare! Questa storia è un ottimo manuale per cuori spezzati con cui recuperare la serenità perduta e riprendere in mano la propria vita dopo una brutta esperienza in campo amoroso, senza però dimenticare di imparare da quella triste esperienza per vivere al meglio la successiva. È ambientato in un futuro molto lontano, ma gli insegnamenti riguardo i problemi di cuore possono e devono valere soprattutto nel nostro presente. L’autrice ha detto tantissimo in una storia molto semplice eppure profonda, potente. Nella semplicità delle azioni narrate si snodano tutte le sfumature positive e negative dell’amore, dei sentimenti e delle persone che li provano. È un libro adatto a tutti, dove le risate si mescolano naturalmente alle lacrime, senza forzature; leggendo si passa dalla spontanea ilarità, alla profonda commozione. Non lasciatevi scappare questa storia e, se non l’avete fatto, recuperate anche gli altri libri della Sarritzu perché non ve ne pentirete. Una scrittura semplice ma ricca di sfaccettature, come alcuni picchi trash; il tutto sempre ben dosato in modo da rendere anche questi elementi una caratteristica dello stile di questa giovane autrice, una sorta di colonna portante della sua espressione.
Ho deciso di leggere questo libro perché conosco già l'autrice Maria Claudia Sarritzu, poiché ho letto e amato i suoi due libri precedenti pubblicati sempre da Triskell edizioni. Proprio l'anno scorso ho avuto modo di assistere alla presentazione del suo libro "Roses" a Milano Tempo di Libri. Non appena ho letto il nome dell'autrice e la trama del suo nuovo lavoro, ho pensato che non potevo assolutamente lasciarmelo scappare. Avevo delle alte aspettative.
"Come puoi correre via da una persona che sostenevi di amare? Come possono i sentimenti umani cambiare così rapidamente? Forse sono fortunato a non poterli provare."
Siamo nel 3450 e il mondo è cambiato sotto molti aspetti. La novità più grande è che sono stati creati dei robot simili agli uomini, ma privi di cuore, heartless appunto. Queste creazioni sono programmate per non provare sentimenti e per aiutare le persone a superare i momenti difficili e tristi. Lo stile dell'autrice è l'elemento ricorrente in tutti i suoi romanzi: scrittura scorrevole, carica di ironia, dialoghi frizzanti e personaggi un po' fuori dagli schemi, ben caratterizzati e capaci di strappare sempre un sorriso.
" Le persone non sono come le canzoni che, se non te ne piace una, la cambi e ne ascolti un'altra"
Purtroppo devo ammettere di non aver apprezzato appieno questa storia, a differenza delle altre, e sono molto dispiaciuta, appunto perché l'autrice non mi è nuova e mi piace molto. Mary e Luke non mi hanno coinvolta come mi sarei aspettata. Il loro modo di relazionarsi, i loro dialoghi, troppo introspettivi, tendenti a spiegare a Luke il mondo dei sentimenti umani, risultano monotoni, ripetitivi e carichi di cliché sulle relazioni che finiscono. Il personaggio che mi è piaciuto di più è il fratello di Mary, anche se la sua caricatura è un po' troppo estremizzata, ma l'ho apprezzato lo stesso, soprattutto alla fine. Ho letto tra le righe una critica alla società moderna, monopolizzata dalla tecnologia, che andando avanti negli anni non farà che peggiorare e una futura accettazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, infatti Mary e suo fratello sono stati adottati da una coppia formata da due uomini, tra l'altro molto spiritosi. Tuttavia, la mia valutazione è sufficiente poiché conosco il potenziale della scrittrice, quindi vi invito a darle una possibilità e a farmi conoscere la vostra opinione, benvenga se diversa dalla mia. ;)
Recensione: Ho divorato il libro, ma sono giorni che sto pensando a cosa scrivere nella recensione perché il romanzo mi ha lasciato una sensazione ambivalente addosso. In primis forse mi sono fatta io un'idea errata del genere, essendoci scritto nella trama ambientato nel 3450 mi aspettavo di gustare il sapore di una città futuristica e ultra tecnologica, invece al di là dei robot così umanizzati non c'è altro che dà l'idea di questo futuro. Poi l'altro aspetto che non sono riuscita a digerire era la presenza di situazioni a tratti assurde che non riuscivo a collocare all'interno della storia e che per la maggior parte delle volte mi spezzavano situazioni a cui mi stavo appassionando. E' l'alternarsi di queste scene/personaggi troppo fuori dalle righe con situazioni ad alto tasso riflessivo che non sono riuscita a far collimare nella mia testa. E' come se leggendo non capissi più se la storia doveva essere surreale e a tratti divertente, o seria e riflessiva. Io ho apprezzato più la parte seria e riflessiva e patito parecchio di vederla ogni volta smorzata o completamente soffocata da queste scenette che a tratti sembrano proprio prive di logica. Ci ho provato anche a trovarcela e in alcuni casi credo di aver trovato la chiave di interpretazione ma non hanno smesso di sembrarmi troppe, eccessive e fastidiose in molti punti. Detto ciò ho amato tantissimi altri aspetti del romanzo che mi hanno offerto molti spunti di riflessione, a partire proprio da un robot che a tutti gli effetti è una tabula rasa che deve essere programmata. L'autrice è stata brava a mostrarci la sua lenta scoperta del mondo, ma soprattutto la sua lenta scoperta dei sentimenti umani, quelli che mai un robot potrebbe arrivare a capire del tutto... e invece a un certo punto sembra quasi che la macchina sia riuscita meglio a cogliere l'incredibile semplicità delle tante piccole sfumature che ci sta dietro una grande e complessa emozione, come quella dell'amore. E poi proprio perché il robot non sa nulla ed è come una spugna si creano anche tanti spunti divertenti, che, a mio avviso, bastavano per dare quel tocco di divertimento alla trama. Vi lascio con uno spunto che mi è molto piaciuto... scusate per la lunghezza...
«Io credo che l’amore, fondamentalmente, sia diventare due persone. Te stesso e chi ami. Insomma, possiamo vivere anche senza l’amore. Possiamo dormire comodamente in un letto a due piazze e svegliarci da soli al mattino, preparandoci la colazione che siamo sicuri ci piaccia e iniziare la nostra giornata. Possiamo ascoltare una canzone d’amore senza ricollegarla a nessuno, godendoci invece le sensazioni di chi la canta. Possiamo ascoltare una canzone da soli e renderla nostra. Possiamo guardare un film con una pizza davanti e ridere nei momenti divertenti, commuoverci verso la fine o magari odiarlo e fare altro nel mentre. Possiamo pensare al nostro bene, ai nostri sogni, a mettere prima noi stessi di qualsiasi altra persona, perché non ci sarà mai e poi mai nessuno che ci amerà quanto ci amiamo noi. Possiamo sdraiarci, a fine giornata, quando la luna è alta nel cielo, e addormentarci ripensando brevemente a ciò che ci è accaduto nelle ultime ventiquattro ore. Oppure possiamo condividere un letto a due piazze con qualcuno e svegliarci al suo fianco di prima mattina. Possiamo preparargli la colazione, scendendo a compromessi, perché magari non si condividono gli stessi gusti. Ma che ci importa, alla fine? Abbiamo qualcuno con il quale iniziare la giornata. Possiamo ascoltare una canzone d’amore e sorridere, amarla alla follia, perché ci fa pensare alla persona di cui siamo innamorati. Possiamo ascoltare una canzone e dire a quel qualcuno: “ehi, ho scoperto una canzone che mi piace tantissimo, ascoltala”. Avere qualcuno con cui condividere la musica. Guardare un film, stretti sul divano, due pizze davanti, ridere insieme, avere una spalla su cui piangere o poterla offrire, finire per parlare d’altro in caso il film fosse troppo noioso. Possiamo pensare al bene di chi amiamo, possiamo mettere la persona che amiamo prima di noi stessi, non perché non abbiamo capito nulla della vita e siamo così stupidi da non darci la priorità su tutto e tutti, ma perché amiamo così profondamente che prenderci cura di quella persona equivale a prenderci cura di noi stessi contemporaneamente. Addormentarsi stretti a qualcuno, dopo essersi raccontati la giornata vissuta, consci che il giorno dopo lui o lei sarà nello stesso posto in cui l’hai vista prima di chiudere gli occhi.»