Il tempo non esiste; non così può dirsi dello spazio: nello spazio costuriamo quella pratica dell'esistenza senza la quale ogni oggetto disabiterebbe il nostro mondo. "L'uomo teme il tempo, ma il tempo teme le piramidi". Questo è l'architettura; vortici di pietra rimangono incorllabili, "sfidano il tempo" e vincono. E questo solo basterebbe a ritenere l'architettura fessura privilegiata per scardinare ancora un poco l'Ordine nel Tempio del Sapere: mentre miseramente crollano a pezzi gli ordini nell'indifferenza di chi studia oggi architettura, ecco che la disciplina del progetto si impone quale sapere necessario a rifondare una scentia che sappia ripensare le invenzioni più ingombranti dell'antico ordine della ragione. Ma non è soltanto questo ciò che Sini ritiene architettura, c'è ben altro dentro queste pagine: Carlo Sini investe discepoli e maestri di ogni scuola con parole che possiedono la forza degli eventi, segni vitali cui al lettore non è dato sottrarsi - a meno che quest'ultimo non voglia rinunciare a pensare: occhi e orecchie ben chiusi a respingere gli eventi che perturbano; allora sfrattiamo finalmente colui che non pensa dalla nostra terra ed esiliamo anch'egli sul punto di Archimede, se già non vi risiede in compagnia della Storia, luogo del quale la ragione dice di potere sollevare il mondo, come se essa stessa non vi abitasse.