De beroemde schilder Nemesio Viti wordt honderd jaar en dat moet gevierd: met een grote expositie over zijn leven en werk in Milaan. Geboren in 1899 maakte hij twee wereldoorlogen mee, vocht bij de partizanen, maakte furore bij de futuristen, werd orthodox communist, en ontmoette grootheden als Picasso, Hemingway en Billy Wilder. En een niet onbelangrijke liefhebberij van Nemesio waren de vrouwen – in een kleine eeuw tijd versleet hij er vele en verwekte enkele kinderen.
Tijdens de ceremonie krijgt Nemesio, inmiddels samenwonend met zijn verzorgster, een beroerte en raakt in een coma. De enige nabestaande is zijn zoon Nemo, die een grote afkeer van hem heeft en niets met hem te maken wil hebben. Maar terwijl Nemesio op zijn sterfbed ligt, droomt Nemo ’s nachts over het bijzondere leven van zijn vader. Hij wordt meegezogen in honderd jaar Italiaanse geschiedenis en gaandeweg begint hij te begrijpen waar zijn eigen wortels liggen. Eindelijk komt Nemo uit de schaduw van zijn beroemde vader.
Ha lavorato come traduttore dall’inglese per Einaudi, Giunti, Isbn, Neri Pozza, Nutrimenti Mondadori e altri editori. Tra i tanti autori di cui si è occupato figurano Percival Everett, Stephen Fry, David Nicholls, John Niven, Mark Twain.
Dal 2009 al 2013 ha lavorato come lettore dall’inglese e dall’italiano per la casa editrice Adelphi.
Collabora con la rivista «Wired», con il «Corriere della Sera», con «IL» (magazine del «Sole24Ore»), con «pagina99» e con «Rivista Studio». In passato ha scritto anche per «Il Riformista» e «Liberazione».
Tra le sue pubblicazioni: Invano veritas (e/o, 2004), L’amore in bocca (Fernandel, 2007), L’unico scrittore buono è quello morto (e/o, 2012), Piccolo dizionario delle malattie letterarie (ItaloSvevo, 2016) e Le cento vite di nemesio (e/o, 2016).
Talmente bello da non sembrare un libro di uno scrittore italiano. Intenso, divertente, surreale, emozionante. Ha davvero tutto, in uno stile fresco e non retorico. È difficile da contestualizzare perché in fondo qui non ci sono solo 100 vite, ma 102 e le due di Nemo regalano grandezza alle 100 del padre. È davvero un libro da premio Strega.
Un capolavoro! Era una vita che non leggevo un libro così originale, scritto in maniera magistrale. Nello stile linguistico ricorda il pastiche gaddiano. Rossari è un classico dei nostri tempi.
Nemesio, Nemo, nessuno, tutto... @marco_rossari è riuscito in un'impresa tutt'altro che scontata raccontandoci con ironia, dolcezza, cinismo e talvolta disillusione la storia del nostro Novecento, attraverso i suoi personaggi totali. Il rapporto tra un padre e un figlio si fa dialogo nel sogno, scoperta nel mondo onirico che trasforma i ricordi e li rende propri, permettendo il riappropriarsi di una vita e di un senso che parevano monchi. Dovete leggerlo e lasciarvi andare. Perché questo libro oltre a far ridere moltissimo e a far pensare, è anche immensamente poetico.
Un libro che inizia bene, alternando con efficacia un piano realista, per quanto bislacco, ed uno onirico. Purtroppo, con il procedere della lettura, il tono perde freschezza e vivacità, appiattendosi su un registro quasi leggero, in cui la rivisitazione del XX secolo sembra funzionale unicamente all'esercizio dell'ironia dell’Autore, talento di cui è indubbiamente dotato ma che non sempre produce effetti azzeccati, soprattutto perché mi sembra gli faccia perdere il controllo della scrittura, dando vita ad episodi troppo lunghi e ripetitivi (come la parte ambientata a Berlino) o francamente stucchevoli (il tour nei paesi comunisti). Insomma uno spunto originale e promettente che Rossari sviluppa in maniera convincente per almeno metà libro ma che alla lunga si sfilaccia nell’inseguimento di troppe variazioni sul tema. Ritengo che una maggiore attenzione all’equilibrio strutturale avrebbe giovato all’opera che, in ogni caso, rimane apprezzabile.
Un modo originale di raccontare la storia di un figlio che si riconcilia con il padre. Un padre ingombrante, un figlio che è una nullità, un nessuno, Nemo appunto. Il tono è arguto e ironico, attraversando tutto il novecento si poteva rischiare il melodramma, o troppa pomposità, e invece la narrazione scorre brillante, anche se si inceppa in alcuni punti. Forse è inevitabile perché un secolo, anche se è il secolo breve, è denso di avvenimenti, ed esserci ovunque nella storia non è un'impresa facile. Comunque, per me è una candidatura allo Strega azzeccata.
"Sono nato da uno sperma vecchio" Ma non troppo per procrearti, aggiungerei io.
Ne "Le cento vite di Nemesio" il Novecento non è solo il secolo che fa da sfondo alla Grande guerra, alla lotta partigiana, alla nascita delle avanguardie e alla costruzione e caduta del muro di Berlino, ma è l'epoca in cui è nato, cresciuto ed invecchiato Nemesio, un ragazzo del 99' che ha vissuto tutte le esperienze possibili in questo mondo ed anche quelle impossibili. Ma da un uomo che ha visto tutto, può nascere un uomo che non ha visto niente? La risposta è sì. Nemesio Junior o Nemo, come preferisce farsi chiamare, ha deciso di condurre una vita vuota e priva di ogni iniziativa e passione, probabilmente per far dispetto a quel padre così vecchio, quanto pieno di vita, che non lo ha mai capito. Ma si sa, tutto è imprevedibile e lo stato delle cose può cambiare all'improvviso: il giorno del suo centesimo compleanno Nemesio viene colpito da un attacco apoplettico e arriva in ospedale in fin di vita. Da quel momento in poi, Nemo inizierà a sognare ogni notte un pezzo della biografia di quel padre che prima non era mai stato interessato a conoscere. Ma sarà tutto frutto della sua fantasia e del suo inconscio o in fondo qualcosa di vero c'è? Nemo lo scoprirà ben presto.
500 pagine non bastano per parlare delle cento vite di Nemesio e dei 30 anni mal vissuti, o meglio non vissuti affatto, di suo figlio Nemo, ma Rossari ci riesce con una prosa ironica, ma tanto realistica da non annoiare mai.
De samenvatting is veelbelovend maar het boek lost de verwachtingen niet in voor mij bij gebrek aan historische diepgang. De humor is vaak zeer spitsvondig doch de verhaallijn is vaak hectisch en verwarrend voor een minder geoefende lezer zoals ik.
Chyba nie należę do grupy docelowej tej książki ale naprawdę ile można powtarzać o tym z czego jest się poczętym, po opisie spodziewałam się więcej kontekstów historycznych