E la storia si ripete
E sorridi per le scenette surreali nella riunione di circolo dei "nobili", per la scelta di parole che hanno un suono ed una potenza evocativa pari a pochi altri dialetti. E la lettura prosegue, e la storia anche, e poi scoppia la bomba. Gran botto, sembra il finimondo, ma dove siamo? Sono i primi anni del '900 e la storia purtroppo prende spunto da un episodio vero. Un grave scandalo all'interno della Chiesa cattolica, abusi su ragazze minorenni e non, circonvenzione di buona fede, soprusi e vessazioni in nome dello "Spirito Santo". Mi sono venuti i brividi e non per i fatti denunciati per sè stessi, ma in quanto non riesco a non ravvisare sempre le medesime logiche, canovacci che si ripetono, giustizia sommaria ed addomesticata che ogni vicenda, ogni scandalo piccolo o grande avvenuto in questo paese, reitera fino alla nausea. E nausea è quello che ho provato nel concludersi del capitolo ultimo. Nausea per quel gran "coperchio" che il tempo, la corruzione, l'appianamento in privato attraverso accordi che fanno leva sulle debolezze di umane di ognuno è solito zittire ogni voce discordante ed anticonformista. Sì, perchè nel nostro paese sei "anticonformista" se ti schieri dalla parte degli onesti, se ti fai scudo con la Costituzione, se credi che la giustizia ti proteggerà nella lotta contro i soprusi, se...se...se... E' trascorso un secolo e più da ciò che racconta Camilleri in questo libro, ma neanche un giorno, se leggo un quotidiano, una testata web, se mi confronto con le idee circolanti. Sembriamo tutti aver preso le distanze, con i nostri smartphone, le nostre auto potenti, gli abiti sempre alla moda, le cene al ristorante, il cinema, le vacanze, da certi trascorsi di vita provinciale (e si badi che il senso non è spregiativo, ma indicante solo la "territorialità"). Appunto... sembriamo. Ma quello che siamo veramente è ancora tutto lì, ben nascosto sotto la finta aria ripulita delle apparenze. E dopo un secolo intero è difficile anche solo sperare che qualcosa cambierà, perchè non siamo mai stati un popolo ma solo un aggregato di tribù regolate dalle leggi del clan di appartenenza. Ne avrei attribuite 5 di stelle, e se le merita tutte... ma per il momento l'ultima se l'è ingoiata l'amarezza.