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Dei miei vini estremi. Un ebbro viaggio in Italia

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Agli occhi di un devoto eterodosso come Camillo Langone, il degustatore amatoriale di oggi ha come unico (dannoso) interesse la «trasparenza» delle etichette e l'«onestà» delle certificazioni biologiche. Continua ad accostarsi alla bevanda che mette in contatto Dio e gli uomini come un sonnambulo, inconsapevole di quali eredità stia dissipando tra i finti Bordeaux e le «spremute di legno» dei vini in barrique, gli onnipresenti Chardonnay e le inutili fiere dai nomi anglofoni. Contro l'appiattimento del palato e la pervasività di cru stranieri, in questo excursus tra i prodotti e i protagonisti della più umana e nobile delle culture, Langone si inserisce nella tradizione di Soldati e Monelli, scrittori prestati al racconto della tradizione vinicola e del paesaggio italiano, raccontando la geografia del paese con il rispetto religioso dell'innamorato, insofferente al mito farlocco del dio Bio, nella consapevolezza che «l'unico vino naturale è l'aceto». Disegna così una geografia dell'Italia eccentrica e «peculiarista», in cui accanto ad alcune cantine famose si trovano storie di vini rarissimi e uomini esemplari, autoctoni fino al parossismo, dove la lingua concisa e tagliente dell'autore ridà senso al mondo dal sapore globalizzato dei wine instagrammer.

170 pages, Paperback

First published February 21, 2019

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Camillo Langone

17 books1 follower

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Andrea.
1,138 reviews54 followers
June 23, 2020
All'inizio tocca farsi strada attraverso l'ego dell'autore, cui preme dipingere il proprio profilo intellettuale e morale di dandy passatista, sedicente connoisseur. Poi qualche ideuzza su rosso freddo e vitigni autoctoni, qualche ricordo di bottiglia e scorribanda, nomi di amici famosi, l'anatema contro bio e Steiner, qualche pittore figurativo contemporaneo snocciolato a capocchia, qualche gruppetto indie rock così per non sembrare la signorina Felicita... Insomma niente che giustifichi il tempo dedicato.
93 reviews
December 21, 2025
《Puoi lasciarlo riposare in cantina anche oltre 15 anni》. Mentre io sono del seguente avviso: non stappare domani ciò che potresti stappare oggi. Ammesso e non concesso che un vino in 15 anni, possa migliorare, anziché ossidarsi, marsalarsi, svanire, un uomo in 15 anni può soltanto peggiorare, invecchiare, ammalarsi di fegato, se non proprio, accidenti, morire. Se mi regalassero un Amarone Quinterarelli mi affretterei a berlo non oltre 15 giorni...
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