Divertenti, dissacranti, scorrettissime. Ascanio Celestini ha raccolto e reinventato barzellette provenienti da ogni parte del mondo. Ce le racconta in una cornice inaspettata con la sapienza di un grande narratore, mettendole in fila come i vagoni di un treno e mostrandoci «quanto siamo infami, ma anche quanto siamo liberi e deboli».
Una storia surreale ch'è la scusa per narrare il nostro modo di ridere, nostro di tutti noi e di ognuno di noi, con tutte le differenze, gli eccessi e le banalità del caso. Un simpatico libercolo che non scalerà classifiche ma che vale la pena di leggere. Solo un dubbio: i congiuntivi, sono stati tutti dribblati per dare un determinato taglio alla figura del narrante?
Non è il miglior libro di Celestini che abbia letto fino ad ora. É più che altro una antologia di barzellette, alcune carine altre pessime o incomprensibili, incastonate in una storia surreale che funge da espediente per raccontarle